Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte I.--Interrogatori


Interrogatorio Paolo Parisi
(Fog. 444, vol. 1°--22 maggio 1891)

  D. R. È verissimo che io vendetti all'orefice Paolo Amendolia, dei piccoli rubini e diamanti, però furono quelli stessi che io dissi alla S. V. di aver venduto ad un commesso viaggiatore.
  Perciò le indicate pietre preziose sono quelle stesse che io ricevetti da Francesco Nicotra e che io, come già dichiarai, vendetti coll'assentimento di costui per il prezzo di L. 40.
  Io, a quanto ricordo, il prezzo fu di L. 40, ma potrebbe essere stato di più.
  D. R. In sulle prime il Nicotra mi aveva detto che quelle erano pietre antiche di sua famiglia; poscia mi confessò che erano un rimasuglio di quelle provenienti dal furto degli ostensori della Cattedrale.
  Mi soggiunse anche che egli, in compagnia del ramaio Sciacca, era stato in Palermo, dove, mediante l'opera di certo Barresi, si erano vendute la maggior parte delle pietre provenienti da quel furto.
  D. R. Francesco Nicotra, non ricordo, se mi avesse rivelato altra circostanza, relativa a quel furto.

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Ultima revisione: 28 dicembre 2005.