GIUSEPPE CUCINOTTA

Ipnotismo pratico

Ed. Luigi Taranto, Messina, 1924.


PREFAZIONE

[mancano le pagine I e II nell'originale]

forze; e completai la metodologia che ora presento, e per la quale, se null'altro mi valga a scusarla, valgami il lungo studio e il grande amore... Il lungo studio de la scienza benefica, bella e umanissima, destinata a valorizzare le potenzialità latenti de l'anima, a rialzare la salute de gli uomini, a prevedere le nostre vicende, a smascherare il mistero che incombe su infiniti formidabili problemi de l'anima umana, che oggi, si travedono fra le nebbie de l'incognito quid... Ipnotismo: è questa la chiave che apre la porta che conduce a stabilire le funzioni, i perchè e i modi di essere di quasi tutto quanto l'occultismo; è questa la face[*] abbagliante verso la quale si debbono orientare, siccome verso qual faro, i partigiani de le più alte discipline psichiche, se realmente essi voglion la luce...

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Sottoposi al grande scienziato il manoscritto del presente lavoro, pregandolo di sinceramente giudicare se per avventura la mia, fosse la metodologia teorico-pratica, dianzi da lui si ben precisata; il metodo quasi per bambini tanto necessario, che, a vero dire, per disgrazia mancava. Mi scrisse poche parole personali e "-- al titolo del tuo ipnotismo pratico con cenni teorici" -- puoi, anzi, dovresti con ragione aggiungere: (Metodo anche adatto per bambini). Auguri.

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Debbo credere d'essere felicemente riuscito a risolvere l'arduo problema in maniera soddisfacente? O forse la bontà e la benevolenza del valente occultista, ha inzuccherato e di molto, il giudizio riguardo al lavoro?
Che forse non s'incoraggiano sistematicamente i giovani, che s'ingegnano a fare qualche cosa?...
Ed è per queste considerazioni, confesso candidamente, che mi riprometto accertarmi de la reale efficienza del lavoro, aspettando il giudizio di coloro, che, del tutto profani in materia, lo proveranno con amore e perseveranza.
Che se poi, per avventura, fossi davvero riuscito a raggiungere lo scopo; -- più per l'Ipnotismo di cui sono un umile, ma fervido, ma innamorato e tenace cultore, -- che per la vuota, inutile soddisfazione di una vanità appagata, -- potrei sinceramente presumere che il tempo impiegato a preparare questo lavoro, non può di certo chiamarsi, come spesso e causticamente "a caso o non" dicono i francesi: -- "Un tempo perduto!".

Giuseppe Cucinotta

COSA È L'IPNOTISMO

L'ipnotismo, ovvero il magnetismo, fu il principio di quasi tutte le pratiche occultistiche che in oriente, fin dai tempi remoti, si praticavano per rialzare la salute de gli uomini, e per beneficare o maleficare date persone.
Quelli che lo praticavano, erano speciali sacerdoti. Si credeva, (o si voleva far credere) che quel potere derivasse da favori sopra naturali, prodigati da munifici Dei. Ma l'investigazione moderna ha dimostrato a l'evidenza che ne i fenomeni ipnotici, nulla vi è di straordinario, di divino o di diabolico; e che si tratta invece di "uno stato nervoso artificiale di cui le manifestazioni multiple compariscono e svaniscono, secondo i bisogni de la pratica e ad arbitrio de l'operatore".
Questa è la definizione che de l'ipnotismo dà Charcot, che fu senza dubbio, uno fra i più eminenti ipnologhi francesi. É quindi ozioso ripeto, dire che questa scienza, oltre ad essere priva di misteri e di stregonerie, se tecnicamente praticata, può tornare di grandissimo utile a l'umanità.
L'ipnotismo è un ottimo agente terapeutico. Come anestetico è meraviglioso ed innocuo a lo stesso tempo; poi, è uno studio nobilissimo e bello per ogni persona. Dà le splendide soddisfazioni de la veggenza[*], sviluppa le facoltà mentali in modo prodigioso, ci permette di produrre fenomeni del più grande interesse. Ci rende piacevoli, ammirati, e non di rado temuti. Ci mette in grado di fare tante altre cose belle, oneste ed umane.
Questo è l'ipnotismo, per chi lo studia con spirito calmo, e con tenacia grandissima.

LEZIONE I.
Facoltá ipnotiche dominanti, e come si sviluppano.

La fiducia tranquilla e completa in se stesso, però senza albagia, è una fra le doti migliori per l'operatore. Per riuscir bene ne la pratica di questa scienza, bisogna tener presenti sempre le due parole: "Fiducia personale." Agente che la sviluppa al massimo grado, è l'auto suggestione.
Non domandate cosa sia l'auto suggestione, lo saprete in seguito, a suo tempo.
Interessatevi a ripetervi mentalmente le seguenti parole: "posso ipnotizzare facilmente ogni persona".
Questa frase, dovreste ripetervela sempre; ma con calma e convinzione grandissima, e non pensando altro in quel tempo. In seguito, avrete agio di giudicare il valore del metodo, che quasi sembra inconcludente.
Lo sguardo richiede allenamento saggio ed accurato. L'occhio dev'essere brillante, fermo e resistente. L'acqua di mare è indicatissima per renderlo più forte e lucido: possibilmente, lavatevi gli occhi con quest'acqua per qualche volta al giorno. Sono pure raccomandabili i gargarismi; poichè il sale rinforza notevolmente i timbri bassi di voce, li rassoda e li rende decisi e puri. Cosa importante la voce, in ipnotismo pratico.
Per lo sguardo, oltre l'acqua salsa è necessaria come ho dianzi detto, l'educazione. Fissando le proprie pupille in uno specchio per mezz'ore, si ottiene lo scopo desiderato.
Certamente, non potrete vederne l'effetto, che dopo il lungo, costante, giudizioso esercizio. Dopo qualche minuto, l'occhio non esercitato a fissare, ammicca, lacrima, si stanca. Allora si sente il bisogno di sviare lo sguardo, o di chiudere gli occhi. Non badate a queste piccole e temporanee torture: esse spariranno in un tempo relativamente breve. Con sforzo di volontà, immobilizzate le vostre pupille a lo specchio; non curate punto le lacrime che scorreranno da gli occhi: asciugatele con una pezzuola, ma seguitate a fissare.
Questo è il metodo più rapido e razionale onde acquistare la fissità anormale de lo sguardo; dote tanto necessaria (in certi casi), a l'ipnotizzatore.
Non occorre dire che bisogna esercitarsi piú volte al giorno, e che lo sviluppo de lo sguardo aumenta in ragione diretta a l'esercizio che si fa. Questa è logica. Evitate di guardare la luce, perchè essa attutisce il bagliore de l'occhio magnetico. Anche quando non vi esercitate allo specchio, tenete sempre gli occhi aperti. In poco tempo questo lavoro diventerà naturale; ed allora i vostri occhi si manterranno abitualmente fermi, spalancati: fortissimi.
Perseguendo lo sviluppo de lo sguardo, usate pure l'auto suggestione, facendo ogni mezzo per secondarlo. Esempio: "Il mio occhio è brillante, è fortissimo, è immensamente magnetico". Se per natura avete il nervo ottico debole, fatevi fare da qualche oculista una quantità convenevole di iniezioni di stricnina vicino a le tempia.
Il calore animale richiede pur esso razionale sviluppo. Stropicciatevi ogni momento le mani, ed esercitatevi a far con le dita come quanto si spruzza l'acqua, avendo le mani bagnate.
Per rendere morbide le mani, usate una soluzione di glicerina e tannino; o di vasellina e tannino in parto uguali, aggiungendo una goccia di un qualsiasi profumo. Esercitate la mano a produrre quel certo solletico come di carezza, che piace tanto e scuote. É fruttuoso il combaciare i polpastrelli de le dita: pollice, a pollice indice a indice e così via, restando alcuni minuti in tale posizione. Praticate spesso questi esercizi, poichè sono molto necessari.

LEZIONE II.
Preparazione

Avendo eseguito per alcuni giorni gli esercizi anzidetti, studiate poco per volta e molto bene le seguenti lezioni, fino a quella del risveglio.
Prego lo studente di non intraprendere lo studio e la pratica di una lezione senza essersi completamente persuaso di quanto spiega la lezione precedente. Questo consiglio importantissimo, non ammette eccezioni di sorta.
Prendete dunque la persona che deve far da soggetto ne le prime esperienze, e preparatela a la prova.
Cade acconcio[*] determinare il carattere de l'ipnotizzatore. Siate calmissimo e completamente padrone di voi stesso, contegno serio e benevolo, ma senza affettazione.
Per le prime prove, scegliete un ragazzo od una ragazza. L'età più acconcia, è fra i 6 e 15 anni; ma se non vi è possibile, preferite una donna. I tipi mansueti ed obbedienti, formano i soggetti ideali per il principiante. Non credete -- come volgarmente si afferma, -- che i nervosi siano suscettibili a l'ipnosi, e perciò si addormentino più presto de gli altri. Tenete presente che è difficile per il nervoso concentrare l'attenzione senza eccitarsi; e l'eccitazione, certe volte ostacola il prodursi de l'ipnosi.
Quindi, si richiede un lavoro maggiore da parte de l'operatore. (S'intende che parlo ne i riguardi di un operatore che è "a le prime armi" poichè, per un buon pratico, il nervoso, è soggetto facilmente dominabile.
Convincete il soggetto sul fatto che l'ipnotismo non può causargli male, che esso è sommamente benefico in molte malattie, e che forse lo metterà in grado di vedere cose lontane, che gli svilupperà la memoria e l'intelligenza, che lo divertirà. Ditegli che l'ipnotismo non ha niente di straordinario e di pauroso; asserite che proprio somiglia al sonno naturale.
Assicurate il soggetto che non l'ipnotizzerete la prima volta; ma che solamente l'eserciterete. Insomma, levate de la sua mente ogni timore, adescate la sua curiosità, convincendolo de la vostra attitudine.

LEZIONE III.
Lo stato d'inerzia, ne la produzione del sonno ipnotico.

Lo stato d'inerzia consiste nel rendersi morto (come volgarmente si dice) di svitalizzarsi, rilassarsi, mettersi in uno stato di completo abbandono.
Insegnate molto bene al soggetto il modo di rendersi inerte; cosa elementarissima del resto.
Sedete e fategli osservare come deve stare, e controllate se ha capito.
Fatelo sedere, e alzategli un braccio che gli abbandonerete a l'altezza de la spalla.
Se rilassamento vi sarà, il braccio piomberà in giù, come un corpo morto.
In caso contrario, senza irritarvi, spiegate di nuovo il procedimento e fate riprovare.

LEZIONE IV.
Come si concentra l'attenzione del soggetto.

Quando il soggetto è capace di mettersi in uno stato di completo abbandono e volete provarvi al ipnotizzarlo, il primo lavoro, dev'essere il concentrare la sua attenzione, ogni suo pensiero, su l'idea del sonno.
Fategli ripetere mentalmente questa o qualche frase identica nel significato. "Ho tanto bisogno di dormire, sto dormendo".
Consigliatelo con serietà di fare il possibile per addormentarsi quietamente; dite al soggetto di non pensare ad altro, che a dormire.
Ditegli che si sta addormentando, come fa la sera nel suo letto. Non fate rumore, non parlate forte, non ammettete alcuna persona a le prime sedute. Contentatevi d'essere solo col soggetto; così non c'è il movente di sviare l'attenzione dal lavoro, e nessuno controlla se avrete de l'incertezza, sa farete completamente bene o no. Comprenderete di leggieri[*] la capitale importanza di tale condotta.
"Solità[*] e Santità" diceva una vecchia celebrità de l'ipnotismo pratico, che ebbi la fortuna di conoscere e di veder lavorare.
Se avrete l'abilità di convincere il soggetto sul fatto certo ed assoluto de la completa innocuità del sonno ipnotico; se l'avrete preparato in modo da levargli la paura de l'ipnotismo, se l'avrete entusiasmato descrivendo i beneficii ch'esso può renderci, potrete avere la certezza di riuscire ad ipnotizzarlo, (cosa del resto facilissima!)

LEZIONE V.
Avvertenze importanti.

Precedentemente, ho detto di far capire al soggetto che non l'ipnotizzerete subito, ma che l'eserciterete soltanto.
Il raggiungimento di due scopi importanti, consiglia di procedere così.
Anzitutto, il neo ipnotizzatore, non sempre possiede di colpo l'attitudine d'ipnotizzare un soggetto nuovo; secondo, che il soggetto, (cioè la persona che deve essere ipnotizzata); non sempre si trova predisposta a subire l'ipnosi.
Spesso i soggetti ne le prime prove sono nervosi, e difficilmente arrivano a concentrare i loro pensieri, anche facendo de gli sforzi per dominarli.
Solo chi ha lunga pratica, può presumere d'ipnotizzare in prima seduta un soggetto nuovo a l'ipnosi.
Adesso esporrò alcuni de i metodi più facili e perfezionati per produrre l'ipnosi, metodi moderni, di efficiente rendimento e di semplice impiego.
Raccomando di praticare spesso gli esercizi precedentemente spiegati ed elencati, e di studiare ed esperimentare le lezioni, ne l'ordine onde[*] sono scritte. Cercate pure di formarvi un esatto concetto pratico e teorico di quanto vado esponendo. Non trascurate alcun consiglio, non siate impulsivi nel condannare o nel portare a le stelle un qualsiasi procedimento; e sopratutto, non tralasciate i dettagli, non di rado creduti inutili, ma a torto.
Il principiante, colto od anche dotto per quanto possa essere, non è in grado di giudicare con competenza, sul valore di un metodo o di un esercizio, perchè non ha la pratica nel ramo ipnotico sperimentale. Giudicherete poi.
Oltre, raccomando di non sbigottirsi, nè di entusiasmarsi: restate calmi, non scoraggiarsi se non si riesce a perfezione ne gli esperimenti.
Nessuno è diventato bravo in un paio di giorni, e parlo di chi esercita i piccoli mestieri. Che dire de l'ipnotismo, di questa scienza bella e facile, ma che richiede tanta copia[*] di energia, d'intelligenza e di perseveranza prima di lasciarsi possedere? Il tempo cambia in seta la foglia del gesso[*].
Ecco tutto!

LEZIONE VI.
Primo metodo per produrre il sonno ipnotico.

Per maggiore facilità e chiarezza, dividerò in tempi il primo metodo d'ipnotizzare.

Tempo I.

Fate rilassare molto completamente il soggetto, fatelo sedere comodamente, e inducetelo a concentrare ogni suo pensiero, su l'idea del sonno.
È necessaria la quiete piú completa e la convinzione nel soggetto che il sonno ipnotico non gli fa male. Insisto su questo.
Allargate l'indice ed il medio de la mano destra, e ponete le due dita vicino a gli occhi del soggetto, (che li terrà aperti).
Il soggetto deve pensare solamente che ha sonno, che sta per addormentarsi e niente altro. Deve guardare intensamente le vostre dita per circa tre minuti od anche meno; ciò, nel caso che gli occhi del soggetto non si chiudono prima.
Invitatelo spesso a pensare che ha molto sonno, suggerite che sta dormendo.
Parlate a voce bassa, e con sicurezza e convinzione.

Tempo II.

Seduto di fronte al soggetto, ordinategli di guardarvi ne gli occhi, senza distogliere l'attenzione del vostro sguardo.
Lo dovrete guardare proprio ne gli occhi, pensando esclusivamente che il soggetto non può resistervi, e che deve addormentarsi subito.
Il vostro sguardo, dev'essere già esercitato a mostrare una decisa espressione d'imperio. Lo guarderete così, fermamente, quanto piú potrete.
Gli occhi del soggetto lacrimano, si chiudono; il suo respiro diventa debole, irregolare; egli china un pò la testa, (quasi sempre, con tendenza di piegamento sul lato sinistro) e dopo qualche istante si assopisce.
Se il soggetto non oppone resistenza, cioè, quando vuole pensare a dormire ed ha fiducia ne l'abilità de l'ipnotizzatore, e specialmente, quando le istruzioni vengono integralmente e precisamente applicate, il sonno ipnotico si produce cosi presto. Proprio in pochi minuti.
Se il soggetto resiste e non chiude gli occhi, (e sentite i vostri molto stanchi,) con voce bassa e ferma dite improvvisamente; "Chiudete gli occhi stretti" ed ora, servitevi di quanto indica il [il paragrafo finisce qui. -NdR]

Tempo III.

Passati un cinque secondi da l'occlusione, ordinate: "aprite gli occhi" e poi con l'intervallo anzidetto: "chiudete strettamente gli occhi".
Questa manovra si può ripetere parecchie volte. Al momento de l'occlusione, dovrete premere su i globi oculari del soggetto, esercitando una discreta pressione con i due pollici. Fate in modo che la pressione agevoli l'occlusione: strisciate lievemente i pollici su i globi oculari del soggetto, e ciò, fino a la congiunzione perfetta de le palpebre.
Si tratta di una manovra che produce grande sonnolenza, se ben seguita.
La pressione non deve essere forte, non fate male al soggetto. Accorgendovi de i sintomi de la sonnolenza, mantenete il soggetto in continua suggestione. Con voce bassa e sicura ma a tempo, dite: "Dormite, dovete dormire, state dormendo, pensatelo. Vedo che sentite il bisogno di dormire, poichè avete molto sonno. (Spesso, ordinate deciso:) Respiro profondo, profondo dico, profondo. Ne lo stesso tempo, picchiettate con la destra sul petto del soggetto, come per fargli intuire che deve respirare più profondamente.
Respirate voi pure più volte nel modo indicato: è facile che il soggetto v'imiti, anche senza ordine. Badate al modo di parlare; poichè può dipendere proprio da ciò l'esito de l'esperimento. Non vi distraete, pensate di avere l'attitudine di dominare il soggetto. Fermate la mente su ciò che fate; solo così si può ottenere un risultato soddisfacente.

Tempo IV.

Stropicciatevi le mani palma contro palma, e mettete i pollici lateralmente in contatto, al centro superiore de la fronte del soggetto; proprio, al punto ove cominciano i capelli. Come si vede, tutte le dita -- tranne i pollici, -- poggiamo su i lati de la testa del soggetto. L'operatore deve stare a le spalle del soggetto, e costui deve tenere la testa interamente rovesciata, e gli occhi strettamente chiusi.
Con movimento simultaneo, scendete i pollici fin sul principio del naso del soggetto. Ogni pollici deve passare sul ciglio corrispondente, per arrivare a la tempia, ove premerete leggermente per qualche secondo.
Raccomando di praticare adagio e sempre con la stessa velocità, e di premere un poco in tutto il passo. di più a le tempia.
Il movimento de i pollici, dev'essere simultaneo in velocità ed uguale in precisione e tensione. Questo passo, deve ripetersi per un minuto o due.
Finitone uno per cominciare l'altro, si portano i pollici al punto di partenza; e senza farli toccare con la fronte del soggetto, si ricomincia il lavoro nel modo su esposto.

LEZIONE VII.
Seguito e dettagli del metodo.

L'ipnosi si è positivamente ottenuta dopo quest'ultimo passo; in caso contrario, si smetta di operare per ripigliare alcune ore dopo, oppure il giorno appresso "possibilmente a lo stesso luogo".
La produzione del sonno ipnotico, si può rudimentalmente conoscere alzando un braccio del soggetto influenzato, per abbandonarglielo a l'altezza de la spalla. "Riportarsi intieramente a la lezione terza.
Se il braccio cade come un corpo pesante, e poi, rimane inerte ne la posizione che ha preso cadendo, l'ipnosi è stata prodotta. Regola generale.
Altro buon mezzo, è l'esperimentare su la sensibilità del soggetto. Pizzicate le sue mani. Se il soggetto non dà segno di sentire dolore, vuol dire che più o meno profondamente, è ipnotizzato.
Può anche accadere che il braccio del soggetto resti sospeso a metà de l'altezza, o ne la posizione in cui l'avrete abbandonato. Può anche scendere in grembo lentamente, ad intervalli di qualche secondo fra un abbassamento e l'altro. Pure in questi casi esiste l'ipnosi: solo, vi è differenza nel grado di sonno ottenuto.
Prendete l'abitudine di studiare il soggetto. Da la sua gola, esce un rantolo speciale che va mano a mano sperdendosi. Il colorito del suo viso diventa, anzi, può diventare alquanto scialbo[*], i lineamenti perdono un pò de la mobilità naturale. Ma ciò, non in tutti gli stati ipnotici.
Questa crisi del soggetto, impressiona moltissimo i principianti che credono già una catastrofe irreparabile, il fenomeno ipnotico più semplice e comune (1).
Spiegherò questo ed altri stati di crisi ipnotica; ma ora, il metodo per fugare l'incubo immaginario.

LEZIONE VIII.
La produzione de l'obbedienza automatica nel soggetto.

Mettete il pollice de la mano sinistra su la tempia destra del soggetto, e le dita su la tempia sinistra. La testa del soggetto dev'essere sostenuta de la vostra mano. Con la palma de la vostra destra, stropicciate per circa un ½ minuto, il centro de la testa de l'ipnotizzato.
Questo massaggio, vien praticato un pò forte e sveltamente, ma sempre con uguaglianza di pressione. Sollevate la testa al soggetto ed ordinate piano: "aprite gli occhi". Se il soggetto si prova invano ad obbedire, aiutate con i vostri pollici l'esecuzione del comando dato. Calma e decisione nel procedere.
Aprite leggermente e lentamente le palpebre de l'ipnotizzato dicendo: "vedete che li potete aprire?". Brevi pause sono necessarie fra un procedimento e l'altro.

*
* *

Dopo il massaggio anzi[*] indicato, il soggetto comincierà a rispondere con voce un pò nasale ad ogni vostra domanda, e ubbidirà quasi a tutto ciò che gli ordinerete con decisione; poichè, mediante quel massaggio, egli entra in uno stato di sonno affine al sonnambulismo. Se volete provare, ordinate al soggetto di mangiare o di bere qualcosa, di ridere, di cantare ecc.
Passata mezz'ora o poco più, dal principio de la seduta, svegliatelo, servendovi del metodo specificato ne la lezione "Risveglio".
Prima di provarvi ad ipnotizzare, leggetela parecchie volte; senza andare oltre a curiosare ne le lezioni seguenti.
Ciò, è nel vostro interesse, tanto per evitare confusioni dannose.

LEZIONE IX.
Il Risveglio.

Per svegliare un ipnotizzato ditegli:
"Vi sentirete benissimo, non avrete dolore a la testa, nè in alcuna parte del corpo (pausa).
Sarete di buon umore, e contentissimo d'esservi fatto addormentare.
Starete tanto bene, come mai lo siete stato prima. Capite? Ripetete un quattro volte l'ordine su specificato, indi suggerite:
"Pronto... svegliatevi. sveglio su...., sveglio dico così".
Nel suggerire "Sveglio" dategli un colpettino a la fronte con la mano destra, o scuotendolo leggermente. Se volete, soffiategli in viso con un ventaglio; od anche con la bocca.
Potete star sicuri che il soggetto si sveglierà immediatamente che voi lo vorrete; non solo, e che si sentirà tanto bene da voler subito bere e mangiare. Questo accade spessissimo.
Quanto di pauroso, pericoloso, letale alcuni sentenziano sul risveglio ipnotico; è pura favola, incoscienza, e qualche volta cattiveria derivata da l'interesse di taluni, a che la pratica de l'ipnotismo non si propaghi.

LEZIONE X.
Altri dettagli al metodo "Risveglio"

Alcuni ipnotizzatori si servono di passi ipnotici per svegliare i soggetti. Questi passi consistono nel portare lentamente le mani dal basso in alto, fin su la testa de l'ipnotizzato. Si debbono fare a pochissimi centimetri di distanza del corpo del soggetto, e rapidamente.
Operando i passi ipnotici e volendone cominciare un altro, si chiudono le mani e si scendono a i fianchi de l'ipnotizzato. Ai passi anzidetti, si può sostituire un ventaglio o un oggetto atto a far vento.
Anche in questo caso, bisogna ventare[*] dal basso in alto. I passi praticati da l'alto in basso, (fatti con le mani) predispongono a l'ipnosi, e non al risveglio.

LEZIONE XI.
Continuazione

Buon metodo per svegliare un soggetto, è anche questo mio speciale. Può usarsi con certezza di successo, ne i pochissimi soggetti che resistono a le suggestioni del risveglio.
Dire molto risolutamente. "Conterò fino a dieci, e ad ogni numero da me detto, dormirete meno fortemente".
Al numero dieci, vi sveglierete completamente; non potrete più dormire, è impossibile... capite? É impossibile.
Contate: Uno... due... tre... ecc. finchè, arrivando al numero stabilito, scuoterete l'addormentato dicendo:
"Presto svegliatevi; svegliatevi dico." Potrete anche spruzzargli in faccia alcune goccie d'acqua. Se dopo queste pratiche, il risveglio non si è ottenuto, non vi allarmate. (Ma ciò, capita mai).
Se vi piace, seguitate a provare; in caso contrario fate coricare su un divano l'ipnotizzato o lasciatelo tranquillo. Dopo qualche ora o più, il soggetto si sveglierà spontaneamente, senza risentire il minimo disturbo. Qualche caso di resistenza al risveglio (neanche l'1, su 150 generalmente) deve addebitarsi solo a poca attitudine de l'operatore.
Il dar troppa confidenza ad un soggetto in ipnosi, può influire su i riguardi de le suggestioni nel risveglio.
Ciò, si spiega col fatto che molta gente, immersa nel sonno ipnotico, provando gran piacere in esso, abusa de la confidenza che l'ipnotizzatore le accorda; e non si vuole svegliare, o si sveglia a malincuore. Nessuna paura quindi, poichè non v'è proprio nulla da temere.

LEZIONE XII.
Stadi d'ipnosi e loro caratteri.

(Teoria di Nanci)

Siccome ritengo importante questa limitata conoscenza teorica per chi intraprende la pratica de l'ipnotismo; tratto brevemente, elementarmente la tesi. Ho già detto che accenno proprio al necessario, a l'indispensabile nel riguardo de la teoria.
... Quando in Francia, culla del moderno ipnotismo; si fondarono le scuole famose de la Salpetraire di Nancj, successero molte polemiche scientifico-sperimentali fra esse scuole. Charcot e la Salpetraire, sostenevano che ne l'ipnotismo non esistono che tre stadi classici denominati: Catalessi, Letargo e Sonnambulismo; oltre a due stadi poco importanti, detti intermedi o secondi: Letargo lucido e fascinazione od estasi.
Ma la scuola di Nancj, asseriva che i tre stadi anzidetti, si producono raramente in tutta la perfetta e rigorosa caratteristica (psico-fisiologica) su i soggetti; -- e, se si producono, -- è solamente ne gli allenati a lunghe sedute ipnotiche, o in gente anormale, segnatamente nevrotica.
L'ipnotismo de la scuola di Nancj, insegna che ne la gente che per le prime volte vien sottoposta a l'ipnosi, si produce un certo grado di assopimento, di rilassatezza più o meno totale, di sonno anche; ma raramente nel neo-soggetto, si riscontrano i caratteri assoluti di alcuno fra gli stadi ipnotici che Charcot e la sua scuola chiamò "Classici".
Praticamente, a mio vedere, è esatto quanto afferma la scuola di Nancj; e gli stadi del sonno ipnotico su soggetti non allenati, son proprio quelli rilevati da gli ipnologhi di cotesta scuola.
Con l'affermare questo, io sono molto lontano non solo dal dire, e dal pensare che le indagini del geniale caposcuola de la Salpetraire e de i suoi coadiuvatori fossero imprecise; ma, dico che il campo d'osservazione di Charcot, era formato di soggetti prettamente isterici; mentre le indagini de la scuola di Nancj erano fatte su soggetti isterici, e pure su soggetti non isterici. Bisogna tener presente questo dato di fatto d'importanza capitale.
Riporto a la meglio, e più semplicemente che posso, la classifica de le due scuole, illustrandola con una biografia diagnostica de gli stati sonnici.
Prego molto di studiare attentamente questa lezione, e sopratutto di applicarla sperimentalmente.
Fra le classifiche de la scuola di Nancj, scelgo quella del Liebault.
Questo distinto medico e ipnotista, ha diviso in gradi i diversi fenomeni di assopimento ipnotico, facendone sei.
Liebault, scinde in due parti gli stadi ipnotici, cioè: in stadi con sonnolenza, e stadi con sonno. De i sei gradi o stadi de la sua classifica, quattro di essi sono con sonnolenza.
In questi casi, il soggetto non dorme veramente; sente quanto si dice intorno a lui, può rifiutare una suggestione se vuole. Spesso, tornando a lo stato normale, dice di non essere stato ipnotizzato, ricorda quanto accadde durante la seduta.
Insomma il soggetto non dorme: è semplicemente propenso al sonno, che, se non venne in quella seduta, non mancherà ne le successive.
Gli altri due gradi, il quinto e il sesto, sono gradi o stadi sonnici o sonnambolici. In questi due ultimi gradi, l'operatore ha maggiore dominio sul soggetto. Non vi è ricordo al risveglio, sebbene il ricordo si può ottenere per suggestione; il soggetto è suggestionabile e allucinabile, vi è la possibilità de la post-ipnotica.
Ecco in poche note la classifica del Liebault:
A) Nel primo grado vi è rilassamento completo, propensione a l'ipnosi, caratteristica confusione d'idee nel soggetto.
B) Nel secondo grado vi è inizio di una crisi catalettiforme. Il collo del soggetto diventa poco pieghevole, anche il tronco e le giunture acquistano una certa rigidità.
Alzate le braccia o le gambe del soggetto, ed esse resteranno ferme e rigide per parecchi minuti. Respiro debole e raccoglimento caratteristico nel corpo del soggetto.
C) Nel terzo grado, l'ipnotizzato si trova ne la impossibilità materiale di sospendere un qualsiasi movimento del suo corpo, già comandato per suggestione; o impresso, azionato, de le mani de l'operatore.
Per esempio, se ordinate al soggetto di dondolare la gamba, il braccio o la testa; se gli fate girare le mani una intorno a l'altra con i pugni chiusi, egli, non può astenersi dal farlo continuamente.
Se poi gli ordinerete la cessazione del movimento, il soggetto si trova ne la impossibilità di obbedire.
Il movimento de le membra del soggetto, deve fermarlo l'ipnotizzatore.
Questo grado d'influenza, si distingue col nome di automatismo articolare e rotante.
D) Nel quarto grado, vi è forma concreta di assopimento, non di sonno ipnotico profondo. Il soggetto può essere allucinabile.
Alcune volte, -- se domandato -- non conosce il luogo ove si trova, non vede altra gente che l'ipnotizzatore, non sente che la parola di costui. In quel momento, -- oltre l'ipnotizzatore, non esiste persona o cosa al mondo per il soggetto. Quando torna a lo stato di veglia, generalmente, ricorda ciò che l'ipnotizzatore gli ha detto durante la seduta.
E) Nel quinto grado, vi è sonno sonnambolico concreto e caratterizzabile, con suggestibilità ed allucinabilità durante la crisi. Il soggetto non ricorda al risveglio ciò che accadde durante l'ipnosi. Nel resto, analogia col quarto grado.
F) Nel sesto grado, si distingue il sonno sonnambolico autentico e profondo: niente ricordo al risveglio, sebbene il ricordo può provocarsi per suggestione, (cioè, ordinando al soggetto ipnotizzato di ricordare ogni cosa quando sarà sveglio). I caratteri di cotesto grado, si somigliano quasi completamente con quelli de lo stato classico che Charcot definì: Sonnambulismo.

LEZIONE XIII.
Gli stadi ipnotici secondo Charcot e la Salpetraire.

L'ipnotismo ha vari stadi principali o classici, ed altri che comunemente si appellano intermedi o secondi.
Gli stadi classici, come ho già detto, sono: catalessi, letargo e sonnambulismo.

Catalessi

La catalessi è la prima a venire nel soggetto quando lo s'ipnotizza; e questo stadio lo abbandona presto. In questo caso, a la catalessi succede il letargo. I caratteri de la catalessi, sono chiari e distinti. Assoluta rigidità e immobilità nel corpo del soggetto. Il catalettico diventa molto rigido, e può sopportare sul corpo de i pesi straordinari. Le sue membra possono restare per intiere mezz'ore in una determinata posizione, -- anche in quella più incomoda, senza che il soggetto ne risenta fatica.
In rapporto a tale straordinaria supernormale tensione nervosa, gl'ipnotisti teatrali più celebri producono i così detti "quadri catalettici" e molti altri esperimenti impressionanti e singolari. (In seguito, insegnerò i metodi per produrre alcuni di questi esperimenti).
L'occhio del catalettico è un pò vitreo e smorto, le palpebre sono ferme, e spesso incompletamente chiuse. Il suo respiro è quasi sempre fievole ed ineguale; può anche essere rantoloso, specialmente a l'inizio de la crisi.
Di tutti i sensi, il catalettico conserva in qualche modo l'udito e la vista. La sensibilità tattile è una incognita per il soggetto.
Se la catalessi è ben sincera, potete punzecchiare, bruciacchiare, battere il soggetto, senza ch'esso senta dolore.
A lo stato di veglia, egli, non ricorda ciò che ha fatto, visto o sentito durante la crisi.

LEZIONE XIV.
Letargo

I caratteri de la letargia sono del tutto opposti a quelli de la catalessi.
Per far passare un catalettico in letargo, chiudetegli semplicemente e nel modo più completo le palpebre con i vostri pollici, esercitando al tempo stesso una leggiera pressione su gli occhi del soggetto.
Ne l'ipnotizzare un isterico, il letargo si manifesta subito dopo la breve catalessi. Spesso, si produce quasi di colpo, tanto da far notare appena lo stadio transitorio brevissimo di catalessia.
Il letargico, ha qualche somiglianza al morto. Alzategli le braccia, le gambe, ed esse cadranno pesantemente; inerti, passive.
Tiratelo leggermente da una parte, ed esso cadrà, se l'ipnotizzatore non lo sosterrà in tempo. Toccategli la testa, -- pure con un dito solo, -- ed essa si piegherà subito de la parte opposta. Respiro debole e rantoloso, sguardo senza espressione, sensibilità generale e facoltà mentali quasi del tutto paralizzati. Ecco il letargo. Non è mestieri specificare l'oblio completo che il soggetto ha al suo risveglio, e la impossibilità di fare qualsiasi movimento volitivo durante la crisi. Particolare curioso in certi letargici, è il continuo aprire e serrare de gli occhi. Lo faccio notare, perchè lo studente non si trovi di fronte ad un così detto... fatto nuovo, e si impensierisca riscontrandolo in qualche soggetto eminentemente nervoso.

