Le Carte di Francesco Minuta
Il Caso Messina
Documento 8

Manoscritto a penna nera su carta intestata "Curia Archiepiscopalis Catanensis" su 1 foglio piegato (4 facciate)
con data 18 maggio 1935, di Leonardo Granata.


A S.E. Monsignor Carmelo Patané
Arcivescovo di Catania

Eccellenza,

In esecuzione del mandato da V.E. affidatoci, riguardante l'Amministrazione Capitolare della nostra insigne Cattedrale, abbiamo proceduto all'esame dei Conti e Bilanci presentati dagli Amministratori in carica, rappresentati dai Can. Mons. Angelo Messina assistito dal contabile Sac. Domenico Giuffrida con l'intervento del Priore Capitolare Mons. Salvatore Romeo.

Abbiamo voluto prendere come base delle nostre indagini il Bilancio preventivo e consuntivo riflettente l'esercizio Capitolare 1932-33 già stato sottoposto ai Revisori dei conti del Capitolo, procedendo dopo al Bilancio dell'ultimo esercizio 1933-34 che dev'essere ancora sottoposto all'approvazione del Capitolo.

Dall'esame diligente di detti bilanci e dal raffronto fatto colo libro Cassa e coi registri ausiliari relativi abbiamo dovuto riconoscere la esatta regolarità delle cifre portate in bilancio e la loro corrispondenza cogli scadenzari e coi libri dei mandati di pagamento nei tre diversi rami: Benefici, Mensa e Legati, cosicchè non si può non esternare l'approvazione dei conti medesimi.

Senonchè, per scrupolo di esattezza, dobbiamo far menzione di qualche manchevolezza che abbiamo dovuto constatare. Soggiungiamo subito che trattasi di difetto di forma dei Mandati di pagamento ordinati al Cassiere Capitolare. Questi ha quasi consuetudinariamente pagato i mandati senza la firma degli amministratori, mentre la regolarità avrebbe richiesto sempre entrambe le firme di essi. Ciò però non ha menomato la rigorosa esattezza delle cifre ordinate nei mandati stessi e dei relativi pagamenti.

L'osservanza costante di una tale norma da parte del Cassiere, mentre risponderebbe ad una regolare esigenza amministrativa contabile, darebbe motivo ad entrambi i Revv. amministratori di disimpegnare, con controllo continuativo e concomitante, il Mandato da loro assunto mettendoli in grado di eventualmente indicare tempestivamente le ragioni di un loro eccezionale rifiuto a firmare il Mandato di pagamento.

Avendo richiesto in proposito spiegazioni al primo Amministratore Mons. Messina, questi ci ha assicurato che ha dato reiterate disposizioni che non venisse pagato alcun Mandato se non dopo essere stato firmato dai due Amministratori.

Non si riscontra però l'osservanza di questa giusta norma giacchè manca quasi in tutti i mandati la firma del secondo Amministratore. Questa deplorevole irregolarità risale al Cassiere che non avrebbe dovuto dare corso a Mandati non regolari ed è bene si diesse opportune disposizioni perchè non si rimani per l'avvenire.

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Da un esame fatto sugli Scadenzarii, abbiamo rilevato il progressivo loro riordinamento e completamento. Si scorge subito ancora all'inizio dell'esercizio 1932-33 un certo disordine che che aveva però le sue radici negli esercizi precedenti ed è in gran parte da attribuirsi a coloro che più direttamente erano adibiti alla funzione contabile negli Esercizi precedenti. Non abbiamo creduto opera utile andare a spingere le indagini nel lontano passato per accertare responsabilità, ormai inafferrabili, di funzionari cessati.

Specialmente il ramo "Benefici parrocchiali" era stato trasandato. E non si può non porre in rilievo la avveduta opera degli Amministratori degli ultimi esercizi che, tenendo dietro al lavoro contabile, segnatamente a quella encomiabile dell'attuale Sac. Giuffrida, sono riusciti a rimettere l'ordine nella contabilità, coll'accurata compilazione degli Scadenzarii relativi ai Cespiti [?] Capitolari e con rinnovo degli atti ricognitorii, dei quali per il solo ramo Censi S.Venera, nel decorso anno, ne sono stati fatti oltre cinquanta.

E` altresì doveroso mettere in evidenza l'opera dei medesimi Amministratori degli ultimi Esercizii che hanno potuto realizzare il considerevole aumento di Congrua al Capitolo di L.2400, annue per ogni Capitolare, col pagamento degli arretrati nella cospicua somma di L 140.000.

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Esiste un prestito di L 10.000 nominali di titoli di Rendita al portatore deliberato nell'adunanza del Capitolo dell'11 agosto 1932 a favore del Can. Mons. Messina, al quale si ricorse per non far mancare la prebenda Capitolare di fine mese ai Revmi. Capitolari.

D'altra parte è da notare che delle eccedenze di disponibilità di Cassa si sono avute ed esse si sono distribuite ai Capitolari in aumento della prebenda. Crediamo esternare l'avviso che sarebbe stato più opportuno accantonare tali eccedenze per il caso di eventuale deficienza di introiti che impedisse il regolare soddisfa della prebenda mensile, evitandosi di cadere nella necessità di ricorrere ad anticipi sui titoli patrimoniali del Capitolo.

Il 3 giugno 1932 venne deliberato dal Capitolo a favore del Rev. Mons. Messina un prestito di L 20.000 nominali di Titoli al portatore per provvedere ad operazioni in aiuto della Cassa rurale S.Mauro in Viagrande.

Senza mettere in discussione la opportunità di tale prestazione autorizzata regolarmente con deliberazione Capitolare della data sudetta, sarebbe consigliabile che il capitolo stesso provveda a richiedere la regolarizzazione di tale operazione per mettersi in grado di rientrare nel prestito effettuato.

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Essendo le cifre suesposte conformi alla risultanze contabili, il sudetto Bilancio può essere proposto all'approvazione del Revmo Capitolo.

Ringraziando della fiducia che benevolmente ci ha voluto accordare, deponiamo nelle mani della E.V. il mandato conferitoci, mentre invocando la Pastorale Benedizione, ci inchiniamo al bacio dell'Anello.

Catania, li 18 Maggio 1935.
Di V.E. Umil.mo e Dev.mo
(Jta) [?] Leonardo Granata


Quest'edizione digitale preparata da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>, nov 2001.
Ultima correzione: 30 giugno 2004.