Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte I.--Interrogatori


Interrogatorio Lo Porto Salvatore
(Fol. 341, Vol. 1.--12 marzo 1891).

  D. R. Abito in contrada Trappeto di S. Giov. La Punta in una casa che č di mia esclusiva proprietā, nella quale abita pure mio suocero Vincenzo Motta.
  Perō mio suocero abita il pianterreno, mentre io abito il piano soprastante.
  Le due abitazioni sono in perfetta comunicazione fra loro sicchč la mia famiglia e quella di mio suocero si mangia insieme come se si formasse unica famiglia.
  Se non che mio suocero contribuisce, come me, nella spesa, ed egli mi paga per affitto della casa che abita L. 25, 50 l'anno. Accanto della mia indicata casa, trovasi un piccolo orto, anche di mia proprietā. Accanto al detto orticello trovasi un tratto di terreno appartenente ad un sarto di S. Gregorio, di cui ignoro il nome.
  Ed in seguito vien poi un giardino di aranci e limoni di mia proprietā.
  Tuttavia, non ostante che la detta casa e i detti terreni si appartengono a me, č assolutamente falso che io avessi mai consentito che nell'una o negli altri, fossero nascosti gli ostensori rubati alla Cattedrale.
  Assicuro la S. V. che io sono affatto innocente di quanto mi s'imputa, non avendo mai veduto i detti ostensorii e non conoscendo nulla intorno al furto degli stessi.
  D. R. Č assolutamente falso che circa otto giorni dopo la consumazione del detto furto io, in compagnia di Giuseppe Fazio, avessi ricevuto in casa mia, o in quella giā abitata da mio suocero, alcuni di coloro che aveano commesso quel furto, e che li avessi quindi guidati in uno degl'indicati miei terreni a riprendere gli ostensorii rubati che trovavansi lā nascosti.
  D. R. La notte in cui avvenne il furto degli ostensorii della Cattedrale, io mi trovavo a dormire tranquillamente in casa mia al Trappeto, e posso affermare che anche mio suocero Vincenzo Motta si trovava lā nella sua abitazione.
  D. R. Quella notte, io ricordo, che, secondo le mie abitudini, andai a coricarmi verso un'ora e mezza di notte, ma non ricordo se, quando io andai a coricarmi, mio suocero fosse rimasto ancora alzato.
  D. R. Sino allora [sic] in cui io andai a coricarmi, non avevo punto veduto mio cognato Giuseppe Fazio venire al Trappeto presso di me o di mio suocero.
  D. R. La dimane alzatomi da letto, andai a lavorare in campagna e non seppi punto se il detto Fazio la precedente notte fosse stato da mio suocero.
  D. R. Non conosco Antonio Consoli, Francesco Nicotra, Francesco D'Aquino, Carmelo Riela e Salvatore Spampinato.
  D. R. Non ho testimoni da indicare a mia discolpa.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.