Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte I.--Interrogatori


Interrogatorio di Consoli Giuseppe
(Fog. 437, vol. 1.--13 maggio 1891).

  D. R. Ho mostrato il desiderio di essere inteso della S. V. nuovamente per poterle rassegnare in mia discolpa quanto appresso: Francesco Nicotra nel dire che io avessi preso parte al furto degli ostensori in sua compagnia mi calunnia, e la ragione per cui egli mi vuol calunniare sta, secondo io penso, in questo fatto:
  Nelle ultime elezioni politiche, che ebbero luogo in Catania, io mi trovavo un giorno nella bottega di Alfio Spampinato, nella quale trovavasi, oltre il detto Alfio, i suoi due lavoranti calzolai ed un certo Don Liborio che può essere meglio indicato dallo stesso Spampinato.
  Si parlava delle elezioni e dei candidati, quando trovandosi a passare Francesco Nicotra entrò nella bottega e prese parte al discorso.
  Non so a qual proposito io vedendo il Nicotra molto ben vestito feci la seguente osservazione:
  Tanti galantuomini lavorano dalla mattina alla sera e non riescono a potersi fare un paio di scarpe, e tu, o Nicotra, catena d'oro, orologio, costume, spolverino, bastoncino e cappello a palla, potresti dirmi come fai? Il Nicotra a questo mio discorso non rispose, ma si mostrò turbato in viso come se si fosse offeso. Trascorsi alcuni minuti egli andò via.
  Ecco, ripeto, la ragione per cui, secondo io credo, il Nicotra mi vuol calunniare--Tanto più che dal giorno in cui il Nicotra venne arrestato, per una zuffa avvenuta in una locanda, io non mi era più unito con lui.
  Indico di conseguenza per testimonii in mia discolpa le persone che ho indicato come presenti al riferito discorso.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.