Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte II.--Esami testimoniali


Puglisi Francesco.
(Fog. 65, vol. 2.--21 marzo 1891).

  Circa tre o quattro mesi fa, mi si presentò il calzolaio Alfio Spampinato dicendomi che un suo amico, che era con lui in quel momento, aveva bisogno di una carrozza per recarsi in Paternò la mattina seguente. Io mi dichiarai pronto a procurare la carrozza e a condurre in qualità di cocchiere quel tale amico dello Spampinato, qualora ci fossimo accordati sul compenso.
  Lo Spampinato allora mi avvertì che il suo amico, il quale era presente e confermava, non aveva bisogno di cocchiere.
  Io udendo ciò cercai subito di rompere ogni trattativa, facendo considerare a quei due che con me parlavano, che nessuno avrebbe loro affidato carrozza e cavallo, con pericolo di grave danno, essendo essi persone inabili a guidar carrozze.
  Essi però insistettero invitandomi almeno a tentare di conchiudere l'affare con qualche cocchiere.
  Io all'uopo mi rivolsi al cocchiere Alfio, inteso l'Africano, che abita precisamente accanto la chiesa di Monserrato, e che si dichiarò pronto a dare la sua carrozza per quel viaggio, perchè gli avessero dato un prezzo conveniente.
  Condussi difatti l'indicato cocchiere in presenza dello Spampinato e del costui amico -- S'intavolarono le trattative sul prezzo e non so che cosa si fosse in proposito stabilito, perchè da una parte si pretendeva lire quindici, e dall'altra si voleva dare lire dieci -- Siccome però le parti stavano per accordarsi, io domandai un compenso per il servizio che avevo prestato.
  Il cocchiere non mi volle donar nulla, ma l'amico dello Spampinato mi diede una lira.
  Non so poi se il viaggio per Paternò si fosse, o non si fosse fatto.
  D. R. Non conosco come si chiama quel tale amico dello Spampinato, però se lo vedessi ritengo che lo riconoscerei.

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Ultima revisione: 28 dicembre 2005.