LA SCIAGURA DI TROINA: I morti saliti a tredici

Da "Il Corriere di Catania",
Giovedì 7 dicembre 1950, p.1

TROINA, 6.
Una orribile impressionante disgrazia, che ha profondamente commosso e rattristito la popolazione dell'intera provincia, è avvenvuta [sic] ieri sera, poco doto [sic] le 21,30 in una galleria in costruzione da parte della «Sogene» per conto dell'Ente Siciliani di Elettricità.

Una disgrazia senza precedenti in Sicilia, che ha avuto il triste bilancio di tredici morti e alcuni intonicati [sic] da esalazioni gassose, i quali sono ricoverati in cornie di varie ospedali. Ed ecco come sono andati i fatti.

Da due giorni nei cantieri della «Sogene» i minatori erano in iscipero, per una vertenza, che alla fine era venuta ad un sodisfacente componimento. Ieri sera, pertanto in previsione della ripresa del lavoro, il «capo-finestra» Lorenzoni Gino, in compagnia degli operai Giannotti Armando e Castelli Gildo, si recavano nella galleria, lunga 353 metri, che attraversa Troina, per sboccare nella diga di Aucipa, al fine di eseguire una ispezione tendente ad accertare la entità della esalazione di gas.

Avevano potuto fare appena 250 metri nell'interno della galleria, quand'ecco una terribile esplosione scuotere fin dalle fondamenta l'abitato di Troina. S'era verificato un'esplosione di grison [sic] nello interno della galleria.

L'esplosione e lo scuotimento tellurico richiamavano subito l'attenzione del direttore dei lavori della «Sogene», Sig. Giulio Panini, 27enne, da Roma, il quale, coraggiosamente, ignorando che i tre operai erano stati ridotti in brandelli dall'esplosione, penetrava, nel vano tentativo di salvarli; nella galleria piena di gas, in compagnia dei geometri vito [sic] e Amabile Colarossi; rispettivamente di anni 28 e 26, nativi di Rocca di Mezzo (L'Aquila). Fatti, però, appena 150 metri i tre coraggiosi, vinti dalle esalazioni, si abbattevano al suolo, decedendo miserabilmente per asfissia.

Non vedendoli tornar fuori i timorosi della loro sorte, alcuni operai e tecnici con gesto di genersa [sic] nobiltà, decidevano per tentare un salvataggio, di entrare nella galleria, nella quale penetravano uno dietro l'altro, Verducci Carmelo di Annunziato, 42enne, da Motta S. Giovanni (R. Calabria), padre di nove figli, Stati Giuseppe, di Antonino, da Capistrelli (L'Aquila), 34enne, Vergari Benedetto di Tommaso, 49enne, da Subiaco (Roma), Capasso Francesco di Sebastiano, 42enne, da Enna, padre di cinque figli, Tuccio Angelo, 34enne, da Susegano (Treviso) e Muscarà Antonino, 18enne da Palagonia, questi ultimi due operai della «Lodigiana», che costruisce la diga.

Anche questi sette trovarono nell'interno della galleria orribile morte, e certamente il numero delle vittime sarebbe cresciuto se l'Ing. Hoffmann, riuscedo [sic] a dominare la situazione, non avesse impedito che altri entrassero nella galleria.

Frattanto, intervenivano, per recare aiuto, l'Ing. Paolo Lodigiani e alcuni suoi operai, volontari della coraggiosa intrapresa, che penetravano nella gallria nel tentativo di recuperare qualche cadavere.

Dalla galleria vennero, a poco poco, tra mille difficoltà, estratti undici cadaveri: degli altri due nessuna traccia.

Le salme, pietosamente composte, sono state, tra generale cordoglio, trasportate nella Chiesa di Troina, dove domattina alle ore 10 avranno luogo le solenni onoranze funebri con la partecipazione di tutte le autorità provinciali.

Da "Il Corriere di Catania", Giovedì 8 dicembre 1950, p.6

La tragedia di Troina

Imbocco della galleria
L'imbocco della fatale galleria che inghiottì tredici uomini, senza più restituirli alla vita

Imbocco della galleria
L'operazione di recupero delle Salme è terminata. Pompieri e carabinieri si volgono a guardare il triste corteo che va al Paese.

Imbocco della galleria
Le autorità si recano a rendere omaggio alle Salme delle tredici vittime. Nella piazza la folla ammutolita dal dolore.

L'Ente Siciliano di Elettricità mentre manifesta il suo solidale cordoglio alle Imprese SO. GE. NE. e Lodigiani partecipa con viva commozione al lutto che ha così crudelmente colpito le famiglie dei caduti sui lavori dell'Ancipa:

Ing. Giulio Panini
Geom. Amabile Colarossi
Geom. Vito Colarossi
Gino Lorenzoni
Francesco Capasso
Gildo Castelli
Armando Giannotti
Antonino Muscarà
Luigi Pompeo
Giuseppe Stati
Giovanni Tuccio
Carmelo Verducci
Benedetto Vergani


Trascritto e webbato da Martin Guy <martinwguy@gmail.com>, Aprile 2001 dall'emeroteca del Centro Sociale Auro di Catania.
Ultima revisione: 28 settembre 2007.