Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte II.--Esami testimoniali


Spampinato Alfio
(Fog. 51, vol. 2 -- 12 febbraio 1891).

  Conosco i fratelli Salvatore e Francesco Nicotra, perchè io sono stato il loro calzolaio.
  Essi mi pagavano, ed io li serviva.
  Salvatore Nicotra veniva spesso a sedersi nella mia bottega, come vennero a sedersi tante altre persone, e con lui di tanto in tanto usciva a passeggio in compagnia di Francesco Pizzotti, Neddu Pappalardo ed Angelo Giuffrida.
  Di Tanto [sic] in tanto andavamo tutti insieme nella bettola di D.ª Ciccia al piano del borgo dove giuocavamo a carte e bevevamo un po' di vino.
  Francesco Nicotra veniva di rado nella mia bottega, e non si sedeva mai.
  Devo aggiungere che circa diciotto mesi fa, a causa di una donna che era in tresca con Salvatore Nicotra, ebbi quistione con lui e con suo fratello Francesco, ma con l'andare del tempo si ripristinarono le relazioni dopo alcuni mesi di assoluta interruzione.
  Dopo il tentativo di furto in danno della Ditta Savoja e Carbone, cercai di tenermi lontano dai fratelli Nicotra, e specialmente da Salvatore, ma siccome essi continuarono a venire da me per farsi fare le scarpe, non potei evitare la continuazione delle relazioni con loro.
  Nel dicembre scorso, un giorno di festa, io e Francesco Nicotra, in compagnia di due prostitute, ci recammo per divertirci in Aci Castello donde facemmo ritorno la sera.
  D. R. All'albergo Saati andai soltanto due volte, ed una notte dormii colà in compagnia della prostituta Grazia.
  Nel detto Albergo trovai sempre Francesco Nicotra, il quale, credo, dormisse colà in compagnia della prostituta Sebastiana.
  D. R. Non vidi mai che Francesco Nicotra avesse una valigia.
  D. R. Non è vero che una volta, nello scorso gennaio, pochi giorni prima dello arresto del Nicotra Francesco, costui allo Albergo Saati, mi avesse pregato di prendere la sua valigia che colà trovavasi e portargliela in casa sua.
  D. R. All'albergo Saati io non fui, come ho detto, che due sole volte; la prima quando vi dormii in occasione della gita che poi facemmo per Aci Castello, e la seconda pochi giorni dopo, ma sempre nel mese di dicembre.
  D. R. Non so se Francesco Nicotra fosse mai andato in Palermo, in Napoli o altrove, perchè, come ho detto, io ebbi con lui pochissime relazioni, ed egli non aveva ragione di confidarmi i suoi segreti.
  D. R. Nè io prestai mai denari a Francesco Nicotra, nè egli ne prestò a me.
  Anzi gli feci ultimamente un paio di stivaletti, ed egli mi diede in pagamento soltanto L. 10, rimanendo mio debitore di L. 2.
  Intendo parlare precisamente degli stivali che il Nicotra attualmente porta.
  D. R. Se, quando la S. V. venne a farmi la perquisizione in casa mia, io dissi che non era andato in compagnia di Francesco Nicotra in Aci Castello si fu, perchè mi sbigottii vedendo l'Autorità in casa mia.
  D. R. Non conosco Francesco D'Aquino, Antonino Consoli, Giovanni Speranza il calzolaio, Orazio Carrara e Salvatore Vicari, e perciò, non posso dire alla S. V. se costoro fossero in relazioni col Nicotra Francesco.
  D. R. Non sono nè creditore, nè debitore di Salvatore Nicotra.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.