Le Catacombe ed il Protestantesimo

PARTE SECONDA


CAP. II.
Il DOGMA DELLA COMUNIONE DEI SANTI,
NEI MONUMENTI DELLE CATACOMBE (1).

Nelle antiche iscrizioni cimiteriali anche anteriori alla pace è attestata solennemente la fede dei cristiani in questo dogma; ed abbiamo nelle catacombe iscrizioni che accennano alle preghiere dei fedeli a pro dei defunti ed iscrizioni con formole di acclamazione dirette ai defunti.

La seguente iscrizione ci dice che i titoli sepolcrali si ponevano affinchè i fedeli leggendoli si ricordassero di pregare per i defunti.

D · P ·
LVCIFERE · COIVGI · DVLCISSIME · OMNEN (sic)
DVLCITVDINEM · CVM · LVCTVM · MAXIME
MARITO · RELIQVISSET · MERVIT · TITVLVM
INSCRIBI · VT · QVISQVE · DE FRATRIBVS · LE
GERIT · ROGET · DEVM · VT · SANCTO · ET · INNOCENTI
SPIRITO · AD · DEVM · SVSCIPIATVR
QVE · VIXIT · ANNUS · XXI · MES · VII · DIES · VX
« ... Essa meritò che si ponesse questa iscrizione affinchè ognuno dei fratelli che la leggerà preghi onde Iddio riceva a sè quest'anima santa ed innocente ».
(Museo Lateranense).

Quest'altra iscrizione in versi, che sta ancora nel cimitero di Priscilla, non è posteriore al terzo secolo.

EVCHARIS · EST · MATER · PIVS · ET · PATER · EST mihi...
VOS · PRECOR · O · FRATRES · ORARE
HVC · QVANDO · VEN
itis | ET · PRECIBVS · TOTIS
PATREM · NATVMQVE · ROCATIS | SIT · VESTRAE
MENTIS · AGAPES · CARAE · MEMINISSE | VT · DEVS
OMNIPOTENS · AGAPEN · IN SAECVLA · SERVET

Il poeta fa parlare la defunta dicendo ai visitatori, ai fratres che verranno a pregare nel cimitero: Vos precor o fratres orare huc quando venitis et precibus totis patrem natumque rogatis, cioè quando verrete qui a pregare con preci comuni (precibus totis) il Padre e il Figliuolo, ricordatevi di Agape cara, sit vestrae mentis Agapes carae meminisse, affinchè Iddio l'abbia nella sua gloria.

Da ciò evidentemente si ricava che nei cimiteri si tenevano delle riunioni liturgiche dei fedeli, e che in esse si pregava per i defunti.

E basterebbe questa sola iscrizione che è antichissima, anche se non ve ne fossero altre, per confutare definitivamente la tesi dei protestanti i quali negano che nella Chiesa primitiva si pregasse per i defunti. Questa epigrafe ci prova che si pregava pubblicamente e solennemente per i defunti fin dal secondo secolo e in un cimitero che è il più antico dei cimiteri cristiani di Roma e dove ripercuoteva ancora, per così dire, la voce dell'insegnamento apostolico. Ma le iscrizioni che confermano ciò sono moltissime e sono del terzo e del quarto secolo, di un tempo per conseguenza nel quale non può ammettersi che il sentimento dei fedeli fosse in contradizione con quello della Chiesa primitiva sopra un punto così importante.

Nella seguente vi è una frase presa certamente da una preghiera liturgica per i defunti:

IN PAce
SPIRITus
SILVAni
 AMEN
(Cimitero di Callisto).

Quest'altra è parte greca e parte latina, ed è scritta con lettere greche anche nella parte latina. Essa contiene una preghiera a Cristo onde si ricordi di una defunta:

ΔHMHTPIC · ET · ΛEONTIΛ
CEIPIΚE · ΦEIΛIE · BENEMEPEN ·
TI · MNHCΘHC · IHCOΥC
O · ΚΥPIOC · TEΚNON . . . .
« O Signore Gesù ricordati della nostra figlia ».
(Cimitero di Domitilla).

