Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte II.--Esami testimoniali


Marletta Michele
(Fog. 17. Vol. 2.--28 gennaio 1891).

  D. R. Circa venti giorni fa, trovandomi assieme al calzolaio Riccardi Nicola ed al ramaio Salvatore Costa e parlando con gli stessi di furti avvenuti e dei sospetti che si avevano contro Salvatore Consoli, io per compiacerli mi mossi a condurli nella via S. Calogero ove Consoli abita.
  Passata la via Stesicoro-Etnea, nella quale ci trovavamo, e giunti in piazza del Duomo, vedemmo all'angolo del caffè Nazionale fermati, Orazio Carrara, Gaetano Mazzola ed il calzolaio Speranza.
  Allora io rivolgendomi ai miei due amici ed indicando loro quei tre, dissi: Guardate, che bella compagnia!!
  Intendevo dire che erano persone di cattiva vita e che il loro stare infine [sic] doveva naturalmente destar sospetti.
  Quando avvenne l'incontro di cui ho narrato erano le ore cinque e mezzo pomeridiane.
  Condussi poi i miei amici nella stanza ove abita il Consoli, ma la costui casa era chiusa e non potemmo veder nulla.
  A quanto ho detto devo aggiungere che dopo il giorno di cui ho parlato più volte verso un'ora di notte passando per la piazza del Duomo vidi le tre persone stare ferme dinanzi il portone del magazzino dove suole riporsi la bara di S. Agata.
  Qualche volta anzi vidi fermato, e solo, Orazio Carrara.
  E qualche volta vidi ancora che mentre il Mazzola e lo Spampinato stavano fermi, il Carrara distaccandosi da loro entrava nel portoncino poco discosto che mena al Seminario.
  D. R. Salvatore Consoli è un fabbro ferraio, ma è anche un bravo meccanico e si adopera anche a fare qualunque mestiere.
  Però è notissimo come persona che prende parte in quasi tutti i furti che avvengono in Catania.
  D. R. Dopo che avvenne il furto della bara di S. Agata incontratomi il calzolaio amico mio in via Stesicoro Etnea, mi ricordò quanto avevamo visto quella sera all'angolo del caffè Nazionale ed i sospetti da me in quella occasione manifestati su quei tre riuniti.
  Anzi sul proposito ricordo, che quando coi due amici vidi fermi e riuniti il Carrara, il Mazzola e lo Speranza manifestando i miei sospetti dissi:
  «Qualche cosa deve succedere».
  D. R. Tanto il mio calzolaio, quanto io, abbiamo sospettato che i tre suddetti individui fossero stati autori del furto della bara di S. Agata.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.