Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte II.--Esami testimoniali


Puglisi Michele
(Fog. 72, vol. 2.--14 aprile 1891)

  D. R. Il giorno di San Giuseppe mi trovava nella bottega di mio padre in piazza dei cereali ivi si trovava anche mio cugino Carmelo Puglisi quando si presenṭ Paolo Sciacca, inteso il Babbo, offrendo in vendita un bel rubino della grossezza di un seme di carrubba.
  Mio padre subito rispose di non volerlo comprare, ma poscia alle insistenze dello Sciacca disse che quella pietra si poteva pagare per lire 25.
  Lo Sciacca si troṿ pronto cederla [sic] per quel prezzo. Fu allora che prese la parola mio cugino manifestando dei sospetti ed anche io a mia volta dissi che quel rubino doveva essere di quelli staccati dall'ostensorio della Cattedrale.
  Mio cugino domanḍ pure con insistenza allo Sciacca da chi avesse ricevuto quella pietra e lo Sciacca asseŕ di averla ricevuta dai parenti di Ninareddu.
  Poscia Sciacca anḍ via frettolosamente quasi impaurito dei discorsi che noi facemmo.
  Mio cugino anḍ dietro per vedere lo Sciacca dove andava.
  Quando mio cugino ritorṇ mi disse che lo Sciacca dopo di aver cercato di entrare in qualche bottega di orefice vistosi pedinato si era posto a passeggiare in Piazza Bellini dove era stato avvicinato da due individui.
  Minuti dopo il mio cugino anḍ incontro allo Sciacca chiedendogli conto del rubino e lo Sciacca rispose di averlo restituito a quei due.
  Lo Sciacca mezz'ora dopo il ritorno di mio cugino ritorṇ nella bottega di mio padre, nella quale oltre di me, si trovava certo Fasanaro che credo si nomini Federico e che abita in via Maddem casa propria.
  Lo Sciacca mi preg̣ di non palesare affatto di tutto quello che era successo poco pria circa il rubino.
  D. R. Se la S. V. mi mostrasse il rubino di cui ho parlato potrei benissimo riconoscerlo.
  Prima di essere licenziato il testimone gli si è mostrato dopo di avergli fatto prestare il giuramento di rito la pietra esibita dal Pellerito estraendola dall'involto di carta ed opportunamente richiesto risponde:
  La pietra che mi si mostra è falsa e di nessun valore, di essere poi il rubino di cui ho testè parlato non è mica vero.
  Successivamente abbiamo involto le due pietre in un brano di carta, le cui estremità sono state assicurate con un suggello in ceralacca rossa rilevante il timbro del nostro ufficio e sulla parte opposta abbiamo scritto la leggenda di specificazione con nostre apposite firme.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.