LEZIONE XV.
Proprietà de la catalessi e del letargo

Volendo cambiare la catalessi in letargo, è sufficiente premere su le palpebre del soggetto (catalettico), oprando leggermente con i pollici. Se da la letargia si vuol far passare il soggetto in catalessi, apritegli le palpebre (sempre praticando con i pollici). Agendo così, su una palpebra sola nel soggetto in catalessi, la metà del corpo corrispondente a la palpebra entra in letargo: il resto del corpo permane in catalessi.
Aprendo un occhio al letargico, quella parte del corpo corrispondente a l'occhio, va in catalessi; l'altra resta in letargo. Ad ogni manovra tendente ad ottenere questi fenomeni, unire la suggestione. Non è necessario questo; è vero, ma non è neanche inutile. Per la produzione de la parziale catalessi, suggerite che la metà (specificata) del corpo del soggetto, sta per diventare rigida, mentre il resto de la sua persona resta inerte. Per la produzione del letargo, suggerite il contrario. Sono esperimenti, -- direi meglio "virtuosità tecniche" -- che, se ben eseguite, destano lo stupore nel pubblico, ne i dilettanti d'occultismo, ed anche in quasi tutti i medici...
Sono segreti sperimentali, praticati solo da i più
[mancano la pagina 25-26 nel originale]
poco importanti. La differenza lievissima, può essere distinta da i grandi pratici d'ipnotismo.

LEZIONE XVIII.
Estasi o fascinazione

In queste crisi il soggetto -- sempre da sveglio, -- ricorda per intero ciò che fece e che gli fu detto durante l'ipnosi. Può muoversi a piacere suo, parlare, camminare: pare, anzi è completamente desto. Degna di nota, è la sensibilità del soggetto per le suggestioni e per le allucinazioni.
Mediante la semplice asserzione recisa,[*] -- sempre accompagnata dal gesto; -- il soggetto vedrà ciò che a l'ipnotizzatore piacerà suggerire. Lieve tremito de i denti qualche volta, ma raramente; occhio un pò più brillante del solito.

LEZIONE XIX.
Letargo lucido

Questa crisi è un vero e proprio letargo a lo stato di veglia, poichè il soggetto non può muoversi in nessun modo e per nessuna ragione, pure essendo desto. Anche in questo secondo stato, il soggetto ricorda quel che gli accade in ipnosi. La vista e l'udito sono attivi; gli altri sensi e le parti del corpo, sono invece completamente letargiche. Il letargo lucido può prodursi pure senza che il soggetto isterico si sia trovato in ipnosi; e può anche essere il risultato di una istantanea e fortissima emozione. Una gran paura, un gran dolore, una gran gioia, una qualsiasi intensa e improvvisa. (2)

LEZIONE XX.
Importanti chiarimenti teorici

Faccio notare che tutte le persone possiedono un grado personale di suscettibilità a l'ipnosi. Tizio, dopo un minuto che si sottopone a l'ipnosi, puó entrare nel quarto grado Liebault; un altro Tizio dopo una mezz'ora, arriva a stento ai gradi più leggieri d'influenza. In questo caso, può trattarsi di poca abilità ne l'ipnotizzatore, o semplicemente di grado di suscettibilità naturale del soggetto. Assioma importante: ogni soggetto possiede un proprio grado di suscettibilità naturale a l'ipnosi, e, oltre quel grado non può andare, se non dopo razionali e continue sedute ipnotiche che avanzano, o possono con molta probabilità, avanzare il grado di suscettibilità a l'ipnosi, e quindi il grado di sonno.
Se s'ipnotizza un soggetto alienato, questi, in ipnosi, prende generalmente lo stadio di sonno più alto che la sua suscettibilità gli permette. Praticare oltre per ottenere un sonno più profondo è poco fruttuoso, (ma non inutile però).
L'intensità del sonno ipnotico può essere diminuita per suggestione, tanto che dal sonnambulismo può arrivarsi a i gradi primordiali d'influenza.
Ma da i primordiali gradi d'influenza, non si può andare a gli alti gradi ipnotici, che, ne i soli soggetti che possiedono quegli alti gradi di suscettibilità. Se l'ipnotizzatore stimola nel soggetto la produzione di gradi ipnotici non possieduti dal soggetto, costui resta nel più alto grado ipnotico permesso de la sua personale suscettibilità. (Grado ipnotico di temperamento).
Le suggestioni, le manovre tattili, ecc. non possono far altro che rendere più spiccato, più perfetto il grado naturale d'ipnosi; ma riescono ad aumentarlo molto difficilmente.
Solo l'allenamento, può avanzare il grado di suscettibilità, poco per volta, lentamente, continuamente.

LEZIONE XXI.
Condizione mentale del soggetto durante l'ipnosi.

Il soggetto è privato de la facoltà di valutare, di ragionare e di pensare ed agire a modo suo, per il fatto che l'ipnosi paralizza temporaneamente il lui, le su dette facoltà mentali.
Quindi, si trova in condizione di obbedire macchinalmente a qualunque ordine ricevuto. La mente del soggetto, essendo privata da la facoltà di ponderare, di coordinare una qualsiasi idea, essendo priva de la logica, accetta ed esegue a la cieca un consiglio, un comando, ecc. (suggestione) che l'ipnotizzatore si piace ordinare. (3)

SEGUE LEZIONE XXI.
Le condizioni mentali del soggetto

Su lo stato mentale del soggetto ipnotico in crisi, si ritiene che le di lui facoltà mentali attive, essendo paralizzate da l'ipnosi, perdono il potere di vagliare un comando o una proposta (suggestione) che ad esse proviene.
Per ciò, le altre facoltà, le passive, non essendo controllate, accettano "macchinalmente, automaticamente, meccanicamente," qualsiasi affermazione o comando che ad esse proviene.
Mi dispiace di non poter essere d'accordo con molti miei colleghi o maestri, ma metto molto in dubbio tale asserto, per le osservazioni che ora esporrò.
Prima di tutto: si afferma che l'ipnotizzato perde l'uso de le facoltà coscienti, e fra le altre la volontà e la logica. In una parola, si asserisce che il soggetto non può neanche sommariamente ragionare su una cosa a lui comandata da l'ipnotizzatore e che quindi diventa un gingillo ne le mani de l'operatore. Cosa questa, completamente non vera, se consideriamo che la realtà c'insegna come le facoltà ragionanti in ipnosi, si acuiscano in modo straordinario.
Per convincersi di ciò, basta analizzare -- pure superficialmente -- un soggetto in stadio sonnambolico, stadio, a mio vedere, il più propizio per gli effetti suggestivi ipnotici, e post-ipnotici.
Nel sonnambulismo, tutte le facoltà, -- dico tutte -- si acuiscono in modo evidente. Questo è poco, ma è certo. Dunque, non è possibile che le pretese facoltà attive coscienti, si trovino annichilite[*] o paralizzate.
In questo caso, il sonnambulismo non esisterebbe nè a lo stadio classico, nè a gli stadi più o meno sinceri. Deduzione certa quindi: il "soggetto ipnotico non subisce la suggestione perchè le sue facoltà mentali si trovano ne l'impossibilità di vagliarla."
Invece (credo) la parola de l'operatore (suggestione) genera ne l'ipnotizzato una corrente simpatica potentissima, irresistibile, sì da creare ne la mente del soggetto un caratteristico stato psicologico di condiscendenza, di benevolenza, di attaccamento supremo verso l'operatore. Stato psicologico che determina nel soggetto la completa fiducia ne l'ipnotizzatore, e quindi la obbedienza rapida e completa.
Così l'ipnotizzato, eseguendo una suggestione, anche sapendo di far cosa riprovevole o semplicemente non piacevole per lui, e prevedendone a meraviglia le conseguenze, sente il bisogno psicologico, irresistibile, di obbedire, di eseguire l'ordine ricevuto. Sente in sè, il bisogno psicologico o più propriamente lo stimolo d'eseguire la suggestione ricevuta, -- forse -- come si sentono i bisogni, gli stimoli fisiologici del mangiare, del bere, de l'orinare, del defecare ecc. Ma lui è pienamente cosciente di ciò che fa, se fa del male, conosce di farlo; possiede intero il dominio de le sue facoltà mentali, -- solamente, -- vuole ad ogni costo non obbedire ritengo, ma contentare il suo ipnotizzatore.
E non altrimenti possono spiegarsi le rare, ma importantissime resistenze a le suggestioni.
Certe volte -- sebbene raramente, -- quando si dà una suggestione completamente in opposizione con i modi di pensare de l'ipnotizzato, -- costui -- si rifiuta di eseguirla. Ma si rifiuta di eseguire la suggestione, esclusivamente in virtù dei suoi poteri di discernimento oltremodo attivi; -- altro che dormienti -- poteri, che in casi speciali, si oppongono a la esplicazione de la suggestione data, paralizzando la corrente di compiacenza sistematica creata nel soggetto de la crisi psichica.
Ammettendo per un solo istante, che le facoltà ragionanti siano paralizzate ne l'ipnotismo, come si fa a spiegare la resistenza a la suggestione?
Se il soggetto non può ragionare, (non può vagliare logicamente su una cosa, nessuna suggestione può essere rifiutata. Io penso che qualunque argomentazione più o meno cattedratica, qui non vale a distruggere il fatto positivo, nudo e crudo in sè stesso.
Mi pare che tutto questo, sia evidente ed elementare nei riguardi de la suggestione ipnotica sul soggetto.

*
* *

Ma c'è di più e di meglio, analizzando la post-ipnotica e la suggestione a scadenza. Per eseguire un ordine fra un giorno, un mese, un anno, la memoria deve conoscere, sapere e ritenere quest'ordine, sia pure per dimenticarlo a lo stato di veglia o naturale, e per ricordarlo poi improvvisamente al momento determinato de la suggestione.
Ammettiamo abolita la memoria ne l'ipnotizzato.
In questo caso, essa non potè ritenere l'ordine suggestivo che il suo uomo, soggetto ipnotico, deve compiere a data fissa, ed a condizioni prestabilite.
Così, la suggestione post-ipnotica non esisterebbe, nè quella a scadenza; ma solo la suggestione strettamente ipnotica. Quella cioè, la di cui esecuzione si esplica simultaneamente a l'ordine impartito da l'ipnotizzatore.
Ma la memoria del soggetto è attivissima; s'imprime gli ordini de l'ipnotizzatore, ritiene questi ordini! E quando l'ipnotizzato promette di eseguire una qualsiasi suggestione da qui a dieci giorni, per esempio, è principalmente la sua memoria che s'impegna de la esecuzione prestabilita.
Spiegabilissimo è pure il fatto che il suggestionato di post-ipnotica al destarsi non ricorda la suggestione ricevuta e che poi eseguirà.
Generalmente, il soggetto è in sonnambulismo (4) al momento che subisce la suggestione. Il sonnambulo, da sveglio, non ha quasi mai il ricordo di ciò che ha fatto, ha detto o le hanno detto durante la crisi: è quindi naturale che il suggestionato di post-ipnotica, da sveglio, ricordi per niente la suggestione subita. Ma, al momento preciso che la post-ipnotica determinò, balza, a la memoria del soggetto, il ricordo di essa suggestione in forma di stimolo, d'impulsività, di desiderio improvviso e grandissimo di agire in modo spesso ingiustificato; e la suggestione si effettua praticamente.
Si tratta de l'osservazione da tutti citata fino a la nausea.
Se un uomo si addormenta stabilendosi per esempio: domattina a le cinque ore, mi sveglierò -- nove volte su dieci, -- costui, a le cinque sarà sveglio senza saperne il perchè, nè ricordando il proposito de la sera.
Durante la notte quell'uomo ha dormito bene, non ha pensato di doversi svegliare a le cinque, e pure si sveglia.
La memoria aveva fatto suo quell'ordine; -- se lo aveva impresso, -- ed al momento prestabilito lo ha fatto eseguire a le determinate facoltà mentali che lo dovevano azionare. (5)
D'altro canto, non è neanche esatto che in ogni caso, il suggestionato di post-ipnotica a lo stato di veglia, dimentica sempre la suggestione avuta, perchè io ho potuto stabilire il contrario. Ma si tratta di casi isolati in verità. Ciò che il soggetto non ricorda mai, è la persona che l'ha suggestionato. (6)
Ho detto mai, parlando del soggetto sveglio, poichè in ipnosi può ricordare. -- E un'altra tesi:
Quando si vuole distruggere l'effetto di una post-suggestione, se ne dà un'altra che noi ipnotizzatori pratici chiamiamo "contradittoria".
Ora (questo è un mistero de l'ipnosi sperimentale) perchè la contradittoria non si effettua mai, se non vien data da chi diede la suggestione iniziale, ossia, quella che si mira distruggere? Appunto per il fatto -- io penso, -- che le facoltà mentali di un soggetto tutte deste in sonnambulismo; -- deste e come! garentendo per esempio a mè l'esecuzione di una suggestione, hanno generato ne le cellule cerebrali del soggetto una impressione, che, al momento de l'azione produce i vari impulsi volitivi che producono il fatto determinato e da avvenire; cioè, l'esecuzione de la suggestione.
La mina è pronta, tutto è preparato per agire: si aspetta solo la scintilla per far succedere lo scoppio.
Nel caso nostro, la mina è l'impressione mentale -- forse -- la predisposizione cellulare creata de la suggestione, -- che, a tempo debito, aspetta l'impulso de la memoria, il permesso, l'avviso, per esplicarsi e tradursi in atto.
Quando il soggetto ha promesso a mè una eseguzione suggestiva, niuno tranne che io stesso, potrà sviarlo; potrà indurlo a non mantener la promessa fatta. Se altri eserciterà a tal uopo la contradittoria, il soggetto anche promettendo obbedienza, non obbedirà: questo è quasi certo, e mai è accaduto il contrario (che io mi sappia).
Non obbedirà, perchè solo io posso prosciogliere il soggetto da l'adempimento de la promessa.
La sua mente ne i riguardi de la suggestione, è un catenaccio, di cui solo chi suggestionò bene, possiede la chiave.
Forse, mi si sosterrà che ciò che dico non è completamente esatto, perchè debbo ammettere, che, spesse volte, ne la contradittoria, il suggestionato promette obbedienza. Al che, io rispondo dicendo di riconoscere certamente che sovente[*] ne la contradittoria il soggetto promette obbedienza -- prometta la non eseguzione de la suggestione di base; -- da mie osservazioni ciò risulta tre volte su cinque. Ma la promessa non viene mantenuta mai, -- ripeto, -- e la suggestione iniziale o di base, si effettua con una precisione da fare rabbia. Questo mi fa dedurre che la primitiva impressione cerebrale non è scossa da la contradittoria che non proviene da chi diede la suggestione che dovrebbe essere paralizzata.

*
* *

E mi spiego per le allucinazioni:
Neanche ne i fenomeni di allucinazione, il soggetto perde la coscienza propria, ma solamente ha fiducia; ha immensa fiducia ne l'ipnotizzatore.
Il soggetto non si dà la pena di vagliare, di esaminare ecc.; dal momento che la tal cosa "l'ha detto l'ipnotizzatore". Il soggetto ci crede, ha fiducia e basta... E così, scambierà una sedia per un cavallo, solo perchè l'ha detto l'ipnotizzatore -- non perchè lui, anche toccando l'oggetto -- ha giudicato da sè; e così mangerá un tozzo di pane convinto di gustare il torrone più fino, ingoierà la medicina più ripugnante convinto di libare[*] il nettare de gli dei.
A l'atto del vedere, del mangiare, del bere, si connette l'impressione suggerita da l'operatore e creduta ciecamente dal soggetto. E costui, avrà così l'impressione oltremodo reale e assoluta di vedere il cavallo invece de la sedia, di gustare il torrone più fino mangiando il tozzo di pane, di sorbire il liquore prelibato mentre beve la medicina nauseante.
In ogni caso però, non la vista, il tatto, il giusto[*], l'odorato "organo" viene allucinato; ma, semplicemente il cervello, che accetta -- non ciecamente, ma indiscutibilmente, ma fiduciosamente, l'asserto de l'ipnotizzatore, -- e predispone i sensori in modo che possano subire per azione riflessa, l'allucinazione cerebrale creata.
Dunque, a me pare che neanche ne le allucinazioni il soggetto sia incosciente.
Egli è cosciente, immensamente cosciente; ma è pure immensamente fiducioso!
Da parte mia poi, non so concepire l'incoscienza de l'ipnotizzato. In questo caso il soggetto non sarebbe che un povero cretino... uno scimunito di classe. Eppure non è così: L'esperienza mi fa credere possibile, ma non facile che altri possa ottenere la obbedienza che ottengo io, da un soggetto che mi onora de la sua fiducia, da tempo notevole.
Perchè domando io, solo l'ipnotizzatore di fiducia, può irresistibilmente suggestionare il suo soggetto, mentre altri difficilmente vi riesce?

*
* *

La padronanza de la logica e de le facoltà coordinatrici ed intelligenti da parte del suggestionato, la dimostra in qual modo questa osservazione.
Per accertare il grado di suggestibilità di un ipnotizzato gli si dà una suggestione, la di cui messa in pratica richiede un impiego multiforme di facoltà critiche coordinatrici ed intelligenti.
Ora, sento il bisogno di dichiarare forte: solo l'abituato a l'osservazione e a la deduzione costante, solo chi ha pratica di esperimenti ipnotici, può apprezzare la somma di energie intelligenti che il soggetto aziona per mettere in pratica la suggestione. E dico: se le facoltà logiche, intelligenti, coordinatrici "dormono o non funzionano" come mai il soggetto può ideare piani spesse volte complicatissimi e geniali, per ottenere lo scopo fissato de la suggestione?
Per dimostrare come la coscienza de l'ipnotizzato rimane intatta, basta costatare che la gente che non ha le facoltà mentali a posto, che è anormale non può essere suggestionata.
Così i cretini, molto affetti da psicosi funzionale, i pazzi senza eccezione. Dico meglio, costoro possono essere suggestionati, ma è fiato perduto, perchè la suggestione non ha presa su tale gente. (Regola generale questa).
Per queste considerazioni, concludo non ammettendo l'incoscienza mentale nel suggestionato. Con ciò, non pretendo in tutte le parti infallibile la sua esposta mia teoria; la presunzione è la figlia primogenito de l'ignoranza...
Le mie, sono de le ponderate osservazioni, che indagini più copiose e meglio accertate e criticate, potranno fare ammettere o no per buone.

LEZIONE XXII.
Temperamento e qualità de l'ipnotizzatore

In ipnotismo pratico, cosa de la massima importanza è il temperamento, il perseverare calmo, uguale, coraggioso, di ogni ora, di ogni giorno. Ipnotizzatore vuol dire uomo paziente e conscio de la propria superiorità di fronte al resto de la gente, che per ciò, tratta sempre con deferenza; vuol dire uomo pratico e sommamente benefico e buono.
La bontà!..
Ma è d'essa, che ha facilitato i successi de i più insigni operatori! La grande, sincera bontà!
Chi vuol darsi a l'ipnotismo, dev'essere molto compiacente, non deve adirarsi in nessun caso e per nessuna ragione; deve non curarsi di critiche di invidie, di bighe[*] meschine ne i riguardi del lavoro.
V'è un'altra qualità che non deve trascurarsi: voglio dire l'onestà.
Fa ribrezzo ed è il più nauseante vigliacco, chi usa l'ipnotismo per indurre un soggetto ad azioni che potrebbero lederlo[*] ne gli interessi o ne la dignità.
Si pensi che il soggetto è uomo come noi, -- anche non essendo cristiani -- si consideri quel detto cristiano ispirato ad una morale profonda "non fare ad altri, ciò che non vorresti fosse fatto a te". L'ipnotismo deve nobilitare e non degenerare l'operatore. Si abbia sempre presente la propria dignità personale, si pensi che certe forme di onestà, sono le migliori qualità de l'uomo. Io, mille volte mi farei saltare le cervella con un colpo di pistola, anzichè suggerire ad una persona che lealmente mi si affida qualcosa di nocivo per essa, di poco retto, di poco leale... É necessario dir questo prima di parlare de la suggestione (7).

LEZIONE XXIII.
Le Suggestioni

Le suggestioni consistono in un comando dato da l'ipnotizzatore al soggetto nel sonno ipnotico, e dal soggetto eseguito durante il sonno stesso (suggestione ipnotica).
De le suggestioni ipnotiche il soggetto non potrà ricordare mai chi le ha date, e come, e quando le ha ricevute. La stessa cosa può dirsi per le suggestioni post-ipnotiche e per quelle a scadenza. (8)

LEZIONE XXIV.
Suggestione ipnotica

Fate che il soggetto dorma del sonno ipnotico il più profondo che sarà possibile provocare in lui.
Suggerite per esempio:
"Vi sentirete una gran voglia di ballare, non potrete piú trattenervi dal farlo; mi sono spiegato? Proprio, assolutamente volete ballare."
É preferibile che il soggetto accondiscenda a quanto voi gli proponete ne la suggestione.
Insistete molto recisamente "attento, avanti, ballate, ballate dico."
Il soggetto, con certezza, si metterà a ballare finchè lo vorrete.
Raccomando molto il modo di suggestionare. L'ordine di ballare è un esempio: l'operatore può dare suggestioni di qualunque nature e specie. Ma i principianti devono essere prudenti, e nel dare suggestioni devono cercare di non urtare troppo l'ordine di idee dei soggetti in esperienza.
É vero che il soggetto si trova in uno stato di adattabilità mentale di condiscendenza, di dedizione quasi completa: ma potrà lo stesso rifiutare una suggestione di molto contraria con i suoi modi di vedere.
Prego il lettore di attenersi letteralmente a quanto consiglio in proposito.

LEZIONE XXV.
Suggestione post-ipnotica

La suggestione post-ipnotica al contrario di quella ipnotica che viene eseguita dal soggetto durante l'ipnosi, si effettua al tempo da l'operatore stabilito. Un esempio:
Dopo d'aver prodotto una profonda ipnosi su un soggetto, pigliate una sua mano con la vostra sinistra. Con la destra, certe volte è bene, -- operate un lieve massaggio su la sua fronte.
Ordinate per dieci volte "a la tale ora di domani (determinate tutto) farete la tale cosa.... Per esempio, verrete in casa mia e porterete il tal libro" Dovrete minuziosamente spiegare il vostro comando al soggetto. Seguitate: "Ascoltatemi bene, per farvelo ricordare meglio, vi scrivo in fronte quanto vi ho detto; ciò, per farvelo ricordare meglio. "Fingete di scrivere tutto in fronte al soggetto. Ad ogni parola suggerita, pressate col pollice su la mano del soggetto, come per richiamare di più la sua attenzione su ciò che gli dite. Dopo aver dato un post-ipnotica, cercate di produrre nel soggetto un sonno profondissimo.
Questo procedimento, imprime meglio la suggestione in tutti i casi.
In quel paio di minuti che cercate di approfondire il sonno, ditegli:
"Pensate che dovete obbedire scrupolosamente al mio ordine, ritenete bene quanto vi ho detto."
Come ho spiegato, la post-ipnotica, si può dare, oggi per essere messa in atto ad una scadenza lontana; ma è meglio per le prime volte ordinarla per spazi di tempo brevi: un giorno o due. "Indi, si potrà progressivamente comandarla per durate considerevoli.

LEZIONE XXVI.
Ancora de la post-ipnotica

Degno di studio è il fatto che i suggestionati, ne l'eseguire certe suggestioni, si attengono al nome eslusivo [sic] de la cosa che la suggestione specifica.
Parlo di tipi distinti di post-ipnotica, non in tesi generale. Si attengono al nome eslusivo de la cosa specificata, non tenendo affatto conto de la stessa cosa, o di un suo derivato distinto con altro nome.
Rimarco questo fatto su un sofferente di stomaco:

I.

Suggestionandolo, gli ordino fra l'altro, di non mangiar pomidoro[*], per i quali era ghiottissimo. Il suggestionato fa completamente sua la suggestione, diventa pallido al sol vedere l'ortaggio proibito, e prova nausea a sentirlo nominare: però ne mangia con disinvoltura l'estratto ammanito[*] ne le pietanze. Gli domando: Lei perchè si disgusta al sol vedere il pomodoro, mentre ne mangia con piacere la salsa? Il soggetto mi spiega che la salsa di pomidoro non è piú l'ortaggio schifoso che non vuol mangiare mai, mai. Questa osservazione rilevata per puro caso, l'ho poi controllata concordante su molti suggestionati.

II.

Volendo che un suggestionato non ricordi mai la persona che gl'ingiunse di eseguire un ordine, suggerite prima di svegliarlo:
"Dimenticherete che sono stato io a dirvi la tal cosa, ma l'eseguirete con cura.... Avete capito?"
Questa previdenza è un di piú, ed il praticarla non fa nè bene, nè male: ma è cosa semplice e spiccia, quindi, è meglio usarla.

III.

Molti ipnotisti affermano che il suggestionato di post-ipnotica a lo stato di veglia, dimentica la suggestione ricevuta, per ricordarlo poi al momento determinato.
Ciò è verissimo, ma non accade in ogni caso: qualche volta, si trovano dei suggestionati, che a lo stato perfetto di veglia, ricordano ciò che loro venne ordinato dormendo.
Per evitare questo, suggerite al soggetto prima di svegliarlo che "deve ricordare quanto gli hanno ordinato, solo al momento in cui esegue la suggestione." (Quest'avvertenza non giova in tutti i casi di post-ipnotica).
Per esempio, in una suggestione mirante a creare nel soggetto la volontà di studiare o qualche tendenza speciale, il consiglio anzi dato è fuor di luogo. In un post-ipnotica ne la quale si ordina al soggetto "fra due giorni, a le dieci ore, canterete alcune romanze in casa del tal signore nostro amico o farete questo scherzo" ecc. Qui, la precauzione è giovevole, perchè il soggetto si crederà autore impulsivo del di lui operare, e non dirà a sè stesso "da due giorno sapevo di dover fare questo."

IV.

Mentre il soggetto esegue una suggestione, si possono scorgere dei segni rivelatori de la sua interna tensione nervosa.
Questi segni, molto facilmente sfuggono a tutti, tranne che a qualche pratico attento e consumatissimo[*].
La sensibilità tattile del soggetto si affievolisce, la di lui voce diventa vibrante, nasale, e qualche volta sfiatata.
Le pupille del soggetto s'ingrandiscono e risplendono; anche il respiro diventa irregolare. le dita de le mani vibrano caratteristicamente, in tutti i suoi movimenti vi è una specie di nervosità, d'impazienza repressa; spesso il suggestionato si muove a scatti, improvvisamente.
Quando sta per eseguire un'azione che non gli torna a genio, ma che egli vuole eseguire a ogni costo, si nota un singolare fremito nel di lui corpo, ma leggiero e breve; piú accentuato a le braccia.
I denti, certe volte, battono ad intervalli come per freddo. I lineamenti del viso gli si alterano raramente. Tutte le facoltà mentali del soggetto, tutte le sue energie fisiche e volitive, sono impegnate in una sola bisogna:
Secondare la suggestione a qualunque costo!

V.

Se una post-ipnotica viene costantemente rifiutata o non completamente accettata dal soggetto, è proficuo metodo quello di formulare mentalmente con frasi brevissime e convincenti il concetto da inculcargli; e dopo, studiarsi di farlo arrivare musicalmente a la mente del soggetto, come onda emozionale, tanto che lui debba accettarla, perchè gli piace l'effetto fonico che gli produce a l'orecchio. Proprio, come se si trattasse di un bel motivo musicale.
Ma si richiede grande preparazione ed allenamento, per acquistare la preziosa varietà musicale de gli effetti fonici, utilizzati ne la suggestione pratica.

LEZIONE XXVII.
Le allucinazioni

Le allucinazioni agiscono dando al soggetto che le subisce, l'idea e la sensazione materiata e precisa di una cosa del tutto fittizia. Eccone un esempio: l'ipnotizzatore induce il soggetto a bere un bicchiere d'acqua o di medicinale, suggerendo che si tratta di una tazza di caffè. In tal caso, vi è una allucinazione al gusto. L'ipnotizzato, bevendo la medicina o l'acqua penserà al caffè dianzi offertogli, e l'assaporerà con indiscutibile soddisfazione.
Altra forma importante di allucinazione è quella che si riferisce specialmente a la vista; sebbene tutti i sensi possono piû o meno efficacemente venire influenzati.
Provare questo esperimento curiosissimo, (ma per diverse volte).
Mostrate al soggetto molti fogli di carta, totalmente identici uno a l'altro e segnatene uno in maniera proprio invisibile, affinchè lo possiate riconoscere voi solo. Mostrate il foglio segnato al soggetto, senza fargli vedere il puntino che avrete fatto per riconoscerlo. Dite: "Vedete?... è il ritratto del vostro amico signor tale....; guardatelo attentamente, molto bene, vi dico. Adesso lo mischierò tra questo fogli, vedete? (pausa)
Quando vi desterò, cercherete subito il ritratto fra queste carte, e me lo mostrerete con premura". (Mescolate a piacere i fogli) Il soggetto da sveglio, non si ingannerà e sceglierà sempre, fra i fogli, quello che secondo la suggestione allucinativa ne raffigura l'amico.
Un soggetto servendosi de l'odorato sia a lo stato di ipnosi che di veglia, troverà ovunque, qualcosa che gli avrete fatto annasare [sic] prima di nasconderla. Ma non tutti i soggetti inizialmente, hanno tanta finezza; bisogna tener presente questo per non incorrere in delusioni, sempre letali ne la pratica de l'ipnotismo.
Le più comuni allucinazioni usate in medicina sono: molliche di pane o pezzi di zucchero che agiscono, mercè[*] la suggestione, da calmanti o stimolanti di una determinata funzione; acqua pura al luogo di purghe, di agenti digestivi, di narcotici, ecc.
Come ho fatto comprendere, la suggestione allucinativa, può essere ipnotica o post-ipnotica, ed offre un campo larghissimo di applicazione pratica.
L'intelligente capirà senza sforzo l'importanza enorme di questa forma di suggestione, che può praticarsi ed anche stabilirsi, se il caso lo richiede, mercè la post-ipnotica, per tempo indeterminato. I veri ipnotisti, -- non quelli che da quindici giorni si occupano de la materia, -- ottengono non di rado a lo stato completo di veglia, gli effetti allucinativi, su la maggior parte dei soggetti in cura od in esperienza.

LEZIONE XXVIII.
Suggestioni allucinative

(Sensorie) (9)

Quasi sempre, ogni forma di suggestione, possiede alcuni caratteri di allucinazione. Molti, ne possiede la suggestione sensoria, perchè agisce con azione o calmante, o stimolante, o dolorifica o anestetica, su le svariate sensazioni.
Suggerendo ad un soggetto: -- "vi duole il capo" -- non vi siete servito che di una forma di suggestione.:

La sensoria.

Identica cosa nel dirgli: sentite fame, sentite sonno, sentite prurito ecc.
Queste suggestioni sono molto usate in medicina; anzi, formano parte importante di un ramo speciale di essa: la terapia suggestiva.

LEZIONE XXIX.
Suggestione a lo stato mentale e suggestioni allo stato di sveglia.

A la suggestione mentale c'è chi crede, c'è chi la nega.
Praticamente, gli esperimenti sono dubbi. Chi vuol provare, pensi a un comando facile e breve mentre il soggetto dorme. Convincetevi mentalmente che l'ipnotizzato deve obbedire a l'ordine mentale vostro. Realmente, de i soggetti obbediscono, ma la percentuale è scarsa, non bisogna illudersi. Questa forma di suggestione si può sperimentare anche a distanza. (Telepatia).
Fra gli esperimenti più riusciti e controllati di suggestione mentale a distanza, faccio notare quelli del Gilbert e del barone Du Potet; ma una casistica svariatissima potrebbe citarsi in proposito.
Spiegherò succintamente trattando la telepatia.
Per le suggestioni a lo stato di veglia, consultare (a suo tempo) la lezione apposita. Raccomando di nuovo di seguire l'ordine de le lezioni. La cosa è importantissima.

LEZIONE XXX.
Suggestioni collettive

La suggestione collettiva non entra strettamente ne l'ordine de i fenomeni ipnotici, poichè di rado si suggestionano in massa persone ipnotizzate: il di lei impiego in ipnotismo pratico, è quasi limitato a gli esperimenti teatrali.
Il potere de la suggestione collettiva, è invece rincarchevole[*] su le masse a lo stato completo e normale di veglia.
Un esempio di suggestione collettiva. Spesso, i grandi attori drammatici ed i grandi oratori sacri, quasi riuscirono e riescono ad allucinare le masse. La fede cieca, certe volte, è stata autrice de la suggestione collettiva.
Un giovane e coltissimo medico mio amico, recentemente mi narrò:
"Un giorno, in città, si sparse la strana voce che una statua muovesse gli occhi. Molti accorsero ad osservare il miracolo, che ai loro occhi, appariva indiscutibilmente reale. Io ed alcuni colleghi de l'università, recatici sul luogo, non potemmo costatare il portento così evidente per gli altri". Per finire, voglio riportare un esempio:
Di sera, quand'ero bambino, mi divertivo a fare strillare i miei fratelli minori che si trovavano con me, ne la stanza. Gridavo, dicevo di vedere e di sentire cose spaventevoli; e loro, a gridare ed a scappare pazzamente dietro di me. Tutto questo, senza che avessero veduto le cose spaventevoli, senza aver mai visto il più piccolo diavolo.
Vi sono altre varietà di suggestioni collettive, ma a che prò dilungarmi?
Esse consistono nel temporaneo attutimento de le facoltà analitiche in una massa di gente, che è presa da una stessa idea, ed in merito ad essa la pensa omogeneamente; può derivare per la trasmissione di una sensazione o di un pensiero, che va da una mente a tante altre, e così via; (o per eccessiva credulità di certa gente, o per il bisogno sentito da i più, di associarsi ad un qualsiasi parere enunciato da persona creduta più scaltra e saggia, o per la forza de l'esempio, de l'ignoranza ecc.).
Deriva da la correlazione de le cose su elencate, -- e sopratutto -- da la deficiente cultura del volgo.

