Le Carte di Francesco Minuta

Regolamento pel Catalogo degli Stampati

Manoscritto in penna nera su carta rigata.


Regolamento pel Catalogo degli Stampati
nella Biblioteca di consultazione. (Maggio 1899).

I. Schede; II Segnature; III Parole d'ordine; IV Titolo dell'edizione; V Note tipografiche e varie; VI Regole speciali.

I
Schede

1) Si distinguono in: a) principali; b) di richiamo; c) collettive.
Le schede a) danno di per sè il titolo del libro cercato;
Le schede b) aiutano a trovarlo sulla relativa scheda principale;
Le schede c), indipendenti, facilitano tale ricerca, specialmente quando trattasi di opere pubblicate da accademie, società, ec.
2) Vi sono altresi le schede complessive a) indipendenti, b) di richiamo.
a) Nelle complessive indipendenti, ordinariamente si riuniscono le opere edite da un ente morale.
b) Nelle complessive di richiamo si riuniscono tutti i richiami che si riferiscono a una data parola d'ordine.
3) Quanto alle schede di richiamo se ne farà una complessiva per ogni parola d'ordine. In questa scheda, al luogo della segnatura si scriverà richiamo; quindi la parola d'ordine secondo la regola comune; per ogni riga si porrà un richiamo. Di tali schede si terranno le prime copie in una scatola speciale: ed ogni volta che facendosi nuove schede occorrerà fare un richiamo, lo schedatore verificherà nell'anzidetta scatola se già esiste per quella parola d'ordine una scheda di richiamo: in tal caso aggiungerà con una nuova riga il richiamo nuovo. Altrimenti farà una nuova scheda. La scheda, o con nuovi richiami, o del tutto nuovo, non si riporrà dallo schedatore nell'anzidetta scatola (ove debbono stare solo le schede già intermente ricopiate a catalogo), sebbene in un'altra scatola destinata precariamente per le schede da ricopiarsi a catalogo. Quando il copiatore avrà fatto ciò, allora egli noterà sulla scheda originale, con una crocetta, l'eseguita copiatura del nuovo richiamo: e solo allora riporrà la scheda originale al suo posto nello schedario delle copie.
4) Quando per una ragione qualsiasi devesi nella scheda porre qualche parola fra parentesi, se questa parola è espressa nel frontespizio o nel corpo dell'opera schedata, si adoperanno le parentesi tonde ( ); altrimenti le quadre [ ]. Se poi un nome posto fra parentesi nella scheda principale servirà come parola d'ordone per una scheda di richiamo, anche in questa quel nome sarà posto fra parentesi tonde o quadre, come nella scheda principale.
5) Le parole scritte con caratteri greci, orientali e simili, si copieranno con le forme classiche usate generalmente nelle stampe, e non col corsivo neo-greco o col corsivo rabinico.

II. Segnatura. - 1ª riga della scheda.

1 - La segnatura registra i numeri di catalogo coi quali un'opera viene segnata. Essa si scrive con caratteri marcati nell'angolo destro della 1ª riga della scheda. (Se vi sono più volumi si accennano, dopo il n° d'ordine, col numero arabico detto esponente (').
2 - La segnatura viene registrata tre volte: A) nella scheda, come all'art. precedente; B) nell'etichetta attaccata sul dorso del volume; C) nel frontespizio del volume stesso all'angolo superiore destro in lapis.

