Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte I.--Interrogatori


Interrogatorio di Consoli Giuseppe
(Fol. 468 vol. 1.--28 Giugno 1891).

  D. R. Avendo riflettuto su quanto la S. V. ebbe a domandarmi negli scorsi giorni e sulle esortazioni in proposito fattemi, ho creduto conveniente di dover dichiarare alla Giustizia tutta la verità dei fatti che sono a mia conoscenza sul furto degli ostensori della Cattedrale ed ecco quanto posso dichiarare:
  Una notte dei primi del mese di Settembre del 1889 mi trovavo in Villa Bellini a sentire un po' di musica, quando mi si avvicinò Francesco Nicotra, che io conoscevo perchè eravamo molto vicini di casa alla Consolazione. Egli mi domandò che cosa facessi e dove fossi diretto, ed io gli risposi che sentivo la musica e che poi me ne sarei andato a casa. Egli allora soggiunse così: Fammi piacere di venire meco alla Cattedrale dove vi sono degli amici che mi aspettano, vi sono Vincenzo Motta e Carmelo Riela e mi devono consegnare degli oggetti di valore per venderli. Siccome io temo che me li possono prendere in istrada, così mi farebbe comodo la tua compagnia. Io non potendo sospettare che si trattasse di cosa disonesta aderii al suo invito. Restammo a gironzolare ancora un poco in Villa e quindi uscimmo e ci avviammo pian piano verso la Cattedrale.
  Giunti che fummo in Via Vittorio Emanuele a poca distanza della porta della sagristia, trovammo ferma una carrozza ad [sic] un cavallo e a qualche passo di distanza della stessa un gruppo di persone presso a poco cinque, fra le quali ricordo di aver veduto Carmelo Riela.
  Il Nicotra si avvicinò con me a quel gruppo e scambiata qualche parola con qualcuno fece subito un fischio.
  Dopo qualche minuto si aperse la porta della sagrestia nella quale entrammo subito il Nicotra ed io. Altre due persone di quel gruppo entrarono pure dietro a noi.
  Dentro trovammo due vestiti da preti, uno di età matura e di statura piuttosto bassa e con un berrettino nero in testa e l'altro molto giovane e magro. Nella sagrestia trovammo altri due individui, uno alto che era Francesco Maccarone il custode della Cattedrale, e l'altro più corto, ma ben tarchiato che non so chi fosse. Insieme ai due preti vi era un uomo di età avanzata con barba e capelli quasi bianchi, che non so neppure chi fosse. Dopo lo scambio di qualche parola fra le persone da me indicate mi accorsi ben tosto che furono presi dal Nicotra e da qualcun altro di quei tali un ostensorio grande ed uno più piccolo senza base, i quali furono messi e ravvolti in un sacco e portati fuori verso la carrozza.
  In quel momento però io compresi che non si trattava di oggetti da vendere ma invece di un vero furto degli ostensorii della Cattedrale, sicchè grandemente mi turbai e me ne andai subito via salutando il Nicotra il quale mi disse: Domani ce ne parleremo.
  Io non m'interessai più di quello che tutte quelle persone fecero con i due ostensorii rubati.
  Io me ne andai subito in casa mia. Il giorno appresso si seppe poi generalmente l'avvenuto furto; ma io non feci parola in proposito con alcuno e nemmeno domandai spiegazioni a Francesco Nicotra.
  D. R. Nel gruppo di persone da me indicato non vidi nè Alfio, nè Salvatore Spampinato, persone che io ben conosco. Devo però infine dire alla Giustizia che poco tempo dopo l'indicato furto i detti Spampinato cominciarono a mostrarsi, specialmente Alfio, più agiati del consueto e per spiegare il cambiamento spargevano la voce che avean vinto un terno al lotto.
  D. R. Se la S. V. mi mostrasse qualcuno di quelle persone che io vidi nella notte del furto e che non ho saputo nominare difficilissimamente potrei riconoscerlo essendo già scorso molto tempo e non avendo avuto colle medesime che pochi momenti di contatto.
  D. R. Quando tornai dal servizio militare, entrai come lavorante nella fabbrica di letti di Mario Sangiorgio in via Vecchia Ognina.
  Dinanzi alla fabbrica quasi ogni giorno mattina e sera vedeva il Riela che m'indicavano come un grosso appaltatore.
  D. R. Non conosco affatto Antonino Consoli, quindi non posso dire se egli quella notte del furto si fosse trovato in mezzo a coloro che restarono in vicinanza della carrozza.
  D. R. Non è punto vero che io fossi stato condotto sul teatro dell'avvenimento dal detto Antonino Consoli, che ripeto io non conosco.
  D. R. Ritornai dal servizio militare il 29 settembre 1885.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.