LEZIONE XXXI.
Resistenza a le suggestioni

Gl'ipnotizzati possono resistere a le suggestioni ricevute, e non eseguirle.
La resistenza a la suggestione da parte del soggetto, spesso dimostra la deficienza de l'ipnotizzatore. Altre volte, -- sebbene son casi rari, -- la colpa è del tipo di suggestione che non piace al soggetto. L'ipnotizzato può resistere a suggestioni contrarie ai suoi principi irremovibili. Decenza, religione, amore, onestá ecc.
I casi di resistenza a la suggestione, sono degni de la più oculata analisi.
Nel primo carattere, il soggetto si ribella a la suggestione che non gli garba, ostinandosi a non eseguirla.
Nel secondo, -- più facile ad incontrarsi in pratica, -- il soggetto accetta la suggestione e fa ogni mezzo per eseguirla. Ma, mentre la sta eseguendo, i nervi ed il suo corpo, si rifiutano di metterla in pratica. Allora, il soggetto cade, -- o può cadere -- in una crisi nervosa che può somigliare a la catalessi.
Per soggiogare le dette resistenze, si usano le suggestioni progressive. (10)
Ne porterò un esempio: In teatro, specie alcuni ipnotizzatori, (e parlo di quei pochissimi che presentano veramente fenomeni ipnotici senza trucchi di compari) per dimostrare la loro potenza, comandano a de i soggetti di spogliarsi sul palco scenico. Alcuni obbediscono; altri resistono, e quindi non obbediscono. Ma, se invece l'ordinare di colpo, ai soggetti -- "spogliatevi" -- dicessero: "Levatevi la giacca per piacere" e quando questo comando verrebbe eseguito, "levatevi le scarpe" -- e poi le calze ecc.; il soggetto si spoglierebbe completamente senza resistenza. In una de le sue forme principali, la suggestione progressiva consiste nel fare eseguire al soggetto una determinata azione complessa ma, in parecchie semplicissime e graduali suggestioni, tendenti al compimento del proposito di base. Pur non credendo proprio necessario parlare de le "resistenze" l'ho fatto, per convincere il neo-ipnotista ad usare la massima cura nel dar suggestioni. Bisogna tenere presente che da l'energia, da la sicurezza del parlare, dipende quasi intero il successo.
Spesso i soggetti non obbediscono, perchè la suggestione è stata data male.

LEZIONE XXXII.
Suggestione contradittoria

Per distruggere l'azione di una post-ipnotica, più chiaramente, per non farla eseguire al soggetto, si pratica una suggestione atta a paralizzare lo svolgimento de la suggestione iniziale o di base. S'ipnotizza il soggetto e gli si dice di non tener conto de la tale suggestione; di non eseguirla, di non ricordarla. Ecco la suggestione contradittoria. Ma, il soggetto, rifiuterà qualsiasi suggestione contradittoria che non provenga dal medesimo ipnotizzatore che diede la suggestione iniziale o di base; quella cioè che non dovrà essere più effettuata. In proposito non vi sono eccezioni.

LEZIONE XXXIII.
L'ipnomania

Tutti i soggetti, dopo continuate ipnotizzazioni, sentono il bisogno d'essere spesso ipnotizzati. Se la seduta dura dieci minuti o più ore, questo praticamente non li interessa; solo, desiderano frequentemente l'ipnosi. De i soggetti, quando non sono soddisfatti in questo bisogno, si sentono male o perdono l'appetito; si affliggono insomma. La spiegazione di quanto sopra, sta nel fatto che dopo una serie di ipnotizzazioni, il soggetto ha molta simpatia verso l'operatore e proprio gode nel sapersi da costui curato. Ne la mente del soggetto, si crea uno stato psicologico di benevolenza, di attaccamento profondo e sincero. Ho più volte osservato de le gelosie curiosissime fra soggetti, de i puntigli strani e qualche volta, de i bisticci seri. A questo inconveniente, manco a dirlo, si rimedia con la suggestione. Durante l'ipnosi si stabilisce al soggetto ogni quanto tempo, dev'essere ipnotizzato, aggiungendo che se l'ipnotizzerete prima del tempo fissato sarà solamente per vostra volontà. Così, a l'inconveniente si ripara facilmente.
É inutile la contradittoria su un ipnotizzato che subì la suggestione iniziale da un altro operatore. Il soggetto può promettere obbedienza; ma la suggestione dianzi ricevuta si effettuerà fatalmente. Anche i più eminenti operatori -- almeno così mi costa,[*] -- hanno fatto fiasco ne la contradittoria praticata su soggetti che avevano ricevuto da altri la suggestione che dovrebbe essere cancellata.

LEZIONE XXXIV.
II. metodo per produrre l'ipnosi.

Fate sedere comodamente il soggetto ordinandogli il completo rilassamento muscolare. Causale vantaggiosa per la svelta produzione de l'ipnosi ne i soggetti nuovi, è il far loro vedere qualche individuo nel sonno ipnotico.
Eseguite col vostro indice destro, de i cerchi di un diametro variabile a piacere. Gli occhi del soggetto debbono costantemente seguire il dito; questo è di grande importanza. Dopo pochi minuti, gli occhi del soggetto lacrimano o diventano rossi e stanchi. Noterete sul suo viso una fissità curiosa di lineamenti, e qualche lieve tremito nervoso a le sue braccia ed a le gambe. Dopo altri istanti, ordinate con tono deciso.
"Chiudete gli occhi stretti". Per il resto servitevi del primo metodo di ipnotizzare, dal terzo passo in poi. Altro passo ottimo per la produzione de l'ipnosi: Poggiate le vostre dita a le tempia del soggetto, ed i pollici al centro superiore de la sua fronte, (dove cominciano i capelli). Dovete stare dietro il soggetto, la sua testa dev'essere inclinata, quasi rovesciata. Ora, scendete i pollici fin su le sue palpebre chiuse, premendo un pò vicino a le glandole lacrimali. Questo passo deve essere fatto con lentezza, a pressione media e con andatura strisciante.

*
* *

Contate, ordinando al soggetto di dormire e respirare più forte ad ogni numero da voi detto. Dite con calma: "Uno... Due... Tre... ecc. fin quando vi piace. Quasi ad ogni numero detto, suggerite a bassa voce:
"Respiro profondo, profondo dico. Dormite più forte, abbandonatevi di più".
Contando, pigliate fra le mani la testa del soggetto, tenendola sospesa.
Il soggetto deve stare totalmente inerte. Badare troppo a questo particolare.
Può giovare anche il massaggio fatto con la mano destra, a la parte inferiore de la testa del soggetto. Questo passo s'incomincia al centro del capo, e finisce quasi a la nuca, ove presserete un pò con le dita. La sinistra de l'operatore deve sostenere la fronte del soggetto. Raccomando la calma completa e lo scrupoloso impiego de le istruzioni presenti. Raccomando inoltre di non gridare per nessuna ragione lavorando.

LEZIONE XXXV.
III. metodo per produrre l'ipnosi

Prima d'ipnotizzare un nuovo soggetto, spiegategli sempre l'innocuità del sonno ipnotico, ed i benefici che esso può rendere. Esortatelo a mettersi in uno stato di completo abbandono, e fategli pensare che ha molto sonno. Pregatelo di ripetersi che sta per dormire, e di credere esatto quanto gli direte.
Raccomandategli di non discutere, ma di accettare senz'altro tutto quanto direte. Il soggetto deve tenere gli occhi chiusi fin dal principio de la seduta, e deve cercare di assopirsi. Ponetegli la destra su la fronte, e fate ogni mezzo per non sviare la sua attenzione su quanto suggerite. Il soggetto può anche stare sdraiato, specie se si tratta di un malato. L'ipnotista deve fermare la sua attenzione su quanto dice; dev'essere deciso a dominare il soggetto. Se no, è inutile qualsiasi potenza di metodo.
Si tenga presente che in ipnosi, il lavoratore meccanicamente, apporta il più squallido e desolante insuccesso. Il metodo più buono, dà zero di rendimento, se non viene egregiamente[*] usato. Ricordarsi bene di questi avvertimenti.
Suggestionate con energia, -- "Voi (o lei) state dormendo, avete molto sonno, state già dormendo profondamente. Le vostre palpebre son chiuse, strette... strette... (Pausa). Vedo che volete dormire. Bè, dormite liberamente, respirate profondo. Dormite vi dico, così". (Pausa).
"-- Vedete, il vostro corpo ha bisogno di sonno, non vi potete muovere... avete un sonno enorme, non ci vedete più, abbandonatevi, dormite dunque. Non pensate niente, non sentite niente, altro... che... la... mia... voce... Respirate profondamente, dico".
Parlate con voce calma e sicura, mettendo energia e volontà in ciò che dite.
Suggestionate per un dieci minuti, studiando la impressione che fanno le vostre parole sul soggetto.
Dopo questo tempo, se non dorme procurate che il silenzio, l'immobilità perfetta in cui lo manterrete, l'occlusione costante dei suoi occhi e la continua suggestione, inducano in esso l'ipnosi.
Usate pure qualcuno dei passi precedentemente consigliati, quello che vi dà maggior rendimento. Questo metodo può sembrare di poco valore, ma non è vero. L'ipnotista, deve sapere suggestionare con sicurezza ed evidenza, ecco tutto. É il miglior metodo per ipnotizzare bambini e gente educata ad una certa obbedienza passiva; ed è pure un metodo di grande valore pratico su gente malaticcia e nervosa. In terapia suggestiva, si adopera quasi sempre questo metodo.

LEZIONE XXXVI.
IV. metodo per produrre l'ipnotismo

(Deleuze)

Il metodo Deleuze è attagliato per produrre l'ipnosi su soggetti che si sviluppano per la veggenza e su gente isterica o nervosa che non può venire rapidamente ipnotizzata. Quello che sto per esporre non è lo autentico metodo Deleuze, bensì una modificazione di esso. Fate sedere e rilassare il soggetto. Non occorre ripetere gli avvertimenti generali; bisogna osservarli sempre con soggetti nuovi a l'ipnosi. L'operatore deve sedere di fronte al soggetto: i ginocchi dei due si debbono toccare. Tralascio il rapporto usato da gli operatori del vecchio stampo, reputandolo di poco valore pratico. (11) Il soggetto deve mentalmente ripetersi che ha sonno "e deve guardare proprio negli occhi l'operatore, con molta intensità.
Il metodo Deleuze consiste in passate. Questi passi sono di due specie: i primi provocano l'ipnosi e per ciò si chiamano ipnotici. Sono appunto questi che adopereremo nel metodo Deleuze.
L'altra specie sono quelli chiamati "contrarii, riversi o perturbatori" -- e si praticano per provocare il risveglio o per diminuire il grado d'ipnosi prodotto.
I passi Deleuze per produrre l'ipnosi, si fanno sempre da l'alto in basso, mentre per il risveglio si fanno dal basso in alto. É chiaro?

Passi ipnotici:

L'operatore porta le mani su la testa del soggetto, salendo lungo i fianchi, e mai avanti al suo petto.
Le braccia de l'operatore è meglio che si trovino in uno stato di semi tensione nervosa; -- non però le mani -- che debbono combinarsi un pò concave, e con le dita incurvate. Facendo i passi, pensate di trasmettere nel soggetto alcunchè de la vostra energia e de la vostra volontà che l'obbligherà a dormire.
Spruzzate, -- per dire scultorealmente,[*] -- le vostre dita su la testa del soggetto; quindi, scendete lentamente le mani sul viso e sul corpo, a qualche centimetro di distanza de le sue carni. Molti praticano i passi fino ai piedi del soggetto; voi, li praticherete fino a i ginocchi, ove premerete discretamente, senza scomporvi più oltre.
I passi ipnotici debbono essere uguali fra loro, sia in durata, che in velocità, e tensione. Badate molto a questo consiglio importante.
Quando ne finirete uno, per cominciare l'altro non salite le mani avanti al corpo del soggetto, -- ripeto per la seconda volta; -- ma, allargate le braccia, portando in alto le mani. Per accelerare e approfondire l'ipnosi (questo, dopo un trenta minuti impiegati a far passi ipnotici); usate le informazioni precedentemente date. Nel fare i passi, stropicciate le mani, e applicatele a più riprese per circa mezzo minuto a la volta, su la testa del soggetto. Questo è il metodo Deleuze.
Per i passi riversi, nulla di difficile: si portano le mani dal giù in sù, avanti al corpo del soggetto ed a pochi centimetri di distanza. Le palme de le mani in sopra, si capisce.

LEZIONE XXXVII.
Consigli a fascio

Se non si è sicuri de la produzione de l'ipnosi, dite al soggetto: -- "Non potete alzare il braccio destro" -- o -- "non potete alzarvi. Provate." -- Se il soggetto si sforza ad alzare il braccio o ad alzarsi senza riuscirvi, è naturale che trovasi in un grado di sonno ipnotico. Altro buon procedimento è quello di assodare[*] se la sensibilità tattile del soggetto è normale.
Pizzicate la sua mano, e osservate se sente dolore; solleticatelo con un bastoncello di carta curando di esaminare se sente il solletico.

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Per facilitare il sonno in molti soggetti distratti, si può adoperare un narcotico qualunque, solo per qualche secondo e con le dovute cautele. Non deve usarsi per addormentare il soggetto, bensì per predisporlo a la sonnolenza.
I profumi piccanti possono ben sostituire il narcotico. Il gelsomino, il muschio vero, il venus[*] per esempio, più che altro.

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La pressione esercitata con l'estremità de le dita de la mano destra su le ovaie, -- determina in alcune donne -- specialmente in quelle propense a l'isterismo, il sonno ipnotico od anche il risveglio.

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Ne la gente di temperamento epilettico, si trovano alcuni punti indeterminati del corpo, chiamati "zone ipnogene".
Premendo su tali regioni di eccezionale sensibilità, si può ottenere l'ipnosi od il risveglio in maniera immediata.
Le zone ipnogene possono crearsi col post-ipnotismo, anche in soggetti per niente nervosi. Ne darò il metodo nuovissimo ne la lezione:
"Ipnotismo per suggestione post-ipnotica"
Per non sviare da l'idea del sonno i soggetti nervosi o distratti, ordinate loro di contare a bassa voce ogni pressione che farete con i pollici a le loro tempia.
Altro buon procedimento -- sebbene de la stessa specie, -- è il fargli contare i colpetti che l'operatore darà col medio e l'indice destro su la testa del soggetto. Usare uguaglianza di tempo e di pressione in questo lavoro. É naturale che più il sonno si delinea, più pigro e stentato sarà il contare del soggetto.

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Lo specchio, può qualche volta facilitare l'induzione de l'ipnosi. Potete anche dire al soggetto che deve pensare di non addormentarsi. Solo obbligatelo a guardare attentamente, e senza permettergli di sviare o riposare lo sguardo. Questa specie di suggestione "opposta al sonno" -- è una virtuosità da grandi pratici. Certe volte, così facendo, i soggetti che vogliono bravamente resistere, si addormentano prestissimo.

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Ipnotizzando, vagliate se è il caso di usare serietà, o pure gentilezza e cortesia premurosa. Osservate il metodo che vi dà i migliori risultati; vagliatene i dettagli e le inezie[*] aggiungetene i perfezionamenti e le innovazioni che più si addicono a la vostra personale attitudine.

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Quando ipnotizzate, cercate di non fare distrarre o ridere il soggetto.
Se per le prime prove costui è nervoso -- cosa che può facilmente accadere, -- ditegli di non curarsi, di non badarci.
Fategli comprendere che non l'ipnotizzerete totalmente a la prima prova; ma che lo allenerete a l'ipnosi.
La nervosità scompare a la seconda o a la terza seduta; allora l'ipnosi si otterrà facilmente.

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Il celebre Charcot ha rilevato che un fascio di luce intensa, un gran rumore, una qualsiasi eccitazione improvvisa, basta a produrre -- in certi soggetto -- uno stato catalettiforme.
In questi casi il soggetto resta in catalessi, ne l'attitudine in cui la luce, il rumore o l'impressione l'ha sorpreso. Altre volte, lo stato iniziale di catalessia su detto, presto si imbastardisce in letargico.

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Se in qualche prova iniziale il soggetto è assai nervoso, e per ciò resiste a le manovre induttive de la ipnosi, fategli chiudere gli occhi, e fatelo respirare sempre profondamente.
I vostri pollici debbono essere applicati sui suoi occhi, per impedirgli di aprirli. Suggestionate e curate che i vostri pollici immobilizzino le di lui palpebre. Ma non premete molto: se no, gli farete del male.
Ordinate al soggetto di respirare sempre profondamente. Respirate voi pure a quel modo, ch'esso vi imiterà subito. Ciò, ordinariamente accade.
Spesso il sonno si ottiene facilmente con questo procedimento.

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Non smettete di studiare e di provare. La competenza tranquilla e sicura, l'abilità personale -- "raggiante" -- per così dire, può darla solo la pratica continua e coraggiosa. Non pensate troppo a qualche insuccesso: a le prime armi ne avemmo tutti: parlo de gli specialisti, (di quelli che si son dati anima e corpo a la pratica de l'ipnotismo; di quelli che hanno dato al ramo appassionante dozzine di anni di fede, di vita e di lotta; dozzine di anni di sacrifici, perchè l'alto ipnotismo richiede anche sacrifici personali non comuni.
Che bisogna dire per gli operatori novellini? Non stancarsi, essere fiduciosi ed entusiasti. "Volere, quasi sempre è potere."

LEZIONE XXXVIII.
Ipnosi fulminea "fascinazione"

Combaciate con precisione le mani del soggetto con le vostre. Il soggetto e l'operatore piglino la posizione seguente: In piedi, uno di fronte a l'altro, ben saldi su le piante dei piedi. Avambracci in su (a l'altezza quasi de la faccia). Le palme de le mani in fuori. Le mani del soggetto (che deve stare ne la identica posizione de l'operatore) combaceranno esattamente con quelle de l'operatore. Ora, costui fa un passo indietro, e sempre rimanendo ne la posizione descritta, farà piegare in avanti il soggetto, che, ciò facendo, dovrà necessariamente sostenersi pel saldo appoggio de l'operatore. Senza tale appoggio, il soggetto cadrebbe di certo, perchè, il di lui corpo, è in maniera notevole sbilanciato in avanti.
Il soggetto si trova con i muscoli tesi ne lo sforzo che fa, per mantenersi ne l'anzidetta posizione. Risolutamente ordinategli di guardarvi fisso ne gli occhi, e senza deviare l'attenzione dal vostro sguardo.
Lo fisserete fermamente e con assoluto proposito di dominarlo. Poco a poco, avvicinate il viso al suo; -- sempre guardandolo fermamente, e in maniera da porre i vostro occhi scintillanti, a pochi centimetri da i suoi.

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Dieci secondi ancora e vedrete un singolare cambiamento nel soggetto.
Il suo occhio si dilata, perde l'espressione naturale, diventa "spiritato" dice il popolino. Le gambe e il tronco del soggetto si irrigidiscono, il viso altera un pò i lineamenti; il soggetto è attaccato al vostro sguardo come l'uccello a lo sguardo del serpe. (12)
Per accertarsi se la fascinazione è completa, muovete lentamente la testa del soggetto, da destra a sinistra e viceversa. Questo non subito, dopo qualche minuto.
Se il soggetto è "fascinato" eseguirà il vostro movimento imitandolo con precisione; meglio, lo riprodurrà. In tal caso, sempre guardandolo potete allontanarvi, e mettergli davanti più persone per trattenerlo. Il fascinato con forza non comune, abbatterà tutti pur di poter seguirvi, e guardare senza posa le vostre pupille.

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Volendo creare la letargia o sonnambulismo nel soggetto, praticate le solite istruzioni. Il descritto, è certamente il procedimento più rapido e sicuro per produrre l'ipnosi, ma, a gli stadii secondi.
Si richiede uno sviluppo concreto de lo sguardo ne l'ipnotizzatore; contrariamente, si corre il rischio di rimanere ipnotizzati anzichè d'ipnotizzare.
É una vera ed autentica prova di forza, di volontà e di resistenza, fra i due. Anzitutto, sviluppare lo sguardo. (13)

LEZIONE XXXIX.
Ipnosi

(metodo Cucinotta)

Ne la pratica, non di rado capitano soggetti per natura svogliati, o che per una qualsiasi ragione, non vogliono o non possono fermare la loro mente su l'idea del sonno. Ciò, accade anche con esemplari di classe isterica; ed in tali casi specialmente, l'ipnotista non riuscendo a produrre l'ipnosi, compromette senza altro e la cura, e la fiducia del malato circa il valore de l'operatore. Del resto, bisogna tener presente che di ordinario questi soggetti non debbono sottoporsi a metodi ipnotici violenti e; che in gran parte hanno per base la fascinazione: tanto, per non insidiare il loro sistema nervoso già scosso. Per queste ragioni io, dopo molto pensarci, ho ideato il presente metodo trovato efficiente da molti buoni operatori; dato che esso risale a le origini de la premessa psicologica e fisiologica per questa classe di soggetti ad eseguire... a riprodurre fedelmente direi, le attitudini de l'operatore, s'interessa così mentalmente im questa direzione; e a rigor di logica, gli si impedisce di fermarsi su altre idee che per il successo de l'esperimento debbono accantonarsi.
Il metodo è facile: L'operatore siederà di fronte al soggetto, pregandolo di riprodurre con precisione le azioni tattili che subirà su la mano, e su la spalla. L'operatore prenderà ne la sua mano sinistra la destra del soggetto, e poggerà la destra su la spalla sinistra del soggetto. Costui a sua volta, deve poggiare la sinistra su la spalla destra de l'operatore. Dopo presa questa posizione, l'operatore dirà d'improvviso e in modo assoluto, fermo e piano:
-- "Signore, mi guardi proprio ne gli occhi: lei non deve chiudere gli occhi, badi bene. Curi di riprodurre su la mia mano e su la mia spalla, le pressioni come siamo rimasti. Attenzione."
L'operatore fissa la radice del naso del soggetto, e comincia ad eseguire una discreta pressione su la destra del soggetto, attendendone la imitazione precisa; poi fa la pressione a la spalla e così via. Ad un certo punto l'operatore esegue a lo stesso tempo le due pressioni su la spalla e su la mano del soggetto; e ciò, per qualche minuto. Ora l'operatore modifica la respirazione, rendendola rada[*] e profonda; e curando (ma senza parlare), che il soggetto la imiti. Dopo un cinque minuti di questo procedere, se il soggetto dà segni palesi d'influenza, l'operatore con disinvoltura, chiude gradualmente gli occhi e si abbandona, emettendo un respiro profondo e piegando al contempo un pò la testa, come fa il soggetto assopito.
Assicurarsi che il soggetto segue l'operatore anche in questo procedere: ciò, accade ne la maggior parte dei casi. Nel lasciare il contatto de la mano, e de la spalla del soggetto, l'operatore lo spingerà debolmente indietro, su la sedia come per agevolarne l'abbandono. Nel resto, metodo comune. Chiudere bene gli occhi al soggetto con i pollici, passi soliti, respirazione sempre più alta e celere, a mezzo del metodo del contare.

LEZIONE XL.
Ipnosi per catalessi

(metodo Cucinotta)

Soggetto seduto, con ogni suo muscolo più rigido che sia possibile. Braccia distese con le palme de le mani volte in giù, e le dita aperte. Raccomando la massima tensione e durezza muscolare nel corpo del soggetto. Fatevi guardare intensamente ne gli occhi, a circa mezzo metro di distanza. Guardatelo potentemente proprio ne gli occhi voi pure, e ditegli: "Quando sentirete bisogno di chiudere gli occhi, fatelo e assopitevi con calma. Se dopo circa due minuti, il soggetto non li chiude; d'improvviso, dite con sicurezza: -- "Vi piegate in avanti" -- facendo atto con le mani di trattenerlo ne la caduta. Il soggetto d'ordinario s'inchinerà; ciò, denota uno stato ben sincero d'influenza. Guardatelo ancora (dopo averlo rimesso ne la primitiva posizione) aggiungendo: -- "Ad ogni numero che conto vi assopirete di più, e diventerete più rigido in tutto il corpo. Ma vi sentirete benissimo sempre, sempre bene io vo dico -- "Praticate un passo ipnotico partendo dal centro de la testa, passando su le ciglie, dietro gli orecchi e lungo le braccia, fino ai medii diti, su i quali, premerete pochino i polpacci. Contate (solito "metodo)". Quando i caratteri da le catalessi saranno concreti, accentuatela se vi è necessario; oppure usando le solite istruzioni, cambiatela in sonnambulismo e sperimentate.
Questo è un metodo troppo rapido, e dà buon rendimento con soggetti un pò anormali e restii a l'ipnosi.

LEZIONE XLI.
Ipnotismo per suggestione post ipnotica

Questo metodo semplicissimo ha un grande valore, per creare in maniera fulminea l'ipnosi ne le prove seconde. A l'ipnotizzato si dà questa suggestione: -- "Ogni volta che vi stringerò l'indice de la mano destra, (stringendoglielo) e vi ordinerò di dormire, lo farete subito." -- In questo caso, avrete creato col post-ipnotismo una vera e propria zona ipnogena ne l'indice destro del soggetto. Non è detto che il solo dito può essere determinato da la post-ipnotica; ma una qualsiasi parte del corpo, a piacere de l'operatore. Anzi, consiglio di non specificare mai il dito; bensì, qualche altra parte del corpo.
Praticate molte volte la suggestione, tenendo conto che più la si ripete, più certa sarà la sua efficacia.

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* *

Potrete anche dirgli: -- "vedete il mio orologio?" -- (o qualche altro oggetto). D'ora in poi, quando ve lo mostrerò, vi addormenterete subito."
Questo metodo convince chiunque in modo indiscutibile -- sebbene grossolano, -- de la perizia de l'operatore nel produrre l'ipnosi.
Non si faccia palese per nessuna ragione, il perchè semplice di queste ipnosi fulminee.

LEZIONE XLII.
Ipnosi rapida

(metodo Cucinotta)

Per ottenere rapidamente l'ipnosi su soggetti nuovi e non di rado, ostili a l'esperimento, ho trovato molto efficace ne gli effetti pratici il seguente metodo. Ma per praticarlo, anzitutto è necessario trovarsi "in forma" cioè bene allenati con lo sguardo, il tatto e la voce. Altrimenti, con questo metodo si fa nulla,.. Cioè, si fa spesso una piccola cosa da niuno vagheggiata: si fa cattiva figura. (Tanto per intenderci).

*
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Il soggetto stia col viso a la luce, in piedi e ne la posizione che i militari chiamano "attenti", (ma con le braccia avanti al corpo di circa 10cm.; non di fianco). Il soggetto deve poggiare bene e fortemente i piedi a terra, e star diritto col corpo; le mani chiuse strette a pugno, e deve esercitare una forte tensione in tutto il corpo, dovendo stare diritto diritto.
L'operatore ispezionerà lo stato di tensione de le giunture del soggetto; poi, d'improvviso gli si porrà davanti, a la massima distanza di 20 centimetri. Dirà: -- "Signore, mi guardi bene proprio ne gli occhi". -- La mano sinistra de l'operatore deve saldamente e con tensione tenere al polso destro il soggetto, le cui braccia devono stare rigide e diritte, come del resto tutto il corpo.
La mano destra aperta de l'operatore, deve stare a l'altezza de la sua testa, (di fianco), e prossima a la faccia del soggetto.
Guardare così per circa un minuto il soggetto; poi, allungare in modo pianissimo la destra già alzata, posandola pesantemente su la sua testa. Dire con decisione assoluta: -- "dormite, vi dico" -- esercitando una più marcata pressione su la testa del soggetto; e subito dopo, in maniera precisa, alzare il braccio destro del soggetto (già saldamente tenuto al polso) e portarlo a l'altezza de la sua spalla. Dire con potenza e con calma: -- "Diritto questo braccio, non si può piegare, dormite forte vi dico, signore". -- Poi, pressione su i globi oculari; poi, metodo comune d'intensificazione del sonno. Questo metodo è rapidissimo, e influenza i soggetti più restii a l'ipnosi; ma, pur troppo, non è adatto per tutti gli esperimenti... Per usarlo, bisogna prima allenarsi con pazienza, onde non ricavarne insuccessi dannosi e letali.

LEZIONE XLIII.
Allucinazione

(metodo pratico)

Tenete per mano l'ipnotizzato, e suggerite:
" -- Quando vi dirò di aprire gli occhi, lo farete subito, e vedrete vicino a voi, (esempio) un grossissimo cane. Però, non vi spaventerete, nulla vi farà del male".
Dettagliate bene, poi, mettete il pollice de la destra a la radice del naso del soggetto; tirando in sù, come per aiutarlo ad aprire gli occhi.
Le altre dita de la mano, poggino su la testa del soggetto. (14)
Ora dite -- "Aprite gli occhi" -- Quando il soggetto aprirà gli occhi, scostate la destra de la prima posizione; ma, a tempo a tempo, fino a che il braccio si distende intieramente.
Suggerite: -- "Guardate, guardate bene quel cane; eccolo, guardate.". --
Se il parlare ed il gesto saranno fatti bene, il soggetto vedrà realmente il cane che in realtà non esiste.
Qualora l'allucinazione non riuscisse, accentuare il gesto e la voce, onde ottenere il completo effetto illusorio. Invece di scostare la mano destra de la fronte del soggetto, il gesto allucinatore può eseguirsi con la sinistra.
A lo stesso metodo che si fa vedere al soggetto una cosa inesistente, si può privarlo dal vedere una cosa esistente. Non includo istruzioni per altre specie di suggestioni allucinative; non ne vale la pena, poichè basta l'esempio esposto per far comprendere il principio basilare del procedimento.

LEZIONE XLIV.
Ipnotismo a lo stato di veglia

I soggetti ripetutamente ipnotizzati, diventano suggestibili a lo stato di veglia, ne la identica maniera di quando sono ipnotizzati.
Questa suggestibilità, ordinariamente si limita ai movimenti articolari volontari. (15) Ci occuperemo di questa parte. Volendo privare il soggetto totalmente sveglio, de l'articolazione d'un braccio, facendoglielo stendere e irrigidire ordinate. " -- Il vostro braccio è intirizzito, non si piega più, se non dietro mio ordine. Proverete inutilmente, provate." -- Guardatelo intensamente ne gli occhi mentre suggestionate. La vostra mano deve stringere l'articolazione del soggetto, che la suggestione paralizza temporaneamente. Dite: -- "Non lo potete piegare, provate." -- Levate la mano dal braccio del soggetto, ed alzatela in modo da puntargli l'indice, risolutamente, in faccia. Tutto questo, seguitando a parlare nel modo indicato.
Quando il soggetto tenterà invano un momento; dite aiutandolo con la mano e, sorridendo affettuosamente: " -- Ora lo potete fare, potete piegare il braccio, provate.
L'esempio del braccio, si addice pure per le altre articolazioni. Cambiando la suggestione ed usando le identiche istruzioni, le gambe, possono venire influenzate parzialmente ed anche simultaneamente.
Il soggetto allora non può piegare le gambe, non può saltare un bastone, non può camminare normalmente.
Ad un soggetto seduto, applicate le vostre mani ai suoi ginocchi per un mezzo minuto, e guardandolo ne gli occhi ordinategli: "Non potete alzarvi, siete proprio attaccato a la sedia, non vi potete alzare; questo è evidente".
Levate le mani da i suoi ginocchi, e rizzandovi improvvisamente dite: "-- Provate" -- (al solito modo).
Per fare alzare il soggetto, ordinateglielo. Se tarda ad obbedire perchè troppo influenzato, scuotetelo leggermente dicendo: -- "Alzatevi." -- Il soggetto può venire influenzato in modo da non poter staccare le mani l'una da l'altra, senza il vostro ordine. Per quest'esperimento, le dita del soggetto debbono incrociarsi, braccia diritte e rigide.
Le mani de l'operatore premano su quelle del soggetto; nel resto metodo uguale. Mettete un bastone in una mano al soggetto, e facendoglielo stringere fortemente dite: "-- Come potete levarvi il bastone di fra le mani, come lo potete lasciare; vi è proprio impossibile. Provate. --"
Le braccia del soggetto debbono star rigide fin dal principio, in questo esperimento.

*
* *

Gli elencati, sono esercizii di facilissima eseguzione, specie se praticati su soggetti già ipnotizzati. Son pure di grande utilità, perchè sviluppano ne l'operatore la facoltà del parlare suggestivo.
Quando si possiede questa facoltà, i su detti esperimenti diventano un giuoco, anche se praticati su gente a lo stato totale di sveglia, e che non è mai stata ipnotizzata.

LEZIONE XLV.
Per ipnotizzare soggetti svogliati

Fate sedere comodamente il soggetto, ordinandogli di mettersi in uno stato di completa passività. Deve tenere gli occhi aperti e contare un numero a la volta, cominciando da uno, ad ogni colpetto che gli darete su la testa, con l'indice ed il medio destro.
La sinistra de l'operatore deve pressare lievemente la gola del soggetto, precisamente sul così detto "-- Pomo d'Adamo. --".
Il picchiettare e la pressione debbono esercitarsi rigorosamente simultanei, ed a la svelta. Gli occhi del soggetto debbono chiudersi strettamente ad ogni numero contato, per riaprirsi subito dopo, e chiudersi di nuovo al momento di pronunziare il numero seguente.
Se l'esatto procedimento del metodo sarà intuito, ed il contare ed il chiudere de gli occhi sarà con precisione coordinato al picchiettare ed a la pressione a la gola, dopo due minuti o poco più, vi sarà sonnolenza e forse ipnosi anche nel soggetto più ribelle.
Contando, la voce del soggetto diverrà pigra e stentata, ed il corpo sembrerà invaso da una stanchezza curiosa, mentre appariranno prestissimo i segni di una grande propensione a l'ipnosi. Insistete ancora per qualche minuto in questo procedimento; poi usate il primo metodo d'ipnotizzare, dal terzo passo in poi.