La formola più usata per esprimere la preghiera per i defunti è IN · PACE. Ma vi è un'altra frase più solenne, ed è quella del REFRIGERIVM, che esprime propriamente il pensiero del sollievo da una pena che si soffre.

Nelle epigrafi si trova in varii modi espressa questa formola di preghiera. Talvolta troviamo la sola formola di preghiera. Talvolta troviamo la sola formola IN · REFRIGERIVM; anche spesso la troviamo unita all'altra più comune IN · PACE. Si trova ancora DEVS · TIBI · REFRIGERET -- DEVS · REFRIGERA -- BENE · REFRIGERA, etc.

Il valore dogmatico della parola REFRIGERIVM risulta ancora più chiaramente da un documento agiografico preziosissimo, cioè dagli « Atti autentici e primitivi del martirio di Santa Perpetua » (a. 203) (2).

Il racconto si compone di tre parti. La prima è una relazione fatta forse da un diacono o da un notaro della Chiesa di Cartagine sui compagni di prigionia e di martirio della santa; la seconda, che è quella scritta dalla stessa martire, contiene il suo diario durante la prigionia; la terza espone il racconto del suo martirio, fatto da quello stesso che scrisse la prima parte. E questa ultima parte si chiude con la testimonianza preziosa che la seconda parte fu scritta di propria mano dalla stessa Perpetua. In questa descrizione vien detto ingenuamente tutto ciò che accadde dal momento della cattura di lei e degli altri cristiani fino al giorno del martirio; e contiene il racconto delle visioni da lei avute durante ls sua prigionia.

Nella prima di queste visioni, dopo la solita formola et ostensum est mihi hoc, ci racconta di aver veduto una scala lunga fino al cielo, attorniata da armi diverse e custodita da un dragone. Essa non aveva coraggio di salire, ma Satiro, suo compagno, le fece animo e subito salì e giunse in un bellissimo giardino, dove vide un vecchio venerando con capelli del tutto bianchi, che stava mungendo. Appena che la vide, le fece cenno di avvicinarsi, e poi che essa si fu avvicinata, il vecchio le diè un pezzetto di latte coagulato (sicit buccella) che essa ricevè a mani giunte sulle labbra, mentre tutti gli altri personaggi che si trovavano in quel giardino dicevano: Amen. Dopo di che Perpetua dice di essersi svegliata e di esserle rimasta in bocca una dolcezza che mai aveva provato. Queste ultime parole contengono una allusione evidente all'Eucaristia; e di ciò si è parlato sopra.

« Dopo alcuni giorni da questa visione, prosegue essa a dire, mentre stavamo tutti a pregare, sfuggì dalle mie labbra il nome di Dinocrate, nome di mio fratello minore morto da poco all'età di sette anni per un cancro sulla faccia. Io, prosegue, mi meravigliai come fino allora non mi fossi mai ricordata di lui e me ne pentii, e tutti insieme ci ponemmo a pregare per lui. Poco dopo ebbi un'altra visione: e vidi Dinocrate che usciva da un luogo tenebroso, tutto pallido in volto con sopra una terribile ferita che lo deformava. Egli era tutto mesto ed abbattuto, e andava qua e là vagando inquieto come chi soffre una gran pena. Fra me e lui v'era una profonda divisione, cosicchè io non poteva aiutarlo in nessun modo. In quello stesso luogo dove egli stava eravi pure una fontana e pareva che Dinocrate avesse un'ardente sete poichè cercava di bere ma non poteva, perchè l'orlo della vasca era molto alto ed egli invece piccolo di statura. Allora capii che egli si trovava in luogo di pena. E così mi svegliai e pensai subito al fratello che soffriva, ma confidai che le mie preghiere fossero a lui di sollievo; e subito ci ponemmo a pregare per lui sino a quando ci portarono all'anfiteatro in una nuova prigione per aspettare il giorno in cui si celebrava la festa di Geta figlio dell'imperatore ». La terza visione avvenne dopo alcuni giorni dall'altra ed è la seguente: « Mi si presentò dinanzi il medesimo luogo dell'altra volta, però intieramente trasformato, risplendente di luce e in ameno giardino; e Dinocrate allegro e contento che saltava qua e là vestito di candide vesti. La fontana di quel giardino aveva l'orlo molto abbassato e in essa Dinocrate continuamente si rinfrescava (et vidi Dinocratem refrigerantem), mentre sul margine della fontana stessa vi era una fiale d'oro ripiena di acqua. Allora, conchiude Perpetua, mi ridestai e compresi che Dinocrate era stato tolto dalla pena e che godeva la beatitudine eterna ».

