Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte II.--Esami testimoniali


Concetto Torrisi
(Fol. 37, vol. 2° -- 14 settembre 1889).

  D. R. La chiave che serviva per chiudere la porta della giunta, ove si custodiscono gli oggetti di valore, avea un segreto, e questo segreto lo sapeva il sagrestano Di Maggio.
  Nel mese di agosto u. s., Motta Vincenzo porṭ nella sagrestia due catenacci, ma non posso dire se li ha consegnati al Di Maggio, ma probabilmente li ha consegnati a costui.
  Essi catenacci, dopo quindici giorni dell'avvenuto furto alla Cattedrale, li vidi in un cassettone della sacristia.
  D. R. Ignoro il motivo per cui il Motta porṭ quei catenacci.
  Io soggiungo che il sacrista Di Maggio, aveva la chiave della serratura, che chiudeva il suo alloggio, col segreto.

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Ultima revisione: 28 dicembre 2005.