LEZIONE XLVI.
Per ipnotizzare più persone in una volta

In questa prova sono di grande ausilio i soggetti educati a l'ipnosi.
Fate mettere in posizione di abbandono le persone che volete ipnotizzare, disponendole a sedere in linea retta.
Spiegate bene a questa vostra gente l'innocuità assoluta de l'ipnotismo. Dite che la suscettibilità a la ipnosi, dimostra l'attitudine di saper dominare le proprie idee, il possesso di una volontà forte e fortemente educata, che l'accondiscendere a l'ipnosi e poi il non secondarne la produzione, mette soggetti in una posizione poco seria di fronte a loro stessi ed a l'ipnotizzatore.
Asserite che la suscettibilità è un pregio di valore inestimabile, e non un difetto. Dite che non userete violenza, e non ipnotizzerete persone poco suscettibili. Il vostro scopo non è di smargiassare[*] una irresistibile potenza personale, ma di presentare, mercè la loro graditissima cooperazione, alcuni fenomeni semplici e interessanti.
Insistete nel dire che ipnotizzerete solo chi a l'esperimento volentieri si presta. Fate sapere che i soggetti più refrattari[*] a l'ipnosi, sono le persone affette da squilibri mentali e nervosi, o quelle che non possiedono la primordiale attitudine di dominare per poco tempo i loro pensieri.
Fate sapere che le persone colte, sono le più suscettibili a l'ipnosi.
Dite tutte queste cose, molto dignitosamente, poichè queste argomentazioni -- logiche e vere, del resto -- spifferate proprio al momento de la prova, fruttando sempre bene.

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Se fra le persone che dovrete ipnotizzare, intuite ve ne fosse qualcuna scettica, malevola, o che si è messa in mente di far da pagliaccio durante l'esperimento; scartatela senza cerimonie; anzi, poco cortesemente. Potendo scegliere, prendete ragazzi e donne, giovanetti gracili, mai uomini robusti e sanguigni. Scegliete chi vi guarda quasi interrottamente, chi sentite che vi ammira, o che mutamente vi teme per quel "quid" misterioso che crea l'influenza di un buon operatore.
Insomma, gente che una improvvisa eccitazione esterna affatica di colpo, gente ben disposta a l'ipnosi. Ma anche la gente forte, anche il gigante fisico, può essere facilmente dominato: è questione di competenza ne l'operatore, ed anche di pratica e di momento adatto....
Certe volte, vi sono dei soggetti, che per quanto cerchino di secondare l'ipnotizzatore, non possono arrivare che ai primi stati di sonnolenza; mentre ve ne sono de gli altri che vanno facilmente in sonnambulismo senza punto industriarsi ad arrivarci.
Scientificamente, ripeto, è provato che l'ipnosi dipende da la suscettibilità del soggetto, sebbene vi siano de i soggetti, che diventano veramente suscettibili dopo reiterati esperimenti.

L'esperimento:

Siate calmissimo e deciso a riuscire. Tutti i soggetti si debbono tenere per le mani, fra loro, pensando che "han sonno".
Fate che i soggetti allenati a l'ipnosi (avendone) tengano per mano i nuovi a l'esperimento. Ogni soggetto educato può star benissimo in mezzo a sei soggetto nuovi; tre da una parte e tre da l'altra.
L'operatore in piedi, in modo da poter dominare tutto e tutti col suo sguardo di ferro, e con la volontà formidabile.
Siate serio e sicuro se volete riuscire; mettetevi in testa che se riuscirete una sola volta, riuscirete sempre. Spesso, da una sola prova modesta e semplice, può dipendere l'intiero avvenire di una carriera.
Dite improvvisamente: "-- Guardatemi tutti fermamente, e non distogliete lo sguardo dal mio, se non ve l'ordino" -- Cercate mutamente di convincerli che li guardate tutti. Dopo circa due minuti, ordinate: "-- chiudete gli occhi molto stretti, più stretti, più stretti dico.
Pensate di dormire; badate, dovete dormire tutti.... tutti dico. (Pausa)
Avete gran voglia di dormire, di abbandonarvi. Fatelo, fatelo tutti dico, dormite" -- (Curate molto l'inflessione de la vostra voce, e ritenete fin d'ora tale qualità siccome uno dei principali poteri influenzanti).
I soggetti educati a l'ipnosi dormiranno subito, inducendo ne gli altri per la forza de l'esempio, uno stato congenere di assopimento, che una buona suggestione può cambiare in ipnosi più o meno profonda.
Praticate la pressione su i globi oculari, quando i soggetti chiuderanno gli occhi. Fate annasare qualche profumo piccante, eseguite qualcuno dei passi ipnotici precedentemente riportati ecc.
Per approfondire il sonno suggerite:
"-- Ad ogni numero da me detto, tutti respirerete più profondamente. Dovete farlo tutti, dico" -- (Pausa)
"-- Uno --" profondo respiro, profondo dico..... Due, profondo respiro dico ecc.
Produrre il sonnambulismo come al solito.
Volendo ad esempio, far vedere ai soggetti qualcosa di speciale, ordinate:
"-- Quando dirò di aprire gli occhi, lo farete subito e vedrete... (determinate la cosa con qualche chiarezza e abbondanza di dettagli).
Potrete farlo ballare, cantare, ecc. Eseguite gli esperimenti che più vi parranno del caso, ma non fidate troppo ne l'esecuzione di suggestioni complicate. Trattandosi di soggetti nuovi, o meglio improvvisati, bisogna agire con prudenza onde evitare insuccessi.

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Apparecchio che facilita la produzione del sonno ipnotico in massa, è lo specchio ipnotico. Ma non è usato che da gli spratici. Le celebrità praticano esclusivamente qualche metodo basato su la fascinazione: questo che sto riportando, su l'ipnosi per trasmissione, o qualche altro sveltissimo procedimento, confacente a la personale attitudine. Non bisogna illudersi poi, è la pratica che dà a l'ipnotista quegli artefici, quelle sorprese psichiche... quegli scoppi di voce e l'arte del gesto, ecc. e tutte quelle altre "virtuosità" di tatto e di voce che assoggettano quasi fulmineamente chiunque a l'ipnosi, e fanno distinguere di leggieri lo specialista dal dilettante.

LEZIONE IIIL.
Per svegliare soggetti ipnotizzati da altri operatori.

Senza le lungaggini e le incertezze di suggestioni graduali, ecco un buon metodo pratico per svegliare soggetti ipnotizzati da altri operatori. Da le istruzioni precedenti, terrete senza dubbio presenti le proprietà del letargo, de la catalessi e del sonnambulismo.
Se il soggetto da svegliare trovasi in sonnambulismo, il vostro lavoro si limita ad una pressione su i globi oculari, per renderlo letargico.
Attendete qualche minuto affinchè la letargia si delinei, e cercate intensificarla mediante la suggestione. Suggerite "abbandonatevi, rilassatevi tutto, così.
Quando i caratteri del letargo appariranno evidenti nel soggetto, fregate con la destra, il centro de la sua testa, come al solito. Questo procedimento, in pochi secondi determinerà il sonnambulismo. Ora, fategli eseguire lievi suggestioni ipnotiche, tanto per assodarne l'obbedienza.
Fatelo camminare, leggere; fategli scostare un oggetto. Se obbedisce subito ed accetta senza esitare la suggestione, svegliatelo col metodo usuale, senza confondervi.

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Se il soggetto si trova in catalessi o in letargo al momento che dovete destarlo, portatelo sempre in sonnambulismo e poi svegliatelo.

LEZIONE IIL.
Catalessi per esperienze ultra normali.

Fate alzare l'ipnotizzato, ordinandogli di stare più diritto che può.
Talloni uniti, braccia pendenti, gambe, testa, tronco diritti piú del possibile.
Mettetevi dietro lui, e poggiate le mani su i lati de la sua testa. Dovete eseguire un movimento in su, -- come di sollevamento, -- tendente a irrigidire piú perfettamente la testa ed il collo del soggetto. Dite:
"La testa ed il collo sono diritti, sono rigidi; ma vi sentirete benissimo".
Tirate in giù le braccia suggerendo "diritte" dure le giunture, dure mi raccomando; non si possono piegare: irrigidite le braccia e sentitevi bene".
Ponete energicamente le mani su i ginocchi del soggetto dicendo "più tesi, piú diritti, diritti dico. Date un colpetto per ogni giuntura da la parte di dietro dicendo: "Non si possono piegare, ma vi sentirete molto bene, questo è certo; state benissimo. Suggestionate:
-- "Siete diritto come una trave, ma vi sentite assai bene si capisce; siete diritto e rigido. State diritto di più, piú che potete; così --".
Fregate le mani sul corpo del soggetto cominciando da la testa, per finire ai piedi o quasi.
Fatelo sostenere, perchè può perdere l'equilibrio e cadere di peso.
Suggestionate per un dieci volte usando la formula precedente ed eseguendo i passi anzi detti. I passi (o più propriamente le passate) si eseguono su ogni parte e lato del corpo del soggetto, sempre dal su in giù. Bisogna praticarli a forte e pieno contatto, e rapidamente. Metodo del contare con la suggestione che ad ogni numero detto, il soggetto deve irrigidirsi ancor più. Contate fino a quindici o a venti, dicendo ad ogni numero "diritto" non potete piegarvi, siete tutto rigido, ma vi sentite benissimo. Quando il soggetto è, realmente rigido, mettetelo su due sedie nel modo qui indicato. Si mettono due sedie a la distanza di circa, un metro e quaranta centimetri, l'una da l'altra, e con i sedili per dentro. Tale distanza può essere aumentata a secondo la lunghezza del soggetto, che deve essere disteso con la testa e i piedi, da poggiare sui due sedili de le sedie.
La testa e i piedi del soggetto debbono posare su un morbido oggetto, cosi il catalettico quando sarà sveglio, non avrà male a le parti che poggiano su le sedie.
Mettetegli su le coscie, sul petto e su lo stomaco un peso che può variare dai venticinque ai duecentocinquanta chili, o più. Ordinariamente da uno a tre uomini. Il peso che il soggetto deve sostenere, è il rapporto diretto con la perizia de l'ipnotizzatore che ha prodotto la catalessia; ed anche con la sincerità del fenomeno prodotto.
Ne i primi esperimenti, incominciate con pesi di poca importanza; dai venti ai cinquanta o più chili, massimo ottanta.
Bisogna tener conto del soggetto in esperimento. Questo è importantissimo; poichè, ad un ragazzo posto in catalessi, dovrete far sopportare un peso minore di quello che farete sopportare ad un uomo robusto.
Credo che questo sii chiaro e logico per tutti. Durante l'esperimento suggestionate bene: "Diritto, rigido, più teso, bravo, così".
Toccate con la palma de la mano la schiena del soggetto, come per fargli comprendere che non deve incurvarsi. Il catalettico può sopportare il peso per parecchio tempo senza soffrire niente, e senza ricordare nulla al risveglio.
Ma fatelo sottostare brevemente a l'esperimento: qualche minuto, o poco più.
Lo scopo, è quello di far notare la proprietà de la catalessi, non quello di battere il record di resistenza de la catalessi con i pesi. Questa briga, lasciatela ai più egregi specialisti de l'ultra ipnotismo sperimentale; a quelli che conoscono tante altre cose sublimi... oltre che la tecnica l'ipnotica.
Avendo presentato l'esperimento, fate togliere il peso da sopra il catalettico, e fatevi aiutare da qualcuno per mettere in piedi il soggetto.
Badate che bisogna sollevarlo di peso, e metterlo in piedi "come un brillo[*]".
Il soggetto nulla può fare; neanche il minimo movimento. Ritenete bene questo particolare importantissimo. Dite: Conterò da uno a dieci, e voi, ad ogni numero, diventerete sempre meno rigido". Contate passando le mani sul corpo del soggetto; ma questa volta da i piedi a la testa. Fra un numero e l'altro contato, suggerite: "vedete cominciate a diventare meno, meno rigido, meno diritto; bravo".
Battetegli la mano su la spalla, dicendo sicuro -- "sciogliete i muscoli, piegate a tempo le giunture (toccandole) piegate, piegate le giunture ho detto obbedite". --
Se il soggetto non può farlo, ordinate il parziale piegamento dei suoi arti.
Dite calmissimo: bene una cosa per volta. Piegate il braccio destro (aiutatelo ad obbedire con le vostre mani) dopo piegate il sinistro, sciogliete le dita, indi la gamba destra ecc. Effettuato il piegamento de gli arti, fate sedere il soggetto e svegliatelo come al solito.

LEZIONE IL.
Quadri catalettici

I quadri catalettici consistono in atteggiamenti impressi da l'operatore al corpo de i soggetti in catalessi.
I soggetti possono rimanere per de le mezz'ore in quelle faticose posizioni, ma senza alcun disturbo, senza neanche la minima fatica.
Il procedimento è facilissimo. Mettete i soggetti ne la posizione che più vi piace e suggerite l'immobilità completa. Eseguite de le passate su gli arti più interessati al lavoro, lavorando con calma e senza incertezze. Per il risveglio, suggestionate prima il piegamento parziale de le giunture, indi metodo solito. Altri importanti esperimenti possono prodursi mercè la catalessia; ma non ritengo opportuno trattare in questo elementare lavoro esperimenti d'ultra ipnotismo arrischiatissimi, familiari a pochi iniziati; esperimenti che si astengono dal provocare non pochi eminenti ipnotisti.
E la ragione è che alcuni, pure essendo bravi pratici, non possono produrre ultra esperimenti, più per mancanza di temperamento assolutamente dominante, che per cognizione su la materia. Se questo lavoro avrà benevola accoglienza, mi studierò in altro dimostrare con metodi semplici graduali e sicuri gran parte, de gli esperimenti ultra normali conosciuti. Esperimenti che sembrano sconvolgere le leggi de la natura e de la logica; esperimenti che sembrano magherie...

LEZIONE L.
Ipnosi per posta e per telegrafo

Questi esperimenti si fanno esclusivamente con dei soggetti allenati a l'ipnosi, o meglio, con soggetti preparati acconciamente[*], mediante la suggestione post-ipnotica. Ad un ipnotizzato assai suggestibile suggerite: "Sentitemi bene: appena riceverete un mio scritto nel quale vi ordinerò di dormire, (però, lo scritto deve essere proprio di mio pugno) voi, mi obbedirete subito. É giusto?".
(Pausa) Non potrete fare a meno di obbedire; dormirete solo dieci minuti, ogni volta che ve lo farò sapere per lettera. Avete capito?".
Fate che il soggetto prometta obbedienza, e manifesti ripetutamente tale proposito nel sonno ipnotico.

*
* *

Identica suggestione per il telegrafo, però, specificando ne la post-ipnotica una parola (una frase segreta) che deve "sempre" far parte del testo del telegramma.
Ciò, per garentire il soggetto del riconoscimento del vostro ordine.

LEZIONE LI.
Ipnosi per telefono

Dite a l'ipnotizzato per molte volte: "vi chiamerò al telefono dicendovi di dormire, e voi lo farete subito, è vero? Non potrete trasgredire a quanto vi dico, già lo sapete". Se la post-ipnotica è data bene, il soggetto, al momento che riceverà il vostro ordine telefonico di dormire, ubbidirà. Questo è sicuro. Molti operatori non danno la post-ipnotica per questi esperimenti, fidando ne la suggestibilità dei soggetti; ma con la post-ipnotica si ottiene la certezza del successo. Perchè non usarla dunque? Costa poca fatica. Non fate sapere d'aver preparato il soggetto per tali esperimenti. Prove così ingenue e semplici hanno fatto di colpo la reputazione di qualche mediocrismo operatore, faccendiere autentico de l'occultismo, e de l'ipnotismo in particolare.

LEZIONE LII.
Per mettere l'ipnotizzato sotto il controllo di altre persone.

Ponete il soggetto in letargo, e fatelo porre in sonnambulismo da la persona che volete abbi dominio sul soggetto. Già ho detto che chi pone in sonnambulismo il soggetto, è obbedito da costui. Prego di ritenere bene quanto precedentemente vado chiarendo. Per farvi obbedire, suggestionate come segue (e logicamente) prima che altri produca il sonnambulismo sul soggetto. "Oltre a quel signore, dovete sempre obbedire mè".
Anzi, dovete obbedire mè, più che lui. É chiaro? mi sono spiegato?

*
* *

Altro buon mezzo, è l'ordinare al soggetto che per un determinato numero di minuti deve obbedire al designato individuo che l'operatore preciserà. Dite:
"Ascolterete il signor X... e farete per dieci minuti quanto egli vi dirà.
Ma solo per dieci minuti; mi avete compreso bene? Dopo dieci minuti, basta".
Per maggior cautela, fate che la persona che deve temporaneamente dominare il soggetto, tocchi per qualche momento con la sua mano la testa de l'ipnotizzato, o stringa la di lui destra. Ma generalmente questi particolari sono di più. Basta dire -- "farete quanto vi dirà il signor x..." -- ed il soggetto obbedirà senza discutere.

LEZIONE LIII.
Per accrescere la suscettibilità de i soggetti.

Perchè il soggetto diventi molto suscettibile a l'ipnosi, ditegli:
-- "Da questo momento in poi, dormirete profondamente subito che io ve lo dirò; sarete suscettibilissimo a la mia influenza, e dormirete proprio molto fortemente". Questa post-ipnotica a cui può aggiungersi quant'altro l'operatore ritenesse opportuno in merito, basta ad ottenere l'effetto voluto.

LEZIONE LIIII.
Per rendere i soggetti refrattari a l'altrui influenza.

Dite a l'ipnotizzato: -- "Badate, io solo posso farvi dormire a questo modo; nessuno può ipnotizzarvi oltre che mè. Nessuno, se non è un uomo con tre occhi". -- Fate bene questa post-ipnotica, e l'intento sarà sempre e con certezza raggiunto. Il caso dei tre occhi -- "buffo, ma ottimo praticamente" -- ê un esempio.
Tutto sta nel persuadere il soggetto che un uomo normale non può ipnotizzarlo, senza il pieno consenso da parte sua.
Si puo anche fare eccezione col soggetto per qualche persona.

LEZIONE LV.
Ipnosi nel sonno naturale.

Per trasformare in ipnosi il sonno naturale è sufficiente adoperare un metodo suggestivo: "psichico" -- propriamente detto. -- (16)
É meglio che il soggetto resti col lato destro in su.
Bisbigliate al suo orecchio: (pianissimo) "seguitate a dormire più forte e più profondamente".
Ditegli che non deve destarsi, e che deve fare quanto gli direte. Dopo un cinque minuti di questa suggestione, fatelo respirare sempre più forte ad ogni numero che conterete (solito metodo nel contare). Toccatelo il meno possibile, ma ragionategli a l'orecchio, pianissimamente. Ditegli che sta sognando di dormire fortissimo ecc.
Osservate se effettivamente il soggetto dorme e respira progressivamente più forte, e se esegue quindi la suggestione. Contate dicendo spesso che -- "deve assolutamente dormire più forte, che deve obbedire ecc." -- Quando credete che l'esperimento sia riuscito, dite: "Voltatevi da l'altra parte" poi toccatevi un pochino la testa, avete una pulce" e tante altre piccole suggestioni di sondaggio.
Se il soggetto le eseguirà facilmente, praticate una buona suggestione preparatoria ed ordinategli poi quel che volete che faccia subito, o la mattina: sperimentare insomma. Per levarlo da l'ipnosi dite: "ora basta. Seguitate a dormire naturalmente come tutte le notti. Fra mezz'ora vi sveglierete per un momento, e poi dormirete di nuovo come al solito fino a la mattina".
Vi sentirete benissimo e nulla ricorderete di quanto vi ho detto e fatto fare. Questo metodo "siccome è poco noto" è difficilmente trovabile ne i trattati d'istruzione. Ritenendo che qualche volta può essere giovevole, io l'ho incluso.

LEZIONE LVI.
Per far battere leggermente o in modo celere i polsi del soggetto.

Suggerite a l'ipnotizzato prendendogli un polso ne la vostra mano.
"-- Chiudete gli occhi" -- Quando vi dirò di riaprirli, questo vostro polso batterà veloce veloce. Avete capito? -- Fate passare mezzo minuto affinchè la suggestione abbii l'agio d'imprimersi bene ne la mente del soggetto; poi, di scatto, aggiungete: -- "Questo vostro polso, sentite? Batte veloce veloce" -- Attendete parecchi minuti il risultato de l'esperimento. Per far battere adagio i polsi del soggetto, metodo identico: cambiare solo la parola "veloce" ne l'altra "a tempo o, pure adagio". Si può suggestionare l'ipnotizzato in modo da far battere al medesimo tempo i suoi polsi, uno in maniera veloce e l'altro in maniera lentissima. Eccone il procedimento:
Prendete ne le mani i polsi del soggetto, e suggerite: -- "Quando vi dirò di aprire gli occhi, il polso destro vi batterà veloce veloce il polso sinistro invece, molto lentamente. Mi avete compreso bene?" --
Fate che il soggetto convenga a quanto gli proponete. Determinando i polsi, premete su', col pollice da una parte, e l'indice ed il medio da l'altra. Suggestionate diverse volte, e sopratutto, date tempo al soggetto di poter attivare la suggestione. Non agite con fretta. Poi dite: "-- Aprite gli occhi, dico. Il polso destro (stringetelo) vi batte veloce veloce, osservate và" -- (Abbandonare violentemente il polso del soggetto) serietà in faccia, sicurezza ne la voce, convinzione ne la mente, forza ne lo sguardo: badateci.) Dopo "Il polso sinistro vi batte adagio, molto lentamente vi batte il polso; sentite. Attuazione pratica come pel precedente esperimento.

*
* *

Ogni persona, per quanto scettica o malevola, sarà vinta da l'evidenza significativa di questo meraviglioso esperimento d'alto valore pratico in terapia, come dimostrerò in seguito, parlando de le nervosi del cuore.

LEZIONE LVII.
Ancora del metodo precedente

Può tornare vantaggioso in questo esperimento il metodo del contare con la suggestione che ad ogni numero detto i polsi del soggetto debbono pulsare nel modo anzi determinato. Praticissimo anche questo:
-- "Io conterò fino a dieci: ad ogni numero da me detto, il vostro (o i vostri) polso, batterà sempre più velocemente" -- contate: uno. due; tre.,. Arrivando al numero dieci, direte: "-- adesso conterò inversamente: ad ogni numero da me detto, i polsi batteranno sempre meno forte; finchè, al numero uno, il battito tornerà normale." Ma non presentate questi esperimenti senza averli praticati molte volte sul medesimo soggetto, perchè fatti di colpo, non sempre riescono perfettamente.

LEZIONE LVIII.
La veggenza

(informazioni teoriche)

É imbarazzante trattare de la veggenza... Non metto in dubbio questa splendida facoltà, questo potere indagatore del pensiero altrui e de le cose note ed ignote; tutt'altro! Ho praticato e valutato parecchio la veggenza, forse le ho dedicato ragguardevole parte de la mia attitudine... L'ho "notomizzata[*]" ne le sue parti più insignificanti, sempre con passione indicibile e con perseveranza. Risultati? Prove evidenti, indiscutibili de la sua esistenza; prove serissime e controllate. Ma, altre volte, risultati pratici irrisori (non bisogna essere presuntuosi) forse, per la mia non eccezionale abilità pratica.

*
* *

Il fatto di base, è che solo alcuni ipnotizzati, solo i malati di sonnambulismo lucido, possiedono tutte le idiosincrasie psichiche che rendono proficua l'educazione ipnotica per la veggenza. Mercè tali soggetti, la veggenza ipnotica diventa scienza esatta. Ma, quanto ho detto, è la regola generale: possono trovarsi dei soggetti comuni che tecnicamente sviluppati diano risultati brillanti, o per lo meno buoni. Bisogna scegliere fra i soggetti, quello che possiede "naturalmente" la singolare facoltà; poi, svilupparlo con grande determinazione di riuscire, e con metodo laborioso e diligentissimo.
Senza dubbio, i migliori soggetti per la veggenza, sono le complessioni[*] ne le quali -- "non esiste il giusto equilibrio fra la materia e la psiche" -- come dice il Maël in un suo romanzo, le complessioni atte ed [sic] avere

[la pagina 89-90 nell'originale è strappato e ne manca la metà]

a lo stato natu[...]
sime antiveggen[...]
date le condizio[...]
Discreti sog[...]
sere le persone d[...]
qualunque sogge[...]
mente al paragon[...]
Contrariamen[...]
bra che l'istruzion[...]
za; specie quan[...]
Ma è pure acce[...]
argomento, possono[...]
cultura[...]

Io parlo de la ve[...]
mai ad unanimità da[...]
gli scrocconi e le (?) s[...]
di ultra ipnotismo. In[...]
venzionali, e qualche v[...]
proviene da uno stato s[...]
tratta del volgarissimo[...]
espediente con tanto ba[...]
lebri leggitori del pensi[...]
La condizione ment[...]
d'imbrogliare il prossimo[...]
ciosa di pigliare in giro[...]
É questione di eser[...]
trattano di fortune e di[...]
strapazzo, associate a queg[...]

(1) E, più che vergognoso [...]
tanti parrucconi che passano p[...]
gli esperimenti più serii e fonda[...]
abbiino sovente preso sul serio[...]
chisti!..

[...]le loro conti-
[...]ruita e di equo
[...]pnotica. Era ne-
[...]dimostrare a i
[...]a veggenza, che
[...]gua il trucco vol-
[...]co.
[...]seguenti:
[...]può avere in
[...]speciali indi-
[...]lo volete chia-
[...]intuire anche a
[...]sa sconosciuti.
[...]i, luoghi e persone
[...]tupefacente, intuisce
[...]no con meravigliosa
[...]colari.
[...]o? -- che questi fe-
[...]re per la coesione di
[...]ini che accennerò nel
[...]resente lo scopo essen-
[...]ro,
[...]attitudine psichica del
[...]on i veggenti naturali,
[...]one straordinaria de i
[...]tutte; stato speciale pis-
[...]a insisto nel far notare
[...]si manifesta mai nel sog-
[...]e eccitazione sensoria.
[...]iarsi nel fenomeno, quasi
[...]É meravigliosa nel veg-
[...]sentire, vedere a distanze
[...]altra per esempio, da una

[...]dove vede" non ve lo sa

dire in nessun caso: non lo sa, e la vostra domanda lo sorprende, il piú de le volte non poco.
Si può con certezza affermare che il soggetto "non veda" mercè l'organo ordinariamente assegnato per tale funzione; e se insistete ne la domanda, il soggetto v'indicherà quasi sempre la fronte. Cosa che ci può dimostrare essere il cervello, la fonte da cui deriva il fenomeno di chiaro [sic] visione.
La veggenza può anche essere una speciale e passeggera condizione de le cellule cerebrali naturalmente predisposte a produrla. Ma nulla autorizza ad affermarlo. Siamo nel campo de le congetture, e l'una vale benissimo l'altra.
Il veggente non vede per gli occhi; questo è sicuro. Ipnotizzai una ragazza cieca, ed in sonnambulismo lucido, questa ragazza vide un po' bene ciò che le fu ordinato vedere, e fece di molte cose mediocri descrizioni. Poi, sembra che al comando di vedere una determinata cosa, "l'io psichico" del veggente si rechi sul luogo descritto e determinato. É certo che il veggente, descrive qualche cosa, solo dopo che immaginariamente vi reca sul luogo ad investigare. Spesso dice: "Si, sono arrivato, vedo, vedo". (17)
Quindi, la grottesca insinuazione smammata[*] da un luminare "Il soggetto non tiene gli occhi completamente chiusi, e vede mercè la straordinaria eccitazione sensoria che lo domina" cade completamente; perchè anche una cieca in sonnambulismo lucido, discerne le cose come ogni altro soggetto comune. Ma tenendo conto di tutte le possibili ed impossibili eccitazioni sensorie, non è pazzesco sostenere che mercè gli occhi, un veggente messo in una stanza di Roma per esempio, possa vedere e leggere ciò che si fa, si dice o si scrive in una stanza di Palermo, di Marsiglia, di Londra?
In questi casi dov'è l'esaltazione sensoria oculare? E per mezzo de l'organo naturalmente incaricato a percepire suoni, come si può ottenere "la chiaro udienza" a le istanze su dette? E qui, sorge la tesi quanto mai logica: La veggenza è la messa in atto de le facoltà animiche[*], possiedute dal soggetto.

*
* *

Altro importante fattore di veggenza è la facoltà curiosa generata da la crisi nel soggetto, (sempre per le anormalità de la sua psiche) di leggere come su un libro, oltre che ne la mente de l'ipnotizzatore, in quella de la persona interessata ne l'esperimento.
De i veggenti per esempio, fanno la descrizione minuziosamente esatta di gente morta da molti anni e conosciuta solo da chi domanda.
Dico descrizione minuziosamente esatta, volendomi riferire a le forme fisiche, a le abitudini, a i gusti de la persona descritta.
Non è forse questa una compenetrazione precisa, oltre ogni dire del pensiero altrui?
Per la perfezione de l'esperimento, influisce anche l'ambiente piû o meno simpatico nel quale veggente si trova.
É preferibile lavorare veggente ed operatore da soli; al più, non ammettere che il consultante.
Questo fatto è molto importante, poichè lo stato psichico del soggetto, lo rende suscettibilissimo a gli apprezzamenti, sia pure mentali, che si fanno ne l'ambiente. Ed è per questo, che, de le volte, veggenti splendidi, sono impossibilitati a dare l'equo rendimento che da loro si attende, a dimostrazione del loro reale valore.
Se fra i presenti a la seduta vi è una persona scettica o malevola che critica o dileggia[*] gli esperimenti, essi vanno a monte, o non danno il risultato che il valore del soggetto fa giustamente aspettare. Queste, sono le risultanze pratiche di tutti i giorni.
Altro argomento inconfutabile, per dimostrare con certezza che le sonnambule da piazza non sono delle vere veggenti; in tal caso, non potrebbero lavorare fra persone di pensieri discordi e promiscui; ma, ripeto, si tratta di gente, che accoppiando l'isterismo e la frode a la lunga pratica di dir bugie, hanno l'agio di sfruttare i gonzi.
Le più comuni inesattezze de la veggenza, consistono in isbagli [sic] di calcolo fatti da i soggetti, e specialmente riferentesi ad apprezzamenti su periodi di tempo. Quanto a la classifica dei colori a distanza, si sono sovente ottenuti risultati positivamente buoni.
Spesso, i veggenti calcolano ad un terzo il tempo che decorre da quello predetto, a quello in cui il fatto realmente si attua.
Ho avuto occasione di osservare questo particolare anche in lucidissimi soggetti. Predizioni esatte, ma che si effettuavano in tempo quasi triplo da quello determinato in crisi di veggenza.
Ma ciò, non significa che non vi possano essere de i soggetti che possiedono la nozione precisa del tempo trascorso o da trascorrere.
Osservo che i veggenti hanno piú spesso nozione sul modo e sul luogo ove si è svolto o si svolge un fatto, anzicchè sul tempo.
Riepilogando:
Per la veggenza, bisogna trovare il soggetto adatto. L'ipnotizzatore dev'essere specializzato in questi esperimenti; ed allora il successo sarà sicuro e radioso. Ma io non consiglio alcuno a far de la veggenza una specialità di lavoro professionale. Non parlo ne i riguardi finanziari, che anzi, chi a la veggenza si dedica e vi riesce con successo, ha la certezza di guadagnare molto e facilmente per parecchie ragioni.
Ma, abbi la genialità di Charcot, sii pure uno scienziato ed un psicologico di vaglia[*]; dai piû, sarà ritenuto sempre un impostore. Nel seguente metodo pratico per lo sviluppo del veggente, vi accorgerete con quanto amore ho studiato la veggenza, e che il consiglio su dato, proviene da un uomo che può parlare con coscienza di causa.

LEZIONE LIX.
Veggenza

(Metodo pratico)

Producete nel soggetto una ipnosi profondissima, servendovi di un qualsiasi metodo elencato in queste lezioni, tranne de la fascinazione. Volendo affidarvi a me ne la scelta, consiglio il metodo Deleuze. Per approfondire l'ipnosi, servitevi del metodo del contare. Piû alto è lo stato d'ipnosi prodotto, meglio sarà ne i riguardi de l'esperimento.
Fate che il soggetto vadi in sonnambulismo concreto. Suggeritegli frequentemente che deve dormire, che deve abbandonarsi, che deve rendersi inerte, passivo, letargico. É molto importante un grande rilassamento, perchè predispone il soggetto ad una più grande lucidità. (18)
Ponetegli i vostri diti medi ne l'interno de gli orecchi, e le altre dita accostate ai lati de la testa. Dite: "Potete sentire molto bene i suoni, discorsi, ogni parola che si dice, anche a distanza grande. Ovunque, io vi dico! É vero? Mettete la vostra destra su la fronte del soggetto, e la sinistra su la sua testa. Suggestionate: "Siete in grado di intuire i pensieri altrui, potete leggere ne la mente de le persone, come su un libro aperto; siete in grado di compenetrare il pensiero altrui in modo sicuro e senza fatica". Dite molte volte con energia, e cercate produrre [sic] nel soggetto una profonda ipnosi. Seguitate: "Aprite gli occhi." E poi aggiungete convinto: "Ora sì, che potete vedere, sentire, intuire benissimo e facilmente ogni cosa. É vero?"
Fate che il soggetto approvi quanto dite; concentrate il pensiero su l'esperimento, siate convinti che può realmente vedere; anzi, che deve ad ogni costo vedere. Il veggente dev'essere avanzato progressivamente ne gli esperimenti; in principio, fategli vedere una persona conosciuta da voi e da lui, esortatelo a sentire le parole che essa dice, esortatelo ad intuire i pensieri che passano ne la mente de l'analizzato. Suggestionate: "Voi (ed anche io) siamo proprio vicini al signor tale, vedete? Lui non ci vede, ma noi lo vediamo molto bene, sentiamo le parole che dice, di lui sappiamo tutto insomma. Sto pensando che voi sapete dirmi in proposito qualche cosa; e con precisione, con precisione, dico. (Pausa) Improvvisamente: Ecco, ecco il signor tale (gesto allucinativo) Io lo vedo, è là; vedetelo, guardatelo anche voi."
Persuadete il soggetto, convincetelo, obbligatelo a vedere ed a dire. Trattate il veggente con le buone, con affetto, senza mai perdere la pazienza. Non lo tempestate di domande, dategli il tempo di pensare, di guardare.... bene.
Siate calmo, e se il soggetto sbaglia, non rimproveratelo, che si mette a piangere e si dispiace molto, allora. Dissimulate l'insuccesso. Ditegli "state attento di piú, badate bene a quel che dite" dovete parlare in tono calmo, basso, deciso, convincente. Non gridate mai e per nessuna ragione. Offrite un bicchier d'acqua al soggetto, asserendo che quel liquido possiede la virtù di far vedere le cose con maggior chiarezza.
Ispirategli fiducia, accarezzatelo, aiutatelo con spiegazioni e suggestioni.
L'esperimento deve durare qualche ora, ma ripetetelo ogni giorno, e qualche volta, due volte in un giorno. Dopo sei giorni di piccole prove preparatorie dite al veggente: "Io penserò un numero fra l'uno ed il nove; voi lo leggerete ne la mia mente, e poi me lo direte. Ciò che chiedo è cosa facile, perchè voi potete sapere cose molto più difficili ed importanti. Dunque, vi tornerà facile leggere il numero che io penso quà. (Toccatevi la fronte con la mano del soggetto). Ora pensate un numero d'una sola cifra. Agite con grande concentrazione mentale, fermate bene la mente su quanto pensate; pensate esclusivamente una cifra.
Se il soggetto indovina, lodatelo e regalategli un confetto, un fiore, o qualche cosa. Ma seguitate a provare e per più giorni, onde accertarvi che nel soggetto l'intuizione è reale e non casuale. Se sbaglia il numero da voi pensato, non fateglielo capire. Dite semplicemente: "Si, ma guardate meglio, state più attento, avete capito?
Dopo una serie di prove di tal genere, e ben riuscite, esercitate il veggente con una cifra composta di due numeri, e poi di tre o più numeri.
Identico lavoro per la lettura di una frase o di un pensiero, che passa per la mente vostra. La facoltà di leggere -- d'intuire piú propriamente, -- il pensiero altrui, bisogna svilupparla al massimo grado nel veggente, poichè è una qualità preziosa, è forse una de le migliori prerogative de la veggenza. Se il soggetto stenta a leggere qualche cosa da voi pensata, poggiate per qualche minuto la vostra testa a la sua, ed invitatelo a dire. Questo procedimento, alcune volte rende bene. Tenere presente che non per tutti i soggetti che si sviluppano può usarsi l'identico procedimento, ne la pralitica[*] de l'ipnotismo. Alcune suggestioni migliorano al massimo certi veggenti, mentre fanno nessun profitto su altri.
Questa constatazione di fatto, è una de le pietre d'inciampo a gli effetti de la pratica.

