Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte II.--Esami testimoniali


Francesco Andronico
(Fog. 28, Vol. 2.--14 settembre 1889)

  D. R. Il mattino del 7 corrente alle ore tre e mezza antimeridiane uscii dalla mia casa di abitazione sia al Trappeto per portarmi nel fondo alla Zia Lisa, di cui il Sig. Lo Giudice Filippo č agente giudiziario, per assistere a talune consegne di vino come fattore e passando nanti la casa di Lo Porto Salvatore e precisamente nanti il suo portone, vidi un carrozzino ad un cavallo, fermato.
  Dimora attualmente presso Lo Porto il suo suocero Motta Vincenzo.
  La carrozzella era fermata nanti il cancello del portone, perō a causa del buio, non mi fu dato vedere se dentro la stessa vi fossero persone perō notai che il cocchiere nemmeno era in serpe.
  Per la stessa circostanza del buio non rilevai il numero che portava la carrozzella.
  Tirai dritto nel mio cammino e mi portai nel fondo alla Zia Lisa.
  Dopo sbrigato il lavoro colā feci ritorno per la mia abitazione, e passando per questa cittā di Catania, intesi notoriamente parlare del furto commesso nella notte alla Cattedrale di due ostensorii.
  Alla qual cosa fermai la mia attenzione, sul riguardo che il sacrestano maggiore di detta chiesa č intimo amico del Salvatore Lo Porto e del di costui suocero, e che quella carrozzella da me osservata nanti il cancello del detto Lo Porto, avesse avuto per fine di aver condotto colā il detto sacristano maggiore, formando giudizio che autore del furto fosse stato esso stesso sacristano maggiore, con partecipazione del suddetto Lo Porto e Motta.
  Tranne delle deposte circostanze nulla mi consta.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.