Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte I.--Interrogatori


Interrogatorio di Alfio Spampinato
(Fogl. 352, vol. 1. -- 19 Marzo 1891).

  D. R. Debbo dichiarare alla Giustizia che se io mi sono mostrato qualche volta reticente ed ho esitato molto prima di dare la verità nei precedenti interrogatorii, ciò è stato per le continue suggestioni del detenuto Giuseppe Mazzeo rinchiuso nella stessa stanza dove io sono. Egli che si vanta avere il grado di camorrista, non ha mai tralasciato di chiedermi giornalmente informazioni su questo processo e rimproverarmi per le propalazioni da me fatte, esortandomi a non rivelare niente alla Giustizia. Ieri sera, in tuono minaccioso, m'ingiunse di chiedere un colloquio alla S. V. per ritrattare completamente quanto mi trovavo di avere rivelato e mi suggerì di dire che Riela, Consoli, Sciacca, Parisi e compagni, sono del tutto innocenti dei furti che loro si addebitano, e che io li avevo calunniati per suggestione di Francesco Nicotra.
  Anzi mi soggiunse di dichiarare che spinto dal rimorso della coscienza chiedevo un confessore onde confessare a lui questa grave mancanza, di avere cioè fatto male a tanti poveri diavoli innocenti--Per indurmi a secondare questo suo desiderio mi fece presente che io facendo i nomi di quei ladri, sarei stato dalla Giustizia ritenuto ladro come loro e che finalmente uscendo dal carcere sarei stato con certezza assassinato.
  D. R. Ignoro se il Mazzeo avesse ricevuto segretamente qualche biglietto d'alcuno dei detenuti per questi furti.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.