Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte II.--Esami testimoniali


Caponnetto Antonino
(Fog. 104, Vol. 2.-- 17 giugno 1891).

  D. R. Dopo che fu fatta la causa contro il sacerdote Di Maggio e Vincenzo Motta, costui la Domenica prossima, successiva alla sua liberazione dal carcere, si recò nella Cattedrale, venne nella Cappella del SS. Crocifisso, dove io sono custode, e volle che io gli accendessi otto lampade.
  Io guardavo di male occhio il sopra menzionato Vincenzo Motta, specialmente pel furto degli ostensorii del quale la voce pubblica lo riteneva autore, e perciò la sua richiesta mi fece rabbia, tanto che cercava di prendere tempo sotto tutt'altri pretesti e ciò per non accendere le lampade.
  Però egli insisteva in modo alquanto burbero, poichè io dovetti cedere, come io doveva, ed era eziandio mio obbligo.
  Imperocchè è mio ufficio di accendere nella cappella le lampade sulla richiesta dei fedeli, i quali lasciano poi per la cappella una elemosina a loro talento.
  Accese le 8 lampade il proprio indicato Motta Vincenzo, stette ad ascoltare la messa con grande devozione che si stava celebrando, e quindi lasciò 40 centesimi ed andò via per i fatti suoi.
  Durante il tempo che il Motta stette nella cappella, io non riferii il fatto a nessuno, anche perchè non avevo la possibilità, dovendo badare al mio ufficio nella cappella senza potermene allontanare un piccolo istante.
  Faccio in proposito notare alla S. V. Ill.ma, che nei giorni di domenica e nei giorni di venerdì, nella cappella del SS. Crocifisso vi è molto concorso di gente, in tal guisa non mi posso un istante allontanare finchè ancora vengono e possono venire dei fedeli.
  D. R. Assicuro la S. V., che quel giorno nella Cattedrale io non raccontai il fatto a nessuno, e molto meno poi al custode della Cattedrale Francesco Maccarrone, che io neppure ricordo di avere allora veduto.
  La sera di quel giorno, e nei giorni seguenti narrai a molte persone quel fatto che a me aveva prodotto molta impressione.
  Non ricordo affatto però se lo avessi narrato al detto Maccarrone.
  D. R. Non è a mia cognizione se mai fra Vincenzo Motta e Francesco Maccarrone vi fosse stata quistione alcuna.

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Ultima revisione: 28 dicembre 2005.