Certamente in tutta l'antica letteratura cristiana non abbiamo un altro documento che parli più chiaramente della fede nel Purgatorio, delle preghiere per il suffragio delle anime dei defunti e della validità di queste preghiere.

E qualunque cosa voglia dirsi su queste « visioni » di S. Perpetua, ed anche se esse fossero soltanto sogni da lei fatti nel carcere, certo è che vi sono espresse le convinzioni che Perpetua aveva e che tutti i cristiani avevano sul dogma del Purgatorio nei primi anni del terzo secolo; e queste convinzioni non si erano formate allora ma derivavano senza dubbio dalla tradizione del secondo secolo, la quale va a rannodarsi a quella delle origini stesse del cristianesimo. Ed innanzi a questi documenti così solenni ed autentici è necessario ammettere che la Chiesa primitiva aveva su questo punto la fede stessa della Chiesa Cattolica.

Il concetto del refrigerium che trovasi espresso nei citati atti di S. Perpetua è ripetuto anche nelle iscrizioni tanto come augurio al defunto, quanto come preghiera impetratoria presso Dio per l'anima del trapassato.

Eccone un esempio assai antico:

PRIVATA · DVLCIS
IN · REFRIGERIO
ET · IN · PACE
« O dolce Privata che tu sia nel refrigerio e nella pace ».
(Cimitero di Priscilla).

Seguono altri esempi:

PARENTEs · fiLIO
BONOSO · FECERVNT
BENEMERENTI · IN
PACE · ET · IN · REFRI
GERIV . . .
QVI · VIXIT · ANN . . .
« Al figlio Bonoso fecero i genitori implorando a lui la pace ed il refrigerio ».
(Cimitero di Sant'Ermete).

AMERIMNVS
RVFINAE · COIV
GI · CARISSIME
BENEMEREN
TI · SPIRITVM
TVVM · DEVS
REFRIGERET
« ... che Iddio dia refrigerio all'anima tua ».
(Museo Lateranense).

BOLOSA · DEVS · TI
BI · REFRIGERET · QVAE · VI
XIT · ANNOS · XXXI · RECESSIT
DIE · XIII · KAL · OCTB · Px
« O Bolosa che Iddio ti conceda refrigerio ... ».
(Museo Lateranense).

POSVIt · HipeRECHIVS
COIVGI · ALBINVLE
BENEMERENTI · SIC
VT · SPIRITUM · TVVM · DE
VS · REFRIGERET
« ... perchè Iddio dia refrigerio all'anima tua ».
(Cimitero di Priscilla).

Questa frase sembra significare che la iscrizione fu posta per suffraggio della defunta; e ciò evidentemente perchè la presenza della epigrafe dava occasione ai fedeli di pregare per quell'anima.

DVLCISSIMO
 ANTISTHENI
 CONIVGI · SVO
 REFRIGERIVM
« ... al suo consorte refrigerio ».
(Cimitero di Priscilla).

S · O ....
.................
dulciSSIMO
. . . .filIO
pATER
SPIRITVM · TVVM
DEVS · REFRIGERET
« ... che Iddio conceda refrigerio all'anima tua ».
(Cimitero di Sant'Agnese).

La preghiera per il refrigerium si è sempre conservata dalla Chiesa Cattolica, la quale anche oggi nel Canone della Messa così prega per i defunti: « Ipsis Domine et omnibus in Christo quiescentibus locum refrigerii lucis et pacis ut indulgeas deprecamur ».

E questa preghiera che ogni giorno si fa sui nostri altari si rannoda alle preghiere stesse che facevano i primitivi cristiani nelle loro adunanze delle catacombe e nell'atto della deposizione dei loro cari defunti nei cimiteri antichissimi.

E questa preghiera medesima ripete da secoli la Chiesa greca nella liturgia. E ciò prova che la fede delle Chiese orientali prima della loro separazione da Roma era su questo punto identica alla nostra.

