Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte I.--Interrogatori


Interrogatorio Nicotra Francesco.
(Fol. 360, vol. 1.--17 marzo 1891)

  Si comprende agevolmente, da quanto ho già rivelato, che io non potevo essere a piena conoscenza delle persone che nell'interno della Cattedrale si trovassero d'accordo con Concetto Torrisi nella consumazione dei furti.
  Non ho neppure dichiarato quel poco che in proposito è a mia conoscenza, perchè ho sperato che il Torrisi si fosse deciso a confessare e a rivelare quindi i suoi compagni.
  Poichè però il Torrisi si ostina ancora nel silenzio, e la S. V. mi chiede sul riguardo quel che so, anche perchè lo Spampinato Alfio ne ha già detto qualche cosa, eccomi pronto a soddisfare il giusto desiderio della Giustizia.
  Del Maccarrone, custode della Cattedrale, ho già parlato, perchè la sua reità m'era nota, non solo per quello che sentivo dire ai miei compagni, ma anche perchè egli intervenne in una riunione che si tenne in contrada Santo Nullo, nella quale si trattò del furto degli ostensori alcuni mesi prima che si commettesse. Il Maccarrone intervenne altresì in un'altra riunione che si tenne alla Plaia in vicinanza del lazzeretto, il giorno di S. Giuseppe del 1889, quando appunto fra i convenuti, che eravamo circa dieci, si giurò sopra un coltello fedeltà ai compagni e silenzio dinnanzi [sic] alla Giustizia in qualunque evenienza.
  Ricordo che fra i convenuti trovavansi, oltre del nominato Maccarrone, il Parisi ed il Riela. Un altro di coloro che nell'interno della Cattedrale erano di accordo col Torrisi era, a quanto apprendevo dai miei compagni, il sediario Giuseppe, di cui non ricordo il cognome: giovine di circa 24 anni, quasi dell'istessa mia statura.
  Su di lui anzi posso riferire un fatto importante: Un giorno dopo che già si era scoperto che il metallo dell'ostensorio grande era d'argento dorato, io incontrai in istrada Concetto Torrisi, in compagnia col detto sediario verso piazza dei Martiri. Era anche con noi Alfio Spampinato che si era a noi unito in vicinanza della chiesa di S. Teresa in via Lincoln.
  In piazza dei Martiri si passeggiò alquanto, e si discorse specialmente degli ostensori rubati, e del fatto che l'ostensorio grande, invece di essere di oro come ci aspettavamo, si era scoperto essere di argento dorato, e di altri fatti e circostanze relative a detto furto.
  Un altro di quei [sic] dell'interno della Cattedrale, secondo apprendevo dai miei compagni, era il cappellano Ragonesi, col quale però io non ebbi mai relazione alcuna.
  Devo però dire che, dopo fatta la fusione dell'oro per mezzo dello Sciacca, per la distribuzione delle lire 1500 ricavate, fu tenuta una riunione nella bettola di certa D.ª Iana in contrada Scala del Pero. Colà il Parisi, il Riela ed il D'Aquino prelevarono la somma di circa lire 500 che si doveva dare, come essi dicevano, ai compagni della Cattedrale, dei quali intesi nominare il Torrisi, il Ragonesi ed il Maccarrone. Inoltre posso pur dire, che pria che avvenisse il tentativo di furto al tesoro di S. Agata, un giorno Paolo Parisi mi pregò insistentemente di recarmi in piazza Manganelli alle quattro pom., perchè alla detta ora vi si dovea recare Concetto Torrisi a dargli una risposta, e siccome il Parisi pei suoi affari non vi poteva andare, perciò voleva che mi vi recassi io.
  Difatti, alle 4 venne il Torrisi, il quale per incarico del Maccarrone incaricò di riferire al Parisi che per quel giorno, nè il Maccarrone stesso, nè il sacerdote Ragonesi avrebbero potuto recarsi all'appuntamento, a causa delle funzioni che avevano luogo alla Cattedrale; e mi soggiunse che l'appuntamento invece avrebbe potuto verificarsi per un giorno in un luogo che io ora non ricordo, anche perchè in quella riunione io non intervenni.
  D. R. Ho appreso da Alfio Spampinato che l'ultima volta in cui egli, con mio fratello e con Salvatore Ferlito si recò, in seguito agli accordi stabiliti, a prendere l'argento rubato, trovavasi insieme a loro il mio amico Neddu Pappalardo; ma io in proposito non posso dire altro, non avendo altra notizia che quella datami dallo Spampinato.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.