III. Parola d'ordine (2ª riga della scheda).

1 - La parola d'ordine, che serve a designare e catalogare la scheda, scrivesi sempre al principio della 2ª riga con caratteri marcati.
2 - Per le opere il frontespizio delle quali reca il nome dell'autore, tal nome costituisce la parola d'ordine, e viene scelto con le regole seguenti:
3 - Nei nomi moderni si mette in primo luogo il nome di famiglia, quindi il nome di persone. Se il nome di famiglia è composto di più nomi, si prende per parola d'ordine:
a) nei nomi italiani e spagnuoli il primo;
b) negli inglesi il secondo;
c) nei francesi il più usato, ordinariamente il primo.
b) negli altri, generalmente il primo o il più usato.
Il cognome non usato per parola d'ordine si scrive fra parentesi dopo il nome intiero: Es: Pio: Buffan Leclerc:
Buffan Pio: (Leclerc).
Per i Santi, i Papi, i Principi si mette il nome di persona, quello di battesimo, o il nome assunto, es: Thomas de Aquino (S.); Innocentius PP. III; Rodolfo I; Maometto II.
5 - Quando un antico autore classico, patristico[?], ecc. ha più di un nome, si sceglie il più noto ed usato. Es: Augustinus[1] Aurelius[2] (S.); Cicero[1] Marcus[2] Tullius[3]; Rudentius[1] Aurelius[2] Lemeus[?][3]; Seneca[1] L.[2] Amaeus[3].
6 - I nomi medievali (fin verso la metà del sec. XV) si registrano secondo i nomi di persona, facendo una scheda di richiamo per nomi di famiglia o pel nome di patria vera o adottata.
7 - Pei nomi assunti dai Religiosi si pone il 2° nome (quello cioè assunto dalla patria vera o adottata da un santo mistero o da un santo) come parole d'ordine: Es: Milano, Giovanni (da); Concezione, Alfonso (della Immacolata); Giuseppe, Pietro (da S.).
8 - Le forme antiquate e fuori d'uso dei nomi propri vengono poste in forma moderna nella scheda principale: e nella forma suddetta in una scheda di richiamo. Così pure se il nome trovasi modificato perchè tradotto in altra lingua, si pone nella scheda principale come si trova nell'opera, e si fa una scheda di richiamo col nome nella forma originale o la più usata. Es: Du Boulay, vedi:- Boulaeus; Giovio: vedi Jovius.
Lo stesso dicasi dei sostantivi d'ordine nei libri anonimi: Es: Storia: vedi: Historia, Istoria.
9 - I pseudonimi si prendono come veri nomi di autore. Però potrassi aggiungere fra parentesi quadra il vero nome, ponendolo nella 2ª riga a destra, e con tal vero nome si farà altresì una scheda di richiamo.
Ugualmente di casi dei nomi di autore indicati colle iniziali.
10 - Quanto alle particelle prefisse ai nomi: A) non si separano:
  1) nei nomi italiani: la, lo, D', De, Di, Dal, Del.
  2) nei nomi francesi: La, Le, Du, Des.
  3) negli olandesi: Van
  4) negl'inglesi: Fitz, Mac, O'
B) invece si separano e si pospongono fra parentesi:
  1) nei latini: A, De
  2) nei tedeschi: von
  3) nei portoghesi: Da, Dos.
Quanto al De, D' francese, esso si separa se non consta che l'uso comune l'abbia congiunto col nome; se rimane dubbio, nella scheda principale viene separato, e se ne fa una di richiamo sotto la forma che comincia col: De, D'.
11 - Dopo quel cognome di autore che é usato per parola d'ordine, si pone una virgola, e quindi l'unico o primo nome personale. Es: Rossi, Giovanni.
Se i nomi personale sono più, si pone dopo il primo la iniziale dell'altro o degli altri. Es: Rossi, Giovanni B.