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Scrivete una parola su un pezzo di carta, e poggiatela su la fronte al veggente, invitandolo a leggere. Provate con l'orologio, usando il metodo su detto e pregando il soggetto a leggervi l'ora precisa. Quando questi esperimenti riescono abbastanza bene, aprite un libro, ponendolo in modo che il soggetto non vi possa leggere sopra. Istigatelo a leggere un periodo di una determinata pagina, cioè, di quella aperta. A le prime volte è poco probabile la riuscita di quest'esperimento ma non è impossibile. A lo stampato, è preferibile la scrittura a macchina od a manoscritto assai chiaro.
L'esercizio può anche farsi con carte da giuoco, scoprendone una a caso sul tavolo, ed invitando il veggente a specificare la carta. Provate prima guardando voi la carta; poi, senza guardarla.
Non vi illudete che nel periodo di sviluppo il soggetto risponda speditamente a le domande che gli rivolgerete. Molte volte vi dirà di vedere ma di non saper dire, di non saper leggere: di conoscere il nome di qualche cosa interessata ne l'esperimento, ma di non saperla chiamare.
L'operatore deve avere una buona dose di pazienza, se no, è meglio che non si occupi di questi esperimenti. Se il veggente si dispera od anche piange perchè non vede bene, confortatelo con premura. Ditegli che ciò non importa, che farà meglio ne le prossime volte, che già ha fatto benissimo. Fatelo pensare a suo agio, senza affaticarlo: questo è importante. (Perchè il grado di ipnosi non diminuisca durante la seduta operate spesso qualche passo per intensificarlo; ordinate per suggestione il sonno profondo e lucido).

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Dovendo far vedere al soggetto una persona assente, ma interessata a l'esperimento, se vi è possibile mostrategli la fotografia, asserendo che fra un minuto vedrà di persona il signore in questione. Chiudete gli occhi del veggente ed al minuto preciso ordinate: "Aprite, aprite gli occhi, guardate qui, c'è il signor X del ritratto (solito gesto, allucinatorio).
Non avendo la fotografia, ingegnatevi di fare la descrizione ordinata, minuziosamente ed esatta de l'uomo da fare idealmente vedere al soggetto. Pigliate poi un pezzo di carta e suggerite: Ecco la fotografia de la persona che or ora vi ho descritto: guardatela bene." Suggestionate a modo[*], poichè proprio in questo consiste il segreto del successo in ipnotismo. Metodo che dà risultati ottimi quando il soggetto (fatto che spesso accade nel periodo di sviluppo) vede qualcosa ma non la sa chiamare, è il seguente: Suggerite.
Nominerò una dopo l'altra le lettere de l'alfabeto. Quando ne troverete una de la parola che non sapete dire, me la farete notare in questo pezzo di carta. (Cominciate) A, B, C, D, finchè il soggetto, ad esempio dirà C.
Allora, noterete la lettera C, e comincerete a dire da capo: A, B, C, finchè il soggetto sceglierà la seconda lettera de la parola che vuol formare, e poi sempre da capo a la maniera descritta, finchè sarà interamente formata la parola che il soggetto voleva dire. Usate l'identico metodo per la numerazione, cominciando a dire i numeri da zero a nove. Il soggetto così sceglierà quelli occorrenti a formare la cifra che vuole precisare. Quanto ai numeri, buon metodo è pure questo: mostrate le mani al soggetto dicendo: "Toccate quà tante dita, da formare il numero che volete dire. Numero di giorni, di mesi di anni, di persone o di cose. Se il numero è di cifre doppie, prima fatevi dire quale è il primo numero de la cifra che vuol formare; dopo che lo avrete scritto, mostrate di nuovo le mani, invitandolo a determinare il secondo numero de la cifra da formare, e se occorre il terzo, il quarto, e così via; sempre con identico procedimento. Altro buon metodo sì per la numerazione che per la scrittura, è il mostrare al soggetto (e scritte chiaramente su un foglio,) i numeri da zero a dieci, o tutte le lettere de l'alfabeto; ed il soggetto fará progressivamente la scelta de i numeri o de le lettere, onde formare la parola ed il numero voluto.

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Ma al veggente, date il tempo di poter riflettere a suo agio, non lo confondete mai, non lo tempestate di domande. Ripeto forse per la quinta volta questa raccomandazione, poichè la ritengo molto importante. Queste applicazioni ingegnosissime, danno risultati fecondi, specie se l'operatore ha la pazienza; possiede la spiccata attitudine operatoria che non si compra, non s'ingegna e non si vende;.. e nel soggetto comincia a delinearsi la facoltà di veggenza. Sono certamente i migliori esercizi di sviluppo oggi concepiti, e che io ho elencati così, sinceramente! Sono frutto di esperienze continue mie, o di altri... di ricerche noiose oltre ogni dire! Mentre si domanda qualcosa, la mente de l'operatore deve stare inerte in modo assoluto, cioè non deve per nulla pensare a la risposta: non deve in maniera assoluta formulare alcun giudizio su ciò che sta esaminando il soggetto. Spesso accade che costui, influenzato dal parere de l'operatore, si cura poco di esaminare quanto costui gli ha domandato; e ripete meccanicamente il di lui pensiero, senza curarsi se dice bene o male. La passività mentale, difficilmente può ottenerla un ipnotizzatore principiante; ed è a ciò, che spesse volte debbono attribuirsi molti rovesci de la veggenza.
É opportuno far notare che non si confonda la veggenza autentica, con quello stato crisiaco provocato, chiamato in gergo "sonnambulismo lucido." Cotesto fenomeno si riscontra in gran parte degl'ipnotizzati che

[mancano le pagine 101-116 nell'originale]

LEZIONE LXVI.
La telepatia

(metodo Cucinotta)

[a partire dalla 4ª pagina della lezione]

de l'esperimento. I soggetti, dopo di avere eseguito la trasmissione mentale, vi diranno che han finito.
Intensificate possibilmente l'ipnosi, facendo loro ripetere di nuovo per cinque minuti, le solite suggestioni da trasmettere. Ciò, per tre volte di seguito; ad ogni volta, cercando d'intensificare l'ipnosi.
L'allucinazione de le persone da telepatizzare, deve spesso venire suggerita a i soggetti in esperienza.
Domandate poi se quanto avete ordinato di pensare, ha fatto presa su la persona che l'ordine doveva ricevere. Indi svegliate gl'ipnotizzati, suggestionandoli in modo che ne le seguenti prove, si prestino meglio a l'esperimento.

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* *

Prego di non giudicare questo metodo così... a la stregua, nè di pronunciarsi su la efficienza dopo una sola prova.
Sviluppate i soggetti, e provate molte volte con calma e con fede; confrontate poi i risultati ottenuti con quelli del precedente metodo, ed allora giudicate. Questo metodo è il risultato di otto mesi di lavoro esclusivo, di confronti, di prove analitiche infinite e noiose, di ricerche sfibranti e spesso infeconde (19).

LEZIONE LXVII.
Per creare azioni motorie, sensazioni varie ecc. mediante la suggestione mentale e senza.

Soggetto ad occhi chiusi ed in alto sonnambulismo. Suggestionare:
"Percepirete benissimo ogni mio pensiero a vostro riguardo, e proprio come leggendolo, obbedirete a quanto mentalmente vi dirò di fare: siamo intesi? Pensate potentemente che l'ipnotizzato deve (per esempio) muovere il braccio destro. Cominciate sempre da la parte destra.
Mentre si pensa quanto sopra, muovete il corrispondente braccio; volendo assolutamente che il soggetto obbedisca. Se ciò accade complimentatelo; ma fategli ripetere piú volte l'esperimento, e per molti giorni.
Dopo, provate senza muovere il braccio, ma tensionando in esso i nervi ed i muscoli. In ultimo, provate imponendo il pensiero senza alcuna tensione.
Identico metodo per la mano, la gamba, ecc.
É imprudente lusingarsi di riuscire sempre e con tutti i soggetti, in questi importanti esperimenti, praticamente difficili e noiosi; quindi non scoraggiarsi per eventuali insuccessi.

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Esperimento di piú alto valore occultistico, è la percezione di azioni sensorie esercitate su l'ipnotizzatore (da se stesso o da altri); e sentite dal soggetto come se fossero state fatte direttamente su lui. Dite: -- "Voi sentirete ogni toccamento che si fará su mè; e pur stando ad occhi chiusi, lo subirete totalmente, come se si esercitasse su voi stesso".
Provate molto questa parte de la lezione, e quando il soggetto percepisce la sensazione, allontanatevi sempre piú. Ciò, per stabilire in metri la distanza massima in cui l'ipnotizzato percepisce senza vederla, l'eccitazione sensoria esercitata su l'ipnotizzatore. In qualche soggetto speciale, mi sono adoperato a fargli percepire le sensazioni fatte su un altro uomo, a lo stato normale, o su qualche animale od oggetto, allontanando sempre piú il soggetto su cui l'azione si esercita, da l'ipnotizzato, che l'azione deve percepire. Ciò, come dianzi ho detto -- per definire l'ambito massimo dentro il quale l'esemplare è suscettibile a le azioni esercitate in questi esperimenti. Non mi posso esattamente pronunciare su l'entità de i risultati, poichè son troppo vari e non concordanti. (20)

LEZIONE LXVIII.
Terapia Magnetica

(Note teoriche)

In questo ramo speciale de l'ipnotismo, debbo raccomandare immensamente d'aver fiducia, molta fiducia in sè stesso.
Ecco il perchè misterioso che ha portato certi analfabeti, certe nullità... a le vette piú eccelse de la fama, ecco la sorgente inesauribile di tante guarigioni miracolose, inutilmente, vanamente, criticate e discusse da fior di scienziati piú fedeli a i trovati scientifici, che a le umane potenzialità fisiche.
Fate che il malato sia convinto di dover guarire, procurate di renderlo bramoso, entusiasta de la cura magnetica. Questo è quasi tutto -- "Innamoratelo" -- ecco il grande segreto che apparecchia il successo ne le cure magnetiche piû disperate, cure per altro, poco note e poco in voga in Occidente.
Rendetevi simpatico al malato, fate ogni mezzo per piacergli e ispirargli fiducia ne la vostra competenza.
É grande errore il garentirgli la guarigione.
Solo qualche specialista reputatissimo può concedersi questo lusso; poichè, se la cura finisce con un mezzo successo, egli non perde di certo la reputazione. Come in tutte le cose, è la bandiera che copre la merce. Vi parlo sinceramente.
Spesso, ho avuto occasione di osservare che una cura magnetica fatta da un buon operatore, ma poco noto, (e fatta bene,) non porta miglioramento nel malato; mentre la stessa cura, eseguita -- e certamente con minore premura di successo -- da un operatore reputato, produce di colpo la guarigione.

*
* *

Le cure magnetiche, richiedono una sufficiente pratica ne l'operatore. Il curatore magnetico, è come il pianista: deve avere una lunga e squisita pratica de l'arte sua, per essere perfetto, per formarsi il "tatto magnetico".
In principio, è folle lusingarsi; non si possono mietere i successi come le spighe mature: la pratica si acquista col tempo, ed allora le guarigioni diverranno svelte e numerose.
Contrariamente a quanto han fatto altri, non tratterò queste cure in una miriade di lezioni; poichè ritengo il trattamento magnetico quasi identico per ogni malattia; ed anche per snellire il lavoro.
Queste cure consistono in leggieri fregamenti o massaggi su la parte malata, in applicazioni de le palme de le mani, in passaggi magnetici, e piú specialmente -- almeno secondo me -- in insuffiazioni.
Alcuni han classificato le passate magnetiche in una moltitudine di termini: rotatorie, striscianti, perpendicolari, inverse, rette ecc; determinazioni che specificano la maniera onde vengono eseguite.
Credo tali manovre giovevoli, poichè sollecitando con studio ed in modo acconcio la parte malata e dolente, probabilmente, si può vivificarla.
Ma, ritengo che il massimo rendimento in questa forma di terapia, sia subordinato a la perizia che ha l'operatore di dirigere la mente del malato verso la guarigione.
Nel modo di vedere mio, la guarigione deve scarsamente attribuirsi a tutte le qualsivoglia manovre tattili; ma a la speciale condizione mentale del malato, generata da la fiducia che costui ha ne la nuovissima antichissima cura.
Prevedo l'opposizione de i magnetisti accaniti, ma per me, la base principale de la cura magnetica è la suggestione; è la fiducia che l'ammalato ripone nel trattamento misterioso.... non la manovra "tattile" su di lui esercitata.
Il malato ha fiducia in quel lavoro, lo crede benefico, ecco venire la guarigione per effetto prettamente mentale, auto suggestivo e suggestivo, non tattile e fludiopatico[*]. (21)
Invero, provatevi ad operare su una persona che non ripone fiducia ne la cura magnetica; -- che non crede a la sua efficacia -- nel senso assoluto de la parola. Fregate, soffiate, ammollite, operate a comodo vostro; la guarigione non viene, questo è quasi certo.
Dico questo serenamente, che non son nemico de la cura magnetica; anzi credo l'insuffiazione un possente ausilio per ogni terapia. Ma, d'altro canto, qual competente potrà negare che le manovre magnetiche non siano altrettante suggestioni per il paziente?
Solo teoricamente, la suggestione è il comando prettamente verbale; praticamente no. Anzi, possiamo determinare le manovre magnetiche col nome di suggestioni suppletive o tattili. Tutto questo, sempre in pratica.
Posando la mano su un malato; -- se costui ha fede, -- immagina speciosa la manovra tattile eseguita su lui da l'operatore, ha fiducia in tal personaggio di leggenda.... pensa che quei sforzi, quel lavoro è fatto a lo scopo de l'espulsione del male che lo affligge.
Così il malato si trova influenzato, e la sua mente s'impressiona a danno de la malattia. Penso che non si potrà neanche tentar di negare, che l'azione meccanica de la cura magnetica, sia pel malato fidente, una vera e propria suggestione intuitiva, a discapito de l'affezione morbosa contro la quale si opera.
É preferibile mentre si opera di consigliare il malato d'addormentarsi, pensando che starà meglio.
Cosa ottima per non distrarne l'attenzione, è il coprirgli il viso; così, nulla vedendo, potrà concentrarsi od assopirsi più facilmente.
Dite spesso al malato che si sente meglio. Fate nessun conto di ciò che dice ne i riguardi del trattamento; non rispondete o sviate il discorso.
Mostratevi superiore ad ogni giudizio pieno di riguardi, cortese e divertente.
Però, dignitoso e sempre elevato e sicuro nel procedere. La molta confidenza accordata al malato, guasta spesso la cura.
Esser cortese e divertente non vuol dire accordare eccessiva familiaritá, o fare il pagliaccio. Parlategli con calma di un gran numero di guarigioni che avete ottenuto, -- anche se non è vero, -- fategli comprendere che il male l'avete curato con successo moltissime volte; ispirategli fiducia e sicurezza ne la competenza vostra. Lavorando, pensate che il malato deve ad ogni costo guarire; nient'altro pensate. Questo sforzo di energia mentale, facilita il successo.
Non sentenziate mai in quanti giorni potrete guarire un paziente; poichè per giudicare in merito, si richiede una pratica lunga, ed una competenza eccezionale. Nè basta essere medici per giudicare de le cure magnetiche; poichè in questi trattamenti; troverete l'incognita del tempo. Certi malori apparentemente seri e gravi guariscono in pochi giorni, od anche in un paio di minuti; mentre, cosa da nulla, resistono molti giorni al trattamento. Evitate le domande inconcludenti che i malati sogliono fare; appagate quasi mai la loro curiosità. Rispondete semplicemente: Così è più conveniente per ottenere la guarigione. Non spiegate al malato in che consiste la cura, e qualche volta, datevi de l'importanza dignitosa. Spesso, nel trattare magneticamente un malato, tornano in lui i sintomi morbosi di malattie che altre volte lo ha colpito.
Verificare questo, è ordinariamente un beneficio; perchè l'operatore potrà essere quasi certo di guarire abbastanza rapidamente il male antico ed il nuovo.
Ciò, avviene per l'azione vivificatrice e benefica del trattamento, che agendo da tonico potentissimo sul sistema nervoso e sul corpo, scova gli avanzi de le affezioni morbose sopite[*], per debellarle completamente.
Fate sapere che la cura magnetica non è contraria al trattamento medico. Il malato che si sottopone a la magneto-terapia, può pigliare tutti i farmachi che il medico gli ha prescritto. Dite ciò, specialmente ai farmacisti. Convincete bene in proposito gli ammalati che rifiutano il trattamento magnetico, per non lasciare le prescrizioni del medico di fiducia. Per i malori che non metto metodo speciale, si pratichi il metodo magnetico generale, qui appresso specificato.

LEZIONE LXIX.
Metodo pratico per le cure magnetiche

L'ammalato si metta in posizione assai comodo. Seduto, sdraiato. in piedi; ne la posizione che trova meno faticosa. Anche l'operatore non deve provar fatica, deve lavorare liberamente sul malore da trattare. Badate a la importanza di questo particolare. Gli occhi del malato debbono star chiusi. Copritegli il viso, e ditegli di tenere gli occhi chiusi. Invitatelo a dormigliare, ditegli che se sente bisogno di dormire, si assopisca liberamente pensando che sta meglio.
Scoprite la parte malata -- questo è il modo migliore; -- e praticate. Congiungete le dita, -- piû chiaramente, -- fate che un dito tocchi l'altro; tranne il pollice, che deve agire separatamente. (Parlo de la destra). Date a la mano una leggera concavità, e passate piû a tempo che sia possibile i polpastrelli de le dita, su la parte malata. Questo, per circa due minuti e premendo con garbo. Il passo deve cominciare quindici centimetri sopra il dolore, e finire quindici sotto. A la fine di esso, prima di cominciare l'altro, spruzzate le dita lontano dal malato, o soffiate lievemente su le vostre mani. Ora, fregatevi energicamente le mani, ed applicatele ardenti, su la parte in cura, per un minuto la volta. Ciò, si ripeterà un quattro volte.
Posate il medio e l'anulare destro sul centro de la parte malata, le altre dita stiano sospese. Eseguite dei cerchi, che progressivamente s'ingrandiscono, fino ad arrivare al limite de la parte afflitta dal male. Praticate sei volte circa questo passo, procedendo dal centro del male. Il riverso dà meno rendimento -- mi pare. -- Ogni tanto, immergete le mani in un pò d'acqua fredda, specie trattando reumatismi acuti o malori affini. Pigliate una pezzuola tessuta non fitta, affinchè, il fiato passi con facilità. Piegatela in quattro, e posatela su la parte malata. Applicate la bocca su la pezzuola; e soffiate con violenza.
Facendo le insuffiazioni, per riprendere fiato, scostate la bocca dal fazzoletto e da la parte inferma. Agite lentamente, se no vi sfiaterete presto e ciò è male. Fate così, per tre volte a lo stesso punto. Al finire de l'insuffiazione, ponete subito la mano su la parte che la subì. Pensate che il vostro fiato scottante, dovrà paralizzare di colpo il dolore. Il beneficio de l'insuffiazione è quello di paralizzare a l'istante il dolore, o per lo meno di attutirlo.
Più uso farete d'insuffiazioni, piû rapido sará il successo del trattamento magnetico. Ne le scottature non deve mai usarsi l'insuffiazione, ma il fiato freddo. Facendo le insuffiazioni, badate di lavorare sempre da l'alto in basso, e non contrariamente. Fregate fortemente le vostre mani, ed operate un massaggio completo su la parte malata. Il massaggio consiste nel fregare e manipolare con velocità ineguale, ma con arte di produrre solletico, la parte malata o dolente. Riguardo al massaggio si può asserire che ogni operatore usa un suo procedimento. Varietá ragguardevole di esso è il picchiettato che si pratica con la punta de le dita sul male, sempre da l'alto in basso, a velocità media. Per la pressione, dico che si comincia a sfiorare lievemente la pelle, per arrivare al picchiettamento ed al fregamento, a media pressione.
Pressione si capisce, che il malato sopporta senza dolore. La pressione giusta per il massaggio, non la può dare nè il presente, nè tutti gli scritti su l'ipnotismo pratico esistenti o che esisteranno.
Non la può dare neanche la lezione "de visu"[*] de lo specialista, ma sola la lunga pratica. Si tratta di intuizione tattile, di squisitezza, di educazione di tocco; null'altro. Bisogna farli a tensione nervosa, e con la convinzione assoluta che il procedimento fa bene al paziente. Ciò è molto importante. Al termine del trattamento, dite al malato:
"Lei si sente meglio ora, non è vero?" Sollecitate il suo parere, che sarà quasi sempre favorevole. Toglietegli la benda, e se è addormentato svegliatelo.
Guardatelo proprio ne gli occhi, con espressione amorevole e maliosa[*]. Dite che lo trovate sollevato, che senza dubbio deve sentirsi meglio. Toccategli la spalla con la destra, in maniera amichevole e confidenziale; e ditegli guardandolo nel modo anzi indicato e con sorriso a le labbra:
"Signore, è vero che si sente meglio? ne sono felice". Se, caso raro, il malato dice di no, aggiungete subito con disinvoltura. "Lei se ne accorge poco adesso, ma cambierà parere, e riconoscerà che dico il vero asserendo il suo rapido miglioramento". (22)
Certe volte il miglioramento non viene istantaneo, ma non ci badate, poichè, dopo qualche tempo, si afferma evidente. Lavorate con calma ed entusiasmo, studiate il malato. Lavorando, pensate solo a ciò che state facendo, se no, è proprio inutile ch'io mi studi a dettagliare. Sono gli ultimi consigli che posso dare in merito.

LEZIONE LXX.
Trattamenti reumatici ed affini.

L'origine del reumatismo, dicono, deriva principalmente da quantità di acido urico che inceppa il procedere del lavoro funzionale de l'organismo.
La cura magnetica, agevola la guarigione di questa morbosità, specie se è combinata con i rimedi de la medicina; rimedi a dir vero ordinariamente inadatti a provocare la guarigione. Invero, contro tale male, la medicina si arrangia.., dato che al presente non possiede specifici veramente efficienti per combatterlo.
Praticando la cura magnetica, -- ch'è senza dubbio la terapia migliore in tali casi; -- bagnate spesso le mani in acqua fredda, ed operate gran numero d'insuffiazioni su la parte malata.
Nel resto, metodo generale. Possibilmente, esercitate la cura due volte al giorno ne i casi gravi.
Fate muovere a la meglio l'arto infiammato, senza procurar del dolore al malato.
Come bevanda le acque litiose[*] sono adatte.
Non fate imbrattare di tintura di iodo il malato; poichè il suddetto specifico increspa la pelle, e la cura magnetica viene ostacolata di molto.
Se si usa per attutire il dolore, quanto è mai superiore una post-ipnotica!...
Risultati pietosi dà la soluzione anagrammata di olio d'oliva e salicilato de metile, come unzione. Nel reumatismo infiammatorio, sono veramente benefiche le compresse fredde per attutire il dolore. Pure le insuffiazioni fugano il dolore a la svelta. Non permettete che il malato prenda de la morfina o de l'acqua cloroformica, poichè gli anestetici sono immensamente nocivi a l'organismo. Vi è un piccolo innocente secreto per far diminuire sveltamente il gonfiore; ed è l'uso de la spazzola sul male. Passate a cerchi discreti e poco veloci una spazzola morbida. Il dolore e il gonfiore diminuiranno.

LEZIONE LXXI.
Le paralisi

Alcuni curatori magnetici trattano pure le paralisi con la magneto terapia, ma è assai più spiccia l'ipno-terapia, che riesce quasi sempre a debellarle. Volendo procedere magneticamente, fate un massaggio molto completo su gli arti offesi, e su la spina dorsale. Strofinate le parti -- sempre dal su in giù, -- con alcool a 96 gr. e obbligate il paziente a muoversi. Si può combinare il trattamento magnetico col suggestivo: questo è il procedimento migliore.

LEZIONE LXXII.
Terapia suggestiva

L'impiego de la suggestione ne la cura de le malattie, si determina col nome di Terapia Suggestiva. Si tratta del servizio più culminante, più umanitario benefico ed utile che ci rende l'ipnotismo. I procedimenti terapici[*] formavano la "medicina divina" de gli antichissimi popoli orientali; ed i sacerdoti che ne i templi la praticavano, non erano che veri e propri completissimi ipnotisti. Con l'andare de i secoli, l'importantissima forma di cura sparì; od almeno venne abbandonata. Da Mesmer in quà, si ripratica; ed i risultati furono e sono splendidi e lusinghieri. Per la terapia suggestiva, paralitica riprendono l'uso de le membra, isterici, neurastenici, epilettici, alienati mentali diventano gente quasi normale. Anche le malattie organiche offrono poca gagliarda resistenza a la cura suggestiva, e si può lealmente affermare che non vi è malattia che non si mitiga, mercè la terapia suggestiva.

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Altro nobilissimo ed umanitario suo campo, è la psico-terapia, che trionfa per la correzione di vizi e cattive abitudini; morfinomania, eccezionale sviluppo sensorio ecc. Ma lavorando, bisogna agire sempre con entusiasmo, con fede nel successo. Questo è quasi tutto. La fede è il miglior ausilio per ogni cosa, come è il miglior rimedio per tanti malori. Sò di un distinto medico -- forse il migliore de la città, -- che a gli affetti di resipola[*], non dà medicine, nè alcun rimedio farmaceutico. Dirige semplicemente i pazienti da un prete (?!) e costui, sopra un foglio di carta velina, segna una quantità di croci (tre o quattro) mi pare. Tale carta "santa" applicata su la parte offesa, provoca in molti, rapidissimamente la guarigione. Richiamo l'attenzione del lettore su questa parte -- la più bella, -- de l'ipnotismo sperimentale. Io cercherò di essere a l'altezza de la tesi, sempre tenendo presente l'elementarità del presente lavoro. La suggestione in terapia viene data con ogni riguardo tecnico, per ottenere il massimo rendimento curativo. Ne la terapia suggestiva (come in ogni altro ramo de l'ipnosi sperimentale,) si richiede ne l'operatore "proprio una gran fede" torno a dire. Illimitata, temeraria fede ne la propria abilità, slancio, entusiasmo di fare il bene -- anche per niente; -- determinazione di riuscire a guarire od alleviare il paziente da i suoi mali. È necessario essere sviluppati ne la facoltà del parlare suggestivo; di quel parlare a bassa voce, ma forte, sicuro, entusiastico. Di quel parlare che impressiona la gente, anche a lo stato di veglia completa.
La probabilità di successo in questi trattamenti, è interamente proporzionata a la perizia del suggestionatore. Quando si dà una suggestione terapeutica, non bisogna intrattenere il malato in ipnosi, su alcun altro argomento. Tenete presenti queste istruzioni, e praticate le informazioni incluse ne la prima lezione di terapia magnetica; specie, il modo di agire verso il malato. Tralasciando alcunchè, il successo può divenire problematico, e questo; per biasimevole negligenza, per poca attitudine personale, e non per inefficacia di metodo. Ad ogni insuccesso, domandatevi con calma se avete fatto quanto consiglio, e se l'avete fatto con diligenza ed entusiasmo.
Ottimi risultati si ottengono con la fusione de la cura magnetica con la suggestione. Il più de le volte, praticate a questo modo.

LEZIONE LXXIII.
Terapia suggestiva

(Metodo pratico)

A gli ammalati, bisogna presentarsi con garbo, procurando di fare loro la migliore impressione. Dico impressione di voi persone, e di voi operatore.
Fate in modo d'innamorarli; studiatevi di conquistarne intera la stima. Per praticare le terapia suggestiva, s'ipnotizza il paziente portandolo nel grado più elevato di sonno che la sua psiche permette.
Dategli de l'acqua asserendo con sicurezza:
"-- Bevete... bevete questo magnifico medicinale. Non temete, è buonissimo, è dolce, è saporito. Presto mitigherà le vostre sofferenze; questo è indiscutibile. Vi sentirete meglio subito, ne sono sicuro, capite?... ne son sicuro --" (Pausa). Prendetegli la destra con la vostra, mentre con la sinistra manipolerete la parte malata. Suggerite:
"Vedo... il male è quasi sparito, il mio farmaco portentoso ha di già prodotto il suo effetto benefico, e fra poco vi guarirà intieramente. Questo è certo, ve ne potete convincere benissimo. Sì, sì ha fatto un magnifico effetto il mio farmaco; sì, sì".
(Pausa, altro tono di voce).
"Pensatelo, pensate che la vostra malattia è passata, pensate che non potrete più sentir dolore, pensate che starete sempre allegro, sempre, sempre, sempre. Pensate che al destarvi, vi sentirete benissimo; pensate tutto questo, dico io."
Aggiungete a questa suggestione ogni altro suggerimento reputato utile, e non dimenticate di toccare continuamente la parte malata, per tutto il tempo de la suggestione. Dopo mezz'ora o meno, cercate d'indurre nel soggetto un più alto grado d'ipnosi. Ditegli di convincersi che deve proprio obbedire, che deve avere la certezza di guarire presto, ditegli di pensare che sta meglio, che migliorerà sveltamente. Dieci minuti ancora, e svegliate il soggetto. Suggestionate: -- "Quando vi sveglierò starete positivamente bene, il male è scomparso, è fiaccato per sempre."
Quando dormirete, sognerete che siete guarito, e che io vi ricordo sempre quanto ora vi sto dicendo.
Ciò, da buon rendimento a i fini de la cura suggestiva. Per il risveglio, metodo usuale. Non destate di colpo il soggetto. Dite:
"Vi sveglierete piano piano, vi sentirete molto, ma molto bene, vi sentirete".
Sarete contento di questa cura magnifica, ed ogni volta che vi dirò "Va... dormite..." ubbidirete subito. Certo che ubbidirete, è vero?" usando questa suggestione, ne le prove future, otterete [sic] l'ipnosi con facilità e prestezza[*].
Se i malati durante la seduta diventano nervosi o respirano in modo anormale, dite: "-- Respirar bene mi raccomando, respirar sempre uguale, calmo, calmo -- così bravo, così". --
Si può omettere la suggestione de l'acqua o la si può cambiare, usando una mollica di pane o un pezzetto di zucchero, sempre con la formula e gli sopi[*] definiti di guarigione, come per l'acqua. Esporrò varietà di suggestioni terapeutiche; e succinte informazioni diagnostiche riflettenti le malattie che più si adattano a la cura suggestiva.

LEZIONE LXXIV.
Mal caduco o Epilessia

L'epilessia è una nevrosi quasi sempre ereditaria, e può sinceramente includersi nel numero de le malattie ribelli a la comune terapia.
Consiste in crisi nervose molto impressionanti e svariate. Ordinariamente, il paziente ha coscienza de i sintomi che preannunziano la crisi. Si tratta di una vaporosità fredda, che percorre il corpo, sensazioni di soffocamento e di stanchezza curiosa; di smarrimento, di smania impotente ad agire. È lungo dire di tutte le forme di epilessia. La dividono in due forme principali: l'ordinaria e la classica. Notevoli son pure i casi in cui essa si appiglia a le anzidette due forme, senza appropriare gli specifici caratteri d'una di esse.
L'epilessia può anche formare un triste connubio con l'isterismo. (Istero-Epilessia). Le esplicazioni[*] crisiache sono multiformi. Perdita di sensi in maniera totale o parziale, scosse nervose in tutto il corpo con intensità variabile dal leggiero eccitamento, a la contrazione che mette paura; rotazione e dilatazione de gli occhi, battito de i denti, marcatissima alterazione ne i lineamenti del viso, impossibilità di eseguire alcun movimento volitivo e d'arrestare la crisi, impossibilità di parlare, abolizione di sensibilità termica e tattile, schiuma e sangue a la bocca, derivante dal battito de i denti; grida speciali ecc.
Al fine de la crisi, l'epilettico si orina senza volerlo, e per più ore resta quasi letargico, debole, inebetito[*], depresso. Le sue facoltà mentali si velano, il sistema nervoso fiaccato da la crisi recente, rende assai difficile per più e più giorni, il procedere del lavoro funzionale.
L'attacco epilettico può paralizzare o quasi, stringendo fortissimamente le membra più interessate ne la crisi. (23)
Con questo procedimento, in due o tre minuti, si strozzano crisi che generalmente durano mezz'ora.
Trattando in massa le accennate forme d'epilessia, dico che la durata de la crisi varia da i dieci, a i quaranta minuti. Ne la grande epilessia, crisi si succede a crisi, e non di rado per giorno.
La suggestione, coadiuvata da i tonici migliori, è il razionale trattamento per questa malattia. Ma è bene dir sinceramente, che neanche la suggestione annienta l'epilessia ereditaria, come alcuni affermano. La suggestione prolunga di molto l'intervallo di tempo fra le crisi, può indebolirle assai ne la loro energia malefica, può ridurle di molto; può annientare facilmente tutti i seguiti del male: disappetenza, irascibilità o mansuetudine e benevolenza esagerata, dolori di testa, debolezza generale perenne, alterazione a le facoltà mentali ed al procedere funzionale de l'organismo; ma non estirpa nel senso proprio de la parola, questa malaugurata nevrosi vaso-motoria del cervello. Suggestionando, suggerite al paziente che gli attacchi sono passati, che li deve dimenticare, che non lo colpiranno più, che si sente bene, e mai più soffrirà disturbi nervosi.
Post-ipnoticamente, ordinategli di praticarsi l'auto-suggestione: ditegli che dormendo tutta la notte, deve sognare che -- "la malattia è sparita, che sarà sempre allegro e forte ecc." --
L'epilettico deve essere trattato suggestivamente per almeno trenta giorni di seguito. Se è epilessia ereditaria, questo tempo può anche essere insufficiente. É bene provocare la crisi epilettica durante l'ipnosi, prevenendo il paziente che la crisi sparirà appena lo comanderete. Con questo procedimento, gli attacchi si succederanno a la distanza di parecchi mesi, e quand'anche si succedessero a piú brevi intervalli, cesserebbero, previo vostro comando. Se non altro, si ha l'agio di dominare le crisi. Altro buon metodo, è quello di provocarle brevi e leggieri col post-ipnotismo, e per una durata definitiva. Questa trovata, dà buon rendimenti. Dite: ogni quindici o piú giorni
-- "Domani, a le nove precise, avrete un attacco nervoso. La sua durata sarà di un minuto preciso, e non sarà violento. M'avete compreso bene? Dopo, vi sentirete forte e gagliardo per sempre. Mi sono spiegato bene? --"
Fate molte volte questa suggestione, ed insistete sul -- "minuto preciso".
Così facendo, vi è il modo che la terribile epilessia diventi un disturbo proprio lieve, una cosa sopportabile. Può anche darsi che il trattamento suggestivo cambi la forma epilettica grave, in forma ordinaria o in quella intermedia. Si tratta di miglioramenti effettivi e concreti oltremondo[*] splendidi, che in queste malattie, solo l'ipno-terapia può dare. Essa è una pratica scientifica "esatta" poichè fa sempre bene in ogni singolo caso. Questa è evidenza indiscutibile.

