Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte II.--Esami testimoniali


Salimbemi Giuseppe
(Fog. 21 vol. 2--14 settembre 1889).

D. R. La sera del sei volgente, dopo finita la benedizione e che i fedeli erano sgombrati, io insieme ai seggiaiuoli e sagristani, dopo avere chiuso le porte esterne della chiesa dalla parte interna con le chiavi e coi ferri, passammo alla rivista in tutte le navate della chiesa e non abbiamo trovato alcun individuo; indi si entr nella sagrestia e le chiavi furono consegnate ai sagristani; poscia con i seggiaiuoli ce ne siamo usciti dalla parte della sagrestia che sporge nella via Vittorio Emanuele, lasciando il sagrista maggiore Di Maggio e gli altri, nella sagristia.
D. R. Non mi accorsi se il custode Maccarrone fosse uscito prima di me e degli altri.
D. R. Non vidi levare dal prete Di Maggio la sfera grande dall'altare maggiore per portarla nella stanza della giunta, perch in quel momento io mi trovavo sull'organo per rassettare i mantici.
D. R. Le chiavi della sagrestia e del tesoro le conservava Di Maggio e le tratteneva presso di se nella sua stanza.
D. R. Il contegno del Di Maggio quel mattino del divulgato furto mi pareva confuso.
D. R. I ladri non potevano affatto penetrare nel suo alloggio.
La storiella che egli riferiva quel mattino che i ladri potevano entrare dal finestrone che d nel corso Vittorio Emanuele ci non verosimile, perch come intesi dire, che quella notte dormirono dietro il detto finestrone accanto alla sua porta quattro sagristani come pure dalle finestre che dnno nella villetta, perch in quella stanza dormiva il sagrista Concetto Torrisi.

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Ultima revisione: 28 dicembre 2005.