12 - Dopo il nome personale o i nomi personali si pongono fra parentesi le particelle, gli altri cognimo, ecc. Es: Sickel, Theodor (von); Buffan, Giovanne (Leclerc).
13 - Quando il titolo dell'opera reca il nome di più autori, se questi sono due soli, si fa la scheda principale col nome del primo seguito da quello del 2°; quindi si fa una scheda di richiamo pel 2°. Se gli autori sono più di due, si fa la scheda principale col nome del 1° autore seguito da un etc., senza richiami.
14 - I libri che non recano nel frontespizio il nome vero od assunto dell'autore, o le iniziali del nome, sono considerati sempre come anonimi. Che se l'autore è indicato nella prefazione o nel corpo dell'opera, ovvero si conosce in qualsiasi modo, si fa la scheda di richiamo con tal nome, ed il nome stello seguasi fra parentesi nella scheda principale a destra, nella 2ª riga sotto la segnatura. (*)
(*) Poi si convenne di usare come parola d'ordine il nome dell'autore scritto nell'interno, ponendolo tra parentesi tonda.
15 - Per le opere anonime la prola d'ordine è costituita dal sostantivo (nel nominativo) principale del titolo, se non è troppo generale (come Libertas). Se è troppo generale e ve n'è un'altro più espressivop si sceglie questo. Se il nome scelto per parola d'ordine non è la prima parola del titolo, le parole che lo precedono gli si pongono fra parentesi. Es: Della Storia Veneta libri VI. 1ª riga: segnature; 2ª riga: Storia; 3ª riga: (Della) libri VI.
16 - Per le opere anonime si fanno tante schede di richiamo quanti nomi ed aggettivi personali o topografici sono contenuti nel titolo, sotto i quali l'opera può facilmente essere cercata.
Trattandosi di aggettivi riduconsi al nome rispettivo nella scheda di richiamo. Es: La politica di Giustiniano: scheda principale: Politica (La) di Giustiniano, - Scheda di richiamo: Giustiniano: vedi: Politica. = Della storia veneta libri VI. Scheda principale Storia (Della) veneta libri VI; Scheda di richiamo: Venezia: Vedi Storia...
17 - Il traduttore di un'opera fa scheda principale, e l'opera fa scheda di richiamo: Es: Monti Vincenzo. L'Iliade di Omero - Omero: vedi: Monti.
18 - Quando trattasi di un editore di un'opera altrui, se l'editore l'ha solo pubblicata senza uno speciale lavoro per raccogliere documenti allora l'opera per scheda principale, e l'editore (il cui nome deve menzionarsi in quella) fa scheda principale, e l'opera quella di richiamo.
19 - Il nome dell'autore, traduttore, editore, ecc.; il titolo dell'opera, la città ove fu edita, si copiano nella scheda, nella stessa lingua in cui sono stampati. Se questa lingua non è la greca o la latina, o una delle romanze, o delle germaniche, si aggiungerà tra parentesi la traduzione in italiano.
20 - Se la parola d'ordine non è scritta nell'alfabeto latino (come greco, slavo, arabo, etc.) la scheda principale si fa nell'alfatebo originale, e si fa una scheda di richiamo colla parola d'ordine trascritta all'alfabeto latino. Es: sch. principale: Θεοτοκος Ιωαωνς; scheda di richiamo: Theotokos joannes: vedi Θεοτοκος.
Le schede con la parola d'ordine scritta con un alfabeto non latino si pongono nel catalogo dopo la lettera Z.
21 - La parole composte, o congiunte con lineette, non si separano nemmeno quando debbono servire di parola d'ordine. Es: Buchtisch e non Tisch (Buch).