LEZIONE LXXV.
Come aiutare un nevropatico in crisi

Veramente l'aiuto si riduce a ben poca cosa. Allentargli le vesti affinchè possa respirare liberamente. Senza impedire le contrazioni muscolari, ponete a letto il paziente e fatelo muovere a suo piacere.
Non dovete tenerlo, nè spruzzargli l'acqua in faccia, nè fargli annasare aceto come fanno le feminucce[*]. É inutile. Curate che il crisiaco abbia intorno oggetti soffici; così, non potrá riportare contusioni dimenandosi. Se batte i denti e rischia di ferirsi la lingua, ponetegli fra i denti un bastoncello di bambagia ben grosso, o un pezzo di sughero. Con una tovaglia, stringete fortemente le articolazioni del paziente. Ne i casi di violenza eccezionale, fate annasare de l'etere. Durante il pseudo letargo che succede a la crisi, sono di grande giovamento le insuffiazioni di fiato scottante sul cuore e su la testa del paziente. Cercate di produrre il sonnambulismo, partendo dal principio che il crisiaco trovasi in letargo ipnotico. Cambiate anche questo letargo in sonnambulismo. Non è difficile che si riesca sempre. In questo caso, suggerite al paziente che non potrà essere piû attaccato da la crisi, che non è stanco, che si sente bene ecc...

LEZIONE LXXVI.
La neurastenia

Malattia d'attualità. Però, non si chiama neurastenico chiunque ha temperamento capriccioso, irascibile, o è affetto da uno stato avventizio[*] di nevrosi. Ci vuol altro. Dico questo, perchè è di moda chiama neurastenia ogni disturbo nervoso, anche lieve. La neurastenia autentica è ereditaria; ma, forme gravi, possono essere causate da logorante ostinato lavoro cerebrale, da indebolimento del sistema nervoso in seguito a malattie, da l'onamismo[*] continuo, o da impressioni che si ribadiscono gravissime su l'individuo, come per esempio:
Dispiaceri grandi, amori infelici, paure, gioie, ansie fuor de i limiti. I disturbi, -- sempre vigili e spietati, -- incrudeliscono per il corpo del paziente. Emicranie dolorosissime, più ordinariamente, leggiere e persistenti, continui disturbi intestinali ed oculari, noia e disgusto per ogni cosa, eccitabilità strana che può provocare disordini mentali qualche volta duraturi, disappetenza o appetito straordinario, cattivi sonni e più spesso insonnia, perdita di memoria, stanchezza mentale e corporale, amori e odi puerili, stranezze le più inconcludenti, pensieri vaghi, paura di tutto, -- anche di niente; -- nevralgie in tutte le ragioni corporali, ed interessanti tutti gli organi, più specialmente il cuore.
Concludendo: Una miriade di disturbi, che si manifestano e spariscono vicendevolmente, con pertinacia[*]. Ne le forme benigne di neurastenia -- o a l'inizio, ne le forme gravi, -- il paziente è colpito (ad esempio) per una settimana, da l'emicrania; poi l'emicrania sparisce e viene la stitichezza, poi una nevrosi cardiaca o qualche altro disturbo, poi si presenta nuovamente la stitichezza ecc.
La neurastenia, cede a la suggestione. Quei casi che non si vincono del tutto, bisogna classificarli ereditari. Suggestionate ogni giorno, e potendo più volte al giorno. Ordinate al malato il ripristino progressivo de la salute, e combattete suggestivamente i malori che accusa.
La cura ricostituente non è necessaria: fa nè bene nè male. Son pochissimi i successi ottenuti mediante i vari preparati ricostituenti, anche se iscritti a le farcopee[*] ecc. (Certo, i farmacisti non possono essere d'accordo in questo...) È il morale che bisogna curare nel neurastenia, non il fisico, poichè fisicamente, nulla o quasi ha di male. Ordinate al malato l'appetito, la buona digestione, il sonno, l'umor gaio, tutto, tutto per suggestione. Se durante l'ipnosi lo vedete nervoso, irrequieto, anormale, comandategli la calma e la mansuetudine completa.
Raccomandategli di respirare bene, fategli fare de le passeggiate non strapazzose, ma modeste e metodiche, fatelo divertire ad ogni costo. Fa bene anche la ginnastica da camera.
Ciò tutti i giorni, per cinque, dieci minuti, secondo la resistenza fisica del malato. La ginnastica non deve strappazzarlo; ma occuparlo piacevolmente.

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Che il malato non abbia occasione di arrabiarsi, [sic] e si dica un gran bene in sua presenza, de la cura ipnotica. Quasi sempre, dopo un dieci giorni di trattamento suggestivo, (lavorando con attitudine e coscienza) la guarigione si delinea. Il miglioramento effettivo, si rileva fin dal primo giorno.
Forse ne la sola neurastenia, l'operatore suggestivo può assolutamente garentire la guarigione, in un periodo di giorni a piacere suo.
Date bene le suggestioni, ed entrate più che vi è possibile ne le grazie del malato. Dovreste dominarlo dolcemente, nel modo singolare che certe donne dominano gli amanti, i mariti e simili oggetti.
Anche l'auto suggestione dà buon rendimento.
Non chiamate col vero nome la neurastenia dinanzi al paziente. Molti hanno de i preconcetti basilari, e al sentir neurastenia si spaventano terribilmente. Dite che si tratta di un caso nervoso comune: e fate che il malato non si "applichi" -- pensando a la malattia. La neurastenia è una malattia morale più che fisica: si badi a questo; si agisca quindi sul morale.

LEZIONE LXXVII.
L'isterismo

L'isterismo è un complesso di disturbi morali e funzionali. Di questa nevrosi se ne fanno due fondamentali varietà, e parecchie altre secondarie.
Le ultime, risultando oltre che da lo stato morboso diagnosticato, da le multiformi esplicazioni del male.
Le varietá principali sono: l'isterismo comune, che si fa vedere in quasi la metà de le donne, fra i sedici ed i trenta anni; e l'isterismo classico o ereditario, che ha ragione d'esistere per predisposizione naturale.
Pure l'isterismo comune apporta copiosi disturbi, ma questa forma non ereditaria, si vince facilmente, o se ne va da per se, come venne.
Può derivare per l'influenza di letture assai sentimentali, amorose, eccitanti; per colloqui... galanti ecc., cose che accadono a tante ragazze. Può esserne causa l'anemia, un dispiacere, una emozione intensa, un lavoro mentale o materiale eccessivo, indebolimento generale rimasto ne l'organismo dietro una malattia ecc.
Non è esatto l'asserire che l'isterismo è causato da eccitamento a l'organo genitale, e quindi, dal bisogno inappagato di sfoghi veneri; sebbene la dipendenza de l'eccitamento, qualche volta può esserci.
Si può ammetterlo quasi certamente ne le gravidanze, causa de i multiformi disturbi: disappetenza o fame eccessiva, vomiti, stanchezze, nevralgie, perdita di gusto, nausea, alterazione del carattere ecc...
La dipendenza si può anche ammettere in certe donne che sono state troppo vicine a l'amore, senza averne saputo o potuto usufruire. Ma spesso, è assurdo ed anche ingiusto sostenere cotesta dipendenza, poichè non bisogna dimenticare esplicazioni sintomatiche le più inaspettate e multiformi.
Ebbi a suggestionare per combinazione stranissima, una signorina molto aristocratica, e distinta. La diagnosi del male l'aveva dianzi fatta un "santo" de la medicina, una vera illustrazione de la clinica italiana.
Quale non fu la mia sorpresa, -- quando, la paziente caduta in sonno lucido (sonnambulismo) -- disse obbiettando la mia affermazione: -- "Senta, lei non potrà essere più nervosa, mai, mai, ecc....."
"-- Ma non vede? il mio male e quà (e si toccava lo stomaco). Ho un verme lungo lungo, che mi apporta tutti questi mali. Si chiama,..... lo vedo, aspetti: te...nia --".
Ed era vero. Con le medicine del caso, il tenia venne espulso, ed i presunti fenomeni isterici, sparirono per sempre in quella paziente.

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Quanto a la forma grave, si tratta di una ereditarietà inevitabile.
Nel tempo che la ragazza si fa donna, l'isterismo si presenta improvviso ed inesorabile, per martoriarla insistentemente. Ordinariamente, la sua comparsa coincide a qualcuna de le causali che precedono l'isterismo comune. Per ciò, si può quasi ammettere che evitando nel soggetto predisposto l'occasione che fa germogliare il male, questo tarda a presentarsi. Di ordinaria terapia medica, è inutile parlare; un termine solo ne precisa scultoreamente il rendimento: "inefficace sempre."
Da che mondo è mondo, la medicina comune ha mai guarito una vera isterica. Bagni, tonici, elettricitá, aria de i monti o de le marine, svaghi ecc., sono palliativi[*] assolutamente meschini.
Nè la suggestione -- "uccide" -- il vero grande isterismo ereditario, bensì lo fiacca totalmente, impedendone le multiforme manifestazioni sintomatiche. Manifestazioni però, che a la nuova emozione, al nuovo incidente, possono riapparire con probabilitá. Certe volte, i miglioramenti, sono così completi ed evidenti da abbattere totalmente la predisposizione funesta; ma ciò, non garentisce assolutamente la scomparsa di questa nevrosi importante. La cura suggestiva può essere lunga, come immediata ne i suoi effetti. Per l'isterismo, non c'è niente di determinato.
Ma è certo che l'esito de la cura, dipende in gran parte da l'abilitá de l'ipnotista, ed anche da la sua bellezza o da la simpatia che ispira. Sembra strano, ma è così.

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Fra i disturbi isterico mentali, notevole è l'allucinazione, ossia lo stato crisiaco nel quale l'isterico vede una cosa per un'altra, vede tutto a colori diversi da i naturali; o immagina di vedere cose per nulla esistenti. Spesso, ne l'isterica, si acuisce o s'intorpidisce la vista.
L'isterica può vedere con grande chiarezza a due o tre chilometri di distanza, come non distingue suo padre a la distanza di due metri, o non vede neanche il letto, per esempio.
Qualche volta dice che tutto le gira intorno, o ch'essa vola, o che discende da un personaggio illustre, che ha ucciso o derubato qualcuno ecc.
Può anche dire, -- e ciò accade di frequente; -- d'essere stata bastonata, accoltellata, derubata, o sottoposta a violenza carnali.
É caratteristica l'evidenza del suo racconto, sovente del tutto fantastico e strano. Ma dal parlare de l'isterica, sgorza una tal forza di convinzione, da indurre molti a creder vere le di lei affermazioni.
Vi sono momenti in cui la memoria de l'isterica si paralizza completamente, o diventa lucidissima. Lo stesso, accade per l'intelligenza.
La volontà de l'isterica è cocciuta ad un grado incredibile; altre volte è pieghevolissima. Un distinto alienista, mi disse di una paziente che, per ben tre giorni, non volle prendere neanche un cucchiaio di latte, asserendo d'avere deciso a quel modo.
Rimproveri, minacce, preghiere, promesse, furono inutili a distorgliela. [sic]
Identicamente, si stabiliscono di non voler parlare, camminare, sentire, vedere, orinare, dormire ecc.. Ne ho visto una che non voleva assolutamente orinare; e siccome era già passato qualche giorno, si lagnava di fortissimi dolori a le regioni vescicali. Mi fu impossibile dissuaderla, e siccome (avevo mai visto questa crisiaca, che, per altro, non voleva farsi ipnotizzare,) mi fu mestieri procedere a la di lei ipnosi con un metodo fulmineo.
In più che dieci anni di studi e di pratica, mai avevo trovato un soggetto, che facesse tanta opposizione ad una semplicissima suggestione strettamente ipnotica. E chi suggestionava, (modestia inutile a parte) ero io, allora in "forma onnipotente!"
L'isterica non è che non può eseguire un determinato atto, ma semplicemente non vuole farlo per partito preso il più de le volte.
Ripeto che la di lei testardaggine non si può concepire: bisogna osservare per convincersi. Il suo udito può essere beatificato da le musiche più celestiali o da i rumori più assordanti -- sempre fittiziamente, così; -- può sentire o immaginar di sentire, parole che mai le furono rivolte. Neanche il di lei carattere si raccomanda. L'isterica è petulante, maligna, manesca, vana, cattiva in modo eccessivo: vuol sempre ragione, e spesso gode del male altrui; e si diletta di procurarlo.
Certe volte, diventa di indecenza non comune, studia il mezzo di far parlare di lei, di mostrarsi eccentrica, originale, squilibrata; idea mezzi per annoiare gli altri, con genialità eccezionale.

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Ve ne sono che domandano al medico un parere personale su la loro bellezza. Guai se il giudizio non è favorevole. In questo caso, l'isterica si stabilisce, per esempio, di non camminare per qualche settimana, di non parlare, o di piangere per molte ore al giorno.
Ne la clinica di un distinto specialista, ho notato che l'isterica, qualche volta, non si trattiene dal baciare e stringere al suo petto il medico che la cura, e ne osserva le eccentricità. Ordinariamente s'innamora di lui, specie se lo trova giovane e buono. E fa tutto questo con semplicità sì infantile, da destar meraviglia in chi non conosce la fenomenologia de l'isterismo.
Se il medico sa trarre partito dal singolare... amore de la paziente; la cura diventa facilissima e brillante, poichè l'isterica si fa guidare automaticamente da chi arriva a piacerle.
In questi casi, l'ipnosi è inutile. Ne i pochi casi speciali capitatemi, trattai una paziente, che al primo vedermi disse di amarmi immensamente. Lo poveretta, da circa un mese era affetta da paralisi isterica motoria, ed era per ciò, obbligata a stare a letto. A la mia frase: "Bene, carina, ora che sei guarita puoi alzarti benissimo: se non ti alzi, vuol dire che non mi vuoi bene" -- l'isterica, con sforzo supremo scende dal letto, -- e senza tener conto de i presenti, cammina, per la stanza, in camicia e a piedi nudi, dicendo d'avermi voluto contentare.
Praticai la suggestione, non più per ordinare la libera articolazione de le membra, ma per comandarle di non pensare più "al suo amore" e di star bene.

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I disordini mentali, qualche volta degenerano in devozione o disprezzo esagerato per la religione. Vi son pazienti che dicono d'aver visioni, colloqui e amplessi carnali, con santi o con diavoli celebri. Alcune isteriche pregano o bestemmiano a giorni prestabiliti e per de le ore, con grande raccoglimento. Ne i reparti di cura per l'isterismo, si produce qualche volta il fenomeno di suggestione-allucinazione collettiva.
Così tutte le pazienti diranno di vedere spettri, che turbano la tranquillità, o di essere allagate, o di sentire rumori spaventevoli. Certe volte, nessuna fra esse può parlare, o tutte tossiscono nel modo speciale de le isteriche. La paura di un rimedio atroce, può far scomparire la crisi collettiva, poichè le isteriche sono paurosissime per natura.
Accennai a i più volgari sintomi isterici mentali, ma non sta qui tutto il male; bisogna aggiungere i disturbi funzionali.
Emicranie nomadi o stabilite in un punto de la testa (chiodo isterico Valentiner;) sensazione di soffocamento, nevrosi a l'apparato cardiaco, respiratorio, digestivo, (causa prima de le stitichezze croniche ne le pazienti;) paralisia, [sic] che può interessare qualunque organo e senso; e qualche volta, convulsioni muscolari non troppo dissimili da quelle epilettiformi; svenimenti spesso con desiderio di gridare o bastonare qualcuno al termine de la crisi, stato speciale di assopimento, (coma) eccessi di sintomi malefici generali, che producono la -- "Mania isterica". --
Vi son tante altre esplicazioni morbose de l'isterismo, ma son cose sapute da tutti, e quindi finiscono con l'inserire un metodo di cura suggestiva, di eccellente rendimento.

LEZIONE LXXVIII.
Isterismo

(Metodo ipno-terapico)

Produrre ne la paziente un alto grado d'ipnosi, indi, suggestionare.
-- "Da questo momento non sarete più nervosa, non lo potete, non lo dovete, non lo volete essere. Vi sentirete forte, allegra, piena di energia e di vita. Mi spiego? --" (Pausa, altra voce).
-- Mai più vi ecciterete, vi voglio vedere sempre allegra; buona, calma, amabile, bella,....... sem...pre bella..... sempre bella e buona. Capito? --" (Cambiar voce). -- "I malori sono scomparsi per sempre, (lo garentisco io, questo) e mi congratulo proprio sinceramente con voi (oppure con lei). Ma, com'è splendida la vostra salute!.... So, che non soffrirete mai più, che il male è già passato, che più non tornerà.... mai.... più; mai più --".
Dite bene un cinque volte questa suggestione, e se non vi dispiace, letteralmente. Ad una grande isterica, non suggerite di colpo la guarigione, ma, il miglioramento. È meglio affermare la guarigione completa, dopo un numero più o meno lungo di trattamenti suggestivi. Applicate le vostre mani fortemente stropicciate, sul cuore de l'isterica o fatele de le insuffiazioni sul centro de la testa, e sul cuore. Suggerite:
-- "Ora vi desterò. Penserete d'essere guarita, penserete solo a star bene, io vi voglio assolutamente convincere di questa verità, perchè dovete sapere che io vi voglio proprio tanto bene, mi capite? Dunque contentatemi; pensate quel che vi ho detto, e state bene --".
Qualche volta, fate ripetere a la paziente quanto gli avete detto. Ogni dettaglio d'istruzione per la terapia suggestiva, qui, dev'essere con diligenza praticato.
Fermate la mente de l'isterica su l'idea de la guarigione, e combattete suggestivamente i disturbi che essa accusa, lavorando con calma e fiducia.

LEZIONE LXXIX.
L'insonnia

L'insonnia può derivare da cause isteriche o nevrotiche, da debolezza generale, da pensieri fissi o da intense emozioni: (dispiaceri, pericoli passati, gioie inebrianti,) da preoccupazioni mentali, disturbi a gli organi digerenti ecc.
Si ritiene consista ne l'affluenza del sangue al cervello, ne le ore destinate al sonno; e in quantitá uguale a l'affluenza ordinaria e naturale de le ore di veglia. Ciò, fu dimostrato da eminenti scienziati, e specialmente dal Dottore Perquin.
L'insonnia è un disturbo apparentemente trascurabile, ma che indebolisce ed affligge molto il paziente. A lungo andare, diventa letteralmente un guaio per colpito; poichè tutte le funzioni e gli organi, risentono gli effetti letali de l'insonnia. I medicinali fanno più male che bene, poichè l'azione cessa, appena viene a cessare l'uso de i sonniferi, -- uso non igienico, e il più de le volte letale.
La suggestione si presta a meraviglia ne l'insonnia, apportando de le guarigioni rapidissime e certe. Ipnotizzate il paziente, e determinategli l'ora d'andare a letto per dormire; e l'ora d'alzarsi. Questo, per un dieci giorni.

LEZIONE LXXX.
Ipno-terapia ne la paralisi

Tener presente che mi riferisco a tutte la forme semplici di paralisi; e non a quelle derivanti da lesione cerebrale o midollare. In queste due ultime forme, nè la suggestione, nè alcun farmaco; può provocare la guarigione.
In queste gravissime forme, la suggestione al più, può dare il miglioramento de -- lo stato morale -- nel paziente; e può adoperarsi ad eliminare le affezione morbose dipendenti da la paralisi. Ma per tutte le altre forme, la suggestione terapica è il trattamento razionale. Generalmente, la paralisi offende mezzo corpo, più spesso il sinistro.
Quando attacca mezzo corpo, si chiama "-- emiplegia". -- Ma può colpire un solo membro od arto, od anche tutto un ordine di nervi: in questo caso si chiama -- "paraplegia".
Ha due forme: la motoria e la sensoria. La prima, è caratterizzata da l'impossibilita di eseguire movimenti volitivi; l'altra da una quasi anestesia de i sensori, con relativa libertà di articolazione. La forma sensoria è più facilmente riscontrabile ne i pazienti isterici. Ne la paralisi isterica motoria, non sempre accade al paziente di perdere l'uso de l'articolazione; spesso, l'idea preconcetta di non potersi o di non volersi muovere, ha una importantissima parte. La derivazione, de la paralisi, può essere multiforme. Anesia,[*] alcoolismo, causa reumatica, sifilitica, isterica, abusi nervosi, eccezionali emozioni. Per paralisi, s'intende crisi (spesso nervosa), che devitalizza la parte attaccata.

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Ipnotizzate profondamente il paziente, e non fate troppo cerimonie. Scoprite le parti offese, ed operate un massaggio energico e completo su gli arti offesi, e su la spina dorsale, -- sempre lavorando dal su, in giù --. Praticate abbondanti frizioni di alcool a 90% la colonna vertebrale, e su gli arti offesi. Le frizioni si fanno pure dal su in giù. Buon metodo è l'adoperare del cotone idrofilo saturato d'alcool. Strofinate, finchè le parti diventano rosse; poi, picchettate leggermente, e massaggiate col palmo de la mano.
Praticate le insuffiazioni cominciando dal vertice de la testa, per finire ove termina la colonna vertebrale. Non ordinate di colpo il movimento simultaneo, ed intero de le parti offese: questo risultato si può ottenere, ma non facilmente.
Suggestionate con massima energia, dopo avere indotto un sincero stadio sonnambolico nel paziente:
-- "Ascoltatemi bene; nè dovete ragionare, dovete semplicemente fare quel che io vi dico: -- (pausa) -- "Pensate che lo faccio pel vostro bene, giuratemi obbedienza, ditemi che farete ogni cosa per contentarmi" -- Fate passare un minuto, e dite recisamente scandendo le sillabe:
"-- State positivamente guarito da l'incomodo seccante, il vostro male se n'è andato, è passato per sempre.
Potete muovervi benissimo; potete muovere qualunque parte del corpo, proprio qualunque dico, qualunque. -- (Pausa, altro tono di voce).
-- "State bene, siete interamente guarito, guarito, guarito dico io. Ora vi faccio aprire gli occhi; e poi muoverete le parti che io vi dico" --.
Cominciate da la parte non offesa, ove l'articolazione è intatta, o per lo meno, è più facile. Ordinate:
-- "Piegate il braccio sinistro (o il destro, insomma quello non paralitico).
Il malato obbedirà, e voi lo complimenterete tantissimo, dicendo d'esser tutto facile, e d'aver la certezza che lui vi contenterà in tutto e per tutto. Diffondetevi su questo argomento, e poi aggiungete decisamente:
"-- Piegate il braccio. -- (quello paralitico).
Se il paziente non obbedisce, ripetete l'ordine, accentuandolo, mostrando ne la voce e nel gesto i segni di un proposito irremovibile. Piegherete voi, il braccio del paralitico, se costui non riuscirà da sè. Agite con garbo e non villanamente; la violenza dev'essere apparente, non reale. Poi dite: -- "Vedete? vedete che lo potete benissimo piegare?" --
Quando il piegamento e l'articolazione totale del braccio, sará già un fatto compiuto, usando l'identico metodo potrete ordinare l'articolazione de le altre parti offese. Il malato deve tenere gli occhi aperti, mentre ordinate il ripristino de i suoi movimenti.
Dategli l'acqua, o lo zucchero, suggerendo trattarsi del rimedio più potente per debellare quel malore. Se riuscite a far muovere il paziente in modo completo, potrete anche farlo scendere dal letto, ordinandogli (se è logicamente possibile) di camminare per la stanza, (sempre, sotto l'influenza ipnotica).
Ma io consiglio di procedere per tappe, ne la cura de la paralisi, e di contentarsi di parziali ma continui successi.
Oggi l'articolazione del braccio, domani il libero, e completo suo movimento un giorno ancora: in seguito, un altro arto ripiglierà la vita funzionale.

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Quando i metodi su detti restano inefficaci a provocare la reintegrazione de la vita articolare, afferrate risolutamente il mignolo de la mano paralitica del paziente, accendete un cerino, e bruciacchiate il dito senza misericordia, -- ma lievemente --.
Ne l'atto di bruciare il dito, fate chiudere gli occhi al soggetto. Poi, mostrandogli il dito -- misteriosamente dolente, -- dite in maniera molto seria e competente: -- "Eh! ora vedo tutto, so già di che si tratta; vi potrete muovere benissimo, proprio completamente; ma solo quando questo vostro dito guarirá totalmente. Briccone di dito, che vi tiene a letto; bene, però, cercheremo di farlo star bene presto. Tutto il resto: è proprio niente." --
Insistete su questo, e senza parere, fate che l'ammalato pensi costantemente al dito che duole, ed acquisti la convinzione che la paralisi scomparirà simultaneamente al dolore de la scottatura. Qualche volta, -- anche ne le paralisi gravissime, -- si ottiene il miglioramento effettivo, mercè questo... un pò feroce procedimento, praticato da pochi specialisti americani. Cercate che il malato cambi stanza, arredi e ogni cosa. Ne l'ipnosi, ordinategli di praticarsi l'auto-suggestione, sempre sempre; durante tute le ore di veglia e di sonno.
-- "La malattia è sparita, è sparita, mi posso muovere benissimo" --.
Non si discuta de la malattia, non si parli mai di cose tristi, in presenza del paziente.

LEZIONE LXXXI.
Incontinenza d'urina

La terapia suggestiva, praticata per svellere questo gravissimo disturbo funzionale, è semplicemente miracolosa. Quindi, non più le pene che rendono martire il paziente. Gli esperimenti di medici e ipnotisti distintissimi, dimostrano in modo assoluto, che per questa malattia, i successi de la terapia suggestiva sono clamorosi.
É ozioso parlare di metodo pratico, dopo i precedenti chiarissimi esempi.
Ordinate al malato d'orinare in ipnosi, e mentre orina, assicuratelo che non soffrirà mai più, come non sta soffrendo in quel presente momento. Usate la post-ipnotica tendente a lo stesso scopo; e dopo un due giorni, determinate l'ora precisa in cui deve andare ad orinare, -- senza poterne fare a meno, -- ma, senza soffrire dolore. Suggestionando, si badi d'esser dettagliati a combattere il malore, e di lavorar bene. Nel resto, metodo generale. Consigliate al malato l'uso di bibite gazose, litiose, ecc. Ordinategli suggestivamente di non abusare di vino nero, carni, caffè. I cibi leggieri sono i più indicati. Dopo qualche tempo, (da otto a quindici sedute ipnotiche), il disturbo sparirà totalmente, e la guarigione verrá spedita e sicura, mercè la potenza de la terapia suggestiva.

LEZIONE LXXXII.
La stitichezza

La stitichezza è un male che sembra insignificante, ma che la medicina non può davvero debellare. Può avere due forme: la nervosa e la biliare. Ne la prima, sono gli organi enterici che funzionano male per effetto nervoso: applicazione continua, isterismo, vita sedentaria, temperamento nevropatico ecc. Ne la seconda forma, tutti i disturbi derivano da la viziosa segrecazione[sic] de la bile.
Specie ne la forma nervosa, s'intuisce a prima vista, come tutti i medicinali del mondo non siano che rimedi dannosamente efficaci, poichè il loro effetto su la malattia, è proprio connesso a la loro azione chimica passeggera.
Cessata la sovra eccitazione prodotta dal lassativo, gli organi epigastrici funzionano ancora più tardivamente, ed il disgraziato possessore di quell'impossibile stomaco, si avvia -- lentamente ma infallibilmente, -- a la cronicità.
Dunque, non cura chimica, ma suggestiva. Il metodo: ipnotizzate il paziente.
Stropicciate fortemente le vostre mani, applicandole sul suo stomaco per molte volte; usate buon numero d'insuffiazioni. Ordinate: "Badate signore: a la tale ora di ogni giorno, (o due volte al giorno) siete costretto, d'andare al cesso per defecare. Non potrete essere più stitico; questo ve lo garentisco io, ed è proprio così. D'ora in poi digerirete molto bene, e quindi necessariamente, cesserà la vostra stitichezza. Capite?".
Aggiungete qualche altra cosa del caso, sempre parlando con grande convinzione e sicurezza; specie, se vi dedicherete a questo ramo specialistico, molto in voga in America ed altrove.
Ogni mattina il paziente beva de l'acqua, a stomaco digiuno. Qualche cucchiaio d'olio d'oliva prima dei pasti, è pure indicato. Localizzate la suggestione, come ho ripetutamente insegnato. In tutte le malattie de lo stomaco, la terapia suggestiva è particolarmente preziosa.

LEZIONE LXXXIII.
Ipno-terapia, ne le nevrosi cardiache.

Le affermazioni di eminenti clinici e l'esperienza di ogni giorno, dimostra che l'affezione cardiaca -- quando non si tratta di lesione grave, -- guarisce rapidamente mercè la terapia suggestiva o si placa in maniera positiva. Ma, anche ne le lesioni più gravi, si ricava sollievo concreto, praticando la terapia suggestiva; e sono fra coloro che credono prossimo il tempo in cui la suggestione, sarà la più usata forma terapeutica ne le malattie cardiache.
Su le malattie cardiache trattate suggestivamente, alcuni "antidiluviani"[*] sostengono: in quanto a i disturbi senza lesione, siamo d'accordo con la terapia suggestiva, ma dove c'è lesione, il trattamento suggestivo nulla può fare". Si può rispondere che neanche la medicina nulla sa e può fare ove esiste lesione; e che poi, tutto sta a vedere il genere, l'origine, e pure la dipendenza de la lesione.
E non crediamo d'essere nel falso, asserendo che -- se certe anche gravi lesioni cardiache possano guarire; -- è solo con l'ipno-terapia, già tanto usata e l'estero, e con successi indiscutibilmente buoni.
Quante volte una fortissima impressione, produce un subitaneo[*] e rilevante disturbo al cuore?
Ora questo disturbo, -- trascurato o malamente trattato, -- può modificare l'organo in modo da produrre la lesione. Una lesione morale -- sostengono i maestri de l'ipnotismo; spesso, anzi, ogni volta che su un organismo fortemente si riflette, produce il disagio funzionale; che, trascurato, può a sua volta produrre la lesione organica.
E quand'è così, date pure al paziente tutti i medicinali del mondo: egli non guarirà.
Per ottenere la guarigione, il trattamento deve risalire a ciò che il disturbo ha creato: bisogna distruggere l'impressione che ha causato il male, per possibilmente modificare la lesione. Non può succeder di colpo questo ripristino organico: ma metodicamente, finchè il cuore non torna al suo primiero stato fisiologico. In questi casi, è proprio necessaria la cura suggestiva, -- sola efficiente ed adatta per rimettere ne lo stato primitivo l'organo scosso.
L'osservazione si riferisce a i soli casi di lesione cardiaca, generata da impressione, e basta. Poichè l'ipnotismo, non è la polvere miracolosa di quei ciarlatani che l'adoperano per mal di denti e per le scottature, per i reumi e per le ferite, per i foruncoli e per l'emicrania; od anche per lucidare i metalli....

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Ipnotizzate il paziente con un qualsiasi metodo, tranne la fascinazione. Raccomandategli di star calmo e di respirar bene; badate a non strapazzarlo. In ipnosi, fatevi dire la cagione che ha determinato il suo disturbo cardiaco. Se vi parla di qualche dispiacere, emozione provata ecc., fate una fortissima suggestione contro la causante del male. Attenetevi pure a quanto segue. Fate molte insuffiazioni caldissime al cuore del paziente, e applicate poi sopra, le mani, energicamente stropicciate.
Fate aprire gli occhi al paziente, e suggestionate con voce decisa e piana: "Signore quando vi desterò starete bene, bene, benissimo; non potreste più sentirvi male perchè è impossibile; capite? (pausa). Respirate regolarmente, profondamente; dovete respirare sempre uguale, sempre naturalmente, mi spiego? Non proverete fatica, e respirerete bene, il cuore vi pulserà in maniera uguale e senza balzi, non vi affannerete mai. Capite?
Fate che il paziente respiri ad ogni numero da voi contato. Contate col cronometro in mano, e controllate il respiro del paziente. Deve respirare a spazi uguali. Il respirare del soggetto, dev'essere connesso al contare che farete. Dategli l'acqua solita, uniformandovi in tutto a le istruzioni generali. Raccomando di dar bene le suggestioni, poichè da ciò dipende il successo de la cura. Per quante volte la faccio, forse torna noiosa questa avvertenza; ma siccome è importante, non mi stanco di ripeterla. Modificato il qualche particolare, questo metodo può praticarsi in tutte le affezioni cardiache. Non dite al malato di abbandonare i farmachi, fate che li prenda ugualmente.
L'ipno-terapia è per nulla contraria a la cura medica; anzi, la integra e la rende immensamente proficua.

