Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte II.--Esami testimoniali


Cannizzaro Nunzio
(Fog. 60. Vol. 2°--3 marzo 1891).

  D. R. Nello scorso settembre si presentò nella mia bottega un tale soprannominato il Cavaliere che io conosceva da circa un anno e mezzo, e mi incaricò di costruirgli una o due chiavi con le barbe sfornite di vani, perchè, come egli mi diceva, i vani per cui devono passare i collari delle serrature, li avrebbe fatto egli stesso.
  Di fatti dopo qualche giorno ritornò per prendersi le chiavi e voleva comprare presso di me una lima.
  Dopo alquanti altri giorni egli volle essere costruite da me altre due o tre chiavi.
  Insomma io gli costruii, in tutto, quattro o cinque chiavi, non ricordandomi più bene il numero preciso.
  D. R. Quando ebbe da me consegnate le chiavi, tanto le prime, quanto le seconde nella mia bottega, egli in pagamento non mi diede nulla.
  É perciò che io più volte mi recai in casa sua che trovasi nella via dirimpetto la caserma di S. Agostino.
  In casa sua per ottenere il pagamento delle chiavi, andai più volte, in parecchie delle quali vi trovai, oltre sua moglie, che è mammana, un certo D. Ciccio Nicotra ed un certo D. Paolo Parisi.
  D. R. In pagamento delle chiavi costruite, una prima volta ebbi L. 3, e me le diede il detto inteso Cavaliere che era in compagnia col predetto Nicotra in piazza Stesicoro Etnea.
  Anzi ricordo precisamente, che L. 2 le prese dalla sua tasca il Cavaliere, e L. 1 la prese dalla propria tasca il Nicotra.
  Ricordo pure che la L. 1 pagatami dal Nicotra era composta di una mezza lira di argento, la quale era francese, e di una mezza lira di moneta di bronzo.
  Siccome però essi mi avevano promesso che se fosse riuscita l'operazione a cui miravano con quelle chiavi, mi avrebbero donato qualche altra somma, perciò dopo una quindicina di giorni, e dopo essere stato all'uopo più volte in casa del Cavaliere, lo incontrai nella Piazza Stesicoro Etnea mentre egli era in compagnia con Paolo Parisi, e ricordatagli la promessa, ricevetti da lui L. 15.
  D. R. Il Cavaliere non mi domandò punto tanaglia alcuna, però ricordo che in quel tempo mi fu rubata una tanaglia, che io rivedendola potrei benissimo riconoscere.
  D. R. Se la S. V. mi mostrasse la lima che mi fece vedere il Cavaliere e le chiavi che io costruii, potrei benissimo riconoscerle.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.