IV. Titolo dell'edizione

1 - Il titolo dell'edizione iene ricopiato esattamente dall'originale. Se è troppo prolisso, sarà abbreviato in maniera che si alteri il meno possibile il testo stampato. Nelle schede col nome di autore il titolo si comincia con la 3ª riga, un po' in dentro; nelle schede anonime (per le quali una parola del titolo fa parola d'ordine posta isolata nella 2ª riga) il titolo stesso si continua, a capo della 3ª riga.
2 - Se il libro è alla 2ª, 3ª etc. ediz., essa notasi dopo il titolo, da cui sarà divisa da una lineetta. L'edizione s'indicherà colla cifra arabica e coll'abbreviaz. Es: 6ªed.

V. Note tipografiche e varie.

1 - Nelle righe sotto il titolo si pongono le note tipografiche e varie, cioè: luogo - cognome dell'editore, anno: Es: Wien, Gerold, 1891.
2 - Se è un sol volume, il n° delle pagg. o foll. - Se sono più voll., il n° dei voll. Le pagine o fogli si notano sino al 1550.
3 - Il n° delle tavole fuori testo 4° Il formato (fol. in 4° in 8° etc.) aggiungendo: grande; piccolo, oblungo, stretto etc. nei casi rispettivi.
5° Le indicazioni eventuali di fogli mancanti, guasti, glosse, iscrizioni, ex-libris, legature artistiche, stemmi, etc.
Mancando una o più indicazioni della 1ª riga delle note tipografiche (luogo, editore, anno) si supplizia rispettivamente così: S.l.=sine loco; S.T.=sine typographia; S.A.=sine anno; S.N.T.=sine notio typographicis.
Se per i vari voll. di un'opera sono stati pubblicati in varri anni, allora s'indica il 1° anno, e poi una lineetta, quindi l'ultimo. Se l'opera è in continuazione, si pone solo il 1° anno e la lineetta.
Se invece i varii voll. furono pubblicati non solo in varii anni, ma anche da diversi editori ed in luoghi varii, allora se ne fa una menzione separata: Es: Wien, Gerold, 1870-75. Leipzig; Heinrich, 1876-85.

VI - Regole speciali.

A - Pubblicazioni di enti morali.
1 - Per le pubblicazioni de enti morali, come accademie, Società, Commissioni, Musei, etc., si fa una scheda collettiva, di cui la parola d'ordine è data dal titolo dell'ente morale, dopo il qual titolo si pone l'elenco delle varie pubblicazioni fatte dall'ente istesso, con la relativa segnatura:
Es: Akademie der Wissenschaften in Wien:
Sitzungsberichte - Austria III. 1.
Fantes rerum austriae - III. 2.
Corpus Scriptor Ecclesiast. Latina. Patrolog. I. 13 etc.
Quindi per ogni singolo pubblicazione si fa una scheda principale, di cui la parola d'ordine è data dal nome dell'autore, o dal sostantivo principale del titolo. Se l'opera è anonima, in fine della scheda si pone fra parentesi il titolo dell'Ente morale: Es: Schneller Christian: Beiträge fur Orti-Kunde Tivols
Innsbruck ... 1893
(Leo-Gesollschafy)
3 - Si fa ecezione per Sitzjungsberichte e Abhandlungen, per le quali non si farà scheda collettiva dell'ente morale.
4 - Se poi una delle pubblicazioni dell'ente morale è collettiva, in modo che si debbono separatamente schedare le singole opere che l'accompagnano, allora in fine delle schede delle varie opere si pone fra parentesi il titolo generale della pubblicazione collettiva, come nella scheda principale di questa si pone fra parentesi il titolo dell'ente morale editore. Es:
Zahn, I. (Von)
Austro-friulana
Wien: Gerola, 1897
Fantes rerum austriacarum
Wien: Gerold, 18...
(Akademie der Wissenschaften in Wien).
NB. - Catalogue général des mss. des bibliothèques publiques de France
Per le varie opere componenti detto Cataloguei cataloghi delle singole biblioteche vengono designati con schede di richiamo, nelle quali la parola d'ordine è il nome della città, tralasciandosi del titolo il nome dell'autore. Su tali schede s'indicherà il titolo generale: Es: Catalogue ... France e il n° del tomo.

C. Cataloghi di Biblioteche.

1 - I cataloghi anonimi di biblioteche, che cominciano colla parola Catalog... si schedano con questa per parola d'ordine. Tali schede poi si ordinano ne nostro catalogo alfabeticamente, secondo il nome della biblioteca catalogata, o della collezione. Es: le: (additions del British Museum), o, in mancanza di questo, secondo il nome della città o biblioteca [ge]nerale ove si trova. Questo nome si scrive in carattere [di]stint[o], nel corpo della scheda. Si fa poi una scheda di richiamo per la biblioteca catalogata, etc. (Il che per altro non si fa per additions). La parola d'ordine per tale scheda di richiamo è l'aggettivo: v. gr. Vatican, Casanaten, Bodleian.
2 - Inoltre si fa una scheda complessiva sotto il (da completare... NdR)
Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>