Ecco la preghiera dell'ufficio dei morti nel rito greco:

'Ο Θεος των πνευματων . . . . .
αναπαυσον και την ψυχην του
κεκοιμηενου δουλου σου εν
τοπω φωτεινω εν τοπω χλοερω
εν τοπω αναψυξεως ενϑα απεδρα
πασα οδυνη λυπη και στεναγμος.

In essa si implora all'anima del defunto di essere ricevuta « in un luogo luminoso in un luogo di refrigerio dove non vi è più alcun dolore ».

Ma siccome il dogma della comunione dei Santi comprende anche la fede nella efficacia delle preghiere che i defunti possono fare per i viventi, così in altre iscrizioni ci si presentano delle formole di preghiera rivolte ai defunti affinchè intercedano per i superstiti.

Eccone alcuni esempi:

IANVARIA · BENE · REFRIGERA
ET · ROGA · PRO · NOS (sic)
« O Gennaro, abbi refrigerio e prega per noi ».
(Cimitero di Callisto).

. . . . . . . . . . .
. . . VIBAS
IN · PACE · ET · PETE
PRO · NOBIS
« Vivi nella pace (eterna) e prega per noi ».
(Cimitero di Domitilla).

Spesso però vi troviamo la sola invocazione della intercessione per i viventi:

SABBATI · DVLCIS
ANIMA · PETE · ET · RO
GA · PRO · FRATRES · ET
SODALES · TVOS (sic)
« O Sabbazio anima dolce prega per i tuoi fratelli e compagni ».
(Cimitero di Gordiano sulla via Latina).

È notevole la espressione di fratres et sodales per indicare i cristiani.

ATTICE · SPIRITVS · TVVS
IN · BONO · ORA · PRO · PAREN
TIBVS · TVIS
« Attico che la tua anima sia nella felicità e tu prega per i tuoi genitori ».
(Cimitero di Callisto).

ATTICE · SPIRITVS · TVVS
IN · BONO · ORA · PRO · PAREN
TIBVS · TVIS
« Attico che la tua anima sia nella felicità e tu prega per i tuoi genitori ».
(Cimitero di Callisto).

ΔIONYCIOC · NHΠIOC
AKAKOC · ENΘA · ΔEKEI
TE · META · TΩN · A
ΓIΩN · MNHCKECΘE
ΔE · KAI · HMΩN · ΠPEYXAIC
KAI · TOY · ΓΛYΨATOC · KAI · ΓPAΨAN
  TOC
« Dionisio, fanciullo innocente, qui giace fra i Santi. Ricordati nelle tue sante preghiere e dello scultore e dello scrittore ».
(Cimitero di Callisto -- Museo Kircheriano).

ATTICE
DORMI · IN · PACE
DE · TVA · INCOLVMITATE
SECVRVS · ET · PRO · NOSTRIS
PECCATIS · PETE · SOLLICITVS (3)
« O Attico dormi in pace sicuro della tua salvezza e prega con imegno per i nostri peccati ».
(Museo Capitolino).

Bellissima è la seguente, ove si dà la ragione teologica della speranza nella efficacia della preghiera dei defunti a pro dei superstiti, cioè la ragione che il defunto era già beato nel cielo.

GENTIANVS · FIDELIS · IN · PACE
QVI · VIXIT · ANNIS · XXI · MENS · VIII
DIES · XVI · ET · IN · ORATIONIS · TVIS (sic)
ROGES · PRO · NOBIS · QVIA · SCIMVS
  TE · IN · Px
« Genziano fedele in pace ..... Nelle tue orazioni prega per noi, giacchè noi sappiamo che tu sei in Cristo ».
(Museo Lateranense).

L'uso di invocare i defunti onde preghino per i viventi e la fiducia in questa intercessione è l'origine del culto dei Santi; i quali sono defunti invocati e venerati in modo speciale per le loro eroiche virtù.

Nei tempi primitivi questo culto riguardava quasi esclusivamente i martiri; più tardi si estese anche ai confessori che furono equiparati ai martiri stessi.


Questa versione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>
Ultima revisione: 28 dicembre 2005.