LEZIONE LXXXIV.
Tubercolosi

Non abbiamo l'incoscienza di pretendere la guarigione de la tubercolosi mediante l'ipno-terapia. La pretesa de la scuola ipnotica, è molto semplice, e si limita a questo: combattere suggestivamente le manifestazioni morbose de la tubercolosi, postergando[*] così -- e di molto, -- la data de la catastrofe certa. I catarri bronchiali e polmonari, le disappetenze, le nevralgie seccanti, -- la cardiaca e la cefaleica specialmente, -- l'affanno, i vomiti, i dolori nomadi ecc... Poi, ciò che si può fare con l'ipnotismo lo sanno tutti, e specialmente i medici leali.
Si fa dimenticare la malattia al malato, in una parola, si mette il di lui morale (ed il fisico per ciò), ne lo stato di opporre buona resistenza al morbo fatale. Le iniezioni seccanti che irritano il malato, le medicine più brutte, mercè la suggestione, saranno prese "con entusiasmo" dal paziente, che non proverà dolore, nè sentirà nausea. I disturbi de lo stomaco, che in questa malattia formano la disperazione del medico, spariscono in virtú de la suggestione; ed il malato dormirà in pace la notte, e non soffrirà "l'incubo" che lo tormenta; perchè il suo stomaco funzionerá come un cronometro. Affermando che un tubercoloso trattato anche suggestivamente, resiste di più al morbo inesorabile, si dice cosa sperimentata logica e vera.
Bisogna però trovare l'apostolo de la suggestione; (e questo è difficile) che si presta ad eseguire la cura pericolosa.

LEZIONE LXXXV.
Avvertenze

Cambiando le parole specificatrici, una suggestione terapica può usarsi per ogni malattia. Così, per il reumatismo s'ipnotizza il paziente e s'insiste presso la sua mente che il malore sta scomparendo, che è passato, che lui non può più soffrire ecc... Per agevolare la produzione del latte ne le donne che debbono allattare, basta suggerirne l'affluenza e l'abbondanza.
I metodi ipno-magnetici, son quasi identici per ogni malattia. Usare fiato caldo in tutte le forme di cura, e specialmente per fugare il dolore e rinvigorire il paziente. Niente come l'insuffiazione sul cuore, fa così prestamente svanire la sincope.

LEZIONE LXXXVI.
Cocainomania, morfinomania, alcoolismo, tabacco ecc.

Suggestionate così: -- "Al destarvi, avrete molto in odio il.....
É nauseante, è cattivo, vi fa male, v'incretinisce, non lo dovete, non lo volete, più usare; ne sono sicuro. (Pausa).
Ma io non capisco come vi può piacere il..... É amaro, è disgustoso, è acido, è schifoso: non l'userete mai più, mai più vi dico, mai più. (Confidenzialmente).
É vero che non l'userete mai più?.... datemi parola d'onore che mi farete contento, odiando il.... Sapete, io lo dico per bene vostro, e son sicuro che mi contenterete. -- Fatevi promettere obbedienza dal soggetto, e ditegli di eseguire la suggestione con ogni dettaglio. Suggestionate molte volte, e ispirategli un assoluto ribrezzo per la droga in questione. Aggiungete:
"-- Ma non sarete nervoso, vi sentirete sempre bene. Solo, non dovrete più prendere il...

LEZIONE LXXXVII.
Effetti che producono a distanza i preparati chimici e le droghe, su gl'ipnotizzati.

Gl'ipnotisti pratici più eminenti, sanno de gli effetti che producono le droghe, i medicinali ecc. messi a contatto con l'ipnotizzato, o di molto a lui avvicinati.
Per la cronaca, costato che molti scienziati, tranquillamente mettono ìn non cale [sic] queste applicazioni meravigliose, ma pur serie e vere.
Tantissime cose in principio furono inaccettate e derise, poi tollerate; ed infine affermate dimostrate e sorrette, -- spesso con calore, -- da chi piú le combatteva. Penso che per questa applicazione pratica de l'ipnotismo, avverrà identicamente.

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Io ho sperimentato su cotesto argomento con pochi preparati, fra i quali: Il carbonato di soda che produce in certi soggetti, erutti e sapore salaticcio in bocca. Ho pure costato che l'oppio, la morfina, il cloralio, l'idroclorato di papaverina, accentuano più o meno notevolmente il sonno; e che il caffè macinato di fresco, accelera le pulsazioni nel soggetto.
L'accostare del buon vino forte, o qualche bicchierino di liquore o del marsala, predispone l'ipnotizzato al brio, ed a la loquacità. Qualche volta, si riscontrano sintomi di ubriachezza -- specie ne i soggetti deboli, -- e se l'avvicinamento ed il contatto de le anzidette sostanze è stato lungo.
L'alcool produce ubriachezza ben definita. L'arseniato di ferro rinvigorisce, e così pure la limatura di ferro ben avvolta in carte. La fenecetina, il bromuro e la canfora, hanno azione calmante.

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Ma è bene ritenere che cotesti fenomeni non si presentano in ogni caso, ed in tutti gl'ipnotizzati. Per ottenere questi risultati non si deve suggestionare.
Avvicinate i preparati anzi disposti in cartine, od in fiale; e se il soggetto è suscettibile, il fenomeno si manifesta con evidenza.
Forse nessuno potrà spiegare questi fenomeni, se non ammettendo... (che dire?) la speciale influenza, il magnetismo insito a la droga che per virtù de la sua propria intima essenza, produce sul corpo sensibilissimo de l'ipnotizzato, l'effetto terapeutico de la droga stessa, ingerita ne lo stomaco e nel sangue (24)
Ciò, è perchè con tutto lo scetticismo possibile, non è il caso di pensare a compenetrazione del pensiero de l'ipnotizzatore; perchè provando con medicine non preparate da l'ipnotizzatore stesso, i determinati fenomeni si avverano normalmente.
É questo il piccolo contributo che posso portare a la importantissima applicazione, augurando sinceramente che qualche scienziato de l'ipnotismo prenda a cuore l'argomento, lo studi e lo sperimenti un paio di anni, pel migliore divenire de la scienza, messa al servizio de l'umanità.

LEZIONE LXXXVIII.
Anestesia

(Metodo Cucinotta)

Come ho già detto, si può rendere anestetico tutto il corpo del soggetto; ma è preferibile limitare l'anestesia a la parte interessata. Probabilmente si sostiene per la prima volta, l'anestesia ipnotica limitata al campo operatorio; e faccio questo, perchè vi è rendimento eccezionale, praticando così.
Non è il caso d'intrattenersi sul presunto perchè fisiologico e psichico, dato che la cosa potrebbe interessare pochissimi.
Parlo senz'altro del metodo. L'anestesia ipnotica, può surrogare vittoriosamente il cloroformio, perchè di esso ne possiede i pregi, e non ne ha i difetti che lo rendono spesso letale.
Per serii scopi chirurgici, ecco il metodo precedentemente promesso, giá usato parecchio e con successo, da diversi tecnici de l'ipnosi pratica. Quindi, praticandolo con precisione e cura ne i dettagli, otterrete l'identico successo. Pur dovendolo praticare raramente, cioè in quei casi in cui il cloroformio non può adoperarsi, questo metodo merita da i pratici la maggiore considerazione.
Mi riferisco a i casi in cui la salute del paziente non permette l'anestesia cloroformica: malattie cardiache o polmonari, gravi nevrosi croniche, operazioni a speciali regioni del corpo umano. Anche il parto, mercè la anestesia ipnotica si esplica senza dolore: molti esempi riportati da medici e da ipnotisti, convalidano questa costatazione di fatto. L'ipnosi non fa che rendere insensibili le parti, senza ostacolarne le contrazioni fisiologiche.

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Per l'anestesia, il soggetto deve trovarsi in alta ipnosi; possibilmente in uno stato di sonnambulismo, ben precisamente definitivo.
Fate una serie di ipnotizzazioni preventive per ottenere questo grado sonnico, e quindi il successo che il grado di suggestibilità elevatissimo del paziente garentisce, imprimendo con assoluto rendimento la suggestione. Le suggestioni sono identiche a quelle del metodo anestetico usuale: dire che il senso del tatto ne la parte interessata è completamente morto, abolito, scomparso ecc.
Tutto quanto si è detto nel metodo precedente. La suggestione dev'essere data con sicura energia, con entusiasmo, e deve ripetersi molte volte.

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Date un po' d'acqua al paziente, suggerendo che si tratta di morfina, di cloroformio o di qualche altro potentissimo anestetico, che rende completamente insensibile la regione del corpo determinato.
Profondetevi nel dettagliare la forza e l'innocuità de l'anestetico che gli state dando. Bagnate in acqua due pezzi di cotone idrofilo, ed ordinate al paziente di aprire gli occhi. Applicategli uni dei due pezzi di cotone a i buchi del naso; con l'altro, strofinate la parte da rendere insensibile, -- sempre lavorando dal su in giù.
Affermate con sicurezza che l'anestetico ha già privato di sensibilità, ed in modo completo, la parte in esperienza. Praticate il metodo del contare con la suggestione che ad ogni numero detto, l'insensibilità diventa più o meno definito. E se il chirurgo lo permette, create la catalessi parziale sul campo operatorio. Massaggiando, suggerite:
-- "La.... è rigida, è insensibile a tutto ciò ecc. --" Ma ripeto, prima bisogna vedere se il chirurgo -- o voi stessi, se lo siete, -- giudicate di poter lavorare su un campo operatorio in catalessi. Non sempre questo è possibile.
Quasi sempre, gl'ipnotisti pratici degni di tal nome, producono l'anestesia solo per suggestione, od anche per post-ipnotica. In qualche ospedale de la Zona di guerra ove sono stato ricoverato, ho sollevato mercè questo metodo tanti soldati doloranti per le ferite.
Tornando a l'anestesia, concludo dicendo che tutto il guaio sta nel sapere parlare in modo autoritario e sicuro, ma pur dolce e convincente ad un tempo. Qui, sta la chiave del "Rebus misterioso" de l'ipnotismo; la pietra d'inciampo che impedisce a i più, i successi costanti.

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Pungente[*] il soggetto per vedere se l'anestesia è completa; affermativamente, fate operare senza timore. Il paziente deve tenere gli occhi chiusi durante l'operazione; e dovete dirgli sempre che -- "non può sentir nulla ecc." -- oppure:
-- "Siamo per esempio al teatro. State fermissimo sempre però, e guardate che bellezza! Sentite bene quel bravo artista ecc..." -- É ottima cosa intrattenere il paziente su argomenti che lo interessano, nel mentre sta operandosi. Invece di suggestionare l'insensibilitá, potrete intavolare una discussione per lui interessante. Se il discorso l'interessa davvero, il paziente si accorgerà per nulla del lavoro del chirurgo.

LEZIONE LXXXIX.
Anestesia per post-ipnotismo

Per produrre queste allucinazioni sensorie, dite per un dieci volte al soggetto, ipnotizzato, che per -- "un determinato numero di giorni, (non più di tre o quattro) non può sentir dolore ne la parte del corpo che la suggestione determina".
Non ordinate l'insensibilità tattile per un tempo superiore a quello anzi stabilito, altrimenti, si può incorrere in sgradevoli mezzi successi. Come al solito, l'acqua pura, le molliche di pane o un po' di zucchero, fungeranno da anestetici, mediante apposita suggestione. Questi -- "calmanti" -- il paziente potrà prenderli in forma di pillole e a lo stato perfetto di veglia, ad ore fisse. Per l'acqua a cucchiai, uno ogni due ore, per esempio.

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Alcuni dolori, specie quelli causati da tagli, scottature, fratture, reumi ecc. durano certamente oltre i tre o quattro giorni; passati i quali, finisce la stabilita efficienza de la suggestione, ed il dolore si rimanifesta di sicuro. Ipnotizzando il paziente, suggerite come la prima volta, l'insensibilità per altri tre giorni. A questa seconda scadenza suggestiva, ne può succedere una terza, una quarta ecc: vi comporterete come ho detto già prima.
Di colpo, s'intuiscono i vantaggi de l'anestesia ipnotica su quella cloroformica.
La prima, può essere prolungata proprio fin tanto che esiste il dolore; l'efficienza de la seconda invece, è solamente limitata al momento operatorio. Solo con la suggestione, il paziente può esser messo in condizione di soffrir mai dolore! Ho trascurato di parlare de gli effetti antigienici, che il cloroformio produce sul corpo umano: paralisi, serie nevrosi, intossicazioni a scadenza. Quasi tutti i clinici poi, son d'accordo nel ritenere che nel periodo de la guarigione, il paziente risente quasi più, i seguiti letali del cloroformio, che quelli de la ferita operatoria.

LEZIONE XC.
Ipnotismo ricreativo

Come materia ricreativa, l'ipnotismo si presta mirabilmente. Già, sento addosso le forgori[*] di alcuni igienisti; -- si capisce, -- persone che mai esperimenti ipnotici hanno prodotto, ed anche se autori di opere scientifiche su la materia, chiamano gl'ipnotizzatori pratici per produrre su i soggetti, i fenomeni ipnotici che poi, criticando in trattati ponderosi: gentona[*] che... sa con quanta fatica, è riuscita ad ipnotizzare qualche bambino... e su quello, in maniera esclusiva, basa il suo studio unilaterale. Persone "scientifiche" che si son fatte prendere in giro da i vari Pickman, Carolj, Roberts ed altri; che han creduto i trucchi eseguiti col telefono microscopico, la calcolatrice, ed il gergo convenzionale ed il fazzoletto trasparente, fenomeni di altissimo sonnambulismo, spiritismo, telepatia ecc.; persone che han detto che Pikman era istetico[*], persone completamente "ignoranti" in materia d'ipnotismo pratico, e che per darsi de l'importanza, ripetono ciò che qualche specialista ha detto, riferendosi a gli extra ipnotisti!... a i guasta mestiere, che, pur troppo non mancano, e che sono poi quelli sopra menzionati. Ho già detto che, il parlare d'ipnotismo è una specie di sport; e la sola differenza esistente, è che lo sport, l'esercita chi ha tendenza, passione, bisogni di esso; su l'ipnotismo, sputa la propria sentenza anche chi ha mai visto ipnotizzare una persona, chi non ne capisce niente... come la maggior parte de i signori igienisti, che non sanno ipnotizzare neanche un bambino di otto anni.
Sono il primo ad ammettere che l'ipnotismo dovrebbe "esclusivamente" impiegarsi per scopi terapeutici o nobilmente sperimentati; ma, dal momento che si fanno anche esperimenti ricreativi, perchè condannare ciecamente, e non giudicare con la competenza, la calma e la serietà necessaria? Reputo "delinquente nato" chi disponendo di limitata attitudine e competenza, presenta esperimenti ipnotici. Quest'uomo fa molto male, e compromette -- dolosamente, -- il sistema nervoso e le facoltà mentali del suo simile. É senza dubbio, una persona più che malvagia. Ma debbo aggiungere che un ipnotista abilissimo, uno che ha studiato e molto praticato gl'ipnotici esperimenti, e conosce bene le teorie de l'ipnosi, non solamente per aver letto quanto altri han scritto come fanno quei signori Aritarchi[*]; ma invece per aver osservato, e migliaia di volte prodotto quegli esperimenti; un uomo che ha più pratica che capelli, può produrre qualsiasi esperimento -- anche il più rischioso ed ultra normale, -- con la certezza di non maleficare chi a i saggi sperimentali si sottopone.
Il vero ipnotista, mai è in nessun caso, può ledere l'organismo e la psiche del soggetto, -- a meno che lo facesse per proposito. --
Siano quindi più giusti, verso i veri ipnotisti le "sentinelle de la salute pubblica," e pensino che anche fra quelli, v'è gente colta e buona, che affatica il proprio sistema nervoso e la mente, per la ricerca de la verità.

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Come esperienze teatrali, ognuno si forma un repertorio confacente a la propria attitudine. Indicherò gli esperimenti che più si confanno a la competenza di che ha studiato questo lavoro. Lo studente potrà servirsi di tutte le forme di suggestioni sensorie, su i soggetti in ipnosi.
Suggestioni a la vista, al gusto, al tatto, a l'odorato, a l'udito. A la vista, col far vedere a i soggetti cose non esistenti, o una cosa per un'altra, o nulla.
Al gusto, col far mangiare patate e pezzi di pane, suggerendo che si tratta di dolci ecc. Al tatto, col creare sensazioni piacevoli, in una parte, o in tutto il corpo de i soggetti. Pruriti leggieri, solletichi più, o meno accentuati, qualche tremito. A l'odorato, facendo sentire a i soggetti, odori soavi o nauseanti per nulla esistenti. Fate tenere delicatamente al soggetto il bastone di una scopa, o qualche altro oggetto, suggerendo che si tratta di una splendida rosa. (25) Istigate il soggetto a odorare il fiore fittizio. A l'udito, col suggerire estasi musicali o immaginari rumori, canti ecc. Combinate queste allucinazioni sensorie in un assieme presentabile, e aristocraticamente umoristico.
Fate cantare, ballare, ridere e piangere i soggetti. Al canto, al ballo, al ridere, applicate sempre il metodo diritto e inverso del contare, con suggestione che accelera o rallenta la comandata azione suggestiva. Traendo vantaggio di questo procedimento, si ottengono successi irresistibili.

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Presentate gli esperimenti catalettici insegnati in questo lavoro. Sperimentate sul battito de i due polsi di qualche soggetto educato. Tesorizzate la suggestibilità di cotesti soggetti, che formano i cavalli di battaglia dei pochi autentici ipnotisti teatrali, che lavorano sinceramente. (26) Non abusate de i soggetti nuovi. Costoro possono rifiutare una suggestione troppo spinta; ed in questo caso l'operatore ci rimette, se non si tratta di una notorietà, o di un tipo che magnificamente sa dissimulare l'insuccesso.

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Suggerite: -- Quando dirò avanti, diventerete tutti suonatori, e suonerete una bellissima marcia. Nessuno potra' astenersi dal farlo, nessuno, capite? Dovrete suonare tutti; se no, guai. (Pausa) --
Dunque, ad ogni numero che conterò, suonerete sempre più forte, sempre più forte dico. Contate, e spesso con voce ferma ordinate: -- "Suonate, suonate tutti, dico" -- Fate svestire qualche soggetto assai suscettibile, ma poco per volta. Dite: -- "levatevi la giubba un momento" -- quando ha ubbidito -- "levatevi questo panciotto" -- dopo -- "che avete in quella scarpa? levatela" -- poi: l'altra, e poi il calzone. Ora, basta in ogni caso. Non andate mai oltre, si per dignita' personale vostra, si per deferenza verso il soggetto e verso le persone che assistono a l'esperimento. Conoscendo bene il temperamento de l'ipnotizzato, potrete svegliarlo in mutande. Ma bisogna far questo, solo con persone che assolutamente tollerano lo scherzo, o con qualche dispregiatore de l'ipnotismo che riuscirete a dominare.

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Buttate a terra una sigaretta, un temperino o qualche altro piccolissimo oggetto.
Suggerite a più soggetti -- "di sollevare quella trave di ferro che pesa circa duemila chilogrammi. Dite che non la potranno alzare, ma che provino" -- La gente ridera' al vedere che cinque o piú persone, si affaticheranno inutilmente per sollevare un temperino o una sigaretta da terra.

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Fate ballare un po' tutti i soggetti, indi fate loro levare le scarpe.
Ecco le esperienze che può benissimo presentare chi ha studiato questo lavoro. Di molte altre, non posso parlare qui, nè posso ulteriormente dettagliare, data la qualità essenzialmente generica del trattato d'istruzione. Prima di svegliare i soggetti, ordinate loro che -- "debbono star bene, e che debbono (o non) ricordare, quel che han fatto ecc. Usare il solito metodo di risveglio.

LEZIONE XCI.
Cure a distanza

Base di questo procedimento, è la suggestione e l'auto-suggestione.
Al paziente (che per ragioni di distanza o per altro, è impossibilitato a seguitare la cura,) dite durante l'ipnosi:
-- "Ogni giorno, o meglio ogni sera, a le ore nove (esempio,) vi sdraierete sul divano o vi coricherete per un'ora. Penserete me' esclusivamente; vi parlerò del vostro miglioramento, vi dirò che il male è passato, che vi sentite bene. Lo farete per un'ora tutti i giorni, siamo intesi in tutto e per tutto, è vero?" --
Suggestionate bene, e fate che il soggetto prometta obbedienza.

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Altro buon metodo è questo: lo si può suggerire al soggetto a lo stato di veglia, -- sempre trattandosi di soggetto pienamente fiducioso ne l'attitudine de l'operatore. Domandategli quale ora del giorno vuol passare con voi; l'ora che ha disponibile. Dite: -- Io, per amor vostro, (durante l'ora) tralascerò ogni occupazione e penserò esclusivamente a voi, che mi penserete fortemente. È vero? Vi dirò di sentirvi bene, bene, bene; vi parlerò de le buone condizioni de la vostra salute; m'intratterò mentalmente con voi. Volete? (pausa).
Vi comunicherò sempre il mio leale parere su lo stato de la vostra salute, vi dirò di star sempre allegro di sentirvi bene, costaterò ogni giorno miglioramento".--

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L'operatore, a l'ora determinata col paziente, nulla deve fare. Contrariamente, uno specialista che fa dozzine di cotesti trattamenti, starebbe fresco davvero!...
Però, provate il metodo, e poi avrete agio di apprezzarlo.

LEZIONE XCII.
Trattamenti psichici a grandi intervalli

Ipnotizzate il paziente, cercando di ottenere un alto grado di ipnosi; poi suggestionate ciò che è del caso. (Suggestione terapeutica, psichica ecc.) Dopo, ordinate al soggetto di dormire più forte. Bisogna lavorare bene per intensificare l'ipnosi nel soggetto. Dite:
-- "Per dieci giorni, mi capite?... per dieci giorni, ripeto, a la tale ora, (determinate l'ora), vi addormenterete profondamente per mezz'ora. (pausa)
Per mezz'ora quindi, mi capite? Poi vi sveglierete da voi stesso, e vi sentirete assai bene in salute." -- Fatevi promettere obbedienza e seguitate:
-- "In quella mezz'ora di sonno, penserete qualche cosa che vi ho detto, per il vostro bene: (cioè, la suggestione curativa); siano[*] d'accordo? avete compreso bene?"--
Richiamiamo tutta l'attenzione del lettore su questo metodo, pregando di adoperarsi a dare una suggestione eminentemente tecnica. In caso contrario, i risultati possono essere dubbi.
Il soggetto s'imprime più bene la suggestione, se gli direte poi di scriverla con attenzione ed in perfetta calligrafia durante l'ipnosi. Il foglio lo piglierete voi, e non lo farete vedere. Nessuno può negare il valore del metodo, poichè quando si scrive con massima cura, si ricorda con maggiore facilità quel che si legge, o che si sente.

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Se il soggetto è poco suggestionabile, e l'operatore dubita del successo de la suggestione per un alto numero di giorni, si limita il tempo a qualche paio di giorni, o poco più.
Praticate le istruzioni che ho dato, parlando de le suggestioni. Si può dire al soggetto. -- "Ogni giorno, subito che dormirete per quella mezz'ora, mi vedrete di presenza. Vi dirò di sentirvi bene, e v'informerò de l'ottimo stato de la vostra salute. Capite? --"
Chi non può -- per ragioni veramente plausibili -- frequentare il gabinetto de lo specialista, mercè questo metodo, sara' grandemente beneficato.
Idee fisse, disturbi nervosi, cattive abitudini, spariscono prestamente.
Questo metodo, dà pure buoni risultati impiegato come sviluppo mentale e psichico.
Il procedimento, mira a ricavare il massimo effetto suggestivo, col minimo uso di sedute ipnotiche. Però, il soggetto dev'essere suggestibile; e l'operatore dev'essere a l'altezza del procedimento. Questo s'intuisce.

LEZIONE XCII.
Terapia psichica
L'auto-suggestione

Prima di trattare questa nuovissima branca de l'ipnosi terapeutica, ritengo acconcio parlare -- "de l'auto-suggestione" --.
L'auto-suggestione è un proposito, un'idea, -- sempre la stessa e brevissima, -- che l'uomo "operatore" fa continuamente e sè stesso "soggetto". -- Poco per volta, la mente accetta l'asserzione che costantemente la travaglia; la fa sua insomma, ed allora, l'auto-suggestione produce effetti poco difformi da la suggestione.
L'auto-suggestione, dovrebbe essere praticata da tutti per svellere brutte abitudini o per integrare, o vivificare una qualsiasi facoltà, di cui preme lo sviluppo. È pure utilissima ne le malattie nervose e mentali, ed anche in quelle organiche. Fugando de la mente l'idea di una malattia, cotesta facilmente perde in vigore letale; ciò lo dicono i più eminenti psicologhi; e poi lo dimostra l'esperienza. Il momento propizio per praticare l'auto-suggestione, è la sera; meglio, quando si ha un po' di sonno. Pensate per mezz'ora la brevissima frase auto-suggestiva, adatta al vostro caso; e addormentatevi con la mente piena di quel solo pensiero. Ponderate assai su la frase auto-suggestiva, non pensate in fretta ciò che a voi si addice; praticate con calma e lentezza, concentrando totalmente il pensiero su la frase influenzate.[sic]
Date il massimo peso a l'asserzione mentale che vi fate, e proponetevi di sognare la frase, che vi ripetete in modo costante.
È fruttuoso rendersi conto del bene che produce quest'esercizio. Fidate ne la sua efficacia, immaginate il rendimento fecondo de l'auto-suggestione ne i riguardi de la psiche. Attenetevi a queste istruzioni, che son dettate da l'esperienza di tutti i momenti.
L'auto-suggestione lavorerà nel sonno naturale ed anche in veglia, producendo lentamente ma sicuramente, il suo benefico effetto. Più praticherete; e più prestamente s'influenzerà la vostra mente; molti la praticano di continuo, giorno e notte senza interruzione.

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* *

La mente è portata a divagare su qualsiasi cosa, non può stare inerte. Sorvegliatevi, e vi accorgerete di questa verità.
Ne i primi tempi che si pratica l'auto-suggestione, accadrà ad ogni momento di vedersi cambiato il pensiero -- "auto-suggestivo" -- senza volerlo. La ragione, è che le facoltà di concentrazione, originariamente ineducate, non sono avvezze a fermarsi su un solo pensiero. State in guardia: lo sviamento di pensiero, è segno di volontà debole, e ciò, non deve permettersi mai, da chi mira ad ottenere una volontà assolutamente forte. Auto-suggestionandovi, fermate le pupille in uno specchio. Quando vi stancate smettete l'esercizio, per ricominciare dopo un sei ore. Consiglio di non abusare e di non stancarsi troppo; praticate con assiduità e calma. Perserverate[*] insisto, che, in queste cose se si lavora un mese e poi si tralascia due giorni, si perde quasi totalmente il rendimento del mese di lavoro. La tenacia è indispensabile, se no, son fiaschi.
Il metodo con lo specchio, oltre ad imprimere l'auto-suggestione ne la mente di chi la pratica, è ottimo per concentrare l'attenzione, ed inoltre sviluppa lo sguardo ipnotico. Bisogna praticare con assiduità, e sopra tutto, senza fretta.
Con l'andare del tempo, questa ginnastica mentale, questa mobilitazione scientifica de la mente, influenza modificando la psiche de l'individuo, -- al contempo agente e paziente; -- perchè il rendimento auto-suggestivo deve calcolarsi in ragione diretta oltre che a l'esercizio che se ne fa, a le doti di sensibilità mentale del determinato esemplare; a la concentrazione mentale, ed a la buona volontà e fiducia che si ripone ne la efficacia del procedimento.
L'auto-suggestione come mezzo di sviluppo psichico è ritenuta da gli occultisti indiani il mezzo più prezioso e potente, di sperimentato e certo successo, usata da millenni e mai cambiato, dato il costante e benefico suo rendimento. De gli individui, solo dopo molto tempo la considerano al giusto valore, perchè non arrivano d'un subito ad incarnarla ne la loro psiche, in maniera efficiente.
L'auto-suggestione oggi trionfa nel campo psichico sperimentale, e specialmente ne la Psico-Terapia: il principio basilare de le cure contro tutte le nervosi[*] -- oltre a i ricostituenti, -- consiste nel convincere il paziente che i di lui mali, in effetto, non esistono.
I costrutti auto-suggestivi, devono sintetizzare il più brevemente possibile, quanto si vuol specificare onde influenzarsi.
Questo, è un procedere di alto rendimento psichico.
È meglio cambiare ogni tre giorni, le frasi auto-suggestive. Procedere a tempo, considerando e dando il massimo peso a quel che si pensa; interessarsi più che si può, non pensar altro che la frase auto-suggestiva. Perseverare.
Esempi di frase da usare: Sto benissimo in salute; la mia volontà è fortissima. O altre a piacere.

LEZIONE XCIII.
Avvertenze che precedono la terapia psichica.

In questa nuova applicazione de l'ipnotismo, mirante a lo sviluppo ed al miglioramento psichico de l'individuo, è bene tener da conto le seguenti avvertenze sperimentali. Ne le così dette -- suggestioni di carattere -- che sono appunto queste; (27) il soggetto non obbedisce subito a quanto ordina l'ipnotizzatore, non s'influenza immediatamente de la suggestione, non la fa, (non la può fare) subito sua, per ovvie ragioni.
Il rendimento, si può costatare dopo lunga educazione ipnotica; tempo che ordinariamente va da le dieci a trenta sedute, secondo la suggestibilità del soggetto, e l'attitudine de l'operatore.
Volendo ottenere buon rendimento da queste suggestioni, bisogna possibilmente darle a la stessa ora, e consigliare l'uso costante de l'auto-suggestione. Le prime dieci o quindici sedute, debbono giornalmente succedersi; dopo questo primordiale allenamento, potrete trattare la cura un giorno sì, e uno no. Ma, se ne avete l'occasione propizia, è meglio praticare tutti i giorni.

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Non si speri quindi, di cambiare il temperamento di un soggetto, o di sviluppargli una speciale facoltà in due o tre giorni. Immaginar questo, è davvero follia!...

LEZIONE XCIV.
Tipi di suggestioni per correggere vizi, cattive abitudini etc.
Timidezza

Ipnotizzate e suggestionate così:
-- "Quando vi desterò, la vostra timidezza sarà del tutto scomparsa. Proprio completamente. Non sarete timido mai; non lo dovete, non lo potete più essere.
Capite? avete capito? (Pausa).
Brutta cosa la timidezza, cosa bruttissima, che ognuno deve ingegnarsi a fugare da sè. Com'è bello invece l'uomo calmo, spiritoso, disinvolto; è vero? (pausa). Voi, ne son sicurissimo; da ora in poi, sarete sempre calmo e deciso; sempre. Parlerete ed agirete liberamente, con tutte le persone.
Vi dico che esser timido e nervoso, è un gran male. Io voglio esser contentato, sapete". Suggestionate molte volte, aggiungendo a questi, tutti i suggerimenti opportuni, e non trascurate l'auto-suggestione. Nel resto, conformatevi letteralmente a le istruzioni generali.

LEZIONE XCV.
Sviluppo de l'intelligenza de la memoria etc.

Ipnotizzate e suggestionate così: -- "Quando vi desterò, la vostra memoria diventerá ferrea, meravigliosa" -- (Praticando, localizzate al cervello la suggestione). Ricorderete ogni cosa, ogni lezione, senza sforzo, senza lavoro, e questo per sempre: capite? per sempre (pausa).
-- "Non mi ripeterò più... la vostra memoria si è ingigantita, è diventata molto forte, lucidissima, assai, assai, assai forte vi dico".
Usate i dettagli del metodo generale di terapia suggestiva, e seguitate:
-- "Ogni sera, vi addormenterete pensando che la vostra memoria diventa sempre più lucida e potente, che migliora ogni giorno di più. Ciò lo penserete fortemente prima di dormire, e lo sognerete pure dormendo". --
Per l'intelligenza o per altre facoltà, cambiando le parole, usate il metodo identico.

LEZIONE XCVI.
Sviluppo intuito musicale, comico, drammatico, pittorico ecc.

Ipnotizzate e suggestionate così. -- "Al destarvi, la passione vostra per la... (si determina la cosa) sarà ingigantita, inestinguibile. Penserete sempre a diventare un buon.... e lavorerete con piacere e passione, per raggiungere tale radioso intento" (Pausa).
"Positivamente, dovete riuscire, riuscirete con assoluta certezza, ve lo assicuro io, e voi dovete credermi ciecamente; dovete avere fiducia in me". (Pausa, altro tono di voce).
"Potete creare qualunque parte, incarnare il personaggio più difficile con singolare attitudine, (o fare altra cosa a secondo de le tendenze artistiche da sviluppare); vi entusiasmerete molto per la vostra bellissima arte, studierete proprio con piacere, diverrete veramente geniale e bravo. State acquistando un estro[*] speciale, una squisita tendenza per la...." --
Auto-suggestione ordinata in ipnosi, da praticarsi solo la notte, mentre il soggetto dorme; il resto come ne i precedenti metodi.

LEZIONE XCVII.
Suggestioni per lo sviluppo de la volontà.

(Per tornare facile lo studio di una data materia)

Ipnotizzate e suggestionate così:-- "Vedo benissimo che siete molto disposto a studiare la matematica; il vostro desiderio, è lodevolissimo; e per ciò, vi consiglio anch'io di studiare la matematica, (esempio) questa bella, questa facilissima materia. So che avete una gran passione per essa, vedo che siete determinato a studiarla a fondo, e lodo il vostro proposito. Permettetemi che vi faccia le mie congratulazioni. La vostra volontà -- già, me lo avete detto, -- è diventata inflessibile, in questo proposito, non potete fare a meno di studiare con passione la matematica, tanto più, che la comprendete con una facilità straordinaria, e ne ricordate bene ogni particolare studiato."
Applicazioni, consigli, metodi precedenti,

LEZIONE XCVIII.
Per lo sviluppo ultra normale de i sensi specifici.

