Processo a Stampa pei Furti di S. Agata
Vol. II.--Ostensori / Parte II.--Esami testimoniali


Amendolia Paolo
(Fol. 94, vol. 2°--21 maggio 1891).

  D. R. Quando io feci la mia dichiarazione alla S. V. relativamente alle pietre preziose vendutemi da Paolo Parisi io non ricordo [sic] che alquante di quelle pietre erano state incastonate in un finimento d'oro.
  E non lo ricordavo specialmente perchè il detto finimento lo aveva dato in pegno avendo avuto bisogno di denaro, e quindi appena ho potuto pagare la somma che ho avuto in prestito, ho ritirato il pegno che io presento alla S. V.
  Siccome ho pur saputo che, le pietre di cui trattasi e che trovansi incastonate nel finimento da me presentato alla S. V., provengono dagli ostensorî rubati alla Cattedrale ed appartengono alla chiesa, così mi son determinato di restituirle alla chiesa stessa, senza domandare compenso alcuno nemmeno per l'oro che io vi ho impiegato.
  Diamo atto che il testimone ha presentato uno scatolo foderato di velluto rosso e contenente un fermaglio avente 10 rubini ed un altro piccolo e con otto brillantini della stessa grandezza dei piccoli rubini, un anello con 4 rubini piccoli ed un grande, e con 8 diamanti, ed un paio di orecchini aventi ciascuno 6 diamantini ed un rubino, oggetti tutti che abbiamo posto sotto legale sequestro.
  Dopo di che abbiamo noi Giudice anzidetto avvolto lo scatolo in parola contenente gli oggetti di cui sopra è cenno in un foglio di carta bianca le cui estremità sono state assicurate con un suggello di ceralacca rossa rilevante il timbro del nostro ufficio e nella parte opposta abbiamo scritto la leggenda di specificazione con apposite nostre firme.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.