Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte II.--Esami testimoniali


Puglisi Caudullo Emanuele
(Fol. 74, Vol. 2.--14 aprile 1891).

  Conosco benissimo i due ostensorii che furono rubati alla Cattedrale e posso sui medesimi fornire alla giustizia alcuni precisi ragguagli.
  Nel milleottocento trentotto il giorno sedici marzo il Vescovo Orlando mi incaricò di restaurare l'ostensorio grande che era in gran parte ricchi [sic] di molti brillanti, rubini, smeraldi e perle.
  Io vi lavorai diciassette giorni con tre lavoranti e l'ostensorio fu pienamente restaurato essendovi state ancora suppliti le pietre preziose mancanti.
  Posso in proposito anzi aggiungere, che tali pietre che si dovettero supplire furono comprate dal Francescano Di Bartolo Calì nipote del detto [Or]lando per il prezzo di onze quarantadue.
  Consegnato l'ostensorio il vescovo per mezzo del suo segretario mi diede in pagamento onze trenta, oltre sei pezzi di tarì dodici destinati pei lavoranti per ragalìa perchè mi avevano assistito.
  Il trono di detto ostensorio era d'oro di carati ventidue e pesava due rotoli, onze 11 e 3 quarti.
  Tutto l'ostensorio era d'un lavoro non comune.
  Secondo appresi dal canonico Benanti esso venne costruito nel 1777 dalla Baronessa Toscano ed entrò nel possesso della Cattedrale nel 1801.
  Nel 1872, portò in casa mia il piccolo ostensorio di oro perchè ne voleva fatto uno consimile per la sua chiesa del SS. Crocifisso della Buona Morte.
  Così il detto ostensorio stette circa 3 mesi in casa mia cioè tutto il tempo che mi fu necessario per la costruzione per l'altro simile ostensorio.
  Posso in tale guisa assicurare la Giustizia, che il trono del detto ostensorio era tutto di oro di carati 18 e pesava onze 19 e 3 quarti.
  Il detto trono era stato rubato nel 1731, ed era stato poscia ritrovato in piazza dei Martiri, precisamente nel punto dove trovasi la chiesa diroccata circa otto anni fa.
  D. R. Circa il valore o la qualità delle pietre preziose dell'ostensorio grande non posso fornire alla Giustizia dati precisi.
  Posso affermare però i brillanti, i rubini, i smeraldi e le perle erano moltissime e di diverse grandezze.
  Ricordo benissimo che la sfera o meglio il trono era contornato di due fila di perle orientali di grandissimo valore, esse sole valevano 4 volte di più di tutte le altre pietre preziose secondo intesi dire dal canonico Benanti, il valore complessivo dell'ostensorio grande si faceva ascendere a onze 6000.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.