Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte I.--Interrogatori


Confronto tra Paolo Parisi e Francesco Nicotra
(Fog. 447. vol. 1--26 maggio 1891).

Parisi--Ti devi ricordare che fosti precisamente tu che desti a me a vendere alquante pietre preziose, che poi da te stesso seppi essere provenienti dall'ostensorio rubato.
Nicotra -- Io? Farete meglio a dire alla Giustizia chi ve la ha date.
Parisi--A me chi me le doveva dare? Infame, sbirro e boia.
Io in questa faccenda delle pietre non devo essere considerato che come un semplice sensale, giacch io non presi parte alcuna nel furto degli ostensori.
Nicotra--Ed io non ho detto punto alla Giustizia che voi la notte del furto siete materialmente venuto con gli altri a rubare gli ostensori. -- Per perch non dite alla Giustizia tutti i fatti che sono a vostra conoscenza, tanto prima che dopo la notte del furto?
Parisi -- Ed io cosa dovevo conoscere? Tu puoi saper tutto infame, sbirro e boia -- Maledetto il giorno che quest'occhi ti videro la prima volta.
Se non fossimo dinanti alla Giustizia non avresti avuto il coraggio di dirmi quel che stai dicendo.
Nicotra -- Io ho detto, e dico la verit, e voi conoscete i fatti meglio di me; dite alla Giustizia da chi, e come avete ricevuto quelle pietre.
Parisi--Le pietre me le hai date tu, infamazzo, sbirro, scellerato, ed io le ho vendute ed ho dato i denari a te.
Nicotra-- A me? E voi proprio davate i danari a me!!
Parisi -- S, scellerato ed infame, te li ho dati nella via del Grande Albergo.
Nicotra--Potete dire quello che volete, ma n io vi ho date pietre, n voi mi avete dato denari.
Parisi--Scellerato, infame, sbirro, boia, chi ti ha portato dinanzi a me?
L'ufficio d atto che a questo punto il confronto non si potuto continuare perch il Parisi, che grado grado nel dialogo si era andato riscaldando, e saltato su dalla sedia e schizzando fuoco e fiamme dagli occhi, col viso rosso come un peperone, si avventato addosso al Nicotra e lo avrebbe afferrato e stretto al collo se non fosse stato impedito dai componenti dell'ufficio stesso.
E siccome ancora il Parisi strepitava come un assesso, ingiurando il Nicotra, bestemmiando e cercando in tutti i modi di afferrare costui, si son dovute chiamare le guardie carcerarie e farlo immediatamente condurre nella sua stanza--Si d atto altres che il Parisi, anche in mezzo alle guardie, nell'atto che veniva condotto via, ha continuato ad ingiurare il Nicotra, a bestemmiare, cercando di svincolarsi dalle guardie, pestando i piedi a terra e dando pugni alle porte dinanzi a cui veniva passando.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.