Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte II.--Esami testimoniali


Lo Re Francesco
(Fol. 106, vol. 2--27 giugno 1891).

  D. R. Come la Signoria Vostra non ignora fui in carcere come imputato al tentativo di furto al tesoro di S. Agata, e fui rinchiuso nella stanza di N. 8 della corsea [sic] di dodici.
  Alcuni giorni pria della mia liberazione, avendo bisogno di mandare una lettera alla mia famiglia, mi rivolsi al detenuto Giuseppe Fazio che la [sic] faceva da scrivanello.
  Fu in quella occasione che il Fazio mi domandò che cosa si dicesse alla Cattedrale intorno agli autori del furto degli ostensori.
  Io gli rispose che generalmente si accusava lui e la famiglia di Vincenzo Motta.
  Il Fazio ascoltando le mie parole cercò di persuadermi a deporre gli altri cinque sacristanelli della Cattedrale in modo di smentire la frequente relazione tra la famiglia Motta ed il sacerdote Di Maggio. Specialmente mi raccomandava di dire, e di far dire agli altri 5, che il Motta e la costui famiglia non venivano punto alla Cattedrale presso il Di Maggio -- Aggiungeva inoltre, che se io e gli altri avessimo fatta la desiderata deposizione nel modo che egli diceva, avremmo avuto in compenso la somma di lire 200.
  Quando avveniva questo discorso io mi trovava nella mia stanza dietro il cancello in compagnia di Francesco Daniele, mentre Giuseppe Fazio si trovava nel corridoio. Il Daniele avendo ascoltato il discorso del Fazio cominciò a proferire contro costui delle male parole dicendogli fra l'altro: Ladri e svergognati, avete rubato le sfere e pretendete che gli altri si compromettano per farvi falsa testimonianza?
  Dopo ciò il Daniele stesso si avventò contro il Fazio, e se non ci fosse stato di mezzo il cancello forse gli avrebbe messo le mani addosso.
  In quel momento sopravvenne una guardia carceraria e fece cessare quel tafferuglio.
  D. R. Concetto Torrisi ricorda male, perchè io non lo incontrai, nè gli portai ambasciata, mentre egli ritornava da S. Giorgio.
  Invece forse gli narrai il fatto alla Cattedrale dove mi recai dopo che uscii dal carcere.