Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte I.--Interrogatori


Interrogatorio di Alfio Spampinato
(Fog. 346, vol. 1.--17 Marzo 1891)

  D. R. Volendo dire tutta la verità alla Giustizia confesso pure, che le volte in cui presi parte al furto dello argento della bara di Sant'Agata, furono tre e non una, come precedentemente dichiarai.
  I fatti andarono così:
  La prima volta, in seguito ai presi accordi con Francesco Nicotra, ci riunimmo io e Salvatore Nicotra, ed andammo a prendere l'argento innanzi il portone del magazzino della bara.
  Presolo infatti, uscimmo da porta Uzeda e trovata una carrozzella che passava in quel momento per caso, ci ponemmo su di essa e ci facemmo condurre direttamente a Cibali dove portammo l'argento nella grotta che trovasi nel fondo di mio padre.
  La seconda volta credemmo bene di procurarci pria una carrozzella per riuscire più sicuramente nell'operazione.
  All'uopo io mi rivolsi ad un mio conoscente, inteso comunemente Ciccio il Babbo, il quale a sua volta chiamò quel cocchiere che abita accanto alla Chiesa di Monserrato.
  Costui presentato da me a Salvatore Nicotra, consentì di darci la sua carrozza per un giorno per andare in Paternò come gli facemmo credere, e per il prezzo di L. 13.
  Avuta così la carrozza, conducendola io stesso, ci portammo io, il Nicotra ed il Ferlito a prendere l'argento in Piazza del Duomo al solito posto.
  La carrozza si faceva fermare vicino il portone della bara. Salvatore Ferlito avea cura di spegnere i fanali della piazza col suo bastone.
  Quindi preso l'argento come la prima volta, e messolo in carrozza, andammo a portarlo a Cibali nella stessa grotta.
  La terza volta, dopo i debiti accordi, non solo coi fratelli Nicotra e col Ferlito, ma anche con Neddu Pappalardo, ci recammo con la stessa carrozza, ottenuta dallo stesso cocchiere, come la prima volta, alla marina, o meglio dinanzi Villa Pacini. Di là partirono a chiamare Neddu Pappalardo il detto Ferlito e Salvatore Nicotra, e ritornati quindi col detto Pappalardo, che avevano trovato presso le sorelle Riccioli, si unirono a me.
  Prendemmo in seguito lo argento e ci recammo, come le altre due volte, a portarlo nella grotta di Cibali.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.