Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. I.--Ferculo / Parte II.--Esami testimoniali


Agosta Giuseppe
(Fol. 77, vol. 2. -- 11 aprile 1891).

  D. R. Tre o quattro mesi fa, venne a cercarmi in casa mia, mentre mi trovavo fuori per miei affari, Giuseppe Nicotra. Quando ritornai fui informato da mia moglie, ed ebbi cura di recarmi allo stabilimento Santa Lucia, dove il Nicotra era impiegato, allo scopo di domandargli che cosa desiderasse da me.
  Egli mi rispose che facendo del commercio in vino ne desiderava comprare per mezzo mio una quantità non grande.
  Dopo qualche giorno avendo saputo che Giuseppe D'Urso, quel tale che ha la bettola nel piano di S. Euplio aveva una botte di vino da vendere. incontrato [sic] in istrada il detto Nicotra, gli diedi quella notizia, sicchè in seguito, non ricordo se a convegno stabilito o a mio invito, un giorno ci recammo, io, Nicotra ed un suo fratello a vendere il vino esistente presso il sopraindicato D'Urso.
  Il vino piacque e fu stabilito il prezzo per Lire 24, 50 la salma.
  Bisognava però dare la caparra, e fu allora che il Nicotra si rivolse a quel suo fratello dicendo:-- Tu ne hai denari?--Il fratello rispose di sì, e posto mano in tasca, trasse fuori un biglietto da Lire 50 che fu consegnato a me e che io a mia volta consegnai al D'Urso.
  Io non ebbi in seguito più alcuna parte in quello affare.
  Seppi poi però che il Nicotra terminò quell'affare prendendosi il vino e pagando il prezzo corrispondente.
  Il vino comprato per mio mezzo fu circa diciotto salme.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.