Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte I.--Interrogatori


Interrogatorio di Ferlito Salvatore
(Fog. 389--Vol. 1.--5 aprile 1891).

  D. R. Adesso che mi sento alquanto migliorato in salute, essendomi risoluto di dire alla Giustizia quanto è a mia conoscenza circa il furto dello argento della bara di S. Agata, ho fatto chiamare la S. V. per essere nuovamente interrogato.
  La S. V. mi deve credere che io sono profondamente pentito di quella piccola parte che ebbi nell'indicato furto.
  Ecco quanto posso dire:
  Nello scorso inverno, non ricordo il mese preciso, mentre mi trovavo a passeggiare verso il Borgo, incontrai Francesco Nicotra, Salvatore Nicotra e Alfio Spampinato ed un'altro molto amico dei fratelli Nicotra, del quale adesso non ricordo altre indicazioni.
  Costui però era un mio conoscente perchè lo avevo più volte veduto insieme al mio amico Francesco Nicotra.
  Essi tutti e quattro m'invitavano ad andar con loro a Cibali, invito che io accettai.
  Durante il cammino essi discorrevano della bara di S. Agata, di argento rubato alla stessa e di altre cose relative.
  Io mi meravigliai grandemente di quei discorsi, e non mi sapevo rassegnare a prestarvi fede, parendomi piuttosto che essi volessero scherzare--Se non che dopo che ci divertimmo in Cibali, e dopo che essi mi avevano messo a parte di quel discorso, m'invitarono ad andar con loro in una delle notti seguenti a prendere in Piazza del Duomo altro argento che si sarebbe rubato alla stessa bara di S. Agata.
  Ancor quasi non credendo a quanto mi si proponeva, aderii sebbene a malincuore, all'invito. Circa due giorni dopo, in seguito al convegno precedentemente stabilito, ci recammo dinanzi il portone del magazzino della bara di S. Agata, dove prendemmo un involto contenente l'argento rubato, lo ponemmo in carrozza e lo portammo in Cibali nella grotta che trovasi nel fondo del padre di Alfio Spampinato.
  Fummo in piazza del Duomo a prendere l'argento verso le 4. 30 antemeridiane. Erano in mia compagnia Salvatore Nicotra, Alfio Spampinato e quel tale amico del Nicotra che è un giovine sui 25 anni che io mi fiderei benissimo di riconoscere ove mi si facesse vedere.
  Francesco Nicotra trovavasi dentro il magazzino della bara a rubare l'argento che poi venne messo dietro il portone dove noi tre lo prendemmo. Appena lo argento venne da noi deposto nella grotta ora indicata, io me ne ritornai a casa mia, e fu tale la impressione che mi fece l'aver preso parte a quel fatto delittuoso che io mi dovetti mettere subito a letto perchè ero quasi ammalato.
  Dopo alquanti giorni, quando ancora io non era perfettamente ristabilito in salute, Salvatore Nicotra venne a portarmi L. 30 come parte mia sul prodotto dello argento rubato. Per ora non ricordo altro.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.