Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte I.--Interrogatori


Confronto fra Nicotra Francesco e Consoli Antonino
(Fol. 350, Vol. 1.--15 marzo 1891)

  Nicotra -- Lei non mi conosce?
  Consoli -- Ê la seconda volta che vi vedo.
  La prima volta si trattava la causa contro di me e contro di vostro fratello Salvatore, il quale mi aveva accusato falsamente di un tentativo di furto che io non avevo commesso. Voi eravate là in compagnia di vostro fratello Salvatore.
  Nicotra -- E non mi avete veduto altre volte? Voi non siete stato altre volte in mia compagnia?
  Non vi ricordate delle riunioni nelle quali si trattò del furto degli ostensori della Cattedrale?
  Consoli -- Che mi andate contando? Dinanzi alla Giustizia non è lecito levar le mani, altrimenti vi farei vedere. Io, vi ripeto, non vi conosco.
  Nicotra -- E come! La notte in cui si commise il furto delle sfere voi non foste in mia compagnia in carrozza a portare le sfere al Trappeto?
  Consoli -- Che andate dicendo? Io portai gli ostensorii della Cattedrale al Trappeto con voi? Sareste stato voi; ma io non so niente. Dinanzi alla Giustizia, amico mio, ci vogliono fatti e non favole. E poi ci vuole anche un po' di logica. Era mai possibile che io mi fossi messo a rubare con voi, quando vostro fratello Salvatore mi aveva accusato dinanzi la Giustizia con una lunga dichiarazione, per la quale fui condannato come reo del tentativo di furto in danno della ditta Savoia e Carbone.
  Nicotra -- Il furto delle sfere fu commesso ben prima del tentativo di furto in danno della Ditta Savoia e Carbone. Del resto vi dovreste ricordare che fui io che spinsi mio fratello a ritrattare la sua confessione, ed io lo feci per le insistenti preghiere di vostro fratello Angelo. Dovrete del pari ricordarvi che voi e i vostri compagni volevate sempre che mi allontanassi da mio fratello Salvatore, appunto perchè egli era stato debole ed aveva confessato tutto alla Giustizia intorno all'indicato tentativo di furto. D'allora in poi, infatti, io fui sempre in quistioni con mio fratello Salvatore.
  Consoli -- Vi ripeto, che tutto quello che dite è una favola.
  Dinanzi alla Giustizia ci vogliono fatti e prove e non chiacchiere. Io sono innocente e l'ho detto più volte alla Giustizia.
  Nicotra.--Amico mio, potreste smettere tutto cotesto scetticismo e dire come andarono le cose, poichè oramai tutto è scoperto.
  Non eravate voi uno di coloro che cercarono di scassinare la porta del tesoro di S. Agata in una notte del dicembre 1889? Dovreste ben ricordarvelo, perchè vi fece entrare nella Cattedrale Concetto Torrisi e vi fece nascondere in una stanza nella scala del campanile, come voi stesso mi diceste.
  Consoli--Io? Ma con quale coscienza potete accusarmi così? Se non fossimo dinanzi alla Giustizia vi lancerei in testa questo tavolo che mi sta dinanzi, quand'anche voi foste più alto del campanile della Cattedrale.
  Antonino Consoli non è reo, ma è un uomo onesto che ha sempre lavorato, e quando non ha lavorato ha vissuto coi mezzi apprestatigli dalla sua famiglia.
  Nicotra -- E nel furto dell'argento della bara di S. Agata, non ci foste neppure? Non vi ricordate della casa di Salvatore Spampinato a S. Francesco all'Arena, dove si andò a fondere l'argento rubato?
  Consoli--Io non conosco Salvatore Spampinato, come non conosco voi e la contrada di cui mi parlate. Forse ci foste voi che commetteste il furto, e fate bene ad accusarmi. Povero ignorante! Credete discolparvi voi gettando me in galera; ma vi accorgerete del vostro errore.
  Nicotra--È inutile negare, perchè ci sono altre persone che vi accuseranno al par di me. -- Non foste voi che a S. Francesco all'Arena, quando si stava rompendo gli apostoli d'argento per poi liquefarli, ve ne prendeste uno che aveva il naso un po' ammaccato e ve lo metteste sotto l'ascella dicendo: Questo me lo piglio perchè è mio fratello?
  Consoli--Le sapete combinare, siete un figlio di gesuita. Ma la Giustizia scoprirà la verità.
  Nicotra--E non conoscete neppure Alfio Spampinato?
  Non vi ricordate che andavate a cercarlo nella bottega, dove egli lavorava al Borgo? E che per mezzo di lui mi mandavate delle ambasciate?
  Consoli -- Voi, amico mio, vi sognate -- Io non conosco neppure Alfio Spampinato.
  Nicotra--Ed io di quest'ultimo fatto potrò perfino dar le prove alla Giustizia.
  Ognuno persiste nelle proprie asserzioni.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.