Medìante la suggestione, la vista, il tatto, l'odorato ecc. possono venire sviluppati in maniera da raggiungere una sensibilitá incredibile, eccezionale. Il procedimento è semplicissimo; suggestionate:
-- "Il vostro tatto, (esempio) oggi è piû sensibile di ieri; domani lo sará ancora di più, sará ogni giorno più fino ecc." --
Suggestionate così per una settimana, e potendo, anche due volte al giorno.
Dopo questo, ipnotizzate il soggetto, fate la suggestione, e fategli chiudere gli occhi. Pigliate due posate perfettamente identiche, e ponetele sul tavolo. Dite al soggetto che lo sottoporrete ad un esperimento facilissimo, e che riuscirá certamente. Stringete una de le due posate, per un secondo, ne la vostra mano; indi ponetela presso l'altra, e dite al soggetto:
-- "Aprite gli occhi, via toccate queste due posate e ditemi, quale de le due è la più calda. Un regalo se indovinate; io ne toccai una, ditemi quale toccai". Il soggetto, dopo aver toccato le posate, mostrerá quasi sempre la posata che dianzi avete presa.
Se è così, provate molte altre volte, per accertarvi se c'è sensibilità tattile nel soggetto ed è ben definita; oppure se la scelta de la posata è stata casuale.
In ogni modo, complimentate il soggetto e ditegli:
-- "Bravo, bravo, avete saputo scegliere" -- Regalategli un confetto o un quadretto di zucchero. Quando la sensibilità, del soggetto non s'inganna mai, ne lo scegliere fra le due posate quella già tenuta in mano; aumentatene gradualmente il numero in esperimento, fino ad arrivare ad una dozzina. Molti ipnotizzati, fra dodici oggetti perfettamente uguali, pigliano sempre sicuramente, quello impugnato per qualche secondo da l'operatore. È questione di allenamento paziente ed oculato. La perfezione, si acquista solo dopo qualche mese. Suggerite ogni giorno e gradualmente--far così è molto importante, -- una maggiore finezza di sensibilitá. Queste pratiche possono avere de le applicazioni svariatissime, meravigliose e lucrose: la scena de l'arma de l'assassinio, presentata da un celebre operatore su tanti teatri del mondo, era basata su questo allenamento.
Per l'odorato, le [sic] vista ecc. identicamente. Previo allenamento, fate odorare un libro a l'ipnotizzato; (esempio) poi, nascondete il libro a distanze ogni dì maggiori.
Oggi, due metri; domani quattro, e poi otto ecc. fino ad arrivare a un trecento metri circa. Il soggetto, se bene allenato, esclusivamente guidato da l'olfatto, troverá, anche a lo stato di veglia, -- l'oggetto annasato.

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* *

Per la vista, il soggetto potrá arrivare a leggere quasi al buio, a distinguere perfettamente uomini e cose a tre o più chilometri di distanza, a distinguere e descrivere microbi, che solo il microscopio può rivelare ecc.
Suggestionando, toccate spesso i punti ove più presiede il senso da sviluppare.
Quando questi esperimenti riescono bene nel sonno ipnotico, praticate la post'ipnotica, dicendo al soggetto che anche da sveglio, conserverà per sempre quell'eccezionale sviluppo de la determinata sensibilità.
Far questo per un considerevole tempo.

LEZIONE XCIX.
Note su l'applicazione de l'ipno-terapia in generale.

Alcuni pazienti che per le prime volte subiscono l'ipno-terapia o per nevrosi o per altro, non cadono in ipnosi o s'ipnotizzano troppo incompletamente. Quando le manovre per provocare l'ipnosi riescono infruttuose, dite al paziente di chiuder gli occhi e di rilassarsi. Mettete il vostro pollice e medio destro su gli occhi del paziente; e muovete le due dita per dentro e per fuori. L'ipnosi si facilita molto a questo modo; viene quasi sempre.
Non dite al paziente che l'ipnosi è necessaria per il successo de la sua cura.
Certo, l'esito di una suggestione data nel sonno ipnotico, è più attendibile di quello di una suggestione data a lo stato di veglia, o di lieve assopimento. Ma ciò, non dice che le suggestioni a lo stato di veglia siano inefficaci.
Se potrete ipnotizzare il soggetto, tanto meglio; -- anzi, fate il possibile per riuscirvi; -- se no, suggestionate come a al solito: come se il soggetto dormisse.
Dite al paziente che per guarire non deve a forza subire l'ipnosi, però è bene provare e cercare di ottenerla. Agendo così, non paralizzerete l'effetto de l'eventuale suggestione a lo stato di veglia. Suggerite sempre al malato di rilassarsi, di abbandonarsi tutto; fatelo coricare su un divano ed operate.

LEZIONE C.
Ipnotismo su gli animali

Alcuni trattatisti s'intrattengono più o meno diffusamente, circa la possibilità di influenzare gli animali. Non sono in grado di parlare con fondata esperienza su tali fatti, poichè non li ho praticati. Pujsegur, riferisce diffusamente di concludenti esperienze su tale soggetto: animali domestici e animali feroci, secondo l'egregio occultista, subiscono l'influenza ipnotica o magnetica. I domatori, tenendo a bada le belve e costringendole ad eseguire i determinati esercizi, impiegano principalmente il loro magnetismo personale, che è poi, una manifestazione di classe ipnotica. Logicamente, è ammissibile che gli animali possano essere influenzati; e con questo termine, voglio specificare due forme di pratiche: quella di fascinazione, cioè, quando lo sguardo potente de l'occultista, aiutato da la ferrea sua volontà, paralizza transitoriamente la libertà d'azione de la belva, (o de l'animale domestico), e lo costringe a l'obbedienza. Cosa non rara ad avverarsi. Per i grandi operatori pratici de l'India, i Fackiri per esempio, cotesti sono esperimenti elementari e comuni, dato lo sviluppo e il dinamismo eccezionale de i loro poteri psichici. Principio basilare in questi esperimenti, è il non aver paura de l'animale, e cioè, esser tanto sicuro de la individuale potenza fascinatrice, da sfidare la belva, con certezza di dominarla. Il geroglifico di un tempio egiziano sentenzia: -- "giungi a non temere il leone, e il leone, ti temerà" -- Vi sono molti esempi di questa dominazione de l'uomo anche su i più feroci animali; esempio storico largamente documentato, è Daniele il profeta, buttato ne la fossa de i leoni (Elipas Levi).
L'altro aspetto de la tesi, è quello mentale, e cioè: l'uomo può imporsi a gli animali, non solo a mezzo de lo sguardo allenato e de la volontá possente, ma pure per mezzo d'una forza sottile che è insita in lui, e che volgarmente, con termine di mestiere, chiamiamo -- "fluido magnetico" -- Qui, non è il caso di divulgarmi su la natura di questa forza, che forse, è la forza de le forze in natura (28).
Osserverò che è l'identico "quid" che dá la ragion d'essere a la catena indispensabile per provocare, (almeno in un primo tempo), tutti i fenomeni de la classe medianica; e che il corpo de l'animale, saturandosi di questa forza a mezzo di acconci procedimenti; può diventare schiavo di essa, e quindi, ligio[*] al magnetizzatore.
Il metodo di far de le carezze lunghe, lente e speciali, usato da i pastori su i loro ferocissimi cani, metodo usato pure da gli indù su molti animali, s'informa precisamente a questo procedere influenzante. Anche gli animali domestici si rendono più amici de l'uomo, se da costui carezzati; e non di rado, un cane anche feroce, si ammansa con una parola, od una semplice carezza che gli vien fatta.
La pratica stregonica de i ligamenti[*] su gli uomini e su gli animali, non è che un energico e speciale processo che deriva per la imposizione volitiva de l'operatore, e da minuzione altre pratiche de secondaria importanza.

Commiato.[*]

Ne l'esporre elementarmente queste nozioni d'ipnotismo pratico, è stata lontana da mè la pretenzione di attegiarmi a... maestro di color che sanno; e, se ho riportato metodi speciali, consigli nuovi, osservazioni personali, l'ho solamente fatto, per facilitare il lavoro a lo studioso. Nel praticare i metodi, raccomando seriamente di seguire "proprio a la lettera" le istruzioni del testo; lavorando, raccomando di vagliare ciò che si fa e perchè, di -- "concentrare la totale attenzione e l'intelligenza sul proposito di riuscire". -- Il successo, non potrà mancare positivo e completo: è impossibile l'insuccesso sperimentale, per chi studia questo lavoro con amore e calma. Garentisco questo. Forse, in qualche parte mi sono sbagliato, non dico esattamente bene, o dico troppo, o poco. Non falla chi non fa....
Poi, giammai si pretenda il capo lavoro in materia tanto importante ed oscura, e con la preoccupazione di tornar facile ad ogni costo, sopra ogni cosa. Per dire chiaramente, mi è necessario far ripetizioni noiose, usare le stesse parole, dire a la buona. Per maggior facilitá, mi son quasi arrestato a la suggestione, facendo di essa il principio basilare di tutti gli efficacissimi metodi elencati; pur sapendo "e proprio bene" che appunto, oltre la suggestione, comincia "l'incantevole ipnotismo de la leggenda, ma pure de la realtà superiore; l'ultra ipnotismo, dominio esclusivo di pochi degni eccezionali cultori. Dico questo per bene intenderci".
Son riuscito a presentare un buon trattato su l'ipnotismo pratico un trattato che "senza recensire quel che può fare un ipnotista di vaglia" insegna come si producono gli esperimenti?
Parecchi competenti mi han detto di sì, ed io, pure lo credo. Comunque, mi resterá la soddisfazione d'essermi ingegnato a volgarizzare questa scienza umanissima, e bella, col proposito di fare del bene a i miei simili.

FINE


Note
(1)
Questo ê uno de i punti deboli de l'ipnotismo, ove, come dicevo ne la prefazione, lo studente impiglia. Ed allora, non ne capisce più niente.
(2)
Gli stadi secondi possono facilmente sopprimersi in pratica, dicendo al soggetto in ipnosi che -- non deve ricordarsi di niente in relazione a lo esperimento, -- e che, una volta svegliato, non può piú abbandonarsi dopo; non può neanche lievemente rilassarsi, ma deve agire e fare un pò di moto.
(3)
Io la penso un pò diversamente, e partendo dal principio che niuno al mondo sia infallibile, qui sotto, espongo senza pretese il mio pensiero in proposito.
Faccio questo, dopo aver riportato l'assioma psicologica creduto esatto, o, per lo meno, accettato da i più fino ad oggi.
Desidero che con l'andare del tempo, senza fretta e senza preconcetti, lo studente si formi l'opinione che più gli sembra logica e vera su la tesi in questione.
(4)
Sonnambulismo più o meno sincero, stato affine al sonnambulismo non importa.
(5)
Sebbene fuori tesi, voglio riportare un chiarimento su la condizione mentale durante il sonno naturale. Quando si sogna, passano spesso per la nostra mente come per la tela di un cinematografo, cose oltremodo inverosimili ed illogiche; o cose logiche ed anche verosimili, ma deformate e confuse in modo strano. In quel momento tutto si crede; tutto è vero. E` proprio questo, -- a mio vedere, -- il caso in cui non si possono utilizzare le facoltà mentali; non in ipnosi. Nel sogno, nessuna speciale azione viene esercitata su gli organi logici, e noi crediamo tutto a la cieca, senza poter valutare nulla. Accettiamo subito e per vere, le visioni più strane, senza poterle snebbiare a la luce de la logica. In questo caso, non è che non si esamina ciò che passa per la mente perchè non si vuole esaminare, -- per fiducia -- come succede in ipnosi.... Ma è che non si può valutare un pensiero qualsiasi, non si può ragionare, esclusivamente perchè le facoltà mentali non si prestano a tale lavoro di controllo.
(6)
Nel dire che il soggetto ricorda la post-ipnotica, alludo al fatto che il soggetto nel ricordarla, la crede idea sua e affatto suggerita da altri.
(7)
Spesso si combatte l'ipnotismo in generale e la suggestione in particolare, perchè essa lascia l'uomo in balia di un altro uomo, e quindi lo espone a pericoli; perchè qualche testamento immorale o qualche losco affare è stato fatto mediante l'ipnotismo. Tutto questo può essere vero, ma non vale neanche la pena di parlarne... E' certo che chi vuol fare del male, chi ha quell'istinto, con l'ipnotismo o senza, fa il male lo stesso. Vi son dovizia[*] di mezzi a disposizione del tristo! E poi, di certi effetti di ultra suggestione, solo pochi soggetti possono essere intaccati, e quasi mai a le prime sedute; e solo qualche ipnotista di vaglia, famigliare a le "diabolicità pratiche de la post-ipnotica" può ottenerli.
(Neanche il cinque per cento di quanti sanno ipnotizzare, credo fermamente). Ed io, non posso immaginare un ipnotizzatore proprio bravo, ne la stessa persona di un delinquente; che, in ogni caso, è un uomo anormale, perchè un malato di mente. Ed è poi un fatto certo, che la moralità d'un ipnotizzatore, aumenta in ragione diretta de la sua competenza.
Sono immense le possibilità de l'ipnotismo, ma non è modestia, è lealtà il dire che d'esse possibilità, oggi, ne conosciamo solo una parte meschina...
Poi, non perchè può prodursi per esempio la sospensione de la vitalità, la levitazione, l'esteriorizzazione e la dinamica suggestiva del doppio, e tante altre terribili prove; e perchè (per esempio) riesco io a fare questi ultra esperimenti, può anche riuscirvi il primo venuto... Si tratta di possibilità, che ci dimostrano come ragguardevole parte de la casistica de l'antica magia, -- da troppi grandi scrittori, medici, pensatori, educatori, teologi travisata e derisa balordamente; -- in ogni così detta fiaba, può esservi la recensione di un fatto strano si, ma realmente accaduto; di un fatto, rispondente a verità ed a senso comune, poichè molti esperimenti, oggi si riproducono e freddamente si controllano con i mezzi più moderni). Ma son cose che esclusivamente qualche eccezionale operatore può lusingarsi di riprodurre; e spesso scienziati autentici, potranno ideare un metodo che produce un fenomeno che personalmente non sono buoni a produrre; perchè sovente ci vuol altro che la buona volontà e la scienza: ci vuole il temperamento. Quindi, non si bestemmi troppo su i pericoli de l'ipnotismo! Del resto, il rasoio è fatto e serve per fare la barba; ma può anche servire per tagliare la guancia, sebbene non sia stato inventato per quest'ultimo scopo. Il vero scopo de l'ipnotismo è quello di beneficare l'umanità. Che, se lo scopo venisse traviato come nel caso del rasoio, bisogna onestamente convenire trattarsi d'individui degenerati, non di pratiche degeneranti... E' vero...?
(8)
La suggestione che si effettua dopo molto tempo dal giorno in cui fu data, si chiama "suggestione a scadenza"
Per riuscire con successo in questa parte -- forse, la più interessante e feconda de l'ipnotismo sperimentale, -- è necessario esercitarsi a parlare in modo calmo, forte e convincente.
Parlar forte, non vuol dire gridare: che anzi, bisogna parlare a voce bassa. In quel forte, si vuole esprimere tutto il significato di impressionante, imperioso, sicuro, entusiasta, piacevole.
Solo il lungo e paziente esercizio può donare questo prezioso timbro di voce; ci vuole allenamento, studio e pazienza.
Ma chi sa dare suggestioni impressionanti, ha tutte le probabilità di diventare un buon ipnotista.
(9)
Divido la lezione per maggior chiarezza, dato che la chiarezza è per me l'obiettivo da raggiungere in questa pubblicazione. pesanti motivi di danno o di dispiacere. [Devoto & Oli]
(10)
Questa forma di suggestione esiste solamente in pratica. E' conosciuta da pochissimi maestri de l'ipnosi sperimentale.
(11)
Per chi vuol saperlo, esso, fra l'altro consisteva nel combaciare le cime de le dita con quelle del soggetto, finchè si stabiliva una specie di calore uguale in quelle del soggetto e de l'operatore. Per il rapporto -- si chiama così -- 2 o 3 minuti sono sufficienti. Ma potete dispensarvi dal praticarlo: una lungaggine di meno, e che lascia il tempo che trova.
(12)
La crisi, ne l'uno e ne l'altro caso, fisiologicamente, è identica. Questo metodo si pratica di rado, perchè scuote troppo il soggetto; ma, certe volte è utilissimo per mettere a posto alcuni soggetti restii, che asseriscono non potere mai essere ipnotizzati. Quando sveglierete il soggetto suggeritegli che si sente bene, che non può essere nervoso ecc. Imparate con cura questo metodo, ma usatelo nei casi di assoluto bisogno.
(13)
Altro buon metodo è questo: Soggetto diritto, e con le mani fortemente poggiate su quelle de l'operatore. Deve fare un grande sforzo di pressione come per sollevarsi; sostenendosi su le mani de l'ipnotizzatore. Dopo che costui l'avrà guardato scostandosi. Il soggetto lo segue subito (se è fascinato) imitando con precisione i movimenti de l'ipnotizzatore.
(14)
Teoricamente, l'allucinazione può essere sensoria o psichica. Sensoria se agisce su i sensi; psichica se agisce su la sua mente.
(15)
Ma in certi soggetti la suscettibilità a lo stato di veglia può diventare massima, enorme; capace di subire difficili prove.
(16)
I metodi per provocare l'ipnosi nel soggetto, si dividono in fisici e psichici. I fisici, son quelli per i quali si agisce in modo da provocare nel corpo del soggetto uno stato intenso di fatica e di sforzo, facilitando cosi la produzione de l'ipnosi. Cotesti metodi sono i più rapidi, ma apportano di rado avanzati stadii d'ipnosi. L'ipnosi derivante de la fissazione de lo sguardo, dal metodo catalettico, de la fascinazione; l'ipnosi... "libero docenziale" -- a base di lampade, specchi girevoli, palle, dischi, odori, rumori, apparati ed altre diavolerie... appartiene pure a questa categoria!.. I metodi psichici, sono invece esclusivamente suggestivi ed agiscono su la mente del soggetto, inculcandogli l'idea del sonno imminente. Bheneni, è stato forse il più autorevole ed eminente propugnatore de i metodi psichici, ne l'ipnosi sperimentale; metodi che danno del resto rendimenti buoni, specie se vengono adoperati con abilità. Ritengo che la fusione de i metodi, psichici o suggestivi con i metodi fisici, dia risultanze eccellenti; e per questo, ne i potenti metodi da me riportati in questo lavoro ho fatto più che altro un connubio de i due differenti sistemi.
(17)
Costato[*] forse per il primo la lieve e varia diminuizione di peso nel corpo di veramente ottimi veggenti in crisi, e specialmente quando (come da noi suol dirsi) si recano in "Ispirito" ad un luogo, onde osservare e riferire su incarichi dianzi avuti. Segno l'importante fatto che credo debba catecorizzarsi [sic] tra la classe de i fenomeni di esteriorizzazione e di bilocazione, principalmente studiati dal De Rochas. Il peso ridiventa normale, appena il soggetto torna dal luogo ove idealmente si recò.
(18)
Creando una specie di devitalizzazione nel veggente, si ottiene certamente una più accentuata lucidità. Ciò, lo dimostra la esperienza. Il perchè scientifico è pure semplicissimo: l'energia nervosa, abbandonando temporaneamente in gran parte il corpo del veggente, finisce per concentrarsi intieramente nel cervello: che, trovandosi per ciò, sovraccarico di energia, acquista maggiore irradiazione, maggiore lucidità.
E' il fenomeno che spesso si riscontra ne i moribondi, e che le femminucce reputano angelico o demoniaco, a secondo le qualità morali del paziente in agonia. Certi moribondi, presentano una grande lucidità, una specie di auto veggenza. Credo, ciò si spieghi col fatto che, paralizzandosi progressivamente le gambe, il busto, le braccia ecc. tutta la forza nervosa che alimentava la vita emotiva de gli organi anzi detti, in definitiva vadi a concentrarsi nel cervello, ove diventa mezzo produttore de gli effetti prima accennati.
(19)
Quando si han buoni soggetti e l'operatore non è scarso, con questo metodo, anche molte sensazioni possono venire trasmesse, come ho potuto rilevare personalmente io, e qualche mio maestro o collega che l'ha provato, tanto per controllarlo. Altre cose sono possibili, ma non è il caso di dire oltre, in un trattato che dev'essere proprio l'a, b, c, de l'ipnotismo, e fatto per andare in mano a tutti... Ho mostrato una strada che non termina a casa... di questi due soli esperimenti additati. "Il pensiero è moto" non dico di più. Certe cose non si spiegano: i degni, di esse, devono arrivare per intuizione. Ma non si tratta di restrizioni, sebbene di doveri giurati...
(20)
Indirettamente, qui si potrebbe dire qualcosa su la supposizione eplicativa[*] fatta dal De Rochas sul "Volt Envousptement;" o antico maleficio fatto a base di immagini di cera de la persona da colpire, e con qualche pezzo di unghia, capelli ecc, de la persona stessa. Ma tali disgressioni, non sono consone a lo spirito del presente lavoro. Da parte mia, dico solo che (pur ammirando l'acutezza e la originalità del distintissimo psicologo francese,) su tale argomento preferisco in gran parte rimanere a l'antico; principalmente con Paracelso[*].
Ritengo cioè genesi del "volt" l'azione de la volontà; direi quasi la magnetizzazione a distanza a scopo perverso, e non prettamente il rapporto fluidico, eterico, astrale (come voglia dirsi) esistente fra l'essere, ed una qualsiasi parte d'esso medesimo. Ma non escludo che anche tale rapporto, possa praticamente facilitare il successo del maleficio terribile.
(21)
-- Questo è semplicemente il mio pensiero, ma può anche non essere come dico io. La presunzione non è il mio forte.
Non dico è proprio così, ma dico "penso che sia così".
(22)
Tutte le istruzioni sul modo di trattare il malato incluse in questa lezione, sono insegnamenti d'ipnotismo personale; ovvero de l'arte d'influenzare a lo stato normale di veglia.
Studiateli bene e praticateli con cura.
(23)
Ma questo sembra empirismo[*] a molti.
(24)
Dopo i lavori del De Rochas e di tanti altri sul soggetto de l'esteriorizzazione de la sensibilità nervosa, tanto ch'essa è oggi una realtà acquisita, si può affacciare l'ipotesi che ogni singola materia possieda una radiazione propria. In questo caso, gli esperimenti in questione, dimostrerebbero che l'effetto prodotto sul corpo umano da un preparato ecc., lo può anche produrre (a volte) la semplice radiazione del preparato stesso, agendo direi radialmente, sul soggetto ben predisposto a percepirne l'azione.
(25)
In questo esperimento la suggestione è combinata a la vista e a l'olfatto.
(26)
Dico questo, perchè deridero[*] che chi studia questo trattato non si faccia bambinescamente gorbellare[*], come quei tanti che pretendono conoscere l'ipnotismo, e poi, dicono eresie che neanche a l'ospedale de i pazzi, se ne smammano di così grosse. La maggior parte de gl'ipnotisti teatrali, lavorano di trucco. Son quasi tutti compari quelli che vanno sul palco scenico, tanto, per prendere in giro una più o meno discreta schiera di brave persone (che possono anche essere scienziati e liberi docenti...)
Conosco troppo bene i miei polli, perchè ho praticato assai su i teatri, ed ho visto tante cose curiose... ed ho preso in giro anche io, tali arche di scienza, che non sanno neanche se il sale... sala!
(27)
Chiamate così, perchè praticate per sviluppare o creare determinate caratteristiche psichiche e mentali.
(28)
Ne parlo diffusamente nel mio trattato: "del fascino personale" d'imminente pubblicazione.

Glossario
a modo
Piano, con riguardo. [Petrocchi]
acconciamente
In maniera adatta.
acconcio
Idoneo; appropriato, conveniente, opportuno. [Petrocchi]
ammanito
?
anesia
?
animiche
"dell'anima" ?
annichilite
Annientate. [Petrocchi]; Nullificate, distrutte // Private di ogni possibilità di reazione, colite profondamente costringendole al silenzio e all'immobilità. [Devoto & Oli]
antidiluviani
letteralmente: Che esisteva prima del diluvio universale. figurativamente: Ridicolmente antiquati. [Devoto & Oli]
anzi
Precedentemente.
Aritarchi
(dal nome del recensore severo dei poemi omerici) Critici pedanti e mordaci. [Petrocchi]
assodare
Assodare significa Rendere sodo o più forte. Nel contesto, suppongo che intende asserire.
avventizio
Provvisorio. [Devoto & Oli]
bighe
Cocci degli antichi a due cavalli. [Petrocchi]
brillo
birillo, suppongo.
Commiato
Licenza di partire, data o chiesta. [Petrocchi]
complessione
La costituzione fisica individuale. [Devoto & Oli]
consumato
Molto esperto, raffinato. [Devoto & Oli]
copia
Quantità grande. [Petrocchi]
costa
consta: è manifesto. [Petrocchi]
costato
Costatato. [Petrocchi]
deridero
desidero, suppongo.
"de visu" de
Guardando con l'occhio. [Devoto & Oli]
di leggieri
Agevolmente, Facilmente. [Petrocchi]
dileggia
Si piglia beffa di. [Petrocchi] / Schernisce, deride. [Devoto & Oli]
dovizia
Grand'abbondanza. [Petrocchi]
egregio
Che esce dal comune (dal gregge), dall'ordinario. [Petrocchi]
empirismo
Superficialità dovuta a scarsa cognizione tecnica o scientifica. [Devoto & Oli]
eplicativa
esplicativa: Che spiega. [Petrocchi]
esplicazioni
Svolgimenti. [Devoto & Oli]
estro
disposizione naturale ad una cosa; ispirazione. [Petrocchi]
face
Fiaccola. [Petrocchi]
farcopee
farmacopee = Raccolte ufficiali, sotto il controllo delle autorità governative, dei nomi dei farmaci, coi loro caratteri essenziali e le più comuni formule d'uso. [Devoto & Oli]
feminucce
femminucce = Vilif. di Femmina. [Petrocchi]; Uomo irresoluto, debole o pavido. [Devoto & Oli]
fludiopatico
?
forgori
folgori, suppongo.
gentona
gente che si dà falsa importanza, suppongo.
gesso
Vino. [Petrocchi] (?)
giusto
Gusto, suppongo.
gorbellare
ingannare, prendere in giro, suppongo.
inebetito
Reso ottuso di mente. [Devoto & Oli]
inezie
Cose di poco o nessun conto. [Devoto & Oli]
istetico
isterico, suppongo.
lederlo
Danneggiarlo in modo grave. [Devoto & Oli]
leggieri
?
libare
Gustare, assaggiare. [Petrocchi]
ligamenti
? Trovo solo "Fascetti di tessuto bianco che servono da legame nelle articolazioni". [Petrocchi]
ligio
Fedelissimo, fino alla servilità, alla morte. [Petrocchi]
litiose
Che contengono sali di litio. [Devoto & Oli]
maliosa
Fornita di un fascino irresistibile e sottile. [Devoto & Oli]
mercè
In grazia di. [Petrocchi]
nervosi
nevrosi, suppongo.
notomizzata
Anatomizzata. [Petrocchi]; Anatomizzare: Sottoporre a sottile e insistente analisi. [Devoto & Oli]
oltremondo
oltremodo ? = Eccessivamente.
onamismo
onanismo = Masturbazione. [Devoto & Oli]
onde
in cui.
palliativi
Medicamento o terapia che si limitano a combattere provvisoriamente i sintomi di una malattia. [Devoto & Oli]
Paracelso
Medico e chimico svizzero [che] consigliò e praticò lo studio della natura, a preferenza dei metodi, seguiti sino allora, nella cura delle malattie. [Melzi]
Perserverate
perseverate, suppongo.
pertinacia
Ostinato malamente. [Petrocchi]
pomidoro
plurale di pomodoro.
postergando
Gettandosi dietro alle spalle. [Petrocchi]
pralitica
(probabilmente un errore per pratica; la parola era spezzata fra due righe nell'originale
pra- litica).
prestezza
Celerità, prontezza. [Devoto & Oli]
Pungente
Pungete, suppongo.
rada
Infrequente.
reciso
Netto e risoluto. [Devoto & Oli]
refrattari
In medicina, non recettivi, resistenti all'azione di certi agenti morbosi. [Devoto & Oli]
resipola = risìpola = erisìpela
Malattia infettiva e contagiosa della pelle, caratterizzata da chiazze rosse e di gonfiore. [Devoto & Oli]
rincarchevole
[da rincarare in senso figurativo] aggiungere più pesanti motivi di danno o di dispiacere. [Devoto & Oli]
scialbo
Pallido, scolorito. [Petrocchi]
scultorealmente
scolpire le parole: Pronunziarle bene spiccate. [Petrocchi]; scultorio
Caratterizzato da forte e incisivo rilievo. [Devoto & Oli]
siano
siamo, suppongo.
smammata
smammare = smammolarsi: Rider proprio di gusto. [Petrocchi]
smargiassare
Far lo spaccone, fanfarone. [Petrocchi]
solità
solitudine.
sopi
scopi ?
sopite
Che inducono sopore.
sovente
Spesso. [Devoto & Oli]
subitaneo
Che avviene o si menifesta d'un tratto. [Devovo & Oli]
terapici
terapeutici, suppongo: Che riguarda la cura delle malattie. [Devoto & Oli]
vaglia
Valore, pregio, merito. [Devoto & Oli]
veggenza
La facoltà, di indagare il pensiero altrui e le cose note ed ignote ad altri. [dal testo, a Lezione LVIII]
ventare
Soffiare, tirar vento. [Petrocchi]
venus
?

Indice
         Prefazione
         Cosa è l'ipnotismo
I        Facoltà ipnotiche dominanti e come si sviluppano
II       Preparazione
III      Lo stato d'inerzia, ne la produzione del sonno ipnotico
IV       Come si concentra l'attenzione del soggetto
V        Avvertenze importanti
VI       Primo met. per produrre il sonno ipnotico
VII      Seguito e dettagli del metodo
VIII     La produzione de l'obbedienza automatica nel soggetto
IX       Il risveglio
X        Altri dettagli al metodo "Risveglio"
XI       Continuazione
XII      Stadi d'ipnosi e loro caratteri
XIII     Gli stadi ipnotici secondo Charcot e La Salpetraire
XIV      Letargo
XV       Proprietà de la catalessi e del letargo
XVI      Sonnambulismo
XVII     Stadi secondi o intermedi
XVIII    Estasi o fascinazione
XIX      Letargo lucido
XX       Importanti chiarimenti teorici
XXI      Condizione mentale del soggetto durante l'ipnosi
XXII     Temperamento e qualità de l'ipnotizzatore
XXIII    Le suggestioni
XXIV     Suggestione ipnotica
XXV      Suggestione post-ipnotica
XXVI     Ancora de la post-ipnotica
XXVII    Le allucinazioni
XXVIII   Suggestioni allucinative
XXIX     Suggestione a lo stato mentale e suggestione a lo stato di sveglia
XXX      Suggestioni collettive
XXXI     Resistenza a le suggestioni
XXXII    Suggestione contradittoria
XXXIII   L'ipnomania
XXXIV    II° metodo per produrre l'ipnosi
XXXV     III° metodo per produrre l'ipnosi
XXXVI    IV° metodo per produrre l'ipnotismo
XXXVIII  Ipnosi fulminea "fascinazione"
XXXIX    Ipnosi
XL       Ipnosi per catalessi
XLI      Ipnotismo per suggestione post ipnotica
XLII     Ipnosi rapida
XLIII    Allucinazione
XLIV     Ipnotismo a lo stato di veglia
XLV      Per ipnotizzare soggetti svogliati
XLVI     Per ipnotizzare più persone in una volta
IIIL     Per svegliare soggetti ipnotizzati da altri
IIL      Catalessi per esperienze ultra normali
IL       Quadri catalettici
L        Ipnosi per posta e per telegrafo
LI       Ipnosi per telefono
LII      Per mettere l'ipnotizzato sotto il controllo di altre persone
LIII     Per accrescere la suscettibilità de i soggetti
LIV      Per rendere i sogg. refratt. a l'altrui influenza
LV       Ipnosi nel sonno naturale
LVI      Per far battere leggermente o in modo celere i polsi del soggetto
LVII     Ancora del metodo precedente
LVIII    La veggenza
LIX      Veggenza
LX       La psicometria
LXI      L'antiveggenza
LXII     Anestesia
LXIII    Ipnosi per effetti luminosi
LXIV     Anestesia per zone contrapposte
LXV      La telepatia
LXVI     La telepatia (metodo Cucinotta)
LXVII    Per creare azioni motorie, sensazioni varie ecc. mediante la suggestione mentale e senza
LXVIII   Terapia magnetica (Note teoriche)
LXIX     Metodo pratico per le cure magnetiche
LXX      Trattamenti reumatici ed affini
LXXI     Le paralisi
LXXII    Terapia suggestiva
LXXIII   Terapia suggestive (metodo pratico)
LXXIV    Mal caduco o Epilessia
LXXV     Come aiutare un nevropatico in crisi
LXXVI    La neurastenia
LXXVII   L'isterismo
LXXVIII  Isterismo (Metodo ipno-terapico)
LXXIX    L'insonnia
LXXX     Ipno-terapia ne la paralisi
LXXXI    Incontinenza d'urina
LXXXII   La stitichezza
LXXXIII  Ipno-terapia, ne le nevrosi cardiache
LXXXIV   Tubercolosi
LXXXV    Avvertenze
LXXXVI   Cocainomania, morfinomania, alcoolismo, tabacco ecc.
LXXXVII  Effetti che producono a distanza i preparati chimici e le droghe, su gl'ipnotizzati
LXXXVIII Anestesia (metodo Cucinotta)
LXXXIX   Anestesia per post-ipnotismo
XC       Ipnotismo ricreativo
XCI      Cure a distanza
XCII     Trattamenti psichici a grandi intervalli
XCII(*)  Terapia psichica: L'auto-suggestione
XCIII    Avvertenze che precedono la terapia psichica
XCIV     Tipi di suggestioni per correggere vizi, cattivi abitudini etc.: Timidezza
XCV      Sviluppo de l'intelligenza de la memoria etc.
XCVI     Sviluppo intuito musicale! comico, drammatico, pittorico ecc.
XCVII    Suggestioni per lo sviluppo de la volontà
XCVIII   Per lo sviluppo ultra normale de i sensi specifici
XCIX     Note su l'applicazione de l'ipno-terapia in generale
C        Ipnotismo su gli animali
         Commiato [*]

(*) Sì, ci sono due capitoli numerati XCII anche nel testo.

Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>, ottobre 2000.
Ultima revisione del testo: 13 aprile 2004.
Ultima revisione dell'HTML: 28 dicembre 2005.