Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte II.--Esami testimoniali


Cosentino Sac. Cristofaro.
(Fol. 126, vol. 2.--6 giugno 1891)

  D. R. Nel mese di agosto dell'anno 1890, mentre ancora Concetto Torrisi era in servizio presso questa Cattedrale, dopo che era stata regolarmente chiusa, si trovò aperta la porta del cosiddetto Cannarozzo, che è quella che mette in comunicazione il Seminario con la Cattedrale.
  Alla stessa si può anche giungere mediante una piccola porta che dà nel cortile del Palazzo Arcivescovile.
  Si chiama comunemente la porta del Cannarozzo, perchè ad essa dalla porta della Cattedrale si va traversando da un corridoio buio e tortuoso che ha principio nella Cappella della Madonna.
  La porta del Cannarozzo ha molte chiavi simili, sempre di unica serratura, le quali vengono tenute una dal sacristano maggiore, una da Monsignor Vicario, una da Monsignor Caff, una dal V. Rettore del seminario, una dal Cardinale e una suole rimanere nella Sacrestia per uso dei sacristani.
  Quando Concetto Torrisi era sacrestano alla Cattedrale, aveva anch'egli una chiave della porta.
  Però egli non aveva dritto ad averla. infatti [sic] egli stesso mi aveva dichiarato che si aveva fatta costruire quella chiave di sua propria volontà, ed a sue spese.
  Quando egli poi lasciò il servizio della Cattedrale portò seco lui quella chiave che, del resto, non gli venne richiesto da nessuno.
  Quando si scoperse che la detta porta si trovava aperta non ostante che io l'avessi fatta chiudere, io a dire il vero, sospettai di Concetto Torrisi.
  Devo aggiungere inoltre, che dopo le indicate due volte, per eliminare della mia mente ogni dubbio, curai io stesso di chiudere personalmente la detta porta, e tuttavia avvenne, che verso il giorno otto o nove settembre, dopo averla chiuso io stesso, trascorsa circa un'ora e mezzo, fu trovata aperta.
  Ricordo in proposito, che in quella occasione Monsignor Vicario s'inquietò molto, come m'inquietai molto anche io non sapendo che pensare.
  Devo confessare però, che il mio principale sospetto cadeva su Torrisi, e credevo che egli lo facesse apposta per far fare cattiva figura a me verso i miei superiori.
  Aggiungo che la suindicata porta si suol chiudere la sera, quando si chiude la Chiesa, od anche verso mezzogiorno, quando pure si chiude la chiesa, però nelle indicate tre volte fu trovata sempre aperta verso i tre quarti d'ora di notte.
  D. R. Chi ha la chiave dell'indicata porta, di giorno, passando per l'altra da me indicata porta, che dà nel cortile del palazzo vercivescovile, può benissimo introdursi nella Cattedrale, anche senza essere veduto se non incontra alcuno nel suo passaggio.
  D. R. Concetto Torrisi nel settembre dello scorso anno ebbe otto giorni di permesso per recarsi in campagna a casa sua; poscia, mentre ancora era assente dalla cattedrale, fece sapere che era ammalato ed ottenne un secondo permesso, di modo che egli ritornò alla Cattedrale, come ben ricordo, il giorno ventisette del detto mese.
  E lo ricordo bene perchè fu il giorno precedente alla mia partenza, che ebbe luogo il giorno ventotto dello scorso mese.
  Anche io partii in permesso di assenza per un mese.
  D. R. I miei sospetti caddero su Concetto Torrisi, perchè io già sospettavo di lui per i seguenti fatti:
  Quando avvenne il tentativo di furto al tesoro di S. Agata, giusto quanto fu appreso dai sacristanelli, il Torrisi aveva lasciato aperto il cancello che chiude la cappella, in cui trovasi la porta del tesoro di S. Agata.
  Aveva lasciato pure aperta la porta che dalla Chiesa conduce al campanile.
  La notte, alle tre ant. si era alzato, ed aveva fatto alzare i sacristanelli dicendo che era il giorno suo onomastico e sarebbe venuta molta gente.
  Quindi li spinse a rompere legna per accendere il fuoco e lavare i piatti.
  Ed in proposito è notevole il modo con cui faceva rompere le legna che in sostanza non erano che vecchi angeli [sic] abb[a]ndonati.
  Si rompevano gettando addosso, cioè ai detti angioli, grosse pietre, le quali di conseguenza, cadendo, facevano un gran rumore.
  Il giorno dieci od undici dello scorso novembre essendo io uscito a passeggio con certi sacristanelli, ritornai alla Cattedrale mezz'ora prima dell'ave maria.
  Picchiai alla porta della sacrestia in via Vittorio Emanuele moltissime volte per circa mezz'ora, ma nessuno veniva ad aprirmi.
  Mi misi a passeggiare pensando che il detto Torrisi, fosse sul campanile, perchè si avvicinava l'ora della benedizione nella chiesa della Confraternità dei bianchi.
  Senonchè intesi, un momento dopo, il consueto segnale, con cui, dal campanile, si domanda aiuto di altre persone per suonare le campane.
  Dimodochè fui allora sicuro che il Concetto Torrisi non era sul campanile.
  Di conseguenza, tornai subito a picchiare nuovamente la porta della sacristia.
  Però il Torrisi, per non fare sospettare, avendo udito il segnale dal campanile, suonò frettolosamente le campane e quindi venne ad aprirmi tutto ansante.
  Alle mie domande rispose che era stato affacciato al balcone e che non aveva inteso il mio lungo picchiare.
  Tale risposta non mi persuase punto, perchè, se egli fosse stato al balcone, avrebbe dovuto udire con maggiore facilità, trovandosi il detto balcone sopra la indicata porta della sagristia.
  Io con la mia mente mi diedi ad almanaccare, che cosa il Torrisi avesse potuto operare in quel tempo che non udiva, o fingeva di non udire i colpi, che io davo alla porta della sagristia; ma non potei venire a capo di nulla. Il giorno appresso però, uno dei canonici mi chiamò e fecemi vedere che era stata forzata la serratura di un cassuolo nella sacristia dei canonici, nel quale si conservano i denari provenienti dalle elemosine che i fedeli fanno per il culto del SS. Crocifisso.
  Sicchè io non ebbi più dubbio, che appunto il Torrisi fosse stato colui che aveva forzato quel cassuolo, nel tempo della mia assenza e specialmente mentre io picchiavo la porta della sagristia.
  Erano questi i fatti che mi facevano stare guardingo e sospettoso verso il detto Torrisi.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.