Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte I.--Interrogatori


Interrogatorio Francesco Nicotra.
(Fog. 416, vol. 1.--17 Aprile 1891.)

  D. R. Se nella dichiarazione del sette dello scorso marzo apparisce di avere io detto che la prima volta quando giunsi a S. Francesco all'Arena trovai l'argento liquefatto e consolidato dev'essere stato certamente lo effetto di un equivoco.--Poichè l'argento che io trovai liquefatto e consolidato quando giunsi a S. Francesco all'Arena fu quello dell'Ostensorio grande della Cattedrale e non già quello della bara di Sant'Agata.
  Il metallo sottratto alla bara fu fuso all'Arena in ambedue le volte dopo che io già ero arrivato. Il fatto quindi della fusione dell'argento dell'Ostensorio senza la mia presenza, avvenne, come la S. V. ben comprende, in un tempo bene anteriore, come già dichiarai alla Giustizia, cioè qualche mese dopo il furto degli Ostensori.
  D. R. Confermo che Gaetano Mazzola tanto la prima, quanto la seconda volta in cui fu rubato lo argento della bara di S. Agata venne meco a San Francesco all'Arena presso lo Spampinato --Se lo Spampinato esclude la presenza del Mazzola dalle operazioni che si fecero presso di lui all'Arena, vuol dire che non ricorda bene.
  D. R. Non è esatto che io, quando giunsi a San Francesco all'Arena in ambo le notti in cui si trattò dello argento della bara, avessi trovato colà Carmelo Riela--Quando feci alla S. V. la mia dichiarazione in proposito forse non ricordavo bene poichè, essendo passati alquanti mesi dal fatto, non possono subito ricordarsi con precisione tutte le circostanze. Ora che la S. V. mi ricorda, anzi mi richiama l'attenzione sul proposito, ricordo bene che il Riela tanto la prima, quanto la seconda volta giunse a S. Francesco all'Arena verso le 4 pom.
  Pria di essere licenziato soggiunse:
  Stamane ho veduto nel carcere Francesco di Paola Mangano che è appunto quel tale Ciccio, cocchiere di cui parlai alla S. V. nei miei precedenti interrogatorii.
  Sul proposito avendo ricordato meglio devo dichiarare alla S. V. che dei due cocchieri di cui parlai, il primo che io indicai col nome di Ciccio, aveva invece il nome di Raimondo, ed il secondo che io indicai col nome di Luigi è invece Francesco di Paola Mangano--Il cocchiere Raimondo, di cui sconosco le altre generalità, non ebbe parte soltanto nel furto degli ostensorii, ma egli fu anche colui che portò nella sua carrozza a S. Francesco all'Arena l'argento rubato la seconda volta alla bara di Agata.
  Il Mangano fu colui che portò a S. Francesco all'Arena con la sua carrozza, lo argento rubato la prima volta alla detta bara.
  Quando dichiarai alla S. V. relativamente ai cocchieri, non ricordo il cognome di Mangano e perciò mi limitai ad indicare costui col nome di Ciccio--Lo avere però indicato Ciccio come il cocchiere che portò gli ostensorii fu un equivoco in cui percorsi pel fatto che Raimondo, il cocchiere che trasportò gli ostensorii, prese poi anche parte, come ho già detto, al furto dell'argento.
  L'altro cocchiere, cioè Raimondo, che è reduce della galera, lo indicai col nome di Luigi perchè non ricordavo il suo vero nome.
  A meglio precisare quest'ultimo individuo, posso dichiarare che è colui il quale, come generalmente si conosce uccise il boia, e per tale reato riportò la condanna a venti anni di lavori forzati.
  Egli soleva frequentare la bettola di lu ziu Puddu lu Nanu.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.