Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte II.--Esami testimoniali


Reale Carmela
(Fol. 38, vol. 2° -- 1. febbraio 1891).

  D. R. Ieri sera, verso le due o due e mezzo, mi sentii chiamare dalla pettinara, moglie di Antonino Nicotra, la quale, essendomi io a lei presentata, mi condusse nella casa a pianterreno che essa possiede poco distante della mia abitazione, e là mi consegnò un involto contenente del metallo bianco, dicendomi che era piombo inserviente al mestiere di pettinaio e pregandomi di conservarglielo in casa mia.
  Trattandosi, come essa asseriva, di piombo, non esitai di acconsentire al suo desiderio, ed insieme ci recammo in casa mia, dove io stavo per conservare quel metallo nella mia cassa, quando essa mi disse con vivacità: «Ma non dovete conservarlo nella cassa».
  Tali parole mi fecero grandemente sospettare, ed appena la pettinaia si allontanò, io, per consigliarmi, mi recai in casa della mia vicina Vincenza Leonardi, la informai del fatto, mostrandole del metallo.
  La Leonardi nel vederlo mi disse, come atterrita: Questo è argento, questo è cosa di chiesa, tu non stai bene in coscienza; corri subito a consegnarlo ai Cappellani.
  Fu perciò che immediatamente mi recai alla parrocchia del Borgo cercando il Cappellano, ma non lo trovai, non ostante che mi vi fossi recata per ben due volte, nell'intervallo di qualche ora tra l'una e l'altra.
  Finalmente verso le sei, avendo appreso alla parrocchia che il Vice Parroco era andato verso la città per via Stesicoro Etnea, mi avviai in quella direzione, ed infatti lo incontrai in compagnia di un altro signore.
  Lo avvicinai subito, e gli dissi che dovevo parlargli di cosa grave, ed egli rispose di dover andare alla parrocchia, dove egli stesso sarebbe tosto venuto.
  Giunti alla parrocchia, egli mi condusse in casa del Cappellano, dove io gli dissi di che si trattava, e gli consegnai quel metallo.
  Poco di poi, mentre stavo per ritirarmi in casa, ed ero in compagnia della detta Leonardi, incontrai delle Guardie di P. S. e mi condussero in Questura.
  Devo avvertire la S. V. che pria di mostrare quel metallo alla Leonardi, lo mostrai ad Agata Sapienza cosidetta Saponara, la quale mi disse che era argento e mi consigliava di restituirlo alla Pettinara.
  D. R. Conosco per averlo inteso dire alla stessa Pettinara, che suo marito Antonino Nicotra ha una sorella, o cognata, la quale allevò il già sacrista maggiore della Cattedrale sacerdote Di Maggio.
  Mostrato alla testimone il metallo sequestrato e la salvietta nella quale è avvolto,
  R. È questo il metallo di cui ho parlato, ed è questa la salvietta in cui il metallo era avvolto.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.