Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte I.--Interrogatori


Confronto tra F. Nicotra e Concetto Torrisi
(fog. 413. vol. 1.--2 maggio 1891)

  Torrisi--Devi ricordarti Nicotra che la prima volta che si parlò di furto alla Cattedrale, non si trattò affatto degli Ostensorii.
  Io fui chiamato dal sacerdote Di Maggio e condotto in una delle sue stanze in tua presenza, e là il Di Maggio si mise a discorrere del furto che si era stabilito di commettere di tutti gli oggetti d'argento di uso quotidiano alla Cattedrale.
  Il Di Maggio voleva che io mi prestassi a raccogliere i detti oggetti di argento e dopo averli ravvolti in certi portali vecchi li portassi dietro la porta della sagristia in Via Vittorio Emanuele, per darli così in potere di te e degli altri che erano di accordo nella consumazione di quel furto.
  Il Di Maggio cercava in tutti i modi di farmi addivenire a quel progetto e prometteva che per mia parte avrei avuto onze trenta. Io però allora recisamente mi negai dicendo che la mia coscienza non mi permetteva di pigliar parte in tale operazione--Ê vero tutto questo?
  Nicotra--Sono tutte fandonie, continua ancora.
  Torrisi--Io non dico che la pura verità. Ascolta il resto.
  Il Di Maggio mi fece lo stesso discorso il giorno primo del mese settembre del 1889, mentre il primo discorso era avvenuto il giorno di S. Giuseppe dello stesso anno--Quando padre Di Maggio mi ripetè il discorso alla Cattedrale erano cominciate le feste del così detto Quarantore.
  Io però continuai a persistere nel rifiuto non ostante le insistenti persuasioni del Di Maggio -- Il giorno 4 dello stesso mese, poi, padre Di Maggio ricominciò a tormantarmi nel suo progetto e tanto fece e tanto disse che mi indusse a dir di sì.
  In quel giorno stesso sei venuto alla Cattedrale tu in compagnia di un uomo dell'apparente età di circa 50 anni, ed allora padre Di Maggio mi chiamò e mi presentò a voi due annunziandovi che io avevo aderito al progetto.
  E ti devi ricordare che allora quell'uomo mi battè con una mano sulla spalla.--Però siccome io dicevo di non volere alcun compenso per il servizio che avrei prestato, tu saltasti subito su dicendo che in tal modo non potevasi nulla conchiudere, poichè il mio rifiuto del compenso voleva dire che io appena chiamato dalla Giustizia avrei tutto rivelato.
  Io promisi di tacere ogni cosa in ogni evento purchè avessero pensato a svincolarmi subito dalle mani della Giustizia. È vero quanto io affermo?
  Nicotra -- Continua, continua, poi ce ne parleremo.
  Torrisi-- Vuoi che continuo?
  Ricordati quello che avvenne il giorno 6 settembre e la notte dello stesso giorno?
  Quel giorno, non ricordo più per qual ragione, fu uscito l'ostensorio grande per le funzioni della Cattedrale; sicchè padre Di Maggio mi avvertì che non era più il caso di pensare allo argento perchè i due ostensori, quello piccolo e quello grande avevano un gran valore e potevano con grande facilità trasportarsi senza bisogno di far venire tanta gente.
  La sera poi dopo le funzioni mi disse che egli sarebbe andato alla chiesa dell'Ogninella per fare la benedizione e che poscia sarebbe andato ad avvertire del cambiamento fatto i soci del delitto, perchè non venissero molte persone.
  Ricordati che quella notte dopo essersi sentito un fischio dato da te e dai tuoi compagni, venne il Di Maggio stesso ad aprire la porta in via Vittorio Emanuele; ed allora entraste subito tu, quell'uomo dai 50 anni, ed un altro giovane snello, di statura alta e con piccoli baffi neri. Non posso dire però quali e quante altre persone fossero venute con te in via Vittorio Emanuele perchè io non li vidi.
  Ricordati che mentre io stavo per chiamare padre Di Maggio, perchè aprisse il segreto della porta della Giunta, tu metteste subito la mano alla chiave profferendo verso di me delle parole come di scherno fra cui queste: Sagristani vecchi e non conoscono neppure il segreto delle porte.
  Tu stesso allora apristi, entrasti in compagnia degli altri due e prendesti i due ostensori che furono raccolti in sacchi e portati via da voi altri stessi.
  Nicotra--E puoi dire in coscienza che fosse avvenuto tutto quanto tu dici tra me, te, ed il Di Maggio?
  Torrisi--Posso dirlo perchè è la pura verità.
  Nicotra--E del tentativo al tesoro di S. Agata che cosa dici?
  Torrisi -- Io non posso dire niente, perchè non vi ebbi parte.
  Nicotra--E allora senza la tua complicità come potevamo entrare?
  Torrisi--Allora la porta del campanile era chiusa con una debolissima e cattiva serratura, la quale poteva aprirsi anche con un coltello.
  Nicotra -- E del furto dell'argento della bara non dici nulla?
  Torrisi-- Io non posso dire niente, perchè non so niente in proposito. Potrei portare moltissimi testimonii che io il giorno 11 settembre 1890, me ne andai dalla Cattedrale a S. Gregorio per villeggiatura e ritornai alla Cattedrale il giorno 27, dello stesso mese.
  Me ne andai poi diffinitamente dalla Cattedrale come dissi alla Giustizia, il 30 novembre 1890, e da quel giorno non venni in Catania, che tre sole volte, una nel giorno stesso di Natale, una il giorno stesso del Capo d'Anno, ed una nella prima settimana del gennaio di quest'anno.
  Nicotra--Senti Concetto, puoi affermare con coscienza che tutto quello che hai detto è la verità?
  Torrisi -- Lo affermo per ben mille volte, è la pura verità e persisto nel dichiararla.
  Nicotra -- Vedi, Concetto, pensaci bene. Ê impossibile che quanto tu dici sia la verità, perchè tu non avesti nessuna parte nel furto degli ostensori, e quindi tutto quello che tu dici sono prette invenzioni.
  Torrisi--Come!? Dopo che io ho pianto tanto tempo nel carcere perchè accusato da te, mi vieni a dire che io non entro per nulla nel furto?
  Nicotra--E pure è così e devo confessarlo.
  Tutto quanto ho detto alla Giustizia sul furto degli ostensorii, sul tentativo di furto dell'argento alla bara di S. Agata è una mia invenzione non essendovi nulla di vero. Io ho costruito quel mensogniero edificio per salvare la mia famiglia che trovavasi nel carcere.
  Torrisi-- Voi potete dire quello che volete. Sono affari che soltanto interessano la vostra coscienza.
  Dal canto mio posso affermare che ho detto la pura e piena verità e persisto in essa.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.