Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte II.--Esami testimoniali


Arangio Salvatore
(Fol. 135, vol. 2.--9 giugno 1891)

  D. R. Il giorno 25 dello scorso mese di aprile, trovandomi in compagnia del sotto capo Guardia sig. D'Alessandro Primo, salivamo al primo piano di questo carcere.
  Sul pianerottolo trovansi, come d'ordinario, a scrivere parecchi detenuti.
  La Guardia Lessi Sebastiano, che era di servizio in quel luogo, mentre ci apriva il cancello che dà adito ai corridoi del primo piano, ci domandò se ai detenuti fosse lecito scrivere in carta da bollo.
  Essendoci noi mostrati sorpresi di quella domanda, la nominata Guardia ci dichiarò che aveva veduto il detenuto Riela scrivere sopra un foglio di carta bollata.
  Fu allora che io ordinai si perquisissero i detenuti che trovaronsi a scrivere in quel luogo, e che erano Carmelo Perina e Carmelo Riela dinanzi ad un tavolo, e Giulio Belluso dinanzi ad un altro tavolo. Il risultato della perquisizione si fu, che addosso a Carmelo Perina venne rinvenuto un foglio di carta da bollo, sul quale stava scritta una obbligazione a firma di Carmelo Riela.
  Di conseguenza feci sequestrare il detto foglio e feci quindi condurre i detenuti Riela e Perina l'un dopo l'altro, separatamente, dinanzi il signor Direttore.
  Io fui presente quando il Riela parlò sull'avvenuto fatto col signor Direttore.
  Non ricordo con precisione tutto quanto venne detto da una parte e dall'altra.
  Ricordo benissimo però, che il Riela era pallido e tremante, e quando si trovava dinanzi al Direttore diceva io sono rovinato, io sono disgraziato, mi aiuti.
  Del fatto che ho esposto feci allora il mio rapporto, e i due detenuti Riela e Perina, per disposizione del Direttore, furono entrambi disciplinatamente puniti.

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Ultima revisione: 28 dicembre 2005.