Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte II.--Esami testimoniali


Corsaro Giuseppe
(Fog. 31, vol. 2.--14 settembre 1889)

  D. R. Dopo la funzione religiosa del quarantore in questa Cattedrale chiesa [sic] e dopo che i fedeli aveano sgombrata la chiesa; assieme agli altri sagrestani e seggiaiuoli si chiusero le porte esterne, di detta chiesa con chiavi e ferri; dopo cị si pasṣ alla rivista in tutte le navate, nel coro ed in altre località, e non si noṭ la presenza di alcuno individuo.
  Si pasṣ nella sagrestia, si chiuse la porta di comunicazione alla chiesa ed i sediarii se ne sono andati via dalla porta che immette nel corso Vittorio Emanuele.
  Il sacrestano maggiore Di Maggio avea chiusa la porta della giunta con chiave prima di farsi la visita.
  Io e gli altri sacristani siamo rimasti nanti la sudetta porta, ed il detto sacrista maggiore; non ricordo bene se saĺ sopra per pigliarsi il ferraiuolo e sort́, facendo ritorno verso le ore 10 e mezzo; al suo ritorno, dopo di aver chiuso la porta che dà nel Corso Vittorio Emanuele con chiave e ferri dall'interno tutti salimmo sopra.
  Esso Di Maggio s'introdusse al suo alloggio. Alcuni dei miei compagni si coricarono nella stanza loro assegnata, ed io con altri tre, nel pianerottolo del finestrone accanto alla porta d'ingresso del suo alloggio.
  Nel corso di quella notte io non intesi rumore alcuno, come di entrata ed uscita dall'alloggio del detto sacrista.
  Le soggiungo, che quando si ritiṛ esso Di Maggio, era in compagnia di un altro che lo lascị appena arrivato alla soglia.
  D. R. Le chiavi della giunta e della sacrestia del capitolo le teneva esso Di Maggio.

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Ultima revisione: 28 dicembre 2005.