Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte I.--Interrogatori


Interrogatorio di Riela Carmelo
(Fol. 345, vol. 1°-- 12 marzo 1891).

  D. R. Sono affatto innocente del reato che mi s'imputa; e mi sorprende che mi si voglia dare tale imputazione -- Del furto degli ostensori della Cattedrale, io non so nulla, e la S. V. può essere sicura, che io non sono uomo da pigliar parte a furti.
  D. R. É assolutamente falso che ad Ognina, in casa mia od altrove, vi fossero mai state delle riunioni, in cui da me e dagli altri convenuti si trattò del furto degli ostensori che si dovea commettere.
  D. R. Ê pure assolutamente falso, che io fossi intervenuto in una riunione che alcuni mesi pria del detto furto venne tenuta in contrada S. Nullo, dove si discusse per l'ultima volta il progetto dell'indicato furto. -- Io non conosco nemmeno dove sia la contrada S. Nullo, nè mai ripeto, presi parte a riunioni in cui si discutesse di furti.
  Io sono un uomo onesto, sempre dedito al lavoro.
  E credo che nessuno mai abbia lavorato tanto quanto ho lavorato io in vita mia.
  D. R. Non conosco affatto Francesco D'Aquino inteso il Cavaliere, Paolo Parisi, Gaetano Mazzola, Antonino Consoli, Salvatore Spampinato, Alfio Spampinato, Francesco Maccarrone, Orazio Carrara, Francesco Nicotra, Salvatore Nicotra, Vincenzo Motta, Concetto Torrisi e Giuseppe Fazio.
  D. R. Non conoscendo le persone dalla S. V. nominatemi, non posso essermi trovato mai in riunioni con costoro.
  D. R. Mi riserbo, ove occorra, di indicare dei testimoni a mia discolpa, ed appena potrò, informerò il Ministero, della mortificazione che mi si è data con la imputazione riferitami dalla S. V., poichè io devo avere la soddisfazione che mi compete contro le persone che hanno voluto calunniarmi.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.