Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte I.--Interrogatori


Confronto tra Sciacca Carmelo e Nicotra Francesco.
(Fol. 354, Vol. 1°--16 marzo 1891).

  Nicotra.--Oramai, caro D. Neddu, è tutto scoperto, ed io ho dovuto rivelare alla giustizia tutta la verità. Voi potreste raccontare alla giustizia maggiori particolarità di quelli che ho raccontato io.
  Sciacca. -- Ma che mi state contando? Io non so niente e non ho nulla da rivelare alla giustizia.
  Nicotra.--Oramai è inutile negare. Il primo oro degli ostensorii della Cattedrale non fu fuso forse in casa vostra? Anzi in proposito potreste riferire che il primo oro era stato destinato per la coniazione di false monete da venti franchi. Voi stesso vi eravate incaricato di procurare il conio ed avevate ricevuto quindici franchi da Salvatore Spampinato.
  Sciacca. -- Voi potete dire tutto quello che volete. Divertitevi.--Io però non so nulla.
  Nicotra.==E non è vero neppure che veniste a S. Francesco all'Arena in casa di Salvatore Spampinato per fondere il resto dell'ostensorio grande, che pria si ritenea d'oro massiccio, e poi risultò d'argento dorato?
  Sciacca.--Potete dire quello che volete. Io non so nulla.
  Dallo Spampinato andai soltanto quando egli mi invitò in occasione del matrimonio di sua figlia.
  Nicotra.--Il matrimonio di cui parlate fu un fatto posteriore a quello di cui parlo io. Quando vi recaste all'Arena per fondere il metallo dell'ostensorio rubato dovreste ricordarvi che vi erano pure Francesco D'Aquino e Antonino Consoli.
  Sciacca.--Ma che mi state contando? Io non conosco, nè D'Aquino, nè Consoli.
  Ciascuno degl'imputati ha insistito nelle proprie asserzioni.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.