Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte I.--Interrogatori


Interrogatorio di Fazio Giuseppe fu Giovanni
(Fog. 312, vol. 1--4 marzo 1890 [1891!]).

D. R. Sono affatto innocente del reato che per la seconda volta mi s'imputa.
Io sono un galantuomo ed ho vissuto sempre, col prodotto del mio lavoro, e non ho pensato mai a commettere reati.
D. R. assolutamente falso che gli ostensorii della Cattedrale, la stessa notte del furto fossero stati consegnati a me ed a mio suocero Vincenzo Motta al Trappeto, e neppure in altri tempi e luoghi.
Io non conosco nulla del furto in parola.
La notte del furto sudetto io mi trovavo nel paese di S. Giovanni La Punta che dista dalla contrada Trappeto circa 20 minuti di cammino, come provai con testimonii la prima volta che fui arrestato per l'indicato delitto.
Al Trappeto invece abitava mio suocero Vincenzo Motta, nella stessa casa di mio cognato Salvatore Lo Porto.
D. R. Conosco Concetto Torrisi perch quando io avevo la bottega in Catania, via Plebiscito casa Ferlito Faro, ed egli era sagristano alla Cattedrale, soleva qualche volta venire da me in compagnia del Sacerdote Domenico Di Maggio, il quale mio compare per avermi battezzato due figli.
D. R. Non conosco Francesco e Salvatore Nicotra, Salvatore ed Alfio Spampinato, Consoli Antonino, D'Aquino Francesco, inteso il Cav. e Neddu Sciacca, inteso Nasone.
D. R. Non conosco neppure Paolo Parisi.
D. R. Posso indicare a miei testimonii quelli stessi che indicai quando fui arrestato la prima volta.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.