Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte II.--Esami testimoniali


Maranta Sebastiana
(Fol. 48, vol. 2. -- 4 febbraio 1891).

  D. R. Fui, per circa due anni, in relazioni amorose con Vittorio Carrabba, quello che ha il negozio di strumenti musicali, ed egli mi prometteva sempre che mi avrebbe fatto sua mantenuta.
  Anzi mi avea già comperato taluni mobili, quando avendo io una notte ricevuto un altro invece di lui, egli venne in rottura con me.
  Nel tempo delle relazioni con Carrabba, avevo conosciuto Francesco Nicotra, il quale una mattina essendo venuto nell'albergo Saati a cercare certa Rosa Mazzarino, entrò nella mia stanza, che in quel momento era aperta, si spogliò e si coricò nel letto con me, che anche io era nel letto.
  Dopo circa otto giorni, ricordo meglio, dopo più di un mese, mi mandò a chiamare per mezzo di una donna, in una casa particolare presso il Castello Ursino, nella quale lo trovai in compagnia del calzolaio Alfio Spampinato.
  Costui era colà in compagnia di Grazia Cocuccio, ragazza di piacere che abitava in quella casa.
  Francesco Nicotra ed Alfio Spampinato rivolgendosi a noi due donne c'invitarono ad andare seco loro a mangiare.
  Ci recammo infatti tutti e quattro in una bettola nel viale Principessa Margherita, e dopo aver mangiato, ritornammo tutti quattro all'albergo Saati, dove il calzolaio rimase a dormire colla Grazia ed il Nicotra con me.
  La mattina seguente partimmo tutti quattro per divertirci verso Aci-Castello, d'onde ritornammo la sera.
  Giunti che fummo in via Pacini, Francesco Nicotra ci lasciò, dicendo che doveva andare a casa ad avvertire la famiglia che quella notte restava fuori casa e per prendersi la valigia, dovendo il giorno seguente partire per Palermo.
  Il Nicotra la stessa notte ritornò all'albergo Saati, mentre io mi trovavo a ballare presso le sorelle Riccioli, e poscia venne pure al ballo dove io ero.
  Finito il ballo, verso la mezzanotte, il Nicotra, io, Rosa Mazzarino, il sergente Orlando e Mario Capparelli, fummo a mangiare nella bettola di D. Gregorio, vicino via Coppola.
  Indi il Nicotra, licenziandosi dagli altri, venne a dormire con me all'albergo, e la mattina seguente, verso le otto e mezzo, presasi la valigia partì per Palermo.
  Tal fatto avvenne verso il 20 novembre dello scorso anno.
  Rividi poi il Nicotra alquanti giorni prima del Natale in via Stesicoro-Etnea, mentre ero in compagnia di Grazia Cocuccio, lo invitai a venirmi a trovare, ed egli infatti venne poco dopo, ma stette poco tempo e se ne andò.
  In seguito per mezzo di Mario Capparelli persuasi Francesco Nicotra a diventare mio innamorato e venne a dirmi che accettava la proposta per riguardo verso il Capparelli.
  Fu così che il Nicotra è rimasto un mese circa in costante relazione con me.
  La sera mi portava a passeggiare, mi portava ogni giorno a desinare in qualche trattoria e dormiva ogni notte con me, tranne quando era assente da Catania.
  D. R. Durante il mese da me indicato, il Nicotra partì una volta per Messina di buon mattino e ritornò il mattino seguente.
  Un'altra volta partì per Caltanisetta, rimase assente e fu nelle ultime grandi piogge.
  D. R. Quando partì per Messina non portò seco la valigia, la portò però quando partì per Caltanisetta.
  Ricordo anzi, che ritornando da Caltanisetta, portò un mantello nuovo.
  D. R. Da quando egli ritornò da Caltanisetta, la sua valigia restò sempre nell'albergo Saati nella mia stanza.
  Circa tre giorni prima del suo arresto, egli, trovandosi nel detto Albergo col calzolaio Alfio Spampinato, lo pregò di portarsi quella valigia, perchè doveva recarsi alla stazione.
  Sicchè la valigia rimase là sino a quando ieri sera fu sequestrata dal Delegato di Pubblica Sicurezza.
  D. R. La notte che fu arrestato Francesco Nicotra venne all'Albergo Saati suo fratello Salvatore, e domandò che cosa suo fratello Francesco aveva lasciato nella mia stanza.
  Io gli mostrai la valigia ed egli l'aperse, guardò il contenuto e la richiuse, dicendomi di lasciarla stare là perchè il giorno seguente sarebbe venuto egli stesso a prendersela.
  Tal linguaggio mi sorprese, e domandando seppi, che suo fratello Francesco era stato arrestato.
  D. R. Gli amici di Francesco Nicotra che venivano, di quando in quando a cercarlo, erano: il calzolaio Alfio Spampinato, il barbiere Salvatore, inteso Barone, il sergente Orlando, Mario Capparelli e certo Neddu Pappalardo.
  D. R. Una volta discorrendo, Francesco Nicotra dicevami, che una sua zia bizzocca doveva dare cinquemila lire a suo padre, le quali unite a lire diecimila che avrebbe ricevute in dote il fratello Santo, prossimo a passare a nozze, avrebbero costituito il capitale necessario per impiantare un pastificio.
  Egli soggiungeva, che la indicata impresa avrebbe dato alla sua famiglia una rendita di circa lire quaranta al giorno, sicchè egli allora m'avrebbe fatto sua mantenuta.
  D. R. Quando partì per Caltanisetta egli disse che andava a prendere mostre [sic] di vino.
  Non disse però il motivo del suo viaggio per Messina.

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Ultima revisione: 28 dicembre 2005.