Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte I.--Interrogatori


Interrogatorio Franc. Nicotra.
(Fog. 432, vol. 1.--10 maggio 1891.)

  D. R. Su quanto la S. V. mi domanda, ecco quanto posso dire:
  Tratandosi [sic] di molte persone e di fatti avvenuti alla distanza di due anni se potevo benissimo ricordare con precisione le persone che ebbero parte con me nella delittuosa impresa, potevo facilmente, come avvenne, cadere in qualche errore relativamente a qualche circostanza.
  Difatti Salvatore Spampinato, ricordo benissimo, che venne con tutti gli altri compagni da me precedentemente indicati in via Vittorio Emanuele nelle vicinanze della porta della sagrestia. Errai però nel dire che lo Spampinato si fosse messo in carrozza e fosse venuto con me e gli altri da me indicati, al Trappeto di S. Giovanni La Punta per portarvi gli ostensori rubati. Invece lo stesso Salvatore Spampinato potrà dichiarare alla S. V. che se egli venne a S. Giovanni la Punta insieme a me e ad altri soci del furto, si fu non già quando si portarono gli ostensori in casa del Motta, sibbene [sic] quando si presero di là e si portarono alla grotta delle Colombe.
  In seguito al confronto avuto luogo tra me e il Torrisi, mi son dovuto ricordare, e son sicuro, che la notte del furto degli ostensori non fu lo Spampinato quegli che si mise in carrozza con me e gli altri, ma fu invece Maccarrone Francesco, Salvatore Spampinato, invece, rimase in Catania, dove rimase pure Vincenzo Motta dopo essere uscito dalla sagristia in seguito alla consumazione del furto.
  Di Conseguenza [sic] mi son dovuto pure ricordare che a S. Giovanni la Punta nella casa del Motta al Trappeto gli ostensori furono ricevuti dal Fazio il barbiere, genero del Motta, e non ricordo bene se vi fosse stato l'altro genero del Motta, quel tale che riconobbi già in questo carcere--Dico ciò perchè, secondo ricordo, mi sembra che fossero stati due coloro che ricevettero al Trappeto gli ostensori rubati.
  Siccome ho ricordato, e adesso son sicuro, che il Motta quella notte rimase in Catania, perciò ritengo probabile che il compagno di Fazio fosse stato l'altro genero del Motta--Però in coscienza devo dire che di quest'ultima affermazione io non son sicuro.
  Non ho però alcun dubbio nell'affermare che l'indicato altro genero del Motta, quel tale appunto da me riconosciuto in questo carcere fu colui che ricevette me e gli altri miei compagni quando ci recammo al Trappeto a riprendere gli ostensori per portarli nella grotta delle Colombe.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.