Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte II.--Esami testimoniali


Nicotra Salvatore
(Fog. 31, vol 2. -- 30 gennaio 1891).

  D. R. Io convivo con mio padre, mia madre ed i miei fratelli Giuseppe e Francesco, e formiamo tutti unica famiglia, sebbene la notte, io e mio fratello Giuseppe, restiamo a dormire in una casa, mentre gli altri vanno a dormire in altra casa, che trovasi però nello stesso vico Guglielmo.
  Io fui, qualche tempo, impiegato nella qualità di commesso presso Gaetano Patamia, [sic] sensale di cereali, ma dopo che fui imputato del tentativo di furto in danno della Ditta Savoia e Carbone, cessai dal detto impiego e sono sinora rimasto senza occupazione, vivendo coi mezzi che mi somministra la famiglia, e specialmente mio fratello Giuseppe, che è contabile nello Stabilimento S. Lucia.
  D. R. Siccome da quaranta giorni circa mi trovo ammalato con un ascesso al collo, e quindi ho dovuto, durante tal tempo, rimanere sempre in casa, non so se mio fratello Francesco si sia allontanato per fare qualche viaggio, perchè egli all'ora del pranzo, quando siamo tutti insieme a mangiare, egli talvolta rimane assente ed io non mi ho preso mai la cura di domandare la ragione di tale assenza.
  D. R. Pria degli indicati quaranta giorni però, posso affermare, che mio fratello Francesco non si allontanò mai da Catania per fare qualche viaggio.
  D. R. Conosco Antonino Consoli col quale mi sono trovato, come la Giustizia conosce, nel tentativo del furto in danno della ditta Savoia e Carbone, ma io lo aveva conosciuto poco tempo pria frequentando la casa di Neddu Sciacca.
  D. R. Nella casa di Neddu Sciacca non incontrai altre persone, tranne del Consoli.
  D. R. Non so se mio fratello Francesco Nicotra conosca Antonino Consoli.

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Ultima revisione: 28 dicembre 2005.